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Vittorio Pasteris

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Beppe Grillo lancia il Cozza Day

* 1 settembre, 2011 * Italia, Pensieri * 0 commenti

Via Beppe Grillo

Il 10 settembre è il Cozza Day. Il giorno delle cozze parlamentari abusive. Parlamento Pulito non basta più. Non devono andarsene solo i condannati in via definitiva, ma tutti coloro che si sono trincerati all’interno del Palazzo. Abbarbicati come cozze ai loro privilegi, dalla pensione dopo una legislatura, ai finanziamenti elettorali. Non esiste una sola cozza in Parlamento che abbia rinunciato alla pensione e ai “rimborsi” pubblici. Non è necessaria una legge. E’ sufficiente un assegno al Tesoro della somma percepita. Rispetto ai suoi successori Craxi aveva più dignità. Almeno non ti prendeva per il culo. In Parlamento spiegò che se lui rubava, allora tutti rubavano e se qualcuno non era d’accordo si alzasse in piedi. Nessuno si alzò, le mani dei deputati tenaci sugli scranni, un comportamento da vere cozze da scoglio.

L’escort nell’Ipad del deputato

* 2 febbraio, 2011 * Italia * 1 commenti

Oggi ha beccato un deputato che durante una seduta del Parlamento si faceva un giro in un sito di Escort

Martedì 26 gennaio, Camera dei Deputati, discussione sulla mozione di sfiducia al ministro Sandro Bondi. Un deputato del Pdl si mette a navigare su internet grazie al suo iPad e si intrattiene su un sito a luci rosse.

Il deputato ultrasessantenne, cravatta di Marinella e capelli riportati a coprire una discreta calvizie, inforca gli occhiali (che di solito non porta) e scruta a lungo immagini e profili di due professioniste, Dollyy e Daisy: sono romane, non fumano, ricevono a casa o in hotel, previo preavviso.

«In un momento di stanca del dibattito, ci siamo distratti scambiandoci l’iPad. Non ne facciamo un dramma, era una goliardata». Così il parlamentare barese del Pdl Simeone Di Cagno Abbrescia ha giustificato il suo comportamento. «In certi momenti bisogna stare in aula anche se il dibattito non è avvincente», ha aggiunto. «Di solito uso l’iPad per informarmi, leggere le agenzie. Ma può capitare di soffermarsi su una di quelle immagini diciamo porno che ogni tanto compaiono. Ora tutti fanno i casti, ma ce n’è di gente che le escort le frequenta, non le guarda su Internet. E le vicende del Rubygate hanno incuriosito tutti, è inutile negarlo».

Linked Open Camera

* 26 settembre, 2010 * Internet, Italia * 2 commenti

E’ nato Linked Open Camera un progetto per mettere a disposizione tutti i dati prodotti da una pubblica amministrazione in una forma che ne consenta un pieno utilizzo in modo automatico da parte di applicazioni software.

Come spende i nostri soldi la camera dei deputati?
Mettiamo a disposizione i dati grezzi su contratti e previsioni di spesa per stimolare la trasparenza e la cittadinanza attiva. Vogliamo favorire il riuso di questi dati da parte di cittadini e imprese. Per farlo abbiamo bisogno del tuo aiuto.
Semantic Web e Linked Data
I dati sulle previsioni di spesa della camera sono stati pubblicati dalla parlamentare Rita Bernardini, che li ha ottenuti in formato cartaceo e digitalizzati.
Noi abbiamo corretto e arricchito quei dati per renderli parte del Semantic Web e li abbiamo trasformati in formati standard secondo le linee guida Linked Data.
Lo scopo del nostro progetto non è tanto costruire un bel sito web in cui l’utente finale possa consultare i dati, quanto piuttosto rendere i dati grezzi disponibili a chiunque voglia utilizzarli per integrarli nelle proprie applicazioni, creare nuove modalità di visualizzazione, incrociarli ad altri dati, praticare il cosiddetto “Civil Hacking”.

Le Camere svuotate di persone e di importanza

* 9 novembre, 2009 * Diritti, Italia * 0 commenti

Via Repubblica.it

Le Camere non hanno mai brillato per iperattivismo, d’accordo. Ma negli ultimi sei mesi – complice il progressivo affievolimento dell’iniziativa del governo, ormai unico dominus dell’attività legislativa – hanno rallentato e infine esaurito la loro corsa. Non è solo un problema di quantità, di ore lavorate, come se deputati e senatori fossero operai a cottimo. Il fatto è che le 8,6 ore di seduta a settimana (dal martedì al giovedì pomeriggio) alle quali si sono limitati i senatori dal 1 maggio al 31 ottobre e le 18 dei deputati (dal lunedì al giovedì pomeriggio) nello stesso periodo, raccontano di un arrancare senza precedenti. Denunciato in fondo, con tutta la diplomazia del caso, dalla clamorosa iniziativa del presidente Fini nel momento in cui ha chiuso per mancanza di leggi e di copertura per finanziarle. Messaggio al governo, preceduto da due (inutili) riunioni di richiamo all’ordine coi presidenti di commissione. Al Senato invece si va avanti senza scosse, sebbene proprio lì i numeri parlino di un calo ancora più marcato: dalle 17,7 sedute al mese del primo anno di legislatura si è passati alle 14 degli ultimi 180 giorni, le ore di aula da 11 a 8,6 a settimana.

