14 gennaio, 2012
Economia, Internet
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Via Luca Lani
Avete fretta di crescere nelle classifiche con pochi investimenti? La soluzione è semplice, ed ormai la usano un pò tutti. Basta aggregare siti esterni sotto il proprio brand.
Il sistema funziona così: basta una barretta di qualche pixel in cima all’header con il logo del “network” e basta una comunicazione a Nielsen, ed il gioco è fatto. Il sito messo “sotto” porta il suo traffico al sito sopra che così schizza nelle statistiche (audiweb compreso).
Non è quindi necessario che ci sia una acquisizione della proprietà o una omogeneità di prodotto. Gli inventori di questo sistema sono quelli di Leonardo, sistema che poi è stato adottato da molti.
Questo sistema ha di positivo che permette a tanti siti piccoli di stare sotto a siti più importanti e beneficiare della raccolta pubblicitaria. Per gli editori il beneficio è quello di veder crescere i magazzini e gli utenti. Ma che dire degli investitori?
Quanti sono coscienti che comprando una pianificazione in un brand famoso in cima alle classifiche poi finiscono in tanti altri siti diversi per grafica, linea editoriale, qualità?
I CM che pianificano in questi brand che sono in realtà network, fanno un controllo per verificare che la roba “messa sotto” sia di qualità e coerente con il mezzo comprato?
Che succede se il cliente compra tramite CM un Brand famoso e conosciuto e poi per caso vede il suo banner in un qualche strano sitarello amatoriale pieno di adv verso i casinò o tette e culi? Potrei fare molti screenshot in merito….. (non li faccio perchè non è carino)
4 novembre, 2009
Economia, Internet
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Dallo IAB Forum di Milano
4 novembre, 2009
Economia, Internet
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Dallo IAB Forum di Milano
28 ottobre, 2009
Multimedia
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6 ottobre, 2009
Internet, Media
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Dopo quasi trenta anni la Federal Trade Commission, l’ente americano incaricato della tutela dei consumatori, ha deciso di aggiornare il regolamento sulla pubblicità. Nella revisione del documento sono state introdotte nuove regole che riguardano ora anche i blogger, in modo che la loro testimonianza non diventi marketing truffaldino.
La nuova guida federale pone attenzione a questi comportamenti diffusi sulla Rete, cercando di fermare i sistemi pubblicitari occulti, che possono talvolta risultare pericolosi. Per chi viola le norme sono previste sanzioni e denunce. L’obiettivo è proteggere gli utenti e consumatori da raggiri e false informazioni.
5 ottobre, 2009
Economia, Media
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Pazzo per Repubblica riporta i dati da Advpress sulle vendite del Fatto Quotidiano e sulla sua raccolta pubblicitaria
A una settimana dal debutto in edicola della nuova testata di Antonio Padellaro e Marco Travaglio, ADVexpress ha chiesto un primo bilancio a Maurizio Ferrini, Ad della concessionaria Poster Pubblicità, che ha dichiarato: “La diffusione si è attestata sulle 130.000 copie e gli abbonati hanno raggiunto quota 37.000. Sul fronte della raccolta non è un momento facile, c’è molta cautela”.
28 maggio, 2009
Diritti, Media
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La notizia: Dolce e Gabbana secondo la GdF devono allo stato 800 milioni di euro
La cattiva notizia: solo il Giornale ha avuto il coraggio di tirare fuori la notizia temendo ritorsioni dai due signori, mentre gli altri direttori non hanno avuto il coraggio di buttare lo stilista in prima pagina.
Ottocento milioni di euro, equamente suddivisi: quattrocento milioni a Domenico Dolce, quattrocento a Stefano Gabbana. È una cifra gigantesca, il conto più salato che il fisco italiano presenta da molti anni a questa parte a una persona fisica: otto volte, per dare un’idea, la megamulta consegnata al recordman precedente, il motocampione Valentino Rossi. E la colossale tegola piomba su due tra gli imprenditori italiani più famosi del mondo, i creatori di una delle griffe di punta della moda made in Italy: gli inventori del marchio «D&G». Secondo la Guardia di finanza, la raffinatezza del sistema architettato da Dolce e Gabbana per fare sparire redditi dalle loro dichiarazioni non ha nulla da invidiare alla raffinatezza delle loro collezioni di moda.
