La sinistra della sinistra si federa
Oggi e domani all’Ergife nasce la formazione di Ferrero, Diliberto, Salvi e Patta. Sulla centralità del lavoro non c’è problema. Su quella del governo invece sì. Fioccano i distinguo sulle alleanze col Pd e l’unità con Sel. Braccio di ferro sul nome del coordinatore unico.
La Federazione della sinistra riparte oggi dall’hotel Ergife di Roma. La sede scelta da Rifondazione, Pdci e alcune associazioni per questo primo congresso fondativo è un luogo a suo modo storico per la sinistra italiana. Fu proprio all’Ergife, infatti, che il Prc di Bertinotti approvò nell’ottobre del 1998 la sfiducia al primo governo Prodi. Fu qui che si consumò la rottura con Armando Cossutta e l’addio alla diarchia segretario-presidente che fino ad allora aveva governato il Prc. Nacque da qui la scissione che portò poco dopo ai Comunisti italiani e che dura ancora oggi. «Svolta o rottura», era l’assunto bertinottiano dell’epoca. Fausto Bertinotti stavolta non ci sarà. Ma quello slogan così lontano risuona anche oggi nella frammentata sinistra italiana e anche nella Federazione di Ferrero, Diliberto, Salvi e Patta che oggi e domani proverà a prendere il largo.
La giornata dei mancini
Dedicato al titolare di questo blog, mancino da una vita
Il 13 agosto sarà la festa di quel 10% del mondo, capi di Stato e calciatori compresi, che si appoggia alla sinistra non solo per scrivere, ma anche per saltare o scattare una fotografia, a seconda della gradazione del fenomeno. Nel 1976 l’associazione “Lefthanders International” scelse questa data perché cadeva di venerdì. Come a dire: “Noi mancini pensiamo il mondo alla rovescia, anche per le superstizioni”. Uno scarto deciso rispetto al passato, un invito ad abbattere i pregiudizi, almeno quelli linguistici.
In inglese right significa destra, ma anche giusto. In francese gauche, cioè mancino, vuole anche dire sgraziato. In spagnolo l’espressione no ser zurdo si usa per “essere intelligente”, ma il senso letterario sarebbe “non essere mancino”. L’italiano, poi, abbonda di modi di dire non proprio galanti: “tiro mancino”, “sei sceso dal letto con il piede sinistro”… Retaggio, secondo i più, di antiche usanze. I romani si erano inventati l’abitudine di porgere la mano destra come segno di fiducia dovendo abbandonare la presa sulla spada.
L’Altro mangerà il panettone ?
Incredibile, ma vero: ai tempi del digitale pervasivo lanciano un quotidiano politico di carta
E’ da oggi in edicola L’Altro.
L’idea è di Piero Sansonetti, i soldi di un gruppo di imprenditori che operano nella comunicazione, nelle industrie ‘verdi’ e nelle nuove tecnologie, la redazione è di sei persone, i lettori sono tutti quelli pensano che serva un giornale in cui c’è spazio per il dialogo ma che non sia bipartisan.
L’obiettivo è di arrivare al break even in massimo 2 anni. Il business model è basato su pubblicità e vendita in edicola. L’Altro sarà composto di 12 pagine, 16 la domenica.
Tangentopoli 2 di sinistra leggermente bipartisan
Ai vecchi tempi Di Pietro e Mario Chiesa, Tangentopoli1 partì dal nord, ora le indicazioni di malaffare partono dal sud italiano,
La nuova sfilata di arresti e assimilati nelle amministrazioni locali in varie regioni italiane, l’elenco degli indagati è in crescita, sporca tristemente personaggi della sinistra con modesta partecipazione di personaggi PdL.
La questione morale e le azioni dei giudici sarnno forse l’unico metodo per ridare senso a una sinistra priva di senso.
