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Vittorio Pasteris

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Quattro anni con Twitter

* 31 dicembre, 2010 * Internet * 0 commenti

Via Pandemia

Oggi, quattro anni fa esatti, mi sono iscritto su Twitter. Stimolato da numerosi inviti di Cristian Conti, ho ceduto e ho provato a capirne di più. All’epoca su Twitter gli Italiani erano quattro gatti. Qualcuno si era iscritto fin dall’estate, quasi tutti gli altri da novembre e dicembre. All’epoca Twitter era qualcosa di molto diverso. Si scriveva in terza persona, vezzo poi venuto meno, si condividevano momenti privati della giornata tra una ristretta cerchia di amici, seppur in pubblico. Gli SMS erano attivi, ragion per cui si potevano ricevere gratis tutti i tweet degli amici e inviare i propri ad un numero UK.

Le potenzialità di comunicazione, più personale che pubbliche, c’erano già tutte. Grazie agli amici del Sole 24 Ore che mi hanno dato retta, il 10 gennaio 2007 usciva su Nova 24 un pezzo a mia firma per raccontare l’emergere di un nuovo fenomeno: la condivisione in tempo reale multipiattaforma. Wall Street Journal e Financial Times si accorgono di Twitter solo tra fine febbraio e marzo, con un piccolo nuovo boom negli USA, tra i geek prevalentemente, che porta ad un nuovo incremento di utenti.
Twitter su Nova nel 2007

In Italia Twitter arriva sulle prime pagine dei giornali nel giugno 2009, con le proteste in Iran, ma capolino l’aveva già fatto a seguito del terremoto de L’Aquila, con qualcuno che ha cominciato ad accorgersi del valore informativo della piattaforma. Il boom di utenti arriva solo con la traduzione in italiano, nel dicembre 2009 e oggi potremmo dire che gli utenti italiani siano certamente più di un milione. Nel mondo, nel frattempo, siamo quasi a 200 milioni.

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Il team di Ilaria Capua c’è l’ha fatta di nuovo

* 28 aprile, 2009 * Mondo, Pensieri, Scienza * 0 commenti

Il virus della febbre suina è stato riconosciuto grazie al team capitanato da Ilaria Capua presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie utilizzando la banca dati GISAID realizzata per i precedenti casi di infezioni da virus animali. Abbiamo conosciuto Ilaria Capua alla recente Seconda Venice Session: grande persona.

Qui il secondo video di Venezia

Il successo nasce dall’aprire le conoscenza scientifiche a tutti gli addetti ai lavori.

Abbiamo visto lontano, quando abbiamo sollevato il problema della trasparenza dei dati. Senza la banca dati non sarebbe stato possibile avere tutti questi dati sul virus, ha detto all’ANSA Ilaria Capua, che nel 2006 ha lanciato sulle maggiori riviste scientifiche internazionali l’appello a mettere in comune i dati in un’unica banca dati. Ci sono voluti due anni per allestirla e sostituire cosà la banca ad accesso riservato utilizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La banca Gisaid è attiva dall’agosto scorso e contiene migliaia di sequenze genetiche di virus dell’influenza animali e umani: un archivio unico al mondo, gestito dall’Istituto svizzero di bioinformatica, una fondazione accademica nata nel 1998. Una volta sequenziato il virus dell’influenza dei suini, spiega Ilaria Capua, i Centri statunitensi per il controllo delle malattie  hanno immesso la sequenza in Gisaid: grazie a tutte le altre informazioni già contenute nella banca  abbiamo confrontato la nuova sequenza con le altre e abbiamo capito da dove arrivavano i geni e individuato la resistenza gli antivirali.

Ilaria Capua è una delle paladine della scienza Open Source, è una delle cinque Revolutionaries Minds

Una delle cinque “Revolutionary Minds” di Seed Magazine – quello dei www.scienceblogs.com – è la virologa dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie che ha teorizzato il concetto ”One Health”: umani, animali, ambiente, la salute è una. La rivoluzione sta nell’averlo applicato con GISAID e, a furia di rampogne nei vertici internazionali, nell’aver costretto gli specialisti in zoonosi trasmesse agli umani, cioè i medici, a parlare con gli specialisti delle zoonosi, cioè i veterinari.

A posteriori, sembra l’uovo di Colombo . Eppure non s’erano mai incontrati per darsi strumenti e progetti comuni. Per fortuna, un anno fa la Fao, l’Oie e l’Oms hanno chiesto a Ilaria di organizzare un worskhop congiunto.

La mappa della febbre suina nel mondo

* 27 aprile, 2009 * Mondo, Scienza * 1 commenti


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