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Vittorio Pasteris

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La prima si perdona, la seconda si bastona

* 22 dicembre, 2008 * Economia, Internet, Multimedia * 0 commenti

Via Corriere.it

Pirata musicale avvisato, mezzo salvato: basta cause di massa contro la pirateria, parola della potente industria musicale americana, la RIAA (Recording Industry Association of America), che ha deciso di abbandonare le (costose) cause legali contro gli utenti del web che hanno scaricato brani musicali. La nuova strategia sarà basata soprattutto sulla collaborazione con i provider Internet per scoraggiare il download illegale.

Agli utenti, che condividono in rete musica protetta da copyright per essere scaricata illegalmente, cioè senza pagare il diritto d’autore, verranno «inviate lettere di avvertimento» (ovvero e-mail), ha comunicato l’associazione che rappresenta le più importanti case discografiche statunitensi. Se beccati una seconda e una terza volta a scaricare o condividere file senza pagare, ai recidivi verrà tagliata la linea Web da parte dello stesso provider che la fornisce, sul modello «Three Strikes Out» (fuori dopo la terza infrazione). In sostanza, le società che forniscono le connessioni alla Rete, gli Internet Service Provider (ISP), si trasformeranno in una sorta di cyberpoliziotti.

L’arresto del giornalista Vittorio De Filippis

* 2 dicembre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Via Panorama

liberation

Per una volta giornalisti, politici e in genere la gran parte degli intellettuali francesi di diversa estrazione sono d’accordo: bisogna fare luce su quello che oltre le Alpi è stato battezzato come l’”affaire Libération”. Di che si tratta? Semplice, all’alba di venerdì 28 novembre la polizia parigina è arrivata a casa di Vittorio De Filippis, ex direttore del quotidiano Libération e lo ha trascinato prima in commissariato e poi in tribunale per interrogarlo su una vicenda legata a un banale caso di diffamazione risalente al periodo in cui in giornalista era alla guida del foglio della gauche francese (secondo semestre 2006).

(Si tratta di una diffamazione legata ad un commento postato da un lettore sul sito di Liberation N.d.B.)

Il caso di diffamazione è legato a Xavier Niel, fondatore di Free, un provider che in passato ha intentato più cause contro il quotidiano. La gran parte dei giornali locali e un’ampia fetta della classe politica transalpina ha quindi denunciato il fatto, chiedendo a gran voce chiarimenti sulla troppo “muscolosa” azione della polizia per una questione in realtà abbastanza ordinaria.

Martine Aubry, neo-segretaria del partito socialista, ha chiesto al presidente Nicolas Sarkozy di agire per far luce su un chiaro caso di violazione della libertà di stampa. Lo stesso ministro della Cultura, Christine Albanel, non ha tardato a far sentire la propria voce dichiarandosi fiduciosa che il fatto verrà chiarito. Indignazione è arrivata anche dalle file dell’UMP. Frédéric Lefebvre, esponente di spicco del partito del presidente, ha definito l’intera vicenda surreale.

I principali quotidiani, come il Le Monde, Le Figaro, il Journal de Dimanche, hanno poi dedicato ampi spazi alla vicenda, cogliendo l’occasione per denunciare ancora una volta la scarsa tutela delle fonti dei reporter transalpini.

Gli unici in Italia oltre a Panorama ad avere parlato della vicenda allucinante di violazione della libertà, non solo di stampa, sono stati Luca Sofri e Matteo Bordone a Condor che hanno chiamato più volte il povero Vittorio De Filippis con il nome di Vittorio De Pasteris. Alla fine della trasmissione Luca Sofri si è scusato  con il bloggante in diretta e con un simpatica mail.
Nel frattempo il bloggante divertito stava ascoltando in diretta la trasmissione, gioioso di essere ancora libero :-)

La carta di Alba

* 25 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

La Fondazione Movimento Bambino e la Fondazione Ferrero, con l’apporto di numerosi specialisti del settore come psichiatri, pedagogisti, criminologi, magistrati, assistenti sociali hanno presentato la Carta di Alba, un codice di comportamento per l’utilizzo consapevole dei new media da parte di bambini e adolescenti.

Ecco il testo della Carta di Alba

La tutela dei diritti deve essere pari nel mondo virtuale come nel mondo reale, unicum inscindibile.

  1. E’ indispensabile rafforzare una vigilanza istituzionale, su base internazionale, che assicuri un costante monitoraggio delle comunicazioni digitali per garantire ai minori un ambiente sicuro.