La lega ce l’ha duro (il comprendonio)
Via Aghost
Il figlio di Umberto Bossi, Renzo (a sinistra nella foto), è stato bocciato per la terza volta all’esame di maturità.Il Tribunale amministrativo, cui la famiglia aveva fatto ricorso in seguito all’ultima bocciatura, non si era ancora pronunciato, ma il ragazzo – che aveva sostenuto di essere stato interrogato su parti di programma mai spiegate durante l’anno scolastico – aveva ottenuto la possibilità di ripetere la prova davanti alla commissione esaminatrice e a un ispettore del ministero dell’Istruzione.
Tv usa e getta
Ha cominciato a trasmettere sul satellite l’11 giugno 2007. Da allora è stata in onda 24 ore su 24. 4 ore di diretta al giorno sul canale 818 di Sky e sul sito internet. 1 ora di diretta al giorno più una di replica su 40 televisioni regionali del circuito Odeon. Rappresenta la più voluminosa raccolta video non di sinistra direttamente accessibile su internet. Con più di 3.000 servizi video archiviati e indicizzati, ha immesso sul circuito satellitare e su internet inchieste giornalistiche di livello tecnico-professionale da tv nazionale. Dal 31 luglio il segnale della Tv della Libertà sarà spento.
Una sinistra illuminata e innovativa: vien voglia di votare Berlusconi
Vogliamo dircelo? La sinistra che abbiamo in Italia è quanto di più conservatore e reazionario si possa immaginare. Prendi il tema della scuola e dei libri scolastici, per esempio. Un vero scandalo che consente a pochi editori dominanti di mettere a piacimento ogni anno le mani in tasca a genitori impotenti.
Il mai troppo vituperato governo Berlusconi inserisce in finanziaria una norma che – almeno in prospettiva – apre e stimola al passaggio al digitale nella creazione e fruizione di strumenti didattici. E la sinistra che ti fa? Prima bombarda di emendamenti, tutti in senso conservatore, il testo. Poi, sentendo di non potercela fare, prova a sparare grosso. Ed ecco il parere di Maria Pia Garavaglia, del PD, ministro-ombra della pubblica istruzione:
Uno dei punti più controversi è la norma che consente di scaricare i testi da internet ‘per contenere il costo’ dei libri scolastici. A parte che lo strumento on line, in quanto non filtrato, deve essere usato con precauzione dai più giovani, si crea una palese discriminazione, in quanto non tutte le famiglie posseggono un PC. Il costo per i genitori di dotarsi di un computer, di un abbonamento web, di una stampante e dei toner è senz’altro più elevato di quello dell’acquisto di un libro, uno strumento che gli studenti devono imparare ad usare e ad apprezzare, per la sua unicità.Una delle cose che, fin da giovane, mi hanno sempre fatto andare in bestia è la mistificazione cui molti ricorrono, vestendo di panni di sinistra e pseudo-solidali o pedagogici, dei volgari, volgarissimi, interessi di bottega. Questo è uno di quei casi.
ADDENDUM: Si noti come la stessa AIE (mandataria di questa opposizione, a difesa degli interessi costituiti) stia divulgando una ricerca da cui risulta che il 90,1% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni usa il pc a casa.
Il futuro dei giornali
Via Janejacobs
La rete e’ un sistema di distribuzione gratuita dei prodotti che i giornali aggregano. La distribuzione non solo costa meno, ma e’ anche migliore, perche’ non ha i limiti di tempo dei giornali che sono distribuiti una volta al giorno e non ha limiti di spazio, perche’ le notizie in rete non sono costrette dallo spazio cartaceo dei giornali. La rete offre notizie su misura che permettono di identificare i gusti personali dei lettori e di soddisfare istantaneamente e senza costi di trasporto la consegna di prodotti rispondenti nel dettaglio al gusto dei lettori.
