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Vittorio Pasteris

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Prima ti bombardano il rene sbagliato, poi scompare la tua cartella clinica

* 17 novembre, 2010 * Diritti, Pensieri, Piemonte * 0 commenti

Paolo Accossato su Lastampa.it

Nove anni fa era stato sottoposto al bombardamento dei calcoli al rene sbagliato. Mentre le onde d’urto colpivano a destra, la dottoressa ripeteva perplessa: «Ma dove sono questi calcoli? Io non li vedo».  Malgrado ciò il medico procedette: mille e 500 colpi «sparati» al rene sbagliato per triturare grumi che non c’erano. Oggi, la goccia ha fatto traboccare il vaso: la cartella clinica di quell’intervento sbagliato è sparita. Più nessuna traccia, ammettono in ospedale. Il doppio caso finirà in mano a un avvocato.

Gian Carlo Rizzi ha 70 anni. Pensionato, abita a Torino, quartiere Mirafiori: «Era il 15 gennaio del 2001 – ricorda -, notai sangue nelle urine, il medico di famiglia mi prescrisse una serie di esami, un’ecografia all’addome, e si scoprì che nel rene sinistro avevo due calcoli di circa 8 millimetri di diametro. “Da togliere subito”, disse il dottor Ferrando, primario (oggi in pensione, ndr) dell’Urologia ospedaliera alle Molinette, dove avevo fatto la visita. Dopo otto mesi passati fra analisi e attese si decise di bombardare il rene per sbriciolare i «sassolini», ma «la dottoressa che utilizzò il litotritore – racconta sempre Rizzi – colpì per circa 20 minuti il rene sano anziché quello malato».

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Firmato il protocollo per la Città della Salute e della Scienza a Torino

* 5 agosto, 2010 * Piemonte * 0 commenti

E’ finalmente stato firmato il protocollo d’intesa che individua nel quadrante sud-est della città di Torino, che attualmente comprende le strutture ospedaliere Molinette, S. Anna e Regina Margherita e l’area sportiva comunale “Bacigalupo”, l’ambito di localizzazione prioritaria delle attività di assistenza sanitaria, didattica e di ricerca costituenti il primo nucleo della Città della Salute e della Scienza.

Il documento è stato siglato dal presidente della Regione Roberto Cota, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, il rettore dell’Università di Torino Ezio Pelizzetti, il direttore delle Molinette Giuseppe Galanzino e il direttore amministrativo dell’Azienda Ospedaliera S. Anna, Bruno Riccardi.

Pazienti.org

* 16 maggio, 2010 * Internet, Pensieri, Scienza * 0 commenti

Il bloggante titolare ha avuto molti incontri nell’ultimo anno con medici e strutture sanitarie. Con quasi sempre ottime impressioni.
La sanità in Italia vive sulla qualità dei professionisti che la gestiscono,. Che spesso sono ottimi e umanissimi professionisti.

Qualcuno ha pensato di permettere di raccontare in rete le  storie della sanità italiana.

pazienti.org è il sito che raccoglie le esperienze dei pazienti italiani con il servizio sanitario. Ciascuno può raccontare, in forma anonima, la propria storia attraverso parole, foto e video, purché lo faccia nel rispetto della nostra policy d’uso.

Un luogo di incontro per condividere esperienze reali, scoprire come altre persone hanno affrontato problemi simili ai nostri e potere operare una scelta più informata per la nostra salute e quella delle persone care.

Una rete di informazioni e consigli che coinvolge nel dibattito gli operatori sanitari e gli amministratori delle strutture, con l’obiettivo di contribuire al miglioramento del servizio sanitario.

I NAS all’ospedale di Chivasso

* 8 aprile, 2010 * Piemonte * 0 commenti

Via Corriere.it

C’era anche una donna ultraottantenne morta, abbandonata su una barella nel corridoio che costeggia il pronto soccorso, in mezzo ai malati che stavano ricevendo il pasto all’ospedale di Chivasso. È una delle «carenze gestionali» riscontrate dai carabinieri del Nas nel corso di un blitz al pronto soccorso del nosocomio, uno dei più grandi della provincia torinese, che serve un’utenza di 250mila persone coprendo le province di Torino e Vercelli.