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Un account Gmail diventa un OpenID

* 30 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Anche Google dopo Yahoo e Microsoft aderisce a OpenId

Via Google code blog

In September we announced some research that we shared as part of an effort by the OpenID community to evaluate the user experience of federated login. Other companies like Yahoo have also published their user research. Starting today, we are providing limited access to an API for an OpenID identity provider that is based on the user experience research of the OpenID community. Websites can now allow Google Account users to login to their website by using the OpenID protocol. We hope the continued evolution of both the technical features of OpenID, as well as the improvements in user experience. will lead to a solution that can be widely deployed for federated login. One of the companies using this new service is www.zoho.com. Raju Vegesna at ZoHo says that “We now offer all our users the ability to login to ZoHo using their Google Account to avoid the need to create yet another login and password.”

Via Techcrunch

You may not know it, but you probably have an OpenID. If you have a Yahoo account, you have an OpenID. If you have a Windows Live account, you will soon have an OpenID. And today, if you have a Google e-mail account, you can also start using your Gmail address as an OpenID.

By joining the OpenID movement, Google completes the trifecta and adds all of its Gmail users to the hundreds of millions of Yahoo and Windows Live accounts that can also be used as a single login for any Website that accepts OpenID. While Google is more than happy to become an issuer of OpenIDs, what is not so clear is whether it will accept other OpenIDs for people who want to sign up for Google services.

Berlusconi visto dalla Cina

* 27 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Yi bu-yi bu China

Per cercare di capirlo, oltre la formalità e le dichiarazioni ufficiali di circostanza dei leaders cinesi, occorre cercare tra le pieghe del Web.

E senza troppi problemi si trova uno spazio news su SINA, il maggior internet provider cinese, intitolata evocativamente “Italy Premier”, con la sintesi del punto di vista “Made in China” su Berlusconi. Il giudizio è positivo o negativo?

Beh, siamo sicuri che lo stesso Berlusconi sarà sufficientemente sportivo ed apprezzerà lo humour con il quale è stata descritta la sua vita imprenditoriale, sportiva e politica. Andiamo però con ordine.

Dopo una sintetica, quanto esaustiva biografia, che mette in evidenza le diverse fasi della sua vita, questa termina con un sintetico, quanto pungente, giudizio sul personaggio: “da avanspettacolo”.

Le battute e l’approccio informale che da sempre caratterizza Berlusconi nelle sue dichiarazioni ed apparizioni ufficiali, sembra non piacere un gran che da queste parti, finendo per essere definite pericolose “sparate”, in grado di creare troppo spesso incidenti diplomatici.

Le motivazioni del dissequestro di Pirate Bay

* 7 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via ZeusNews

E’ passata qualche settimana dal dissequestro del sito di The Pirate Bay, oscurato ad agosto su istanza delle case discografiche; venerdì scorso il Tribunale del Riesame di Bergamo ha depositato le motivazioni. Tali motivazioni sono da oggi disponibili online grazie al Circolo dei giuristi telematici che pazientemente hanno ricopiato la sentenza del Tribunale e l’hanno resa disponibile al grande pubblico di Internet.

Ecco le prime impressioni “a caldo” dell’avvocato Daniele Minotti, che ha seguito tutta la vicenda: “L’annullamento non è conseguito ad un “cavillo” (problemi di avviso al difensore) che era stato denunciato dai difensori (e che poteva anche essere un validissimo motivo, senza, però, andare al vero nocciolo della vicenda)”.

Prosegue Minotti: “Il riesame di Bergamo ha ritenuto che sussista il “fumus” del reato contestato, cioè una sorta di “indizio” (dico così per evitare il legalese troppo stretto) che, eventualmente, in futuro potrà diventare prova. Gli stessi giudici, però, dicono che quell’inibizione (che, poi, come sappiamo è stato anche un redirect…) non rientra nello schema del sequestro preventivo – misura cautelare reale; insomma, è una misura sui generis che, in quanto non tassativamente prevista, non può essere applicata”.

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La Baia è risorta

* 27 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Il dissequestro di Pirate Bay da chi lo ha permesso e promosso via Matteo Fiora

La risposta, la nostra vittoria, la nostra meta e il nostro scopo è stato il dissequestro.

Ora stiamo ad aspettare quanto tempo ci vorrà ai provider per sbloccare ThePirateBay. Dedicheranno le stesse velocità e attenzioni che hanno riservato alla cosa al momento di chiuderla e imbavagliarla?

