16 settembre, 2011
Eventi, Scienza
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È pronta la nuova edizione de “La Notte dei Ricercatori”, che il pomeriggio e sera del 23 settembre prenderà vita in oltre 40 città italian. A Torino in piazza Castello ci saranno decine di esperimenti e giochi sulla scienza. Tutti gli eventi vedono protagonisti i giovani ricercatori degli atenei piemontesi.
La Notte dei Ricercatori è un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005 e che coinvolge ogni anno centinaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei. Ogni anno ricercatori e cittadini comuni sono invitati a creare occasioni di incontro con l’obiettivo di diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto divertente e stimolante. Gli eventi comprendono esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e visite guidate, conferenze e seminari divulgativi, spettacoli e concerti.
L’Italia ha aderito da subito all’iniziativa europea con una molteplicità di progetti che ne fanno tradizionalmente uno dei paesi europei con il maggior numero di eventi sparsi sul territorio. Nel 2011 la Notte dei Ricercatori in Italia prende vita in oltre 40 città dal nord al sud della penisola.
2 marzo, 2011
Internet, Pensieri
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Guarda un po’ mi ricorda qualcosa …. Via Repubblica
Bufera sul governo di Angela Merkel. Messo alle strette dallo scandalo della sua tesi di dottorato plagiata, il ministro della Difesa, barone Karl Theodor zu Guttenberg si è dimesso. Con lui il centrodestra (la coalizione formata dalla Cdu della cancelliera, dal partito-fratello bavarese Csu cui appartiene Guttenberg, e dai liberali del vicecancelliere Guido Westerwelle) perde un uomo-chiave, l’enfant prodige che fino a prima dell’esplosione dell’affaire era definito da tutti i sondaggi l’uomo politico più popolare del paese, anche più della stessa premier.
“Non ce la faccio più, ho raggiunto i limiti della sopportazione”, ha detto il barone zu Guttenberg stamane poco dopo le 11 annunciando la sua scelta di gettare la spugna. A soli 39 anni, egli sembra alla fine di quella che sembrava una promettente carriera politica da astro nascente. E sostituirlo per Angela Merkel non sarà facile nel complicato gioco di equilibrio tra poltrone e poteri nel suo partito e nella Csu.
Figlio d’una famiglia di antica nobiltà, dinamico, elegante ma anche appassionato di musica rock, sposato a una discendente del Cavour tedesco (il padre dell’unità nazionale, cancelliere Otto von Bismarck) Guttenberg è inciampato su un errore clamoroso. O meglio, una macchia nera del suo passato, finora sconosciuta, è stata scoperta dagli attivissimi investigative reporters dei media tedeschi. E’stata la Sueddeutsche Zeitung, il prestigioso quotidiano liberal di Monaco di Baviera, a scoprire qualche settimana fa che il ministro aveva sistematicamente copiato e plagiato nella scrittura della sua tesi di dottorato. Senza citare le fonti.
E’ un caso che in Italia, a fronte degli scandali di casa, farebbe ridere. Ma in Germania certi peccati, come la truffa o l’inganno, sono presi molto sul serio. Specie se si sospetta che siano i politici d’alto rango a commetterli.
20 settembre, 2010
Eventi, Scienza, Tecnologia
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Il 24 settembre si svolgerà la quinta edizione della Notte dei Ricercatori che unisce virtualmente più di 200 città europee in 27 Stati membri che aderiscono all’iniziativa.
In Piemonte sarnno coinvolte le Alessandria, Biella, Cuneo, Novara, Vercelli e Verbania, oltre aa Torino dovre avrà sede in Piazza Castello. Gli Atenei piemontesi, Centri di Ricerca e imprese innovative del Piemonte saranno coinvolti nella realizzazione dell’evento che avrà come leit motiv la passione per la ricerca, l’ingrediente fondamentale dell’attività dei ricercatori. Mostre, laboratori, spettacoli teatrali, forum e dibattiti coinvolgeranno il pubblico in forma divulgativa e interattiva.
7 marzo, 2010
Piemonte, Scienza, Tecnologia
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Andrea Rossi su Lastampa.it
Adesso fanno sul serio. Altro che minaccia sbandierata per ottenere condizioni migliori o limitare un precariato fuori controllo. Stavolta non è una provocazione, ma una decisione già presa e messa nero su bianco in una facoltà dell’Università di Torino e che presto potrebbe dilagare in tutte le altre: i ricercatori non vogliono più insegnare. Basta corsi, basta didattica, basta esami. Dal prossimo anno, a Scienze, torneranno a occuparsi solo di quel che prevede la legge: fare ricerca e seguire la didattica complementare, ad esempio le esercitazioni.
