Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Vittorio Pasteris

ParoleFattiPensieri

header


Una nuova acquisizione di Google: un palazzo a New York con vista su fibra ottica

* 23 dicembre, 2010 * Personale * 1 commenti

111 Eighth Avenue, qui Via Wired

Google is down with New York City. So down, in fact, that the web search titan just dropped $1.9 billion to acquire one of the largest and most historic buildings in all of the Big Apple. At nearly 3 million square feet, 111 Eighth Avenue, the former Port Authority building, sits like a beached, red-brick cruise ship overlooking New York’s Chelsea neighborhood. The building is so big, in fact, that it has elevators large enough to accommodate 18-wheel semi-trucks.

111 Eighth Avenue was designed by Lusby Simpson and completed in 1932, just one year after the Empire State Building and the Chrysler Building. In fact, one way to think about 111 Eighth Avenue is like the Empire State Building on its side. It’s worth noting that the Empire State Building has just over 2 million square feet of office space — about 1 million less than 111 Eighth Avenue.


Read more »

Empire state of mind

* 1 novembre, 2009 * Mondo, Multimedia * 0 commenti

I sopravvissuti al crack di Lehman Brothers

* 12 settembre, 2009 * Economia, Mondo, Pensieri * 0 commenti

Via Repubblica.it

Quello che lo scatolone se l’è portato dietro fino in Vietnam. Quello che adesso scrive romanzi di fantascienza. Quello che fa le riparazioni domestiche. Quello che continua a fare il banchiere e ogni giorno si presenta al 745 sulla Settima Avenue: è cambiata solo l’insegna della ditta. Quello che adesso ripulisce titoli tossici. Quella che di tossico non vuole sentire neppure parlare ora che si occupa di cucina. Quello che tutta la verità l’ha raccontata in un libro-shock.

E quello che i 25mila dipendenti buttati sulla strada vorrebbero veder penzolare dal 31esimo piano del grattacielo che fu dell’azienda, laggiù a Manhattan, e invece, pensa te, in attesa che il giudice si pronunci trova il modo di vendere la sua villa da 13 milioni di dollari alla moglie, e per la vergogna di cento dollari: perché a Wall Street un anno dopo niente sarà pure più come prima ma se sei l’ex capo di Lehman Brothers resti “un po’ più uguale” degli altri.

C’è una vita dopo Lehman? Il 15 settembre che ha cambiato la storia della finanza resta scolpito nella memoria della città e di questa nazione fondata sul popolo e sui bigliettoni. Le immagini choc degli impiegati costretti a lasciare l’ufficio tirandosi dietro gli scatoloni hanno fatto il giro del mondo. Ma nessuno, un anno dopo, è pronto a giurare che non potrebbe succedere ancora. E in questo caso non c’è neppure la scusa del terrore, come nel crollo di tutti i crolli, nella tragedia immane delle Due Torri.