Pirateria, censura, diritti d’autore, parolai e gendarmi

* 28 gennaio, 2009 * Diritti, Economia, Internet * 0 commenti

Alessandro Longo riassume bene la situazione sul tema.

Nel mentre fioriscono convegni e altre amenità sponsorizzati dal governo e consimili  in cui ignoranti di tecnologia e spesso anche di diritto profluiscono le loro doti dialettiche nel nulla contenutistico.

Una proposta  di legge che, combattendo la pirateria digitale, spinge verso una censura del web. Una censura dall’alto, con un rigore mai visto prima in Italia. E a farne le spese potrebbero essere non solo gli utenti ma anche soggetti come YouTube, a vantaggio di Mediaset e delle emittenti che sentono violati i propri diritti d’autore.

Sono questi aspetti che stanno facendo divampare le polemiche, in rete, sulla prima proposta di legge arrivata al neonato Comitato tecnico governativo contro la pirateria digitale e multimediale. Il documento è trapelato sul web e pubblicato da Altroconsumo, associazione dei consumatori, che lo boccia allarmata: “Il provvedimento appare arcaico, protezionista e contrario agli interessi dei consumatori e dell’innovazione del mercato digitale”.

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Camera con rete

* 4 dicembre, 2008 * Internet, Italia * 0 commenti

Codice Internet organizza oggi alle  17  un’incontro alla Camera dei Deputati ul tema Internet e Politica per sensibilizzare la nostra classe politica sulle opportunità della Rete.

Veltroni ha aperto gli occhi: il modello Putin

* 28 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Finalmente Walter Veltroni comincia a uscire dal torpore post elettorale:

Viviamo un tempo che ha in sé gravi rischi. Se non ci sarà una sufficiente controreazione, rischiamo di veder realizzarsi anche in Italia il modello Putin. È il rischio di tutto l’Occidente. Una democrazia sostanzialmente svuotata. Una struttura di organizzazione del potere che rischia di apparire autoritaria. Il dissenso visto come un fastidio di cui liberarsi, la divisione e l’autonomia dei poteri come un ostacolo da rimuovere

Il governo tratta il Parlamento come fosse una perdita di tempo, una rottura di scatole, un impedimento. Ora, mi è evidente la lentezza dei lavori parlamentari; ma il rimedio è ridurre le Camere a una e i parlamentari alla metà, non impedire di discutere e migliorare leggi che sono discutibili e migliorabili.

EU – webtv

* 18 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Il parlamento europeo lancia su Internet il proprio canale televisivo, Europarltv, sul quale chiunque nel mondo abbia un accesso alla rete potrà seguire una gamma molto diversificata di programmi sulla vita dell’Europarlamento.

Il Garante e i Social Network

* 16 luglio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Sos Computer

Il Garante per la privacy Francesco Pizzetti nella Relazione Annuale al Parlamento mette in guardia
dalle possibili insidie di Internet, puntando il dito sul rischio di derive che possono nascere soprattutto da YouTube e dai Social Network le reti che si stanno diffondendo sempre di più e attraverso le quali si scambiano milioni di dati ma che i giovani usano con spensieratezza e inconsapevolezza.

Il Garante ha sottolineato che insieme alle altre Autorità europee, monitora attentamente il continuo svilupparsi di nuovi servizi ed opportunità sulla rete. E se da un lato l’Authority
promuove le innovazioni come la localizzazione geo-satellitare, la detenzione in siti protetti dei dati sanitari degli utenti, l`archiviazione in siti dedicati di tutto il traffico mail degli utenti. Dall’altro spiega: «Ne vediamo però anche le possibili derive».

UPDATE: il live blogging di Stefano Quintarelli dell’evento

Niente pelo per tutti

* 15 giugno, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Scusandosi per il titolo blandamente triviale del post, leggendo la segnalazione di Luca vengono pensieri al solito sparsi:

1) il provvedimento è abbastanza ridicolo e non trova riscontro se non in veri regimi autoritari
2) Il passo successivo sarebbe un enorme proxy che filtra il filtrabile stile cinese … e non solo sul porno

3) I problemi della sicurezza della navigazione dei monori non dipendono solo dal porno

4) L’Italia fino a prova contraria è un paese laico
5) Se la legge passa come farà Berlusconi a trovare spunti per le prossime nomine politiche del suo governo ?
6) Berlusconi sa che una legge (inutile e marginale) come questa potrebbe toglierli voti “utili” e sa che la prima regola politica è evitare di togliere “panem et circenses” all’elettore medio

7) Luca dimentica che l’utilizzo di materiale pornografico non è esclusiva maschile

Via Luca Spinelli

Oscuramento di ogni sito internet pornografico o offensivo del buon costume. Pene fino a cinque anni di carcere per chi pubbilca una qualsiasi scena di sesso sul web. Si prospettano tempi duri per il maschio italiano insoddisfatto.

