L’audio panettone di Papa Benedetto
Uscirà il prossimo 30 novembre e sarà probabilmente uno degli album più venduti nei giorni che precedono Natale. Alla fine dell’anno un nuovo artista calcherà la scena delle hit musicali: Papa Benedetto XVI. La Geffen Records, etichetta discografica statunitense che negli scorsi decenni ha prodotto gli album dei Nirvana, dei Guns n’ Roses e di altre famose band, ha annunciato che alla fine dell’anno lancerà un nuovo cd che avrà come principale protagonista proprio Sua Santità. Benedetto XVI interpreterà diverse canzoni religiose e reciterà preghiere dedicate alla Vergine Maria. L’album si dovrebbe intitolare «Alma Mater» e comprenderà anche otto pezzi di musica classica interpretati dalla «Royal Philharmonic» di Londra, registrati nei mitici studi di Abbey Road nella capitale britannica.
Scherza con i fanti, ma lascia stare i papi
Roberto Balducci, vaticanista del Tg3, autore del servizio di domenica scorsa sul Papa che conteneva la ormai celebre frase di chiusura sui ”quattro gatti” che hanno ancora la pazienza di ascoltarlo, e’ stato rimosso dal suo incarico. La decisione, dopo le polemiche seguite ieri al servizio, e’ stata presa dal direttore della testata, Antonio Di Bella, che ha ricevuto una lettera nel quale il vaticanista, dopo aver ribadito il rispetto per il Vaticano e il dispiacere per aver procurato un danno alla testata e all’azienda, si rimetteva alla valutazione del direttore. Di Bella non ha perso tempo ed ha appeso in bacheca una comunicazione nella quale si dice che ”a partire da oggi il collega Roberto Balducci non seguira’ piu’ il Vaticano”.
Caritas in veritate: il papa comunista
La nuova enciclica del papa è ricca di passaggi pericolosamente comunisti
Dal punto di vista sociale, i sistemi di protezione e previdenza, già presenti ai tempi di Paolo VI in molti Paesi, faticano e potrebbero faticare ancor più in futuro a perseguire i loro obiettivi di vera giustizia sociale entro un quadro di forze profondamente mutato. Il mercato diventato globale ha stimolato anzitutto, da parte di Paesi ricchi, la ricerca di aree dove delocalizzare le produzioni di basso costo al fine di ridurre i prezzi di molti beni, accrescere il potere di acquisto e accelerare pertanto il tasso di sviluppo centrato su maggiori consumi per il proprio mercato interno. Conseguentemente, il mercato ha stimolato forme nuove di competizione tra Stati allo scopo di attirare centri produttivi di imprese straniere, mediante vari strumenti, tra cui un fisco favorevole e la deregolamentazione del mondo del lavoro. Questi processi hanno comportato la riduzione delle reti di sicurezza sociale in cambio della ricerca di maggiori vantaggi competitivi nel mercato globale, con grave pericolo per i diritti dei lavoratori, per i diritti fondamentali dell’uomo e per la solidarietà attuata nelle tradizionali forme dello Stato sociale.
poi
Il negazionismo della Shoah di un vescovo inglese
Papa Ratzinger doveva sistemare la situazione di quattro vescovi ex Lefebriani, ma poteva accorgersi che uno di questi era Richard Williamson, a capo della Fraternità San Pio X, che in una intervista televisiva dichiarava
Io credo che le camere a gas non siano mai esistite
Il minimo che poteva capitare, a maggior ragione nel Giorno della memoria, era che gli Ebrei e con loro tutto il mondo delle persone civili, siamo molto arrabbiati …
Update: il rabbinato di Israele rompe i rapporti con il Vaticano
Populorum progressio
Riporta l’Ansa
Le tecnologie digitali sono «un vero dono per l’umanità», ma sarebbe «un grave danno» se non fossero accessibili a tutti, e specialmente ai più poveri e agli emarginati: lo ha detto Benedetto XVI nel suo messaggio per la 43esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali.
«È gratificante – afferma il Papa – vedere l’emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione. Queste reti possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali, consentendo loro di approfondire la comune umanità e il senso di corresponsabilità per il bene di tutti. Ci si deve tuttavia preoccupare – avverte – di far sì che il mondo digitale, in cui tali reti possono essere stabilite, sia un mondo veramente accessibile a tutti. Sarebbe un grave danno per il futuro dell’umanità – ha insistito – se i nuovi strumenti della comunicazione, che permettono di condividere sapere e informazioni in maniera più rapida e efficace, non fossero resi accessibili a coloro che sono già economicamente e socialmente emarginati o se contribuissero solo a incrementare il divario che separa i poveri dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio dell’informazione e della socializzazione umana».
25 dicembre, 2009