Che fare? Controllate. Pressate. State sul chi vive. Sussurate parole dolci sul collo dei Provider. Telefonate. Fax e Mail. Bussate alle loro porte…

A Digital Bill Of Rights

* 26 agosto, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Techcrunch
As the Democrats and Republicans gather at their national conventions, it is time to really think about a comprehensive national technology policy for the Internet Age. Many laws and policies governing the Internet and digital property are inadequate attempts to transplant rules from a different era.

The problems that arise are not just about Net Neutrality (see Comcast) or copyright infringement or digital privacy. They are about all of these things. What we need is a Digital Bill of Rights that spells out what freedoms and rights consumers can expect from Internet service providers, content companies, device manufacturers, and the government itself.

Both Presidential candidates have already outlined their technology platforms. (Obama did so last year; McCain only got around to unveiling a formal tech policy earlier this month. Both Obama and McCain also spoke to TechCrunch about their thoughts on tech policy during the primaries). But McCain’s technology platform is a bit vague, and Obama’s choice of tech-challenged Joe Biden as his running mate is not exactly a confidence builder. The fact is that nobody in either party has pulled together a focused set of principles that can truly guide both lawmakers and policymakers.

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Yahoo: nemico Microsoft, amico Google

* 13 giugno, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Il Comunicato Stampa

Yahoo! announced today that it has reached an agreement with Google Inc. that will enhance its ability to compete in the converging search and display marketplace, advancing the company’s open strategy. The agreement enables Yahoo! to run ads supplied by Google alongside Yahoo!’s search results and on some of its web properties in the United States and Canada. The agreement is non-exclusive, giving Yahoo! the ability to display paid search results from Google, other third parties, and Yahoo!’s own Panama marketplace.

Under the terms of the agreement, Yahoo! will select the search term queries for which – and the pages on which – Yahoo! may offer Google paid search results. Yahoo! will define its users’ experience and will determine the number and placement of the results provided by Google and the mix of paid results provided by Panama, Google or other providers. The agreement applies to paid search and content match and does not apply to algorithmic search. The agreement also applies to current partners in Yahoo’s publisher network.

Un laptop Open Source fai da te: Via OpenBook

* 27 maggio, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Via lancia l’idea di un computer aperto e customizzabile da tutti delle dimensioni di un EEPC e con hardware e connettività nettamente superiore

The VIA OpenBook features a flexible internal interface for high-speed broadband wireless connectivity that provides customers with the ability to select from a choice of WiMAX™, HSDPA and EV-DO/W-CDMA modules appropriate to their market. In addition, under a unique collaborative approach, the CAD files of the external panels of the reference design are offered for download under a Creative Commons Attribution Share Alike 3.0 license to give customers such as OEMs, system integrators, and broadband service providers greater freedom in tailoring the look and feel of their device to meet the diverse needs of their target markets.

Grid for dummies

* 10 aprile, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Il Cern ha realizzato un ottimo sito “educational” per spiegare la tecnologia Grid

Many of the big ideas behind the Grid have been around long before the name Grid appeared, but there are five big areas where Grid developers are spending their time and effort:

  • Resource sharing on a global scale: Sharing is the very essence of the Grid.
  • Secure Access: There must be a high level of trust between resource providers and users, who often don’t know each other. Sharing resources is fundamentally in conflict with the conservative security policies being applied at individual computer centers and on individual PCs. So getting Grid security right is crucial.
  • Resource use: Demand for Grid resources should be balanced, so that computers everywhere are used more efficiently.
  • The death of distance: For Grids to work, we need to ensure that distance makes no difference to efficient access to computer resources.
  • Open standards: Open standards are needed to ensure that everyone can contribute constructively to Grid development, and that industry will be prepared to invest in developing commercial Grid services and infrastructure.

Spioni sul p2p: non grazie !

* 14 marzo, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via ZeusNews

Il Garante per la protezione dei dati personali ha chiuso l’istruttoria sul caso Peppermint ritenendo illecita l’attività svolta dalla società.

Esiste infatti una direttiva europea che vieta ai privati la possibilità di effettuare monitoraggi “ossia trattamenti di dati massivi, capillari e prolungati nei riguardi di un numero elevato di soggetti”.

Il Garante inoltre ha confermato la decisione dei giudici del Tribunale di Roma, confermando che “i fornitori di servizi di comunicazione elettronica, allo stato della legislazione vigente, non possono comunicare i nominativi degli interessati ritenuti responsabili di violazioni del diritto d’autore”.

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