I controlli sono scattati in seguito alle numerose lamentele ricevute negli ultimi mesi. Al loro arrivo, i militari si sono trovati di fronte ventuno pazienti dei reparti di Medicina e di Neurologia “parcheggiati” nei corridoi del pronto soccorso. Una «grave anomalia», sotto il profilo delle norme relative alla degenza e all’assistenza dei pazienti. I carabinieri hanno trovato una struttura «congestionata» con situazioni «inaccettabili».

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Molinettopoli 2

* 16 marzo, 2010 * Piemonte * 1 commenti

Via Repubblica

Irremovibile l’ingegner Francesco Chiaro nel pretendere il cinque per cento. Forte del fatto di poter fare “cosa c… o voleva”, come ha detto, senza tanti giri di parole, a Federica Tedino, rappresentante legale dell’omonima ditta che chiedeva spiegazioni sulla decisione di affidare ad un’unica impresa la manutenzione di tutte le autoclavi, comprese quelle fornite dalla sua azienda.

È raccolta in venticinque pagine di ordinanza la trama di quello che il giudice non esita a definire un “disegno criminoso” messo in atto da Francesco Chiaro e Carlalberto Massia “con più azioni esecutive”. E, per capire di che tipo fossero le “azioni esecutive” dei due piccoli tiranni dell’ufficio tecnico delle Molinette, basta scorrere gli interrogatori di Silvano Bonani, amministratore unico della Gruppo Sae srl, e di Cristiano Mangolini, dirigente della parte impiantistica della stessa azienda, dapprima sentiti dalla Finanza come testi e poi indagati.

Il 13 novembre 2009 Silvano Bonani racconta agli investigatori: “Ho avuto richieste di denaro da parte del perito Masia, dipendente delle Molinette, nonché responsabile della manutenzione impianti elettrici, il quale dopo che noi abbiamo vinto per il lotto 3 la gara di appalto per la manutenzione ordinaria e straordinaria presso l’ospedale Molinette nell’anno 2006, mi disse che Chiaro si aspettava il 5 per cento. Per poter lavorare e per poter essere pagati in tempi ragionevoli dovevamo per forza accettare la loro richiesta”. A Masia spetta d’altronde il lavoro sporco. Quando Bonani si lamenta del fatto che, pur avendo vinto l’appalto, la sua impresa non ha ancora avuto incarichi e a sorpresa gli arriva un lavoro per 150 mila euro che nulla a che fare con la sua specializzazione, è Masia a spiegare il mistero: “Gli chiesi perché mai fino a quel momento non lavoravamo – ricorda Bonani – e mi fu detto da lui che si poteva lavorare di più, sempre a fronte di un cinque per cento che sarebbe andato all’ingegner Chiaro”.

Le buste di soldi passavano di mano al bar, in auto, o in posti più curiosi. Spiega ancora Bonani: “Consegnavo il denaro a Masia in contanti dentro delle buste di colore arancione o bianco per un totale di 52 mila euro in varie tranches dal 2007 al novembre 2008. Davo il denaro al bar davanti all’ufficio tecnico, oppure in auto, oppure dentro le cabine elettriche delle Molinette…”. Da quel momento nessuno controllava più il lavoro della ditta che aveva pagato. “Sicuramente da quando pagavo non ho mai subito un controllo, una contestazione o una penalità – sottolinea Bonani – Intendo dire che Mangolini mi riferiva che, in accordo con Masia e Chiaro, se per esempio invece di mettere un tubo da 40 metri ne mettevo una da 30, nessuno controllava. Mentre io richiedevo il pagamento per il tubo da 40 con il placet dell’ufficio tecnico nonostante ne avessi messo uno da 30…”.