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Vittorio Pasteris

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Other 3 billion

* 9 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Google, Liberty Global e Hsbc, hanno presentato il progetto O3b networks il cui obiettivo è di portare internet ad alta velocità ai paesi emergenti. Il nome o3b è un’abbreviazione di other 3 billion,  altri tre miliardi:  le persone che in tutto il mondo non hanno ancora un collegamento veloce alla rete.

La realizzazione dei satelliti sarà affidata al gruppo franco italiano Thales Alenia Space.  Secondo la O3b networks, il programma consentirà di offrire via satellite un servizio paragonabile nelle prestazioni e nei costi a quello che viaggia su fibre ottiche nei paesi occidentali e potrebbe contribuire alla più forte crescita del mercato delle telecomunicazioni mondiale mai registrata. lo sviluppo operativo è allo stato avanzato ed è già iniziata la produzione di 16 satelliti.

Siamo tutti clandestini

* 9 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Antonella Beccaria

Io sostengo Carlo RutaRiprendo dal blog di Bernardo Parrella il post intitolato Liberi di comunicare… o forse no? che rilancia un’iniziativa di Giornalismi.info:
Un appello per “impedire che si consumi in Italia il rogo della libera espressione” è stato lanciato, in una lettera aperta, da Carlo Ruta, lo storico condannato da un tribunale siciliano per il reato di stampa clandestina per l’attività del suo blog AccadeInSicilia, oscurato dal Tribunale di Modica l’8 maggio scorso. Ruta sollecita la mobilitazione generale perché è in gioco “la democrazia, nella sua frontiera più avanzata e aperta, rappresentata dalla libera espressione in rete, dalla comunicazione che irrompe e prorompe in senso orizzontale, che rende i cittadini protagonisti in modo nuovo”. Le motivazioni della sentenza, recentemente depositate, confermano l’allarme: lo storico è stato condannato “per avere intrapreso la pubblicazione del giornale di informazione civile denominato ‘Accade in Sicilia’ e diffuso sul sito internet www.accadeinsicilia.net senza che fosse stata eseguita la registrazione presso la cancelleria del Tribunale di Modica, competente per territorio”. Non mancano certo le reazioni indignate, mentre emerge un quadro ben più grave – lo rivela uno stralcio del comunicato diffuso in questi giorni: “Tale fatto giudiziario viene da un contesto difficile. Come testimoniano numerosi eventi, alcuni poteri forti della Sicilia, sottoposti a critica, stanno facendo il possibile per far tacere Carlo Ruta, reo solo di credere nel proprio lavoro di ricerca e documentazione. Basti dire che solo negli ultimi mesi sono state inflitte allo storico ben quattro condanne, a pene pecuniarie e risarcimenti ingentissimi, per complessivi 97 mila euro, presso tre tribunali della regione”.

Il duello è Obama-Palin

* 5 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Maurizio Molinari su Lastampa.it


Paragonandosi a un «pit bull con il rossetto» nel discorso che restituisce carica ai conservatori Sarah Palin rovescia la campagna: sebbene il candidato dei repubblicani sia John McCain l’esito finale sarà deciso dal duello fra lei e Barack Obama, fra una donna bianca dell’Alaska e un afroamericano delle Hawaii.

Tanto McCain che Joe Biden, vice di Obama, hanno le radici nei rispettivi partiti e sono volti noti dell’establishment di Washington da oltre trent’anni mentre Obama e Palin sono outsider che vengono dall’estrema frontiera del Pacifico, senza un passato nelle nomenklature e incarnano categorie – donne e afroamericani – mai entrate alla Casa Bianca. Soprattutto, tanto Sarah che Barack riescono a far sognare una nazione stanca della politica tradizionale, afflitta dalla «Bush fatigue». Il sogno nasce dalla rivoluzionaria normalità dei candidati: la famiglia tutta afroamericana di Obama sul palco di Denver e quella di Palin a St Paul con un bimbo down, una figlia incinta non sposata e un marito inuit. Ma le similitudini fra la governatrice che va a caccia di alci, ama l’hockey, antiabortista e con un figlio in partenza per l’Iraq e il senatore che vuole limitare il porto d’armi, giocatore di basket, pro-aborto e fautore del ritiro da Baghdad finiscono qui.

The Windows Killer

* 2 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Google Chrome secondo Techcrunch

Make no mistake. The cute comic book and the touchy-feely talk about user experience is little more than a coat of paint on top of a monumental hatred of Microsoft.

