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Vittorio Pasteris

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In Spagna i socialisti le hanno prese

* 23 maggio, 2011 * Mondo * 0 commenti

Via Repubblica

Il voto del 22 maggio per le amministrative spagnole ha travolto il Psoe di Josè Luis Rodriguez Zapatero, che ottiene il peggior risultato della storia nelle elezioni municipali (il 27,8 per cento dei voti), quasi 10 punti e 2,2 milioni di voti in meno del Pp. I Popolari di Mariano Rajoy sono riusciti a raddoppiare la distanza conquistata nello storico 1995, preludio alla sconfitta socialista nelle elezioni generali dell’anno successivo che portò il Pp alla Moncloa nel 1996. Il Psoe, che ha pagato molto caro la gestione della crisi, ha perso 1,5 milioni di voti anche rispetto al 2007: Zapatero ha riconosciuto la “chiarissima” sconfitta ma ha escluso l’anticipo delle elezioni generali per poter portare a termine “le riforme imprescindibili per il recupero economico”. A scrutinio concluso, il Pp ha ottenuto il 37,53% dei voti, il Psoe il 27,79. Anche nel 2007 aveva vinto il PP, ma allora la distanza era stata di appena 7 decimi: 35,62% contro 34,92%.

Per i socialisti la sconfitta è storica anche perché travolge alcuni dei loro rincipali feudi, come la comunità di Castilla-La Mancha, il municipio di Barcellona e gli otto capoluoghi andalusi, compresa Siviglia. Di fatto, le elezioni lasciano una mappa politica in cui il Pp domina nei comuni e anche nelle principali comunità autonome. I socialisti conservano il governo dell’Andalusia e dei Paesi Baschi (in questo caso con l’appoggio del Pp). Il Partito Popolare ha vinto le elezioni per la prima volta anche in Extremadura, un altro grande bastione del Psoe, che però potrebbe mantenere il governo della regione se trova l’accordo con Ixquierda Unida.

Spanish Revolution for dummies

* 21 maggio, 2011 * Diritti, Mondo, Pensieri * 0 commenti


Lucio Colavero ha trodotto l’elenco delle principali linee politiche del movimento ¡Democracia Real YA!

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Viva Espana

* 20 maggio, 2011 * Mondo, Pensieri * 0 commenti

Via Julenews

Dopo le scosse telluriche, in Spagna, arrivano anche quelle sociali: da Twitter e Facebook l’attivismo si è trasferito nella piazza principale di Madrid (La Puerta del Sol) attraverso la viva (ma per ora pacifica) protesta di centinaia di migliaia di giovani “indignados” provenienti da tutto il territorio iberico.
Guardando le immagini in diretta attraverso ustream e tramite i video caricati su youtube, si intuisce subito la portata non trascurabile del movimento di contestazione e rivendicazione; esploso questa volta nel cuore dell’Europa. L’unico giornale italiano che si è occupato di raccontare brevemente la rivolta, l’Unità, scrive che il folto gruppo di persone è composto in prevalenza da giovani che si autodefiniscono “senza casa” (e senza futuro) e che, esesperati, hanno deciso di scendere in piazza per esigere una reale alternativa all’attuale classe politica che dirige la spagna.
Precari, disoccupati e studenti: tutte categorie che raccolgono sempre più persone e che trasudano sempre più rabbia e frustrazione. Questi nuovi gruppi di “scontenti” travano attraverso internet il modo di coordinarsi ed organizzarsi per grandi manifestazioni di massa. Un popolo di insoddisfatti che cresce di numero giornalmente e al quale, lo stesso Zapatero, resosi conto della grande partecipazione e del pericolo di un’autentica guerra civili, ha detto di voler dare ascolto. Gli “Indignados” denunciano in particolare la collusione tra politici e banchieri e molto di loro non nascondono simpatie per il pensiero anarchico; visto come unica alternativa credibile all’oramai azzoppato modello democratico.
Al momento, alle ore 00:08, si nota la piazza ancora stracolma e si sente con chiarezza la voce di un ragazzo che parla attraverso un impianto d’amplificazione invocando il ricambio politico, la coscienza sociale e le riforme che aiutino i giovani e le categorie deboli. Poi ancora “No alla speculazione”, “no alla privatizzazione”, “No ai politici corrotti e sordi”.

