Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Vittorio Pasteris

ParoleFattiPensieri

header


Google Buzz, più Friendfeed che Twitter o Facebook, con il pregio della geolocalizzazione

* 10 febbraio, 2010 * Economia, Internet, Pensieri * 0 commenti

twitter friendfeed facebookGoogle ha lanciato Google Buzz il suo servizio sociale con l’evidente obiettivo di contrastare la crescita degli altri competitor come Facebook e Twitter. Era da un po’ che ci si stupiva che BigG non riuscisse ad inventarsene una delle sue per colonizzare appieno il mondo dei social network. Anche se è presto per fare analisi e in queste ore sta avvenendo la migrazione degli account Gmail che piano piano si trovano anche Buzz disponibile sembra che  siamo di fronte a un servizio con ottime chances di successo.Google hanno scelto pragmaticamente di interpretare un adagio semplice: se non hai una buona idea, copiala !

Google Buzz sembra moltissimo a Friendfeed con in più tutta la facilità del mondo Google. La scelta strategica però appare sensata: obiettivo primario puntare all’utilità d’uso del servizio.

I media tradizionali da tempo stanno facendo da grancassa dei successi di Twitter e Facebook, inducendo aziende e cittadini a sbarcare su questi con risultati altalenanti. Oramai piccole e grandi aziende, giornali, enti, associazioni, circoli ricreativi, bocciofile e altro ancora si sono aperti un account Twitter che mediamente usano come megafono delle loro attività o spesso come piccolo, grande strumento di spam veicolando link alle loro risorse web, sperando che i followers  visitino le pagine in questione. Agli estremi opposti Facebook è diventato la sarabanda globale con di tutto di più, un media in cui il rapporto segnale-rumore si fa bassissimo e la confusione sovrana da megalopoli ipertrafficata è il pane quotidiano.

Read more »

150 amici virtuali possono bastare

* 9 febbraio, 2010 * Internet * 1 commenti

Via Repubblica

Centocinquanta, né più né meno. Questo è il numero di amicizie che il cervello di una persona è in grado di gestire su Facebook. Il “tetto” di legami virtuali possibili dipende dalla dimensione della neocorteccia, cioè la parte del cervello usata per elaborare il pensiero cosciente e il linguaggio, che ha un limite nella capacità di gestire i contatti. Secondo un recente studio inglese, questo limite non supera le 150 persone e, volente o nolente, mantiene dei posti “riservati” per i parenti.

La “Friend addiction” che impazza tra i social network, insomma, non può essere sterminata. Facebook, MySpace e Bebo vedono ogni giorno migliaia di utenti scambiarsi richieste d’amicizia, parte delle quali sono però destinate a perderesi nell’oblìo. I risultati preliminari della ricerca condotta da Robin Dunbar, della Oxford University, ne riconducono la causa alla natura (ed ai limiti) della neocorteccia cerebrale. In sostanza, i nostri mondi sociali sono contesti molto piccoli e, anche se internet offre la possibilità di interagire, di inviare cartoline virtuali e di avere 1500 amici, non si distacca di molto dalla realtà virtuale. Insomma un avatar, secondo lo studio inglese, ha le stesse abitudini e attitudini di una persona in carne ed ossa, perché il cervello che deve gestire i due mondi è comunque lo stesso e le sue capacità sono limitate proprio dalla sua struttura fisica.

Le scimmiette sociali e gli esperimenti poco scientifici

* 23 gennaio, 2010 * Internet, Media * 0 commenti

Via GigaOm

Why do so many journalists and traditional media outlets see social media services like Twitter and Facebook as a threat? Maybe it’s a result of too many breathless headlines about how they’re going to replace traditional journalism (headlines that mostly appear in traditional media outlets, but don’t get me started on that).
Now a group of journalists has apparently agreed to “prove” how useless these tools are by locking themselves in a farmhouse for five days and reporting only news they receive through Twitter and Facebook.

To make matters worse, the journalists in question won’t be able to use the web to follow any of the links they get through Twitter or Facebook, or verify any of the news that’s reported — they will apparently have to write based on just the information coming in through those two networks. This is like giving a journalist a phone and telling them they can only report information from incoming calls, but no dialing of their own.

Read more »

Veder crescere in tempo reale il social web

* 11 gennaio, 2010 * Internet, Media * 1 commenti

Via Personalized Media

Press divide: finalmente qualcuno se ne accorge

* 19 novembre, 2009 * Personale * 0 commenti

Via Repubblica

La diffusione di Internet segna un po’ il passo, la lettura di libri e giornali regredisce di qualche punto percentuale, ma guadagna molto terreno l’entusiasmo per i social network, che hanno contagiato 19 milioni di italiani: è lo scenario che emerge dal rapporto sui consumi mediatici del Censis. In cima alla top five italiana c’è Facebook, noto al 61,6% degli italiani, seguono Youtube (60,9%), Messenger (50,5%), Skype (37,6%) e Myspace (31,8%). Naturalmente sono soprattutto i giovani a frequentare questo tipo di comunità.