Chrome, the Webkit-based Google browser that launches tomorrow at Google.com/chrome, will give them a real foothold on the desktop and way more control over how web applications perform. While it seems that Chrome is aimed at IE and Firefox, the target is really Windows.

They’ve built their own Javascript engine despite the fact that Webkit already has one. This should make Ajax applications like Gmail and Google Docs absolutely roar. When combined with Gears, which allows for offline access (see what MySpace did with Gears to understand how powerful it is), Chrome is nothing less than a full on desktop operating system that will compete head on with Windows.

Expect to see millions of web devices, even desktop web devices, in the coming years that completely strip out the Windows layer and use the browser as the only operating system the user needs. That was going to happen anyway, but Chrome + Gears just made the decision a whole lot easier for hardware manufacturers to make.

Microsoft, meanwhile, is stuck with a bloated closed source browser that they don’t even tether to their search engine for fear of more antitrust woes. Google can push their search engine and other web services all day long on Chrome, with no government interference. So not only will Chrome drive lots of incremental revenue to Google, it also paves the way for a Microsoft-free computing experience.

UPDATE: qui il webcast di presentazione di Chrome

Macchianera Blog Awards 2008 Red Carpet

* 28 agosto, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Macchianera

MacchianerAward 2006Tornano, finalmente (e l’occasione per farli tornare è la premiazione finale, che avverrà nel corso della prossima BlogFest a Riva del Garda), gli MBA, ovvero i “Macchianera Blog Awards 2008“.

Ecco i vincitori degli anni precedenti: 2006 (con annessa trasmissione radio per la premiazione), 2004, 2003.

BlogFest 2008Questo, invece, è il “Red Carpet” della nuova edizione, ovvero la vostra occasione per dare supporto ai blog che più vi piacciono, che leggete assiduamente o a cui siete particolarmente affezionati.

Quest’anno si vota tramite la form automatica di Google Docs, per cui dopo il salto troverete una corposa spiegazione di come si terranno le votazioni e – finalmente – la scheda online per poter votare.

La premiazione ufficiale (con tanto di premi, cerimonia, ecc…) avverrà nel corso della BlogFest di Riva del Garda, il prossimo 12 settembre 2008.

L’ultimo giorno utile per compilare la form, prima che venga richiesto il giudizio ai giurati, è venerdì 5 settembre 2008.

Il form per votare i Macchianera Blog Awards 2008

La nuova Alitalia penalizzerà consumatori e aziende

* 27 agosto, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

L'arrivoLa notizia: è sta costituita la newco dalla denominazione degna di una erboristeria (Compagnia Aerea Italiana) che dovrebbe essere la base della nuova Alitalia. La conseguenza positiva è che dovremmo essere la fine della emorraggia di denaro pubblico che ha sorretto la morente compagnia aerea italiana.

La cronaca via Corriere.it

Il capitale ammonta a un miliardo di euro. Il nome della compagnia aerea rimane invece Alitalia. Debiti ed esuberi (la cifra esatta è da definire ma potrebbero essere 5-6mila) dell’attuale Alitalia saranno trasferiti invece a un’altra società. Ma perchè ciò accada è necessario un intervento del governo. E la scelta possibile non è ancora chiara.

Un incontro a Palazzo Chigi tra i ministri Tremonti (Economia), Matteoli (Trasporti) e Scajola (Sviluppo Economico) non ha ancora risolto la situazione. Secondo una fonte riservata citata Reuters, “le strade su cui si sta lavorando sono due. La prima prevede una modifica della Marzano, l’affidamento di Alitalia ad un commissario, che dividerebbe le attività buone dalle cattive per poi cedere alla cordata italiana le prime e avviare al fallimento le seconde. L’altra ipotesi invece è che sia il cda di Alitalia a deliberare la divisione della società. In questo caso la bad company andrebbe a finire a Fintecna, società al 100% del Tesoro, che si assumerebbe l’onere della liquidazione”. Il punto è che nessuna delle due soluzioni piacerà all’Unione europea. In più la strada della modifica della legge Marzano non è semplice perchè dovrebbe “ampliare il campo di applicazione della norma alle società senza crediti come Alitalia, perchè è tecnicamente fallita”. In questa situazione appare un po’ difficile prevedere una procedura concorsuale.