«L’abbiamo deciso a malincuore», racconta Alessandro Ferretti, ricercatore al dipartimento di Fisica sperimentale. «Smetteremo di svolgere tutti quei compiti didattici a cui fino a oggi ci siamo dedicati con passione, su basi volontarie, e per il bene degli atenei e dei loro studenti. Da ottobre lavoreremo a tempo pieno al nostro compito istituzionale». Il motivo di questa rivolta è tutto racchiuso nel nuovo disegno di legge sull’Università. «Speriamo che la nostra protesta serva ad attirare l’attenzione sulle condizione disastrose che il ddl Gelmini produrrà dentro gli atenei, soprattutto sul fronte del personale», spiegano.
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5 febbraio, 2010
Economia, Scienza, Tecnologia
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Via Torino Valley
Fernando D’Aniello, segretario nazionale dell’Associazione Italiana Dottorandi e Dottori di ricerca ha confessato di non aver mai pensato di fuggire ma, per crescere professionalmente, ha dovuto viaggiare molto all’estero. Secondo D’Aniello “il pericolo fuga è uno dei rischi del periodo post dottorato, quando il titolo è stato conseguito e occorre trovare spazio per lavorare e crescere”.
Proprio su questo contesto ci si gioca il futuro del sistema universitario italiano. Il numero dei dottori di ricerca prodotti in Italia è ancora molto basso, lontano dagli standard di Germania e Francia per esempio. Nonostante questo, ad oggi produciamo ancora troppi dottori per la capacità ricettiva del sistema educativo italiano. Ogni anno ottengono il dottorato 10 mila ricercatori, di cui solo 2 mila sono poi assorbiti dalla carriera accademica. Il sistema produttivo privato non riesce a valorizzare le persone, e quello pubblico non sta di certo meglio.
Adi ha realizzato in passato un libro e un sito dedicato al fenomeno dei Cervalli in Fuga, ma paradossalmente questo non è il male maggiore. Secondo D’Aniello “parlare di fuga dei cervelli nei tempi della globalizzazione è riduttivo: andare all’estero è un percorso necessario per crescere e, se gli italiani trovano facilmente collocazioni fuori dai confini nazionali, vuol dire che la qualità del nostro sistema formativo è buona. Il problema grave è che il sistema universitario italiano non attrae ricercatori stranieri. All’estero i dottorandi stranieri sono il 30%, in Italia ci attestiamo intorno a un misero 2%. Questi numeri sono in grado di fare la differenza a scapito del Sistema Italia”.
22 gennaio, 2010
Piemonte, Sport, Tecnologia
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Via Lastampa
L’ateneo torinese ha scelto di affidarsi a sei pilastri della ricerca tecnologica europea e mondiale, a cominciare dal Mit, il Massachusetts Institute of Technology, considerata la seconda migliore università al mondo. Tutte le altre saranno europee, perché l’America avrà sì un ruolo guida nella ricerca e nella didattica mondiale, ma ha strutture, dimensioni, finanziamenti non paragonabili, e avrebbe poco senso trasformare il Politecnico in una copia in miniatura di un college americano. Ecco perché gli altri cinque atenei sono tutti europei: la Technische Universität di Monaco di Baviera (Germania), l’Inp di Grenoble (Francia), l’Epfl di Losanna (Svizzera), la Chalmers University of Technology di Göteborg (Svezia) e l’Imperial College di Londra.
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25 settembre, 2009
Piemonte, Scienza, Tecnologia
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Spegnete le veline e i velini: è la notte dei Ricercatori

Qui la diretta da Torino
14 settembre, 2009
Piemonte, Scienza, Tecnologia
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Via Torino Valley
Esperimenti, dimostrazioni, spettacoli, incontri, mostre, test scientifici, laboratori aperti e soprattutto una grande festa per conoscere da vicino i ricercatori e il mondo della scienza. Il 25 settembre 2009 avrà luogo in tutta Europa la Notte dei ricercatori, progetto cofinanziato dalla Commissione Europea che vede numerose città italiane ed europee impegnate ad aprire uno spazio di incontro e dialogo tra il mondo scientifico della ricerca e i cittadini.
