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Vittorio Pasteris

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Le Camere svuotate di persone e di importanza

* 9 novembre, 2009 * Diritti, Italia * 0 commenti

Via Repubblica.it

Le Camere non hanno mai brillato per iperattivismo, d’accordo. Ma negli ultimi sei mesi – complice il progressivo affievolimento dell’iniziativa del governo, ormai unico dominus dell’attività legislativa – hanno rallentato e infine esaurito la loro corsa. Non è solo un problema di quantità, di ore lavorate, come se deputati e senatori fossero operai a cottimo. Il fatto è che le 8,6 ore di seduta a settimana (dal martedì al giovedì pomeriggio) alle quali si sono limitati i senatori dal 1 maggio al 31 ottobre e le 18 dei deputati (dal lunedì al giovedì pomeriggio) nello stesso periodo, raccontano di un arrancare senza precedenti. Denunciato in fondo, con tutta la diplomazia del caso, dalla clamorosa iniziativa del presidente Fini nel momento in cui ha chiuso per mancanza di leggi e di copertura per finanziarle. Messaggio al governo, preceduto da due (inutili) riunioni di richiamo all’ordine coi presidenti di commissione. Al Senato invece si va avanti senza scosse, sebbene proprio lì i numeri parlino di un calo ancora più marcato: dalle 17,7 sedute al mese del primo anno di legislatura si è passati alle 14 degli ultimi 180 giorni, le ore di aula da 11 a 8,6 a settimana.

Pirateria, censura, diritti d’autore, parolai e gendarmi

* 28 gennaio, 2009 * Diritti, Economia, Internet * 0 commenti

Alessandro Longo riassume bene la situazione sul tema.

Nel mentre fioriscono convegni e altre amenità sponsorizzati dal governo e consimili  in cui ignoranti di tecnologia e spesso anche di diritto profluiscono le loro doti dialettiche nel nulla contenutistico.

Una proposta  di legge che, combattendo la pirateria digitale, spinge verso una censura del web. Una censura dall’alto, con un rigore mai visto prima in Italia. E a farne le spese potrebbero essere non solo gli utenti ma anche soggetti come YouTube, a vantaggio di Mediaset e delle emittenti che sentono violati i propri diritti d’autore.

Sono questi aspetti che stanno facendo divampare le polemiche, in rete, sulla prima proposta di legge arrivata al neonato Comitato tecnico governativo contro la pirateria digitale e multimediale. Il documento è trapelato sul web e pubblicato da Altroconsumo, associazione dei consumatori, che lo boccia allarmata: “Il provvedimento appare arcaico, protezionista e contrario agli interessi dei consumatori e dell’innovazione del mercato digitale”.

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Camera con rete

* 4 dicembre, 2008 * Internet, Italia * 0 commenti

Codice Internet organizza oggi alle  17  un’incontro alla Camera dei Deputati ul tema Internet e Politica per sensibilizzare la nostra classe politica sulle opportunità della Rete.

Veltroni ha aperto gli occhi: il modello Putin

* 28 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Finalmente Walter Veltroni comincia a uscire dal torpore post elettorale:

Viviamo un tempo che ha in sé gravi rischi. Se non ci sarà una sufficiente controreazione, rischiamo di veder realizzarsi anche in Italia il modello Putin. È il rischio di tutto l’Occidente. Una democrazia sostanzialmente svuotata. Una struttura di organizzazione del potere che rischia di apparire autoritaria. Il dissenso visto come un fastidio di cui liberarsi, la divisione e l’autonomia dei poteri come un ostacolo da rimuovere

Il governo tratta il Parlamento come fosse una perdita di tempo, una rottura di scatole, un impedimento. Ora, mi è evidente la lentezza dei lavori parlamentari; ma il rimedio è ridurre le Camere a una e i parlamentari alla metà, non impedire di discutere e migliorare leggi che sono discutibili e migliorabili.

EU – webtv

* 18 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Il parlamento europeo lancia su Internet il proprio canale televisivo, Europarltv, sul quale chiunque nel mondo abbia un accesso alla rete potrà seguire una gamma molto diversificata di programmi sulla vita dell’Europarlamento.

Il Garante e i Social Network

* 16 luglio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Sos Computer

Il Garante per la privacy Francesco Pizzetti nella Relazione Annuale al Parlamento mette in guardia
dalle possibili insidie di Internet, puntando il dito sul rischio di derive che possono nascere soprattutto da YouTube e dai Social Network le reti che si stanno diffondendo sempre di più e attraverso le quali si scambiano milioni di dati ma che i giovani usano con spensieratezza e inconsapevolezza.

Il Garante ha sottolineato che insieme alle altre Autorità europee, monitora attentamente il continuo svilupparsi di nuovi servizi ed opportunità sulla rete. E se da un lato l’Authority
promuove le innovazioni come la localizzazione geo-satellitare, la detenzione in siti protetti dei dati sanitari degli utenti, l`archiviazione in siti dedicati di tutto il traffico mail degli utenti. Dall’altro spiega: «Ne vediamo però anche le possibili derive».

