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Vittorio Pasteris

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Il giornalista di Repubblica prende i fascicoli, quello del Giornale fa il palo

* 18 marzo, 2010 * Diritti, Media, Pensieri * 0 commenti

Via Giornalettismo

Questa la ricostruzione del Corriere sulla fuga di notizie riguardo le intercettazioni che vedono protagonista il premier. La Procura apre un’indagine per furto e ricettazione. Le telecamere interne confermerebbero la ricostruzione. Il cronista di Repubblica che entra nell’ufficio del Pubblico Ministero e ne esce poco dopo con un fascicolo in mano. Quello del Giornale aspetta fuori controllando che non arrivi nessuno. Questa la ricostruzione, secondo un’inchiesta-lampo della Procura di Trani, che ha permesso ai due giornali di pubblicare ieri i testi delle intercettazioni in cui Giancarlo Innocenzi parlava con Gianni Letta del problema-Santoro e dei desiderata del presidente del Consiglio.

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Refusi freudiani che saranno ricordati

* 15 marzo, 2010 * Ironia, Media * 1 commenti

Via Pazzo per Repubblica

Cavilli, formalismi, interpretazioni autentiche e cittadini onesti

* 8 marzo, 2010 * Diritti, Italia * 2 commenti

La redazione di Repubblica propone ai cittadini raccontate le  storie di danni subiti per non aver rispettato una scadenza o una regola senza poter vantare un decreto salva-qualcosa.

Uno scontro istituzionale durissimo con minacce dal Premier

* 7 marzo, 2010 * Italia * 0 commenti

Via il Messaggero (per ricorsi storici rileggere qui). Se Napolitano è stato minacciato deve fare solo una cosa: dirlo pubblicamente per salvare l’Italia ! Update: la vicenda raccontata dal Corriere

«Non ho bisogno della tua firma». Duro, durissimo Silvio Berlusconi al Capo dello Stato è arrivato a prospettare non solo l’inutilità della sua firma sotto al decreto legge, ma anche l’uso della piazza per contestare «una decisione che priva del diritto di voto milioni di cittadini».  La tensione con Giorgio Napolitano della sera precedente è stato di una durezza tale che solo ieri mattina è stato – forse soltanto in parte – recuperato il rapporto tra i due grazie alla telefonata che ieri mattina Gianni Letta ha imposto al Cavaliere: «Chiama Napolitano altrimenti non ne usciamo». Il consiglio del sottosegretario e di qualche ministro è stato raccolto dal presidente del Consiglio solo nella tarda mattinata.

Ripristinato un clima di «confronto istituzionale», come ieri sostenevano alcuni deputati del Pdl, è ripresa una trattativa difficile e complicata dalla voglia del Cavaliere di ”mettere una pezza” anche sul pasticcio compiuto a Roma, mentre leghisti ed ex An mostravano qualche cautela in più nei confronti del presidente della Repubblica e si sarebbero accontentati di sanare le irregolarità milanesi.

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La signora Rutelli spara contro Repubblica

* 19 febbraio, 2010 * Personale * 0 commenti

I mezzibusti venuti da lontano

* 20 gennaio, 2010 * Pensieri, Torino * 0 commenti

Via Repubblica

Said, Anca, Asnaa, Jetmir, Russel, Fei Li, Robert. Sono loro i nuovi «mezzibusti» della Torino multietnica. Ragazzi fra i diciannove e i venticinque anni, da Marocco, Egitto, Romania, Albania, Cina, Filippine, Perù, che per la prima volta si mettono davanti a una telecamera per realizzare una serie di notiziari rivolti agli stranieri. Il progetto, realizzato dal Comune con il servizio civile volontario per giovani immigrati, prevede sette notiziari in sette lingue diverse una volta alla settimana. Arabo, cinese, albanese, romeno, filippino, spagnolo, per raggiungere il più vasto numero possibile di spettatori stranieri.