Per il Piemonte siamo alla quarta edizione della manifestazione, che per il secondo anno vede anche la partecipazione della Valle d’Aosta. Sono sette le città coinvolte (Torino, Alessandria, Aosta, Biella, Novara, Vercelli e per il primo anno anche Cuneo) in una giornata e soprattutto una serata in cui alla scienza si unirà il divertimento, in un mix di esperimenti, giochi, dibattiti, dimostrazioni, spettacoli negli stand allestiti nelle piazze cittadine.
Con il coordinamento di Unioncamere Piemonte e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, tutti gli Atenei, Centri di Ricerca e imprese innovative del Piemonte e Valle d’Aosta contribuiranno alla realizzazione dell’evento, che ruota intorno allo slogan “No Researchers? No Party”: un evento unico per conoscere meglio i ricercatori e la loro attività, ma anche una festa. Il progetto approvato quest’anno dalla Commissione europea s’intitola infatti “RE-Party”: Researchers’ Evening on Party.
18 agosto, 2009
Pensieri, Scienza
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Via Repubblica.it
Nel 2000 hanno lasciato l’Italia per gli Stati Uniti, in polemica con il sistema nepotista dell’università, che non permetteva loro di sviluppare adeguatamente le loro ricerche sui tumori al cervello dei bambini. Negli Stati Uniti hanno trovato i mezzi, lo spazio, il sostegno di due prestigiose università, prima la Albert Einstein e dopo la Columbia. E adesso Antonio Iavarone e Anna Lasorella annunciano la scoperta del gene che svolge un ruolo chiave nello sviluppo delle cellule staminali e che è coinvolto anche nel più aggressivo fra i tumori del cervello. Sono gli stessi ricercatori a parlare della loro scoperta in un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista Developmental Cell.
“Adesso – spiega Iavarone – abbiamo trovato una proteina capace di distruggere alcune delle proteine-chiave utilizzate per ottenere le Ips e di far ripartire quindi la trasformazione delle cellule staminali in cellule adulte”. La proteina si chiama Huwe1 e la sua scoperta potrebbe in futuro portare anche a nuove terapie contro i tumori cerebrali.
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2 luglio, 2009
Economia, Italia, Scienza, Tecnologia
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Via Corriere.it
È stata di parola. Rita Clementi è volata a Boston. Da giovedì lavorerà in un importante centro medico. Ha lasciato l’Italia, così come aveva promesso, la ricercatrice precaria di Pavia che ha scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per denunciare lo stato comatoso della ricerca nel nostro Paese e per raccontare la decisione di abbandonare l’Italia. Non è bastata a fermarla neanche un’offerta giunta all’ultimo minuto da un prestigioso centro di ricerca di Padova. Troppo tardi: «Ho dato la mia parola agli americani. Ora vediamo cosa succede. Non escludo un ritorno. Non è detto poi che non si possa collaborare tra Boston e Padova. D’altronde ricerca vuol dire collaborazione». Così, tirandosi dietro il suo trolley, dopo un ultimo bacio al marito e ai tre figli, la scopritrice dell’origine genetica di alcune forme di linfoma maligno ha girato i tacchi ed è entrata dentro l’aeroporto di Linate. Un volo low cost, via Londra per spendere meno, e le sue speranze volano Oltreoceano.
29 giugno, 2009
Economia, Italia, Scienza, Tecnologia
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Via Corriere.it

Una laurea in Medicina, due specializzazioni, anni di contratti a termine: borse di studio, co.co.co, consulenze, contratti a progetto, l’ultimo presso l’Istituto di genetica dell’Università di Pavia. Rita Clementi, 47 anni, la ricercatrice che ha scoperto l’origine genetica di alcune forme di linfoma maligno, in questa lettera indirizzata al presidente della Repubblica Napolitano racconta la sofferta decisione di lasciare l’Italia. Da mercoledì 1?luglio lavorerà come ricercatrice in un importante centro medico di Boston.
Caro presidente Napolitano, chi le scrive è una non più giovane ricercatrice precaria che ha deciso di andarsene dal suo Paese portando con sé tre figli nella speranza che un’altra nazione possa garantire loro una vita migliore di quanto lo Stato italiano abbia garantito alla loro madre. Vado via con rabbia, con la sensazione che la mia abnegazione e la mia dedizione non siano servite a nulla. Vado via con l’intento di chiedere la cittadinanza dello Stato che vorrà ospitarmi, rinunciando ad essere italiana.
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