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Gentile Direttrice generale della RAI Lorenza Lei, Le scriviamo per il Suo ruolo istituzionale di Direttore generale dalla RAI ma, ancora prima e soprattutto, in qualità di Donna.
Il 25 gennaio 2012 al TG1 delle 20.00 è stato trasmesso un servizio giornalistico offensivo e umiliante nei confronti di tutte le donne italiane e dei cittadini che pagano il canone per ricevere un servizio pubblico. Stiamo parlando del servizio realizzato dal giornalista Vincenzo Mollica dal titolo “La donna dell’Ariston” nel quale Gianni Morandi e Rocco Papaleo presentano Ivana Mrazova, la valletta della prossima edizione del Festival di Sanremo. Nel vederlo – è inserito in calce alla presente – si renderà conto che si tratta non solo di un pessimo esempio di informazione televisiva, ma di un vero e proprio schiaffo alla dignità delle donne.
Oggi domenica 15 gennaio 2012, il Tg2 delle 13 ha dato il meglio di sé. Come quinto servizio ha proposto ai telespettatori delle immagini, completamente fasulle, di una telecamera di sicurezza della nave Concordia nell’attimo dell’urto.
Si vedono persone che non sanno cosa fare e cercano di non cadere tenendosi a delle colonne, mentre tavoli, sedie e mobili vari si muovono, sbattendo ovunque. Di sicuro quel momento, così come le ore successive, devono essere state drammatiche per gli sventurati passeggeri. Allora il tg2 pensa bene di mandare in onda delle immagini verosimili. Per chi avesse perso l’esclusivo video, pescato in internet, basta cliccare qui oppure dove hanno preso il “pacco, doppio pacco e contropaccotto“.
In realtà non bisogna essere dei geni dell’informatica per capire che lo stesso video è stato inserito un anno fa, riscuotendo migliaia di visualizzazioni, con il titolo Nave da crociera nella tempesta L’incredibile video nella hall. Era la testimonianza di come “Una tranquilla crociera nell’Oceano Pacifico si trasforma in pochi attimi in un disaster movie. Le telecamere di sicurezza della Pacific Sun Cruise, nave australiana, mostrano il caos scatenato all’interno dell’imbarcazione da una tempesta con onde alte diversi metri”. Sarebbe bastato leggere i commenti scritti sotto!
Non va meglio per il tg5 delle 8 del mattino, infatti, all’ottavo minuto hanno proposto lo stesso video patacca, salvo accorgersene e chiarire l’abbaglio durante l’edizione delle 13.
La Rai,invece, ha preferito riproporre il video in questione anche durante l’edizione del tg1 delle 13.30.
Uscire da una Rai lottizzata, dalle nomine decise dai partiti, dalla stagione dei direttori al servizio del padrino politico di turno. Con questa promessa, il giornalista americano Wolfgang Achtner, ha presentato, in una conferenza stampa a Roma, nel silenzio dei media tradizionali italiani, la sua candidatura alla direzione del TG1.
Anche Vittorio Pasteris appoggia la candidatura di Wolfgang Achtner a direttore del TG1
Una ragazza dice di essere stata violentata da due stranieri, forse Rom. Il quotidiano della Fiat fiuta la storia, nota che la Compagnia di Sanpaolo, il Lingotto, la Fondazione Crt, il Partito Democratico, Mario Monti, la cugina abruzzese di Marchionne, neppure la Merkel possono essere colpiti dalla notizia e che nessun potente ufficio stampa farà “il culo” al caporedattore di turno, quindi la spara: ”Mette in fuga i due rom che violentano la sorella”, questo il titolo di ieri.
La Rai fa lo stesso, con uno degli imperdibili e romanzatissimi pezzi che riesce a confezionare la sede piemontese. ”Quando le ombre della notte calano su Torino, la ragazzina viene avvicinata (…)”. Un bel servizio, sostanzialmente falso. Poi la gente del quartiere Vallette, presa da ovvia arrabbiatura, viste le notizie che stavano uscendo, esagera nella reazione. E addirittura alcuni gruppi cercano di “farsi giustizia da soli”, andando al vicino campo rom a incendiare ciò che trovano.
Caro Vittorio, Ti scrivo per informarti che ho deciso di avvisare il CdA della Rai che sono disponibile ad accettare l’incarico di direttore del TG1.