Un studio della societa’ comscore effettuato nel marzo di quest’anno ha rilevato che le persone con piu’ di 65 anni hanno una probabilita’ di leggere un quotidiano che e’ sei volte maggiore alla probabilita’ di lettura di un quotidiano da parte delle persone tra i 25 e i 34 anni. Il motivo principale non sta nel fatto che gli anziani hanno piu’ tempo a disposizione dei giovani, ma che i givani sono piu’ a loro agio nel cercare e trovare informazioni in rete degli anziani. I giovani sono cresciuti nel mezzo della rivoluzione elettronca e le loro abitudini non dovrebbero modificarsi con l’eta’.
Perdenti e pessimi
Mettetevelo in testa: le elezioni le abbiamo perse, e le ha vinte un centrodestra pessimo e guidato da uno come Berlusconi. Se volevate un paese fatto a misura della sinistra, lo educavate meglio e vincevate le elezioni. Adesso sembriamo i tifosi della nazionale che protestano se l’Olanda fa il biscotto. Le abbiamo perse, e ora cerchiamo di stabilire delle priorità: tra le mie – e quella di molti altri- la processabilità del primo ministro non è la prima
Niente pelo per tutti
Scusandosi per il titolo blandamente triviale del post, leggendo la segnalazione di Luca vengono pensieri al solito sparsi:
1) il provvedimento è abbastanza ridicolo e non trova riscontro se non in veri regimi autoritari
2) Il passo successivo sarebbe un enorme proxy che filtra il filtrabile stile cinese … e non solo sul porno
3) I problemi della sicurezza della navigazione dei monori non dipendono solo dal porno
4) L’Italia fino a prova contraria è un paese laico
5) Se la legge passa come farà Berlusconi a trovare spunti per le prossime nomine politiche del suo governo ?
6) Berlusconi sa che una legge (inutile e marginale) come questa potrebbe toglierli voti “utili” e sa che la prima regola politica è evitare di togliere “panem et circenses” all’elettore medio
7) Luca dimentica che l’utilizzo di materiale pornografico non è esclusiva maschile
Via Luca Spinelli
Oscuramento di ogni sito internet pornografico o offensivo del buon costume. Pene fino a cinque anni di carcere per chi pubbilca una qualsiasi scena di sesso sul web. Si prospettano tempi duri per il maschio italiano insoddisfatto.
La notizia del disegno di legge, “Norme per la corretta utilizzazione della rete INTERNET a tutela dei minori” (DDL 664) presentato il 22 maggio scorso dal senatore Alessio Butti (PDL) è shock.
Il testo è molto chiaro e, considerando lo schieramento del senatore, le possibilità che si traduca in legge sono evidentemente maggiori, perciò merita attenzione. Premetto che un disegno di legge non sempre diventa legge dello stato e che anche quando questo avviene passano quasi sempre vari mesi (esisterebbero, tra l’altro, forme normative più celeri che non devono passare per entrambi i rami del parlamento).
Ma a prescindere da queste questioni procedurali, la proposta è dura: vietare con pene severissime la pornografia su internet. Solo su internet. E non soltanto in Italia: nel mondo. O meglio: dall’Italia verso tutti i siti al mondo. Una legge italiana, infatti, coinvolge – almeno in teoria – l’intera navigazione dall‘Italia, non solo quella in Italia. Ricordiamo che Internet è il primo caso della storia nel quale si può accedere istantaneamente da una nazione a documenti, immagini ed informazioni presenti in un’altra, con leggi e culture differenti.
Il DDL Butti ricorda per qualche verso il pacchetto sicurezza del Governo Prodi di cui avevo parlato qualche mese addietro su Punto Informatico, ma si spinge parecchio oltre. Come sapete, per scelta, ho sempre preferito tenere il più possibile lontano i giudizi strettamente politici dalle pagine di questo sito, per commentare direttamente i testi di legge e le azioni pratiche (e infatti ho criticato leggi di sinistra, centro sinistra, destra e centro destra). Così farò anche questa volta.
21 novembre, 2010
