La Revolucion in fieri in Spagna: El pueblo unido …

* 19 maggio, 2011 * Internet, Mondo, Pensieri * 0 commenti

Per ora del movimento in decollo in Spagna parlano poco i giornali bempensanti, forse temono il contagio italico …

Via Il Post

Diverse migliaia di persone hanno manifestato in questi giorni in Spagna per protestare contro la corruzione, gli alti livelli di disoccupazione e il precariato. La principale manifestazione si è svolta lo scorso 15 maggio a Madrid, a una settimana dalle elezioni regionali, e il movimento che l’ha organizzata è stato ribattezzato “15-M”. Simili proteste sono state organizzate in una cinquantina di città spagnole e il movimento, organizzato anche attraverso i social network e dal sito web Democracia Real Ya, ha realizzato un sit-in pacifico il 16 maggio nell’area della Puerta del Sol, una delle principali piazze di Madrid.

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Il golpe di 30 anni fa in Spagna: ¡Quieto todo el mundo!

* 23 febbraio, 2011 * Mondo, Pensieri * 0 commenti

Il 23 febbraio del 1981 in Spagna ci fu un tentato golpe militare

Un operatore della TVE riuscì a filmare per quasi mezz’ora l’occupazione del Congresso spagnolo: un citizen journalism ante litteram.

Quando il calcio diventa spettacolo: Il Barcellona stende il Real

* 30 novembre, 2010 * Personale * 0 commenti

I consigli di Berlusconi agli italiani visti dagli spagnoli

* 2 novembre, 2010 * Ironia, Italia * 0 commenti

La Roja

* 11 luglio, 2010 * Pensieri, Sport * 0 commenti

Forza Spagna questa sera, l’unica squadra degna di vincere il mondiale

Semi default spagnolo

* 29 aprile, 2010 * Economia, Mondo * 0 commenti

Via IlSole24Ore

Dopo Portogallo e Grecia, Standard & Poor’s ha tagliato il merito di credito della Spagna portandolo ad «AA» dal precedente «AA+». Le prospettive sul rating spagnolo sono «negative», cioè non è escluso un ulteriore «downgrade». La decisione si basa sulle previsioni macroeconomiche nel medio e lungo termine. «Crediamo che la stagnazione in cui si trova l’economia spagnola – si legge nel documento pubblicato da Standard S Poor’s – durerà più di quanto avevamo previsto in precedenza».

Le stime di crescita del Pil spagnolo passano dall’1% annuo tra il 2010 al 2016 allo 0,7%. Meno crescita significa entrate ridotte e maggiori difficoltà future per Madrid a rimborsare il proprio debito. Immediata la ripercussione sul mercato dei cambi, con l’euro sceso a 1,3122 dollari, ai minimi di un anno nei confronti della moneta americana e nel mercato dei credit default swap. Lo spread delle polizze che assicurano contro il fallimento della Spagna è salito a 187 punti base. In giornata si era raffreddato a 180. Alla vigilia, segnata dal downgrade di Portogallo e Grecia, era schizzato a quota 209. Ai prezzi attuali costerebbe 187mila euro all’anno assicurarsi su 100 milioni di titoli di stato di Madrid.

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La carica dei caganers natalizi

* 22 dicembre, 2009 * Ironia, Multimedia * 0 commenti

Lo scandalo insabbiato

* 7 marzo, 2009 * Diritti, Pensieri, Sport * 0 commenti

Come probabilmente “la ragion di stato” ha fatto insabbiare la più grande inchiesta di sempre sul doping nello sport (via repubblica.it)

sacca-sangueErano cominciati gli anni d’oro della Spagna sportiva. Il paese si identifica nei suoi eroi, nel Real di Capello, Zidane e Raul, in Nadal, in Alonso. Che bisogno c’era di rischiare di distruggere quel castello di emozioni? Così appena comparve la parola Liga nell’inchiesta, tutto si fermò davanti a un problema giuridico “insormontabile”: il doping, al tempo, non era un reato penale. Uno scoglio fino ad allora sempre brillantemente aggirato ma che da quel momento in poi divenne pietra tombale. E l’inchiesta si fermò.