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Obituary: Beniamino Placido

* 7 gennaio, 2010 * Media * 0 commenti

Lo ricorda Alessandra Comazzi

Beniamino Placido era un giornalista. Un critico letterario. Un critico televisivo. Un intellettuale nel vero senso del termine, cioè usava al meglio l’intelletto. Era curioso, di uomini e di cose. Guardava al prossimo, e alle trasmissioni di cui scrisse per otto anni su Repubblica, con simpatia e indulgenza. Era un critico, ma non un censore; un osservatore ironico dei costumi, ma non un moralista. E adesso Beniamino Placido non c’è più. Nato a Rionero in Vulture, provincia di Potenza, nel maggio del ‘29, portava nel cuore un profondo orgoglio lucano, come ricorda il cugino, di secondo grado, Michele Placido. Se n’è andato a 80 anni, a Cambridge, dove si era trasferito per stare vicino alla figlia Barbara ed essere meglio accudito, poiché da tempo malato. Faticava a parlare: e conversare con lui, così brillante, arguto, puntuto e affettuoso, era diventato un momento di pudico dolore.

Le parole di una Repubblica

* 31 dicembre, 2009 * Italia * 0 commenti

Repubblica e l’Espresso presentano e analizzano i discorsi dei presidenti di fine anno con statistiche e tagcloud delle parole più utilizzate.

Dal 1949 al 2008, dieci presidenti, sessant’anni di messaggi di fine anno dal Quirinale a tutti gli italiani: li abbiamo raccolti qui, mettendo in evidenza le parole più frequenti di ogni discorso, per rivivere il periodo dal dopo guerra ad oggi attraverso quei termini che hanno segnato la nostra storia

Vista di aula di tribunale 2.0

* 4 dicembre, 2009 * Media, Multimedia * 0 commenti

Repubblica ha realizzato una interessante ricostruzione multimediale dell’aula del tribunale scenario della deposizione di Gaspare Spatuzza

Bondi, Saviano, le qualità artistiche e la tempra morale

* 23 novembre, 2009 * Diritti, Italia, Pensieri * 1 commenti

Stupiscono il tono e le parole  con cui il ministro poeta Sandro Bondi scrive oggi a a Roberto Saviano su  Repubblica, facendo riferimento più  alle doti artistiche che non alla civiltà e al coraggio di Saviano, caratteristiche evidentemente a lui poco note. Il finale retorico della lettera è imbarazzante (per il ghostwriter che l’ha scritta e per il ministro).

Quando si uniscono il fattore emozionale, la capacità di avvincere chi legge attraverso il ritmo e lo stile del racconto e la volontà di portare alla luce realtà terribili, come quella legata alla criminalità organizzata e alla ferocia che spesso la caratterizza, allora si ha quello che definirei il “connubio perfetto”. Quando si riesce ad amalgamare questi elementi si ottiene, prima ancora di tutti i successivi e meritati riconoscimenti, la laurea più importante per uno scrittore: l’approvazione del pubblico. Se oggi mi permetto di scriverle è perché ammiro le sue qualità artistiche e la sua tempra morale

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La Stampa stile La Repubblica

* 10 novembre, 2009 * Media, Torino * 0 commenti

Via Dagospia

Rivoluzione alla Stampa. Marione l’Africano vuole rifare il lifting al suo giornale. Il quotidiano piemontese assomiglierà sempre più alla ‘casa madre’ di Calabresi ovvero a Repubblica con la trasformazione di cronache, spettacoli e cultura in paginate R2, R3 e così via. Nei salotti che contano a Torino la domanda che circola è: lo fa per nostalgia del suo passato oppure perché sta cercando di frenare l’emorragia di copie del quotidiano che da qualche tempo sta andando in caduta libera?

10 domande, 10 risposte mediate da Bruno Vespa

* 5 novembre, 2009 * Italia * 1 commenti

Berlusconi risponde, teoricamente, sull’ultimo libro di Bruno Vespa alle 10 domande di Repubblica.

1) Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo di incontrarla e dove? Ha frequentato o frequenta altre minorenni? Ricordiamo che il premier partecipo’ alla festa dei 18 anni della ragazza di Casoria. Subito dopo, la richiesta di divorzio da parte di Veronica Lario. “Sono solo calunnie” risponde il premier. Non ho avuto alcuna relazione con la signorina Noemi”.

2) Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi, fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi? Domanda senza risposta, ammesso che Vespa l’abbia formulata.

3) Non trova grave che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità le ragazze che la chiamano “papi”? Berlusconi a Vespa dice: “Ho proposto incarichi di responsabilità soltanto a donne con un profilo morale, intellettuale, culturale e professionale di alto livello.

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