Credo di avere le carte in regola per questo incarico: sono indipendente politicamente, la mia carriera di giornalista televisivo include oltre vent’anni di esperienza con alcune delle principali testate giornalistiche televisive mondiali tra cui l’ABC News, la CNN e la Press TV, sono uno dei pionieri del videogiornalismo – il giornalismo televisivo praticato da un giornalista che effettua da solo le riprese per i suoi servizi sul campo – e autore di numerosi documentari d’attualità. Inoltre, ho una notevole esperienza nel campo della formazione: sono l’autore dell’unico testo accademico sul giornalismo televisivo in italiano e, oltre ad essere stato titolare di corsi universitari, ho gestito corsi di formazione per videogiornalisti e sulla comunicazione televisiva per il Gruppo Espresso e altri importanti aziende italiane.
Nel momento in cui un nuovo governo è al lavoro per salvare il Paese, sono convinto che un buon esito dipenda da una consapevole partecipazione dei cittadini italiani e questo richiede una buona informazione, in particolar modo televisiva, che attualmente non c’è. Per cui, ritengo che sarebbe indispensabile offrire agli italiani quello che in questo Paese è sinora sempre mancato: un telegiornale pubblico comparabile per qualità giornalistica e tecnica ai migliori telegiornali internazionali, come la BBC, la CNN, o Al Jazeera International, tanto per fare alcuni esempi.
Venerdì 10 giugno inizia su RAI 3 Radici: quattro viaggi, quattro storie, alle origini dell’immigrazione in Italia di e con Davide De Michelis che è un ottimo giornalista, una persona straordinaria e un caro amico.
Un viaggio nel mondo dell’immigrazione – quella regolare, quanto silenziosa. Un viaggio in direzione contraria, alle radici di una persona: di Rosita, studentessa a Bergamo e protagonista della prima puntata; poi di Mohamed, sindacalista a Bologna; di Nela, attrice a Roma; di Magatte, musicista a Torino. Vengono da Bolivia, Marocco, Bosnia, Senegal, e lì tornano con Radici, accompagnando Demichelis in un continuo oscillare tra la storia culturale, politica e sociale del proprio Paese e la piccola storia personale fatta di famiglia e amici, di luoghi ed emozioni.
Radici sarà trasmesso su Raitre per quattro venerdì di fila alle ore 23,30.
Michele Santoro ha risolto il rapporto di lavoro con la Rai, ha annunciato oggi la stessa azienda pubblica radio-tv in un comunicato, e la trasmissione “Annozero” non andrà più in onda, almeno sulle reti pubbliche, hanno detto due fonti vicine alla materia. La Rai e il giornalista tv hanno “hanno inteso definire transattivamente il complesso contenzioso – da troppo tempo pendente – altrimenti demandato alla sede giudiziaria”, dice un comunicato aziendale.
“Si è ritenuto infatti di far cessare gli effetti della sentenza del Tribunale di Roma, confermate in appello, in materia di modalità di impiego di Michele Santoro, recuperando così la piena reciproca autonomia decisionale”. “A tal fine le parti hanno altresì convenuto di risolvere il rapporto di lavoro, riservandosi di valutare in futuro altre e diverse forme di collaborazione”, aggiunge la nota di viale Mazzini.
“Domani nella sua conferenza stampa lo dirà lui, comunque Santoro se ne va e la trasmissione è finita”, ha detto a Reuters una prima fonte, riferendosi a un incontro stampa che si terrà domani e a cui parteciperà anche il direttore di Rai2
Avrebbe compiuto 70 anni fra pochi giorni, il 4 giugno. Roberto Morrione si è spento a Roma. E’ stato direttore di Rainews dalla nascita della prima alla news italiana in casa Rai fino al passaggio di consegne con l’attuale direttore Corradino Mineo.
Incessante e instancabile, anche una volta in pensione, il suo impegno accanto a Libera di don Ciottie a una fitta rete di organizzazioni pacifiste per la libera informazione sulle mafie. A Mara, sempre al suo fianco, alle figlie e alla famiglia di Roberto il pensiero affettuoso e grato di tutta la redazione di Rainews.
Prima ancora della notizia, è arrivata la replica. Da ieri tutti abbiamo letto sui giornali e sui blog dell’indignata quanto altezzosa risposta della direttrice del Tg3 Bianca Berlinguer a quelle che definiva “maleodoranti accuse anonime” nei suoi confronti, seguita a ruota da dichiarazioni di sostegno incodizionato dell’establishment sindacale di categoria, dal segretario Fnsi a qello dell’Usigrai.
Ma cos’era successo di così grave? Tutto nasce da un documento interno circolato nell’esecutivo Usigrai (il sindacato dei giornalisti Rai), scritto da Stefano Campagna, giornalista e conduttore del Tg1. Campagna chiedeva di far luce su una serie di episodi legati alla gestione della direzione della Berlinguer e di tutelare i colleghi del Tg3 intimoriti a tal punto di voler restare anonimi nelle loro denunce (ed evidentemente poco tutelati dal comitato di redazione della testata).