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Vittorio Pasteris

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Search Engine Optimization secondo Google

* 13 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Google Webmaster Central

Webmasters often ask us at conferences or in the Webmaster Help Group, “What are some simple ways that I can improve my website’s performance in Google?” There are lots of possible answers to this question, and a wealth of search engine optimization information on the web, so much that it can be intimidating for newer webmasters or those unfamiliar with the topic. We thought it’d be useful to create a compact guide that lists some best practices that teams within Google and external webmasters alike can follow that could improve their sites’ crawlability and indexing.

Our Search Engine Optimization Starter Guide covers around a dozen common areas that webmasters might consider optimizing. We felt that these areas (like improving title and description meta tags, URL structure, site navigation, content creation, anchor text, and more) would apply to webmasters of all experience levels and sites of all sizes and types. Throughout the guide, we also worked in many illustrations, pitfalls to avoid, and links to other resources that help expand our explanation of the topics. We plan on updating the guide at regular intervals with new optimization suggestions and to keep the technical advice current.

So, the next time we get the question, “I’m new to SEO, how do I improve my site?”, we can say, “Well, here’s a list of best practices that we use inside Google that you might want to check out.”

Wired riflessioni dopo colazione

* 13 novembre, 2008 * Senza categoria * 3 commenti

Dopo la colazione da Wired si inizia a riflettere in rete su futuri, posizionamento e linea editoriale della futura rivista …

Il bloggante sta cercando di capire che succede e legge in giro i pochi pareri di commento che vanno oltre i dovuti auguri a una iniziativa editoriale interessante e coraggiosa. Nel frattempo ci si abbona per un anno: costa un po’ di più di due numeri in lingua originale

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Giornali cartacei: le ricette per salvarsi

* 11 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Marco Pratellesi, l’articolo tradotto da LSDI

Dunque è nel cambiamento, nella virata decisa che Meyer intravede la possibilità di aprire una nuova stagione per i giornali, con un modello di business diverso, con utili forse meno importanti, ma con una ritrovata autorevolezza. Ecco la ricetta di Meyer per ottenere questo risultato:

1. I giornali dovranno essere meno “pesanti”, cioè ridotti non solo nel formato ma anche nel numero di pagine e inserti;
2. potranno avere una cadenza non più necessariamente quotidiana;
3. dovranno contenere principalmente analisi, interpretazioni e inchieste;
4. dovranno abbandonare la copertura di incontri pubblici, comunicati e agenzie raccontati senza approfondimento per dedicarsi principalmente a informazioni elaborate che sono il valore aggiunto dell’era dell’informazione;
5. dovranno collocare i fatti nei loro contesti, spiegarli in cornici teoriche, suggerire al lettore strade per agire rispetto ad essi;
6. dovranno sperimentare una sempre più stretta interazione con il lettore sul web.

Meyer pensa dunque a giornali tagliati “su misura” per un pubblico più di “elite”, consumatore incallito di buona informazione. Questi quotidiani ridurranno necessariamente le tirature, ma manterranno la loro influenza sulla comunità, il loro prodotto più importante, riposizionandosi come il media più affidabile per l’informazione locale, le analisi e le inchieste giornalistiche sulla pubblica amministrazione e i pubblici affari. Una influenza che ha sempre reso i giornali anche attraenti per gli inserzionisti.

Internet, blog e Sud

* 4 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Incontro sui casi virtuosi del Sud Italia organizzato da Rosalio e Serverstudio nell’ambito delle Giornate dell’Economia del Mezzogiorno, mercoledì 5 novembre alle 11:00 presso l’aula 5 dell’Albergo delle Povere – Facoltà Scienze della Formazione si svolgerà l’incontro Internet, blog e Sud.

L’evento è organizzato da Rosalio e da Serverstudio nell’ambito della prima edizione de Le Giornate dell’Economia del Mezzogiorno, promossa da Diste e Fondazione Curella. La tavola rotonda affronterà la tematica dello sviluppo di Internet e dei blog nel Mezzogiorno d’Italia passando attraverso la presentazione dalla viva voce dei protagonisti di alcuni casi “felici” ed economicamente virtuosi delle città di Palermo, Catania e Salerno.

Interverranno all’incontro: Domenico Totaro, Tony Siino, Biagio Semilia e Salvatore Aranzulla

Classifica finale 2008 di Bloglab

* 1 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Bloglab

Ieri si è svolto l’incontro finale di Bloglab 2008, con l’intervento di fellow, e bloglabbers vecchie e nuovi. Questi i primi quindici blog secondo la votazione incrociata dei fellow, docenti, aziende e studenti, funzionale come ordine di preferenza per le posizioni stage aperte.

Giovani limoni e radici secche

* 31 ottobre, 2008 * Senza categoria * 2 commenti

Via Vittorio Bertola

erché, nonostante l’ICT sia uno dei pochissimi settori che possono ancora reggere l’economia di un paese sviluppato, praticamente nessuna azienda italiana dell’ICT ha successo su scala globale, e quelle che reggono lo fanno in buona parte solo su scala nazionale e solo grazie a commesse ricevute per amicizia (quando non per stecche) da pubbliche amministrazioni o manager amici?