UPDATE: il live blogging di Stefano Quintarelli dell’evento

Niente pelo per tutti

* 15 giugno, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Scusandosi per il titolo blandamente triviale del post, leggendo la segnalazione di Luca vengono pensieri al solito sparsi:

1) il provvedimento è abbastanza ridicolo e non trova riscontro se non in veri regimi autoritari
2) Il passo successivo sarebbe un enorme proxy che filtra il filtrabile stile cinese … e non solo sul porno

3) I problemi della sicurezza della navigazione dei monori non dipendono solo dal porno

4) L’Italia fino a prova contraria è un paese laico
5) Se la legge passa come farà Berlusconi a trovare spunti per le prossime nomine politiche del suo governo ?
6) Berlusconi sa che una legge (inutile e marginale) come questa potrebbe toglierli voti “utili” e sa che la prima regola politica è evitare di togliere “panem et circenses” all’elettore medio

7) Luca dimentica che l’utilizzo di materiale pornografico non è esclusiva maschile

Via Luca Spinelli

Oscuramento di ogni sito internet pornografico o offensivo del buon costume. Pene fino a cinque anni di carcere per chi pubbilca una qualsiasi scena di sesso sul web. Si prospettano tempi duri per il maschio italiano insoddisfatto.

La notizia del disegno di legge, “Norme per la corretta utilizzazione della rete INTERNET a tutela dei minori” (DDL 664) presentato il 22 maggio scorso dal senatore Alessio Butti (PDL) è shock.

Il testo è molto chiaro e, considerando lo schieramento del senatore, le possibilità che si traduca in legge sono evidentemente maggiori, perciò merita attenzione. Premetto che un disegno di legge non sempre diventa legge dello stato e che anche quando questo avviene passano quasi sempre vari mesi (esisterebbero, tra l’altro, forme normative più celeri che non devono passare per entrambi i rami del parlamento).

Ma a prescindere da queste questioni procedurali, la proposta è dura: vietare con pene severissime la pornografia su internet. Solo su internet. E non soltanto in Italia: nel mondo. O meglio: dall’Italia verso tutti i siti al mondo. Una legge italiana, infatti, coinvolge – almeno in teoria – l’intera navigazione dall‘Italia, non solo quella in Italia. Ricordiamo che Internet è il primo caso della storia nel quale si può accedere istantaneamente da una nazione a documenti, immagini ed informazioni presenti in un’altra, con leggi e culture differenti.

Il DDL Butti ricorda per qualche verso il pacchetto sicurezza del Governo Prodi di cui avevo parlato qualche mese addietro su Punto Informatico, ma si spinge parecchio oltre. Come sapete, per scelta, ho sempre preferito tenere il più possibile lontano i giudizi strettamente politici dalle pagine di questo sito, per commentare direttamente i testi di legge e le azioni pratiche (e infatti ho criticato leggi di sinistra, centro sinistra, destra e centro destra). Così farò anche questa volta.

UPDATE DELLA NOTIZIA

Una normativa europea per i blog ?

* 13 giugno, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Via Luca Conti

La Commissione Cultura del Parlamento Europeo ha licenziato il testo di una mozione che va ad interessare il futuro dei blog e dei social media in Europa. A partire da settembre il Parlamento Europeo sarà infatti chiamato ad esprimersi su una mozione che impegna la Commissione Europea e gli stati membri a regolamentare i contenuti generati dagli utenti utilizzati dai media tradizionali e i media personali, in particolare i blog.

La mozione ha come oggetto la concentrazione e il pluralismo dei media in Europa. In due punti si evidenzia il potere di influenza dei social media e il conflitto potenziale tra contenuti prodotti dagli utenti e contenuti editoriali curati da professionisti del settore.

whereas commercial publications are increasingly utilising user-generated content, especially audiovisual content for a nominal fee, raising questions of unfair competitionamong media  professionals

La mozione ritiene l’uso commerciale delle produzioni non professionali una violazione della concorrenza a danno dei professionisti dei media

I blog necessitano di una regolamentazione o possono meglio difendere la propria credibilità autoregolandosi come avvenuto fino ad oggi? E’ una tutela per l’utente o un vincolo a favore degli editori tradizionali imporre un valore economico alle produzioni amatoriali usate da soggetti commerciali? Come è possibile normare un mondo così dinamico e in continua evoluzione?

Free Greenland

* 12 maggio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

<B>La lunga marcia della Groenlandia<br>per la secessione dalla Danimarca </B>Via Repubblica

Sta per nascere una nuova nazione, e di fatto sarà il primo Stato eschimese. E una lingua eschimese diventerà ufficiale, lassù tra i ghiacci eterni del grande nord. La Groenlandia, la più grande isola del mondo, ha cominciato ieri a scogliere gli ultimi legami con la madrepatria Danimarca, l’ex potenza coloniale. Lentamente, ma nascerà uno Stato vasto come sei Germanie e abitato da appena 57mila persone. Sarà nazione sovrana grazie alle ingenti risorse di petrolio, metalli preziosi e altre materie prime, ma dovrà appoggiarsi a Copenaghen e al resto della Vecchia Europa per formare la sua classe dirigente.