I tempi sono strettissimi, questione di ore. Per venerdì infatti è prevista l’approvazione dei conti da parte del cda di Alitalia, la conseguente dichiarazione di insolvenza e la contestuale richiesta di accesso alla nuova procedura dal momento che le perdite al 30 giugno, stimate in 400 milioni, rendono impossibile la prosecuzione dell’attività. Se sarà nominato il commissario straordinario è probabile che l’incarico vada all’ex ministro Fantozzi. Subito dopo la presentazione del piano della newco messa in piedi da Intesa Sanpaolo.

Restano sul tavolo una serie di problemi di vario tipo. I problemi di metodo ci sono e notevoli, una nuova distorsione della legge Marzano che potrebbe creare ulteriori pasticci, una serie di operazioni dell’azionista di maggiornanza (il Tesoro) che dovranno essere sottoposte a lente d’ingrandimento UE, una privatizzazione” dell’azienda fatta alla cavolo e alla veloce per ragioni d’urgenza imposte che ricorda lo sventurato caso Telecomiitalia, la presenza nel dream team dei salvatori della patria, capitanato da Roberto Colannino (a volte ritornano) di personaggi come lo stesso Colaninno, Ligresti,  Caltagirone, Gavio, Tronchetti Provera, Passera &c.  che fanno pensare ad operazioni finanziarie di speculazione di medio periodo, piuttosto che a piani industriali finalizzati all’espansione dell’azienda.

Il timing dell’operazione con passo alla bersagliera, sicuramente anche legato all’encefalogramma piatto dei conti Alitalia, sembra voler arrivare al “fatto compiuto” in tempi brevissimi, in modo che poi gli eventuali appellanti trovino lungo a dover fa sentire le loro ragioni: una tattica che paga sciuramente quelli che vogliono creare denaro dalle loro azioni speculative

I soggetti, meglio dire oggetti, di cui tutti ci si dimentica in questo baillamme futuristico-creativo-imprenditoriale sono i cittadini, i consumatori e le aziende italiane. Spieghiamoci: la creazione di una nuova compagnia attraverso il progetto Fenice (un nome una certezza) porterà alla fusione di Air One e Alitalia in una unica compagnia aerea che poi “espellerà” o darà in outsurcing” dipendenti, risorse e rami di business, per poi cercare partner (o compratori) nel traballante business globalizzato del viaggio aereo ad oggi strangolato dal caro petrolio.

Questo banalmente farà confluire in un unico vettore quelli che sono i maggiori attori del mercato aereo interno italiano e farà sparire Air One che aveva avuto il ruolo di “aprire” proprio questo mercato a una sanissima concorrenza che aveva permesso agli italiani e alle aziende italiane di volare con una buona qualità del servizio e a costi interessanti.Senza dimenticare che nel mercato italiano il fenomeno low cost non è ancora decollato come all’estero con il sinergico risultato che volare in Italia costa sempre decisamente troppo.

E questo confluire di voli in un unico marchio perderà per strada un concetto importante che si chiama concorrenza che vuol dire banalmente minori costi e un buon standard operativo per chi vola per piacere o per lavoro. Il confluire di Air One nell’operazione è un vero disastro per italiani e stranieri che voleranno nel nostro paese, sperando che in breve tempo operatori diversi o stranieri arrivino in forze e con serietà nel nostro mercato a fornire un una nuova offerta sulle tratte nazionali in concorrenza con la futuribile nuova Alitalia.

E tristemente si rischia di ritrovarsi di fronte a un caso simil Telecom con il risultato finale che il sistema Italia alla fine si troverà non favorito, ma penalizzato dalla nuova situazione

I media italiani non hanno alcun interesse a perseguire l’innovazione tecnologica

* 24 agosto, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Newsbox.it

Persino Captain Crunch, il guru mondiale degli hacker, in questi giorni a Pescara per partecipare al Moca 2008, sottolinea la poca lungimiranza del sistema di telecomunicazioni italiano. In una intervista a firma di Ylenia Gifuni sulle colonne de Il Centro, John Draper, maestro dei pirati informatici, sostiene che in Italia “i media sono controllati da poche persone che non hanno alcun interesse a perseguire l’innovazione tecnologica”.

L’Italia delle istituzioni e delle comunicazioni dovrebbe vergognarsi di fronte a queste dichiarazioni che arrivano da esponenti di altri Paesi nel mondo che hanno fatto della ricerca in campo tecnologico uno stile di vita. Il business coniugato alla ricerca di nuovi spazi tecnologici’. Il gruppo Finlloyd, che da alcuni anni si occupa di tecnologia d’avanguardia come il mobile internet (internet sul cellulare, per intenderci) e’ presente in questi giorni al raduno degli hackers all’ex caserma Di Cocco con i suoi massimi vertici.