Arretra la lettura dei quotidiani. La lettura dei quotidiani a pagamento almeno una volta alla settimana passa dal 67% al 54,8%, invertendo una tendenza leggermente positiva che si era registrata negli anni immediatamente precedenti al 2007. Se poi si guarda agli utenti abituali, ovvero quelli che il giornale lo prendono in mano almeno tre volte in sette giorni, si passa dal 51,1% del 2007 al 34,5% del 2009. Una flessione non è compensata neanche dalla free press che rimane stabile (passa dal 34,7% dell’utenza al 35,7%) anche se l’incremento registrato tra i lettori più istruiti fa pensare che ci sia stata una migrazione da quelli a pagamento a quelli gratuiti. Per quanto riguarda i periodici lo scenario non migliora: nel 2009 li legge il 26,1% degli italiani (-14,2%) e quella dei mensili il 18,6% (-8,1%).

Read more »

Raindrop: la mail ai tempi dei social tutto

* 23 ottobre, 2009 * Computer, Internet * 0 commenti

Dai Mozilla Labs

Raindrop is a new exploration by the team responsible for Thunderbird to explore new ways to use open Web technologies to create useful, compelling messaging experiences.

Raindrop’s mission: make it enjoyable to participate in conversations from people you care about, whether the conversations are in email, on twitter, a friend’s blog or as part of a social networking site.

Raindrop uses a mini web server to fetch your conversations from different sources (mail, twitter, RSS feeds), intelligently pulls out the important parts, and allows you to interact with them using your favorite modern web browser (Firefox, Safari or Chrome).

Raindrop comes with a built-in experience that bubbles up what conversations are important to you. You can participate in the experience by writing extensions that use standard open Web technologies like HTML, JavaScript and CSS. Or, use the lower level APIs to make your own experience. You have control over your conversations and how you want to play with them.

Socialmoney a Milano

* 20 ottobre, 2009 * Economia, Internet * 0 commenti

Socialmoney è il primo evento in Italia che affronta il tema della rilevanza economica dei social media per le aziende e per i singoli.   L’agenda dell’evento è ricca di esperti e protagonisti del settore (aziende, intermediari, utenti evoluti) presentano esempi concreti,e di ricercatori che espongono le proprie indagini in campi come il ritorno sull’investimento del social media marketing, la risposta dei partecipanti alle attività di vendita dei lead, le potenzialità di permission marketing e di pay-to-click e pay-to-lead in ambito social media.

Verranno inoltre esaminati gli esempi di utilizzo de estensioni di terze parti degli strumenti per i social media per fornire servizi di altro tipo a contenuto economico, per esempio micropagamenti, e l’attenzione che i player tradizionali Internet rivolgono ai social media con strumenti specializzati.

Futili cinguettii

* 18 agosto, 2009 * Internet, Pensieri * 0 commenti

Via Repubblica.it

Durante le giornate calde delle scorse elezioni iraniane era stata l’unica voce capace di oltrepassare le barriere della censura e arrivare, proprio come il cinguettio di un uccellino, fino alle orecchie dei media occidentali. Così Twitter, dopo essersi lentamente accaparrato l’interesse degli utenti nonostante lo strapotere del fratellone Facebook, era diventato anche il mezzo ideale per una nuova forma di giornalismo partecipativo. Ora però a sminuire il potere del microblogging, una finestrella vuota da riempire con centoquaranta caratteri di testo per raccontare in presa diretta quello che succede nelle vite degli utenti, arriva uno studio americano condotto dalla società di ricerche Pear Analytics.

Read more »

Clonefeed: il post FriendFeed porta all’Open Source ?

* 12 agosto, 2009 * Personale * 0 commenti

I profughi dell’acquisizione di FriendFeed da parte di Facebook puntano a un clone open source del loro giocattolone sociale preferito.

There’s a movement to create a “CloneFeed“, sort of a FriendFeed clone built with the concept of being federated and Open Source.

Twitter attaccato da pirati informatici

* 6 agosto, 2009 * Computer, Internet * 0 commenti

Via Sos Computer

Poteva sembrare una tranquilla mattinata di inizio agosto. Invece oggi il risveglio è stato da incubo per i quartieri generali di Twitter a San Francisco. I tecnici del social network hanno dovuto fronteggiare un attacco informatico che ha bloccato Twitter impedendo la conversazione on-line di decine di milioni di suoi utilizzatori.

L’attacco è cominciato alle 9, ora della costa orientale Usa , quindi le 15 ora italiana. Le prime segnalazioni del blocco del servizio, sono arrivate da molti blog, tra i quali Techcrunch, probabilmente il più letto (e temuto) blog tecnologico.

Twitter ha ammesso attraverso il suo blog l’evidenza di un attacco in piena regola che ha costretto i gestori del social network a sospendere il servizio. “Ci stiamo difendendo da un attacco che rende inaccessibile la nostra rete. Vi aggiorneremo a breve”.

Read more »