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Vittorio Pasteris

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#4euroalpezzo: la manifestazione dei giornalisti precari a Roma

* 27 gennaio, 2012 * Media * 0 commenti

Gioventù, amore e rabbia

* 10 gennaio, 2012 * Diritti, Italia, Pensieri * 0 commenti

Il libro di Luca Telese

Nel suo libro più arrabbiato, Luca Telese raccoglie la sfida di raccontare l’Italia ai tempi della crisi, e lo fa intrecciando la propria passione professionale, quella di un «giovane quarantenne» che ha firmato il primo vero contratto dodici anni dopo aver iniziato a lavorare, con le storie raccolte da un osservatorio privilegiato quale è quello del cronista. Ci guida nella terra dei precari, del popolo «viola» speranzoso e deluso, di quello «black» furioso e iconoclasta, di talenti e fuoriclasse, di creativi cassintegrati e di operai sbeffeggiati.

Quando i Giornalisti precari della Campania si (incazz…) arrabbiano…

* 10 ottobre, 2011 * Diritti, Media, Multimedia * 0 commenti

I precari dell’Unità in sciopero

* 9 ottobre, 2011 * Diritti, Media * 0 commenti

Via La Nazione

Sciopero di due giorni e doppio appello: al direttore dell’Unità e all’editore per il pagamento degli arretrati. Nel giorno della protesta dei giornalisti precari, i collaboratori delle redazioni di Firenze (ma anche di Roma, Milano e Bologna) e i corrispondenti regionali dell’Unità annunciano lo sciopero di due giorni, oggi e domani, per protestare contro le loro condizioni di lavoro.

”Una situazione – hanno scritto in una lettera al direttore – che non siamo più disposti ad accettare”. ”Innanzitutto – si legge nella lettera – il ritardo nei pagamenti: per la maggior parte di noi l’ultimo bonifico risale a giugno, e riguarda il compenso delle pubblicazioni di febbraio. Una situazione aggravata dalle spese che ci troviamo a sostenere relative al lavoro che forniamo a questo giornale, per cui i pagamenti ricevuti con questo ritardo raramente possono essere considerati un guadagno. Tutto questo avviene in un contesto di totale assenza di prospettive per i precari storici, anche a fronte di spazi che si sono aperti con i prepensionamenti.

Abbiamo atteso con sacrificio, in nome di un’azienda che stimiamo e alla quale sentiamo di appartenere, la fine dello stato di crisi, di fatto avvenuto lo scorso giugno, sicuri come eravamo che le condizioni finora mal sopportate sarebbero finalmente cessate. Con tutta evidenza così non è stato. I nostri assegni sono, invece, fermi a due anni fa, ridotti a una media di 20 euro lordi a pezzo. Così è ancora per le nostre prospettive, congelate sull’altare dell’attesa, in nome di un futuro migliore che non si scorge all’orizzonte”.

Io non leggo chi sfrutta: il 7 e 8 ottobre sciopero dei lettori

* 14 settembre, 2011 * Diritti, Italia, Media * 2 commenti

Re:fusi in collaborazione con il coordinamento romano “Errori di stampa” lancia una campagna su Facebook in occasione del lancio della “Carta di Firenze”: il 7 e 8 ottobre facciamo lo “sciopero dei lettori” per dare un segnale forte contro il precariato dei giornalisti.

Lo sapevate che i giornali italiani, ogni giorno, sono scritti per più della metà da giornalisti precari, non contrattualizzati, lavoratori “a cottimo” pagati un tot a pezzo pubblicato, e non pagati se il pezzo non viene pubblicato?

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Adotta un (giornalista) precario a Firenze

* 13 settembre, 2011 * Italia, Media, Pensieri * 0 commenti

Dalla Nazione

Adotta un giornalista precario, questo il nome dell’iniziativa lanciata dal Gruppo di lavoro sulla precarietà dell’Ordine nazionale dei giornalisti. In poche parole si tratta della possibilità di offrire ospitalità a giornalisti precari di fuori Firenze che verranno nel capoluogo toscano per partecipare al convegno “Giornalisti e Giornalismi, per la dignità della professione giornalistica” che si svolgerà a Firenze il 7 e 8 ottobre prossimi, presso il Teatro Odeon in Piazza Strozzi.