La notizia del disegno di legge, “Norme per la corretta utilizzazione della rete INTERNET a tutela dei minori” (DDL 664) presentato il 22 maggio scorso dal senatore Alessio Butti (PDL) è shock.

Il testo è molto chiaro e, considerando lo schieramento del senatore, le possibilità che si traduca in legge sono evidentemente maggiori, perciò merita attenzione. Premetto che un disegno di legge non sempre diventa legge dello stato e che anche quando questo avviene passano quasi sempre vari mesi (esisterebbero, tra l’altro, forme normative più celeri che non devono passare per entrambi i rami del parlamento).

Ma a prescindere da queste questioni procedurali, la proposta è dura: vietare con pene severissime la pornografia su internet. Solo su internet. E non soltanto in Italia: nel mondo. O meglio: dall’Italia verso tutti i siti al mondo. Una legge italiana, infatti, coinvolge – almeno in teoria – l’intera navigazione dall‘Italia, non solo quella in Italia. Ricordiamo che Internet è il primo caso della storia nel quale si può accedere istantaneamente da una nazione a documenti, immagini ed informazioni presenti in un’altra, con leggi e culture differenti.

Il DDL Butti ricorda per qualche verso il pacchetto sicurezza del Governo Prodi di cui avevo parlato qualche mese addietro su Punto Informatico, ma si spinge parecchio oltre. Come sapete, per scelta, ho sempre preferito tenere il più possibile lontano i giudizi strettamente politici dalle pagine di questo sito, per commentare direttamente i testi di legge e le azioni pratiche (e infatti ho criticato leggi di sinistra, centro sinistra, destra e centro destra). Così farò anche questa volta.

UPDATE DELLA NOTIZIA

Una normativa europea per i blog ?

* 13 giugno, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Via Luca Conti

La Commissione Cultura del Parlamento Europeo ha licenziato il testo di una mozione che va ad interessare il futuro dei blog e dei social media in Europa. A partire da settembre il Parlamento Europeo sarà infatti chiamato ad esprimersi su una mozione che impegna la Commissione Europea e gli stati membri a regolamentare i contenuti generati dagli utenti utilizzati dai media tradizionali e i media personali, in particolare i blog.

La mozione ha come oggetto la concentrazione e il pluralismo dei media in Europa. In due punti si evidenzia il potere di influenza dei social media e il conflitto potenziale tra contenuti prodotti dagli utenti e contenuti editoriali curati da professionisti del settore.

whereas commercial publications are increasingly utilising user-generated content, especially audiovisual content for a nominal fee, raising questions of unfair competitionamong media  professionals

La mozione ritiene l’uso commerciale delle produzioni non professionali una violazione della concorrenza a danno dei professionisti dei media

I blog necessitano di una regolamentazione o possono meglio difendere la propria credibilità autoregolandosi come avvenuto fino ad oggi? E’ una tutela per l’utente o un vincolo a favore degli editori tradizionali imporre un valore economico alle produzioni amatoriali usate da soggetti commerciali? Come è possibile normare un mondo così dinamico e in continua evoluzione?

Free Greenland

* 12 maggio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

<B>La lunga marcia della Groenlandia<br>per la secessione dalla Danimarca </B>Via Repubblica

Sta per nascere una nuova nazione, e di fatto sarà il primo Stato eschimese. E una lingua eschimese diventerà ufficiale, lassù tra i ghiacci eterni del grande nord. La Groenlandia, la più grande isola del mondo, ha cominciato ieri a scogliere gli ultimi legami con la madrepatria Danimarca, l’ex potenza coloniale. Lentamente, ma nascerà uno Stato vasto come sei Germanie e abitato da appena 57mila persone. Sarà nazione sovrana grazie alle ingenti risorse di petrolio, metalli preziosi e altre materie prime, ma dovrà appoggiarsi a Copenaghen e al resto della Vecchia Europa per formare la sua classe dirigente.

E per la prima volta dal dopo-colonialismo uno Stato europeo perderà il 98 per cento del suo territorio.
La svolta è cominciata ieri, con la firma di un trattato tra il premier conservatore danese, Anders Fogh Rasmussen, e il governatore-premier di Groenlandia, il socialdemocratico Hans Enoksen. Entro fine anno un referendum in Groenlandia e un voto del Parlamento reale danese daranno il responso già ora scontato: si andrà step by step verso l’indipendenza e il diritto alla secessione.