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Vittorio Pasteris

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In 33 a giudizio per i mondiali di nuoto di Roma

* 5 agosto, 2010 * Diritti, Italia, Sport * 0 commenti

Via IlFattoQuotidiano

In 33 a processo per abuso edilizio. È il risultato dell’inchiesta della procura di Roma sulla realizzazione di impianti sportivi, piscine e altre strutture, in occasione dei mondiali di nuoto del 2009. Tra gli imputati citati in giudizio figurano Angelo Balducci, già presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, tuttora detenuto per la vicenda degli appalti G8, Claudio Rinaldi ex commissario straordinario per i mondiali di nuoto e Giovanni Malagò, all’epoca presidente del comitato organizzatore dei mondiali.

Il processo comincerà il 5 aprile 2011. Abusivismo edilizio il reato contestato dai Pm Sergio Colaiocco e Delia Cardia, che hanno predisposto un nuovo sequestro per il circolo sportivo Aquaniene. A giudizio anche Simone Rossetti, gestore del Salaria sport village, il centro di benessere citato in alcune intercettazioni sul caso G8 che ha investito Guido Bertolaso, e l’architetto Angelo Zampolini, ex direttore dei lavori del Salaria sport village, coinvolto nella più ampia inchiesta nei cosiddetti “grandi eventi” finita al vaglio della Procura di Perugia in seguito al coinvolgimento dell’ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro.

Copia degli atti dell’inchiesta dei Pm romani è stata trasmessa alla Procura regionale della Corte dei conti come da richiesta del 9 luglio scorso. Una decina invece le strutture, tra circoli ed impianti sportivi, finite sotto sequestro dall’inizio delle indagini.

Jimmy Jump e la Coppa del Mondo

* 11 luglio, 2010 * Ironia, Sport * 0 commenti

Il Catalano Jimmy Jump ha tentato di mettere il suo cappello sulla Coppa del Mondo prima che i suoi connazzionali spagnoli la vincessero davvero.

La Roja

* 11 luglio, 2010 * Pensieri, Sport * 0 commenti

Forza Spagna questa sera, l’unica squadra degna di vincere il mondiale

Il calcio non è una cosa seria

* 25 giugno, 2010 * Italia, Pensieri, Sport * 0 commenti

Nel giorno in cui un ministro appena nominato per ragioni ai più poco chiare chiede il legittimo impedimento per bloccare un processo per appropriazione indebita a lui intentato. In cui i presidenti delle regioni italiane manifestano il rischio di bancarotta e minacciano di rimettere le loro deleghe esecutive al governo centrale. In cui Confindustria sostiene che la recessione è finita, ma che avrà come accidente collaterale centinaia di migliaia di nuovi disoccupati. In un giorno in cui una dozzina di giovani spagnoli vengono falciati, letteralmente, da un treno veloce spagnolo. In cui in Grecia un attentato uccide un alto funzionario del ministero dell’interno ellenico. In cui si continua a non capire come riuscire a mettere un tappo a un buco da cui fuoriescono fiumi di petrolio nel mare americano. E volendo: in cui si scopre che l’attore porno Rocco Siffredi è probabilmente un evasore fiscale.

In italia ci si cruccia della sconfitta di una squadra di calcio bollita costituta da 22 ricconi, più allenatore e staff, che si aggira per il mondo con costi degni degli sceicchi arabi in braghe corte. In Italia si parla di vergogna nazionale e di possibili ricadute della sconfitta sul Pil e sull’immagine del made in Italy. Tutto ciò mentre abbiamo problemi economici, politici, di libertà, di decenza che ci preoccupano con ben maggiore intensità

E’ solo e maledettamente calcio: non una cosa seria

Presagi calcistici

* 25 giugno, 2010 * Ironia, Sport * 0 commenti

Via Spinoza

Quest’anno sono talmente sfiduciato che ho venduto il mio televisore a Mediaworld

E l’Italia sparisce da mezzo Piemonte servito dal digitale terrestre

* 20 giugno, 2010 * Media, Piemonte, Sport, Tecnologia * 10 commenti

E’ buffo pensare che si dice che lo switchoff al digitale è stato posticipato per evitate che gli italiani rischiassero di non vedere i mondiali. Poi verso la metà del primo tempo di Italia – Nuova Zelanda è sparito il segnale digitale da mezzo Piemonte. Non che calcisticamente sia stata una grande perdita. (via Repubblica)

