Vittorio Pasteris

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Una tesi sul precariato giornalistico

* 25 aprile, 2012 * Italia, Media * 0 commenti

Via LSDI

Quando ho deciso di scrivere la mia tesi di laurea sul precariato giornalistico sapevo bene che sarei andata incontro a molte ostilità e silenzi, quasi omertà in alcuni casi. Sono davvero pochi i giornali che parlano di questa realtà, pochissimi quelli che vogliono sentirne parlare e questo perché è un’abitudine talmente tanto consolidata da non lasciar spazio nemmeno ad un po’ di indignazione. Il fatto è che i precari convengono anche ai grandi quotidiani, poiché il loro lavoro costa molto meno di quello dei contrattualizzati.

La “sindrome di Stoccolma” del precariato e la condivisa ipocrisia che rende cronico l’effimero

* 10 ottobre, 2011 * Diritti, Italia, Media * 0 commenti

Via Stefano Tesi

Finchè le cose stanno così, si può anche tuonare contro il presunto sfruttamento e il comprensibile disagio di chi non riesce ad avere sotto piedi un terreno lavorativamente fermo.
Ma la verità è che quando un contratto a termine diventa cronico e si perpetua per lustri, perfino decenni, con ciò restando sempre in bilico tra il ricatto e la complicità, nonchè illuminato da bagliori collusivi, quasi fosse una versione giuslavoristica della sindrome di Stoccolma (se non dell’aperta intesa tra le parti per aggirare altri obblighi), i dubbi che vengono sono molti.
Dov’era il sindacato, che ora s’indigna, quando i contratti a termine venivano anomalamente rinnovati di anno in anno, con apparente reciproca soddisfazione degli interessati ? Perché l’Fnsi non ha vigilato sul caso, chiedendo al momento opportuno la conversione del rapporto in un’assunzione a tempo indeterminato? E perché non lo ha fatto nemmeno colei è oggi è vittima del sistema, ma fino a ieri ne faceva (in modo più o meno consapevole) evidentemente parte, beneficiando di automatismi di rinnovo estranei per definizione alla nozione di “contratto a termine”? Perché nessun sindacalista della pur sindacalizzatissima istituzione fiorentina ha mai avuto nulla ridire su un caso di così evidente anomalia? Anzi, di anomalia doppia, addirittura: da un lato un rapporto di lavoro dipendente camuffato da contratto a termine e dall’altro un abuso del contratto a termine da parte di un soggetto a svantaggio di tanti altri che, legittimamente, avrebbero potuto aspirare a occupare quel posto, sebbene “precariamente”.
C’è una profonda ipocrisia collettiva in tutto questo. Un’ipocrisia che non aiuterà mai a risolvere dal fondo i problemi dell’occupazione (giornalistica e non), in quanto è basata su una tollerata, perfino incoraggiata e comunque sopportata mancanza di trasparenza. Funzionale, a conti fatti, a un gran numero di persone, forse anche al 50%+1 dei consociati. Una twilight zone tacitamente condivisa e usufruita un po’ da tutti, a turno, lavoratori e datori di lavoro: l’anello di congiunzione tra opportunismo e potere, favoritismi e amicizie, scambio di piaceri e leve occulte della politica. Ma se questa è l’Italia e se l’Italia siamo noi, almeno non lamentiamocene.

 

Un vademecum per Giornalismi e Giornalisti a Firenze

* 6 ottobre, 2011 * Diritti, Eventi, Media * 0 commenti

Qualche notizia aggiornata su Giornalismi e Giornalisti  Libera stampa liberi tutti,  per una nuova dignità della professione giornalistica, contro lo sfruttamento, per una informazione di qualità, in programma a Firenze al teatro Odeon il 7-8 Ottobre 2011.