In un intervento all’happening di Andrea Monti, massimo esperto italiano di diritto informatico, Roberto Santuccione, fondatore del gruppo Finlloyd insieme a Cinzia Cordesco, ha fatto notare come vi sia, in questi ambiti, la necessita’ di “unire le forze, fare lobby, creare dei centri di potere, al solo scopo di punzecchiare il legislatore spingendolo ad ascoltare i consigli di chi si nutre di pane e innovazione tecnologica per snellire e modernizzare un sistema giuridico, come quello italiano, troppo vecchio e capace solo di frenare lo sviluppo tecnologico”.

La Cina Lunedì ha massacrato 140 persone

* 21 agosto, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Repubblica.it

Il Dalai Lama accusa l’esercito cinese di aver “sparato sulla folla” il 18 agosto scorso nella regione di Kham, nell’est del Tibet. Secondo il leader spirituale buddista, sono stati uccisi circa 140 tibetani, bilancio che “deve essere confermato”. Lo ha dichiarato in un’intervista a Le Monde sul numero in edicola oggi pomeriggio. Il leader tibetano si trova a Parigi per una visita e domani incontrerà dei componenti del governo francese.

I morti di Lhasa. Il Dalai Lama ha poi denunciato che dall’inizio delle sommosse il 10 marzo scorso ”testimoni affidabili hanno potuto constatare che 400 persone sono state uccise nella sola regione di Lhasa. Uccisi da colpi di arma da fuoco, mentre manifestavano disarmati”. ”Se consideriamo tutto il Tibet, il numero delle vittime è sicuramente più elevato. Diecimila persone sono state arrestate, però non sappiamo se siano state incarcerate” ha aggiunto.

Colonizzazione militare. Secondo il premio Nobel per la Pace, l’esercito cinese starebbe costruendo ”dei veri accampamenti militari”. ”La presenza militare in Tibet è antica, ma la frenesia di nuove costruzioni, nelle regioni dell’Amdo e del Kham, mi fa dire che questa colonizzazione da parte dell’esercito è destinata a durare”. Per il Dalai Lama, ”non è stata registrata alcuna apertura” nelle discussioni con Pechino. ”Dopo le sommosse di marzo e i Giochi Olimpici avevamo creduto a dei segnali positivi. Il nostro entusiasmo è però calato rapidamente. I nostri emissari si sono scontrati contro un muro”, ha concluso.

Second Life è una grande “cavolata”

* 9 agosto, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Australianit

Many businesses are closing their sites in the virtual work, a study finds. The research shows companies had purchased land in Second Life and created “amazing, innovative” interactive areas to attract avatars, with features such as games, competitions, virtual cinema screenings and more, but there was little traffic to the sites.

The qualitative study by Kim MacKenzie, a postgraduate student in Queensland University of Technology’s accountancy school of the business faculty, was part of her honours thesis last year.

Ms MacKenzie focused on 20 international corporations, such as Intel, AOL and Coca Cola, that were conducting business in Second Life.

MacKenzie, currently undertaking a PhD study of the uptake of Web 2.0 technology by Australian organisations, said only one of the 20 firms used a digital agent and most of those she studied had closed their Second Life sites.

“These firms had gone to a lot of trouble to establish really interesting and quite stimulating settings, but because in a virtual setting you can see who is in there, unlike the internet, they knew these spaces were empty of avatars,” she said. “Commercial firms, to date, have dipped in and it appears they have dipped out because most of those sites have been shut down.”

Questa è l’economia bellezza

* 8 agosto, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Il cinismo dell’economia e degli operatori di borsa non ha confini, ma va interpretato con correttezza.

Ieri dopo la morte tragica di Pininfarina le quotazioni in borsa dell’azienda erano salite tanto da essere sospese, oggi pare siano ancora salite.

Sulle prime qualcuno aveva addirittura scritto che la borsa festeggiava l’uscita di scena di un manager incapace.

Analizzando meglio i comportamenti c’è da pensare che gli speculatori di borsa abbiano annusato che con la morte di Andrea Pininfarina si sarebbe potuto creare un momento di crisi aziendale che poteva preludere a un tentativo  di scalata della stessa.