Quando stava per iniziare su Rai1 il secondo tempo della partita dei Mondiali di calcio Italia-Nuova Zelanda è saltato il collegamento del digitale terrestre della Rai in diverse zone di Torino. Sono così arrivare immediatamente centinaia di telefonate di cittadini arrabbiati ai giornali, ai vigili urbani e alle emittenti private per cercare di conoscerne il motivo. “Non pagherò mai più il canone”, hanno detto alcuni abbonati. “Da quando c’è il digitale terrestre non si vede più nulla”, hanno protestato altri.

La disfatta della Francia calcistica in un titolo dell’Equipe

* 18 giugno, 2010 * Sport * 1 commenti

Vuvuzela Time

* 14 giugno, 2010 * Piemonte * 0 commenti

Waka Waka

* 12 giugno, 2010 * Multimedia, Sport * 0 commenti

Lo spot Nike come in un film o in un videogioco

* 10 giugno, 2010 * Sport * 0 commenti

L’internet della crisi

* 12 ottobre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Scoperta tardi, ma non per questo non meno interessante l’analisi attenta di Fabrizio – Biccio

A chi come me porta a casa la propria pagnottella quotidiana grazie ad Internet, e che magari come me ha vissuto drammaticamente il tracollo della new economy dopo l’11 settembre 2001, qualche brivido sulla schiena per il crollo delle borse mondiali e l’inaugurazione di un periodo di vera e tangibile recessione non sarà mancato. Certo, siamo lontani dalla impressionante e ridicola bolla di fine anni 90, quando c’era chi riusciva a farsi pagare 500.000 Lire al giorno per fare pagine HTML con le tabelle e Dreamweaver, o faceva margini del 600% sui progetti web. Tuttavia non è facile scrollarsi di dosso la sensazione di “costruire il superfluo”, in un momento in cui si intravedono obiettive difficoltà su aspetti molto più concreti della vita quotidiana delle persone e delle imprese. Questa riflessione, figlia legittima dei titoloni a segno meno sui quotidiani e i telegiornali nazionali, si è poi trasformata in una prima, e poi in una seconda domanda: com’è cambiata la rete dopo il crollo del 2001? E adesso invece cosa accadrà?

A distanza di sette anni, abbiamo capito che quello che oggi chiamiamo web 2.0 è in larga parte figlio della crisi del 2001. Fine dei budget multimilionari per progetti di scarso valore, fine delle supermega web agencies dirette da ricchissimi dandies simil-rockstars, nascita e sviluppo di standard aperti, piattaforme open source, e nascita di un uso attivo della rete da parte degli utenti, sono solo alcuni dei vettori che hanno portato fin qui. Non una vera rivoluzione, ma certamente un riequilibrio dei valori in campo. E all’alba di un nuovo tracollo, o comunque di un momento molto difficile, è possibile un accelerazione improvvisa verso una seconda austerity, basata sulla valorizzazione di quanto già esistente (e magari poco sfruttato) piuttosto che la spesa insostenibile di nuovi mostri da costruire from scratch. Senza quindi voler fare l’oracolo della domenica, provo a buttar giù quello che ritengo potrà essere l’atteggiamento più intelligente, in epoca di crisi, per chi si occupa di attività su Internet:

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Giamaica: nel paese dei mega sportivi

* 26 agosto, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via lastampa.it

La Giamaica è la trionfatrice delle Olimpiadi di Pechino 2008, almeno tenendo conto delle dimensioni economiche e demografiche e grazie alla velocità dimostrata in pista dai suoi campioni, in primis Usain Bolt, vincitore di tre medaglie d’oro sui 100 metri, 200 metri e staffetta 4X100 e con i record mondiali messi a segno. La vittoria del piccolo stato caraibico emerge dalla speciale classifica, stilata come di consueto da StageUp-Sport & Leisure Business al termine di ogni edizione dei Giochi Olimpici, che tiene conto delle medaglie vinte in rapporto alla numerosità della popolazione ed alla ricchezza generata dalle nazioni partecipanti. Il Paese caraibico precede Bielorussia e Australia.

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