Come arrivare al Teatro Odeon
Il gruppo su Facebook

Il sito sul precariato di ODG
Tutte le informazioni su Refusi
La diretta in streaming
Gli hastag
#iononleggochisfrutta
#CartaFi

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L’Ordine dei giornalisti lancia un sito sul precariato

* 9 settembre, 2011 * Diritti, Italia, Media * 0 commenti

Da oggi esiste un nuovo portale nazionale per la dignità della professione giornalistica. L’indirizzo è precariato.odg.it. Una ‘casa’ per mettere in rete le esperienze di collaboratori, corrispondenti, precari, free lance, partite iva. Tutti insieme, accomunati dall’appartenenza all’Ordine dei Giornalisti, con lo scopo di condividere esperienze, dare consigli e vie di uscita per fronteggiare una precarizzazione sempre più stringente che riguarda l’intera categoria. Il portale è uno degli obiettivi che si è posto il gruppo di lavoro sul precariato del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.
In rete esperienze, fatti, notizie raccolte e pubblicate per dare consapevolezza ai colleghi. Un aiuto per uscire da situazioni a volte kafkiane, a volte di profondo disagio personale. Giornalisti uniti in un network nazionale, sotto  l’egida dell’Ordine, per la dignità della professione, contro lo sfruttamento.

Giornalismi e giornalisti a Firenze il 7-8 ottobre

* 26 agosto, 2011 * Diritti, Eventi, Media * 0 commenti

Una voce può cambiare il mondo. Tante voci insieme cosa possono fare? A Firenze, il 7-8 ottobre l’Ordine dei Giornalisti ha organizzato gli stati generali della precarietà. “Giornalismi e giornalisti per la dignità della professione” è il titolo della nostra manifestazione. Hanno aderito anche Federazione Nazionale della Stampa Italiana, l’Ordine dei giornalisti della Toscana e l’Assostampa Toscana, con il sostegno di Inpgi e Casagit.

Faremo sentire le nostre voci, ma presenteremo anche una carta deontologica, la Carta di Firenze, che è uno spartiacque in una professione sempre più da far west. La carta, alla quale lavoreremo tutti insieme, impone comportamenti ‘etici’ tra colleghi, puntando l’accento sulla rispetto di chi vive la precarietà sulla pelle. La dedicheremo a Pierpaolo Faggiano, il collega pugliese che si è tolto la vita proprio perché non riusciva più a tollerare la precarietà lavorativa.

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Le molteplici forme di precariato nel giornalismo

* 18 aprile, 2010 * Personale * 0 commenti

Via Agenzia Ami

Qualcuno considera il giornalismo come il più bel mestiere del mondo. Ma da troppo tempo ormai le storie non combaciano più con la realtà. Ne è un esempio il mondo dei giornalisti precari in Campania, dove nelle riunioni del coordinamento siede l’intelaiatura di chi a Napoli produce informazione, senza essere riconosciuto o retribuito . «Napoli è la culla della cronaca, ma non viene pagata», spiegano i giornalisti precari che annunciano battaglia.

La riunione del collettivo giornalisti precari della Campania sembra una postilla del libro “l’abusivo” di Antonio Franchini. Aspirante pubblicista nella provincia di Napoli alla fine degli anni ’70, divenuto poi editor della Mondadori, Franchini raccontava l’odissea famigliare e sociale di uno che da grande avrebbe voluto fare il giornalista. La narrazione è alternata alla vicende del ragazzo Giancarlo Siani che, appena approdato dopo lungo e non terminato precariato ad una scrivania nella sede in via Chiatamone de “il Mattino”, trovava la morte pochi giorni dopo per mano di altrettanto giovani sicari del clan Gionta. Nelle riunioni del coordinamento siede l’intelaiatura di chi a Napoli produce informazione. Quei ragazzi che consentono agli editorialisti di firmare qualcosa a capo di un più corposo libretto di cronaca cittadina. Un lavoro che è soprattutto una passione. Una passione che per essere accreditata spesso va svenduta a buon a mercato. Chi ci guadagna è un mercato editoriale che ti impone doveri ma che ti fa sentire scevro da diritti.

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