Per cui meglio comprare le azioni e metterle da parte per poi rivenderle e farci un po’ di guadagno.

No comment.

L’ultima ribellione della tv alle corde

* 31 luglio, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Gianluca Nicoletti sulla quelle Mediaset – Google

Non è la prima volta che un editore televisivo si arrabbia quando vede che il suo costoso prodotto viene riutilizzato attraverso YouTube senza che lui ne abbia profitto o possa controllarlo. È persino divertente leggere i conteggi delle oltre 315 mila giornate televisive svanite per colpa del Web, ma è anche facile prevedere che si arriverà in tempi brevi alla grande battaglia finale tra i padroni della televisione e il pubblico, che sempre meno avverte come un furto il suo copia e incolla in Internet di tutto ciò che la tv ha appena digerito.
In questo travaso il nostro Paese sembra particolarmente attivo. Pochissimo tempo fa su blog.it si osservava che, a differenza del portale di lingua inglese che aveva al top delle viste i video sportivi e sexy, su YouTube italiano le clip più visitate erano tutti ritagli della tv generalista: «Uomini e Donne», «Mai dire martedì», «X Factor». Questo significa che YouTube è una parolina che oramai anche le nonne hanno sentito nominare in famiglia, pochi ignorano cosa sia quell’archivio immenso dove ognuno può depositare ogni frammento di vita videoripreso, sia festa, vacanza, ricordo, come pure attimi particolari belli brutti detestabili o sublimi che siano.

Ecco quindi che lo spettacolo della televisione comincia a sgocciolare lentamente, ma inesorabilmente dentro ai computer. Si immagini un vecchio acquedotto che sia tutto una falla a cui qualcuno si attacca abusivamente per innaffiare il suo orticello. Perché lo si fa? Perché dalle comunità della rete nasce una nuova esigenza che è quella della condivisione. Quello che si condivide è più saporito, è immediato nella fruizione, semplice nella ricerca e arricchito dal brusio dei commenti. E’ facile prevedere che il fantasma digitalizzato dei programmi tv troverà comunque il modo di sgusciare dalle fessure degli archivi ufficiali e apparire inaspettato ovunque ci sia qualcuno capace di evocarlo.

La bella estate di Silvio

* 28 luglio, 2008 * Senza categoria * 3 commenti

Titolo mediato da Il Giornale

Quello che impressiona nelle foto di Veronica Lario e Silvio Berlusconi è che i due non si guardano in faccia e neppure si sorridono in nessuna fotografia, e che la signora Lario ha sempre uno sguardo fisso verso avanti o che non incontra mai quello del presidente del Consiglio.


Maria Corbi su Lastampa.it

Prese da un potente zoom, certo, ma sicuramente scattate da chi è stato autorizzato a transitare nelle acque al largo della villa che da quando c’è il premier sono presidiate da eserciti di guardie del corpo. Si parla di una esclusiva concessa a un pool di agenzie fotografiche del luogo, nessun prescelto per non scatenare la rabbia dei paparazzi esclusi. Nasce così uno scoop e soprattutto va in scena la nuova stagione di Veronica e Silvio innamorati. Una pace veloce dopo anni di separazione di fatto con lei rinchiusa a Macherio e lui a Arcore. Lei impegnata con i figli e la sua vita new age e lui con il governo dell’Italia. Divisi da intercettopoli e dalla generosità del «ri-sposo» per le povere fanciulle del sottobosco televisivo in cerca di sponsor. Con la «risposa», che non sopporta più un marito troppo espansivo con attrici, conduttrici, veline.

Scrive libri, dà interviste, manda lettere ai giornali per far capire a Silvio che così non si può andare avanti. Ma non rompe, dicono i soliti bene informati, perché in gioco c’è la spartizione dell’impero economico. Lui vorrebbe fare fifty-fifty tra i figli di lei e quelli della prima moglie. Lei vorrebbe invece una successione regolare con spartizione delle quote che renderebbe di fatto i figliastri Marina e Piersilvio soci di minoranza. E mentre la saga va avanti le casalinghe, quelle sempre sintonizzate sul Tg di Emilio Fede, si innervosiscono nel vedere il loro Silvio descritto come uno sciupafemmine. Per loro va bene un Silvio galante ma non troppo descritto bene dalla frase pronunciata durante un convegno di An: «Vedo laggiù in prima fila rappresentanti di notevole livello estetico.