Per partecipare basta davvero poco, un letto, un divano e soprattutto tanta voglia di aiutare chi ancora crede di poter fare del giornalismo la sua professione. Gli interessati possono rivolgersi al seguente indirizzo:giornalistigiornalismi@hotmail.it – 3398707413. Sarà compito degli organizzatori incrociare domanda di ospitalità e l’offerta di posti letto, anche sulla base di preferenze che verranno di volta in volta indicate.

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Il diario di un giornalista precario

* 4 luglio, 2011 * Diritti, Italia, Media * 0 commenti

scripta
Via Il Levante

“Giornalista precario”, è così che vuole essere chiamato Giuseppe Manzo per sfatare il mito che vede il giornalismo professionistico come un miraggio irraggiungibile, come uno status che, una volta ottenuto, permetta di accedere al benessere economico e ai vantaggi di una “casta protettrice”.

La sua prima opera:  Scripta (pubblicata dalla casa editrice CentoAutori), è più un diario che un libro (per sua stessa ammissione e come si legge nel sottotitolo “Diario clandestino di un giornalista precario”). Il testo è composto da dodici capitoli, ognuno dei quali rappresenta un’esperienza dell’autore: un’autobomba misteriosa nel centro di Napoli, un quartiere che assale una baraccopoli, le proteste per l’inaugurazione di una discarica; un breve compendio di quello che è avvenuto nella nostra città nel 2008. Tutto per giungere ad un solo obiettivo: far comprendere la difficoltà della maggioranza dei precari di “arrivare alla fine del mese”.

Non avete rispettato la legge, non avete normalizzato i precari, non li avete messi in sicurezza, come si fa con le case terremotate.

* 21 giugno, 2011 * Diritti, Media, Pensieri * 1 commenti

Via Io speriamo che me la cavo (su Concita De Gregorio e sui giornali in particolare sull’Unità)

Di molti non sa nemmeno il nome, forse nemmeno legge gli articoli che quotidianamente pubblicano sul suo giornale per 20 euro lorde a pezzo (pagate a 90 giorni forse, ma più realisticamente a 120). E’ per loro che in questo momento, più di ogni altra cosa, un dettaglio proprio non mi va giù: nel suo ultimo editoriale la De Gregorio, con sprezzo della vergogna, scrive “abbiamo attraversato lo stato di crisi aziendale rispettando con coscienza i patti che avevamo firmato, abbiamo combattuto le rendite di posizione, abbiamo messo in sicurezza i precari di antica gestione, non ne abbiamo creati di nuovi, abbiamo sostituito le maternità, abbiamo osservato con rigore la legge”. Questo no, direttora, non lo posso sopportare, grida vendetta. Non avete rispettato la legge, non avete normalizzato i precari, non li avete messi in sicurezza, come si fa con le case terremotate. Li avete costretti ad andare via o a sottostare al ricatto della collaborazione. Mentre lei diventava un santino, mentre andava a tutte le manifestazioni e in tutte le tv a parlare di precari, di giovani e di lavoro. Non si possono fare queste cose quando la gente è in cassa integrazione a rotazione, quando uno per poter continuare a scrivere deve fare anche il cameriere e non arriva a fine mese, quando il giornale perde pezzi, dimenticandosi davvero di fare inchieste, di occuparsi del sociale e di lavoro.

In Italia la misura è quasi colma, un esempio: Brunetta e i precari

* 15 giugno, 2011 * Diritti, Italia * 1 commenti

UPDATE: La risposta di Brunetta

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Giornalisti, Ordine ed editori (5)

* 29 aprile, 2011 * Media, Pensieri * 0 commenti

Via LSDI

Il dibattito si sta animando su LSDI dopo l’incontro svoltosi al festival del Giornalismo di Perugia. E’ cosa positiva che finalmente si affronti “a cielo aperto” le tematiche del precariato e della legalità del giornalismo italiano. Per quanto non personalmente non possa condividere diversi aspetti dell’intervento del presidente ODG Iacopino occorre riconoscere che rispetto al recente passato si è fatto un salto quantico in avanti.

Nella precedente gestione non avremmo mai pensato di trovare un Presidente che prima si rende disponibile ad un incontro sapendo che si sarebbe trovato di fronte persone arrabbiate, insoddisfatte, stuprate intellettualmente, moralmente ed economicamente.