Il rapporto conclusivo del Nucleo di polizia tributaria di Milano è stato inviato nei giorni scorsi alla Agenzia delle entrate, che si occuperà materialmente di attivare la procedura per ottenere dai due stilisti il pagamento della monumentale sanzione. La consegna è avvenuta senza clamori: anche perché sia Dolce che Gabbana hanno dimostrato in passato di non apprezzare questo tipo di esposizione mediatica. Un anno fa, quando a finire nel mirino del fisco fu la loro società, reagirono minacciando di togliere la pubblicità ai quotidiani che avevano pubblicato la notizia. Il che non impedì che la storia facesse il giro del mondo.
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18 marzo, 2009
Internet, Media
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La crisi dei giornali secondo Beppe Grillo
La crisi è piena di buone notizie. Una tra le migliori è la fine dei giornali. Il 30/40% della pubblicità li ha abbandonati da inizio anno. I lettori sono sempre più rari. I dati ufficiosi stimano tra il 10 e il 20% in meno le copie vendute nell’ultimo anno per molte testate. Rimane la carità del Governo e molti editori sono con il cappello in mano nelle sale d’aspetto a Palazzo Chigi. Per vivere grazie alle nostre tasse.
La discesa dei titoli dei gruppi editoriali è da infarto per chi li possiede. Nei primi due mesi e mezzo del 2009 Rizzoli Corriere della Sera ha perso il 43%, Mondadori il 33% e il Gruppo L’Espresso il 42%. In soli due mesi e mezzo! Indovinate quanto possono perdere in 12 mesi. Se si confrontano i valori minimi e massimi delle azioni nel 2008/2009 si può arrivare a prefissi telefonici. Il valore del Gruppo L’Espresso è sceso da 3,026 euro a 0,599, quello di RCS da 2,980 a 0,499, Mondadori da 5,790 a 2,305.
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10 marzo, 2009
Economia, Internet, Media
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Anche l’Editrice La Stampa entra a far parte del consorzio denominato Premium Publisher Network fondato da Rcs MediaGroup e Gruppo Editoriale L’Espresso. Premium Publisher Network é il primo consorzio europeo creato da editori per offrire al mercato posizionamenti pubblicitari a performance. Con l’ingresso dell’Editrice La Stampa, agli investitori pubblicitari sarà garantito un bacino di utenti che assicura la copertura potenziale di quasi il 50% dell’audience online in Italia.
9 marzo, 2009
Economia, Internet, Media
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Via Prima Comunicazione
Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale ha registrato nel mese di gennaio 2009 un andamento in flessione rispetto allo stesso mese del 2008 (-25%). I Quotidiani in generale hanno registrato una diminuzione di fatturato del -25% ed una diminuzione degli spazi del -15%. I Periodici in generale hanno registrato un fatturato in diminuzione rispetto allo stesso mese del 2008 (- 26%) ed un calo degli spazi (- 19%). I Settimanali hanno ottenuto delle variazioni negative sia a fatturato (- 32%) sia a spazio (- 22 %). Per i Mensili si registra una diminuzione di fatturato del -22% e un calo degli spazi – 17%.
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Il mese di gennaio 2009 risulta essere nel suo complessivo ad +2% rispetto all’anno scorso, prosegue quindi l’andamento positivo di internet dimostrato per tutto il 2008 e in forte controtendenza rispetto a tutti gli altri media tradizionali
23 gennaio, 2009
Diritti, Internet, Pensieri
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Via Il dente del giudizio
Il patto che predecentemente permetteva al lettore di “sedersi sull’idea” che esistesse una realtà separata da un’opionione non sussiste più: non ci sono più testate orientative e, del resto, non è detto che un post nasca per esprimere un’opinione (al di là dell’opinione implicita di ritagliare, da un flusso ribollente, quel frammento informativo e solo quello che si reputa degno di un post). Non è neanche detto che possa esistere una deontologia, che presuppone una professione: molti blog, come quello che state leggendo, non costituiscono infatti una forma di lavoro per chi li gestisce.
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