E per la prima volta dal dopo-colonialismo uno Stato europeo perderà il 98 per cento del suo territorio.
La svolta è cominciata ieri, con la firma di un trattato tra il premier conservatore danese, Anders Fogh Rasmussen, e il governatore-premier di Groenlandia, il socialdemocratico Hans Enoksen. Entro fine anno un referendum in Groenlandia e un voto del Parlamento reale danese daranno il responso già ora scontato: si andrà step by step verso l’indipendenza e il diritto alla secessione.

Signori non si nasce: confindustria e sinistra arcobaleno

* 20 aprile, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via GR

Questo intervento ha il solo effetto di umiliare l’avversario in un momento in cui quello gia` si sente debole, perche` espulso dal parlamento dal voto popolare . Si tratta  di un modo efficace per gettare benzina sul fuoco.

L’ intervento in questione ricorda per molti aspetti quei cartelli fatti affiggere da Rifondazione Comunista con sopra scritto “Anche i ricchi piangono”. In quel caso  si trattava di un inutile affondo contro la classe media da parte di un partito di sinistra al potere. Quell’intervento non contribuiva in nessun modo alla sacrosanta causa dell’equita` fiscale e della lotta all’evasione, ma semplicemente, con vero e proprio spirito da stadio, faceva uno sberleffo ad una parte della societa`che in quel momento era richiesta di contribuire maggiormente alle spese comuni e si sentiva tartassata.

Non credo che Montezemolo abbia  reso un servizio a Emma Marcegaglia, garantendole nel prossimo futuro un piu’ elevato livello di conflittualita` sociale . Con questo spirito da stadio non si va da nessuna parte. Per fare le riforme, di cui questo paese ha bisogno, bisogna costruire consenso, non cercare vendetta.

Proprio quando si e` piu’ forti e sostenuti da un voto popolare, che ci e` favorevole, bisogna andare incontro all’altra parte, offrendole un accordo dignitoso che risolva almeno parte dei molti problemi che affliggono questo paese malandato.

Le pagelle elettorali

* 15 aprile, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Berlusconi: 9 , sapeva di rischiare, ma di avere l’occasione della vita, stravincere e permettersi di fare il signore e il padre della patria. Ma se perdeva rimaneva fuori forse per sempre per ragioni politiche e anagrafiche. E così ha tirato fuori il killing instinct fino a cercare di raccogliere voti con siparietti a Matrix di fronte a sondaggi gli gli davano vittoria chiara. Vincente

Veltroni: 8, è partito in una corsa ad handicap dovendo difendersi dai problemi esistenziali del governo Prodi e delle sue cose fatte, e di un partito democratico messo in carreggiata in fretta e furia. Ha avuto la saggezza di correre da solo, dando una botta decisa al sistema politico italiano per semplificarlo, uccidendo indirettamente gli ex compagni di viaggio della sinitra. Ora deve dimostrare di essere davvero il futuro, pulendo il partito  e incoporando voti utili dalla sinistra. Futuribile

Casini: 7, lo davano per morto e sepolto, tutti lo volevano vedere sparire, ma ha salvato il partito e i seggi in parlamento restando l’unico erede, non si sa per quanto, dello scudo crociato.

Bossi: 9, ha saputo incanalare correttamente la rabbia e la protesta dei ceti più “a rischio” senza perdersi le solite sparate inguardabili. Leonino

Bertinotti e c.: 2, hanno messo insieme una lista raffazzonata portandosi dietro pure gli oramai inguardabili Verdi di Pecoraro Scanio. Si sono  divisi in partitini e si sono fatti drenare voti dal PD. Fuori dal mondo

Santachè: 6, ha voluto mostrare sempre la sua mascolinità al femminile, ha lottato con forza per differenziarsi dalla destra berlusconiana. Virago

Boselli e Fini: n.g. non hanno inciso per diverse ragioni , nel dibattito e nella vita politica. Invisibili

Nativi digitali: osservatori elettorali

* 18 marzo, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Nei giorni del 13 e 14 aprile, quando i cittadini saranno chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento, Swg invita nei suoi uffici di Trieste otto “nativi digitali” che già si cimentino con siti e produzioni telematiche indipendenti.

Gli analisti di Swg, esperti nell’analisi dell’opinione politica dei cittadini italiani, illustreranno ai presenti le stime, i trend e delle simulazioni sulle percentuali di voto e sui seggi che ogni forza politica dovrebbe ottenere nel rinnovo del Parlamento.

Queste analisi saranno basate sull‘Instant Poll 2008 ovvero sulle migliaia di interviste, condotte telefonicamente e via internet, che Swg raccoglierà in quei due giorni e durante queste settimane di campagna elettorale.