Un Presidente che poi discute animatamente in rete, accettando la sfida dell’ Internet e della discussione. Forse questo non risolve molto nel concreto, ma è già un enorme passo avanti nel tentativo di avvicinare il mondo del giornalismo italiano a un necessario e traumatico cambiamento per lo status quo pregresso. La sfida non ha alternative: cambiare o morire con agonia veloce e molto dolorosa.
In attesa di un intervento più articolato sui temi del precariato e della legalità nel giornalismo, del rapporto fra giornalisti, editori e altri giornalisti, fra i giornalisti e la società civile, rilancio la discussione citando il corpo di un articolo pubblicato sul sito del Fatto Quotidiano il giorno dopo le manifestazioni dei precari in Italia.

Giornalisti, Ordine ed editori (4)

* 28 aprile, 2011 * Diritti, Media * 0 commenti

Il presidente Jacopino risponde Via LSDI

Mi chiede un segnale forte. Credo di darlo, so di darlo grazie al conforto che mi viene da centinaia e centinaia di giovani sfruttati da quei ladri di sogni e di verità che ci sono tra gli editori.

La risposta al suo quesito di fondo è NO. Un no netto, chiaro. Non baratterò il dovere della denuncia del comportamento vergognoso di molti editori, i loro furti di dignità che perpetuano con la schiavitù del precariato con il miraggio di una carota, il colloquio con gli editori.

In questa vicenda ci sono in campo due parti: una i giornalisti, in particolare i più giovani; l’altra gli editori, impegnati solo in logiche mercantili. Non mi chieda, né lei né altri, di stare in mezzo. La mia scelta è netta ed è con i primi, non perché sono gli ultimi (non mi condiziona il mio essere cattolico) e neanche per una logica di casta. Ma per ragioni morali.

In una sua recente performance, il presidente della Fieg si è gloriato di risultati che vanno un po’ meglio, sorvolando su una riduzione del costo del lavoro del 9,6 per cento. Siamo stati noi, con il sacrificio di centinaia di professionisti, rottamati senza ritegno, a dare un contributo fondamentale se non unico. Carlo Malinconico parla solo e sempre di soldi, in tutte le occasioni. E’ stato inutile chiedergli una presa di distanze da quanti tra gli editori si comportano in maniera scorretta. Inutile. Per il presidente della Fieg non è mai “la sede giusta”.

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Le buone intenzioni del giornalismo italiano

* 19 aprile, 2011 * Diritti, Media * 0 commenti

Via Antonio Rossano

Gli ospiti rappresentavano ai massimi livelli tutte le parti in causa, ad eccezione della Federazione degli Editori, assente. Ed in effetti una assenza che ha fatto anche comodo. Perché, di fronte alle corpose ed evidentemente giuste critiche dei giornalisti presenti che paventavano la grave difficoltà di lavorare con compensi minimi, addirittura ridicoli, la risposta del Presidente dell’ Ordine è stata quella di ribaltare, tali responsabilità sulla corporazione editoriale. E il “j’ accuse” di Jacopino è stato anche “documentato” dalla presentazione di numeri ed elenchi di giornali che sottopagavano in maniera indecorosa i propri collaboratori giornalisti. Tanto che,per un momento, se un partecipante al convegno fosse entrato in sala in quel momento, senza sapere chi era colui che denunciava, avrebbe potuto immaginare di trovarsi innanzi al più anziano dei precari italiani. E non è mancato chi, come il giornalista Marco Renzi,ha ricordato all’ Ordine la necessità di assumersi delle responsabilità e non solo di accusare gli editori.

Per fortuna era Domenica delle Palme e Vittorio Pasteris, con saggezza e simpatica ironia, ha offerto un ramoscello d’ ulivo alle parti, prima che queste andassero verso un confronto più duro. Ma non sono mancate le proposte e gli annunci di “buoni propositi”. Come quello di Roberto Natale (FNSI) che ha annunciato la presentazione di ben due disegni di legge in parlamento per la regolarizzazione dei compensi e delle attività di collaborazione e quello di Jacopino che ha preannunciato, a breve, azioni disciplinari nei confronti degli editori “cattivi”.