Internet è il più misurabile dei media, tuttavia la mancanza di metriche condivise è uno scoglio contro cui chi pianifica iniziative di marketing attraverso i social media si scontra quotidianamente. Il pericolo è quello di utilizzare in modo scorretto gli indicatori, come il tanto mitizzato ROI (Return On Investment), o di finire per collezionare una serie di dati numerici che si rivelano vuoti, perché privi del contesto di riferimento, oltre che spesso incomprensibili per decisori aziendali con poca familiarità con la Rete.
Questo libro cerca di mettere a fuoco alcuni punti fermi: a partire dalla diffusione dei social media in Italia, fino agli strumenti e le soluzioni per strutturare programmi di attività coerenti con le strategie di marketing e con le funzioni aziendali. La misurazione di obiettivi e risultati diventa così il grimaldello per scardinare preconcetti superficiali sull’uso dei social media, la bussola per migliorare il lavoro quotidiano all’interno dell’azienda, la guida per immaginare il percorso che porterà fan e follower a diventare consumatori soddisfatti e, magari, sostenitori fedeli del brand.
Martedì 4 ottobre 2011 alle ore 18.00 nel salone “E.Carbotta” della CNA di Torino in via Millio 16 ci sarà l’ “Aperi (marketing at) tivo: Vendo sul Web, perchè no? Internet per l’impresa: Dal Social Network all’impresa virtuale”
Il programma
Claudio Pasqua, docente e giornalista scientifico: “Le tecniche per essere primi su Google con la propria attività”
Vittorio Pasteris, esperto nei nuovi media: “Portare l’azienda sui social network, piccole istruzioni per l’uso”
Manuela Martini, esperto in modelli di business per il web 2.0 ”Marketing Reload: casi di successo e strumenti per fare business con il web 2.0”
Stefano Pisu, Torino Wireless, “le opportunità dell’e-commerce per le piccole imprese”
moderano: Alessio Stefanoni, responsabile comunicazione Cna Torino e Stefano Busi, responsabile Cna Piccola Industria Torino.
+, ancora in fase di prova, con accesso limitato e su invito, rappresenta innanzitutto uno strumento di condivisione per la vita reale: questo avviene coniugando il concetto di cerchie di amici già implementato da Google con Wave, Buzz e Places, con l’aggiunta dell’idea già adottata da Diaspora dei gruppi separati per interessi, e quello dei suggerimenti/spunti di ricerca e di interesse che ricorda l’assonante “+1″, ma ampliato a macroargomenti.
A questi due aspetti se ne somma poi un terzo chiamato “videoritrovi”: una sorta di versione Google e ristretta agli amici di chatroulette e della chat di gruppo.
L’autorevole Pew Research Center ha rilasciato “Social networking sites and our lives” un corposo studio sull’impatto dei social network nella vita degli statunitensi. Utile per avere una finestra sul futuro di paesi come l’Italia, solitamente a traino dei trend socio-tecnologici americani, e per sfatare alcuni miti che stanno pericolosamente attecchendo nella nostra cultura.
La prima parte di scenario mostra un confronto tra le analisi del 2008 e del 2010 . In questo arco temporale gli adulti che dichiarano di usare i social network sono passati dal 26% al 47% della popolazione. Sono cresciute soprattutto le fasce di età superiori ai 35 anni, portando l’età media degli utilizzatori dai 33 ai 38 anni. Nel tempo il divario tra uomini (56%) e donne (44%) si è ampliato.
I protagonisti principali dei recenti avvenimenti del mondo arabo nei paesi del nordafrica che si affaccia sul Mediterraneo sono la Rete e i Social Network. Attraverso Internet i cittadini della Tunisia prima e dell’Egitto poi si sono tenuti in contatto e hanno fatto partire la loro rivolta contro i precedenti regimi. Proprio per questo il regime di Mubarak ha fatto una scelta senza precedenti: quella di sconnettere l’Egitto da Internet.
Il libro digitale cerca di raccontare che cosa è successo in questi giorni sulle sponde meridionali del Mediterraneo, cosa ha originato le rivolte popolari che stanno infiammando l’Egitto e in Tunisia hanno portato alla fuga del Presidente Ben Ali e quale ruolo abbiano svolto i social media nello scorrere degli eventi.
Domani mattina si parte da Milano sul treno della Social Media Week che lancerà la sua seconda edizione italiana in programma dal 7 all’11 febbraio. Una esperienza originale in compagnia di altri esperti di rete. Il Viaggio al centro della Rete sul Frecciarossa Milano – Roma è organizzato in collaborazione con Ferrovie dello Stato. Il treno partirà il 2 febbraio alle 9.15 da Milano, con fermate a Bologna (10.23), Firenze (11.10) e arrivo a Roma (12.45). Arrivati a Roma Termini, dopo un ristoro con un light lunch offerto dalla Social Media Week ci sarà una visita all’Apparato Centrale Computerizzato di Roma Termini. Alle 16.15 partirà invece il Frecciarossa di ritorno verso Milano (19.45) con fermate a Firenze (17.50) e a Bologna (18.37).
Durante la giornata aggiornamenti vari su blog e social network se capita
Based on this month’s Alexa & Google Trends for Websites traffic data, Cosenza posits that Facebook has managed to overtake some local incumbent social networks in the past few months, particularly in Europe.
According to his analysis, the site is now market leader in 115 out of 132 countries.
LinkedIn, il social network professionale più grande del mondo, cresce lentamente ma costantemente, e lo fa provando ad innovare il concept iniziale. Sono riuscito ad entrare nella beta di quella che potrebbe essere la futura interfaccia, nome in codice Signal.
La novità fondamentale è l’introduzione di uno stream in tempo reale delle notizie (aggiornamenti di stato di Linkedin e Twitter) provenienti dalla propria rete di contatti, mutuato dall’esperienza positiva di Facebook (in termini di aumento dell’interazione e permanenza sulla pagina).
Inoltre, dalla colonna di sinistra, è possibile anche usare 8 tipi di filtri per ottenere risultati per network, settore, azienda, data, nazione, scuola, grado di separazione, hashtag più popolari.
Today we are releasing the source code for Diaspora. This is now a community project and development is open to anyone with the technical expertise who shares the vision of a social network that puts users in control. From now on we will be working closely with the community on improving and solidifying Diaspora.
We began the summer a list of technologies, and a few bold claims and the goal to make an intrinsically more private social network. The overwhelming response that we elicited made us realize that technology woudn’t be enough. Even the most powerful, granular set of dropdowns and checkboxes will never give people control over where their content is going, let alone give them ownership of their digital self.
We live our real lives in context, speaking from whatever aspect of ourselves that those around us know. Social tools should work the same way. Getting the source into the hands of developers is our first experiment in making a simple and functional tool for contextual sharing. Diaspora is in its infancy, but our initial ideas are there.