La mentalità dell’imprenditore italiano medio è ristretta: se gli date in mano un budget di 100 con cui fare una nuova impresa, lui allocherà 80 a se stesso, al proprio SUV e al telefonino fico, e poi coi 20 rimasti cercherà di assumere (anzi, di non assumere) collaboratori vari, stagisti, consulenti e personale vario, selezionato esclusivamente perché costi poco. Conosco personalmente più d’un piccolo-medio imprenditore che parla dei propri dipendenti con il nomignolo di “carne da macello” o “scimmie ammaestrate”, magari adottando esplicitamente la tattica di prendere una persona in stage promettendo una assunzione, tenerla sottopagata o gratis finché non si stufa, e poi prenderne un’altra.

Purtroppo, nell’ICT questo non funziona: il lavoro dei tecnici è un lavoro ad alta densità di conoscenza, che non può essere programmato come quello di un operaio. Specialmente se ciò che si crea è innovativo, non si può sapere in anticipo quando sarà finito, e nemmeno se lo si riuscirà a fare e come; in questa situazione, l’investire su una persona, il qualificarla, il tenersela – evitando così i costi, che quasi nessun imprenditore considera, di inserire nuove persone e di doverle formare da capo – è vitale per il successo dell’azienda, a tutti i livelli; le persone non sono intercambiabili.

Sperare di competere globalmente nell’ICT con aziende piene di stagisti e giovani-limone, da spremere fin che ce n’é, è pura utopia: è chiaro che l’Italia, con questo approccio imprenditoriale, non andrà mai da nessuna parte. Alla fine, però, nel malato sistema economico nostrano le cose comunque vanno avanti: tanto le commesse arrivano raramente per via della qualità dei prodotti e dei servizi dell’azienda, e arrivano più spesso per capacità commerciali o direttamente per amicizie. Tanto, dall’altra parte c’è spesso un’altra azienda piena di giovani limoni, che per carenza di competenza non è in grado di capire la qualità del prodotto informatico che sta comprando.

Non dite a mamma che lavoro sul web, crede che io sia un giornalista

* 30 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via LSDI

A cosa somiglia una redazione Internet classica, del tipo di quelle messe in piedi dai giornali di carta? Un open space, una serie di schermi di computer collegati all’ AFP dietro cui dei giovanni giornalisti, attaccati con lo scotch alle sedie, “pestano” freneticamente sulle tastiere. Organizzare, riscrivere, gerarchizzare, titolare, sminuzzare, trovare una illustrazione: qui non si cerca l’ informazione, la si rende comprensibile. Non c’ è tempo per andare più lontano, il web impone l’ immediatezza e un ritmo accelerato rispetto a quello di una redazione cartacea. Un lavoro di desk dunque, e forzatamente sedentario, in cui l’ esigenza di reattività governa le condizioni di lavoro.

L’ età media non supera i 30 anni. Anzi parecchio meno. Nel sito del Nouvel Observateur (dove l’ autore di queste righe ha passato più di due anni) gli orari, non flessibili, sono spesso molto mattutini e i contratti piuttosto precari (6 contratti a tempo indeterminato, 2 a tempo determinato, 7 contratti di apprendistato, che alternano lavoro e studio, e 3 stagisti). Le redazioni web e carta sono separate. A quella della stampa, i piani storici dell’ edificio di Piazza della Borsa; a quella web, una stanza a pianterreno con vista sui cassonetti dell’ immondizia. E’ senza dubbio per questo che è difficile incrociare dei giornalisti della stampa. A meno che non siano lì per gettare merda. Di recente, Denis Olivennes, il nuovo proprietario dell’ Obs, non ha parlato nel corso di una riunione di redazione di « quelli di internet ? Ottenendo come effetto immediato di scontentare i giornalisti della redazione web.

Ma, a questo prezzo, e le direzioni non dimenticano certo di usare questo argomento, il giovane giornalista che ha tutto da imparare e tutto da provare, mette un piede in una grande redazione. Cosa che oggi, bisogna riconoscerlo, non è certo una cosa facile. Siete pregati quindi di non lamentarvi troppo. La lista d’ attesa è lunga e nessuno è indispensabile. Messaggio ricevuto. Rientrare nei ranghi o togliersi dalle palle.

La “riforma” Gelmini for dummies

* 28 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via il Barbiere della Sera

A suon di decreti (112, 133, 137) e senza specialisti, si delinea e si prepara la più rapida e forse più impopolare riforma (o controriforma) che si sia mai vista. E mentre ci si appassionava, grazie alle disposizioni urgenti del decreto 137, alle diatribe sul voto in condotta e sul maestro unico, la ministra e il suo staff procedevano, nel perfezionamento per la conversione in legge, nella parte più dolorosa e infida, quella dei tagli: di risorse, di insegnanti, di scuole, di classi.

Qualche tempo fa, su Repubblica, Salvo Intravaia, prendendo spunto dalla bozza di riforma presentata ai sindacati, faceva il punto su come dovrebbe cambiare la scuola. Sintetizzo, ispirandomi al suo prezioso lavoro, per cercare di dare, tra le polemiche, un quadro complessivo non tanto delle polemiche ma di quanto dovrebbe accadere, così che ognuno possa valutare, secondo coscienza e ovviamente secondo le proprie inclinazioni sociali e politiche, se è il caso di agitarsi e di preoccuparsi o no. Vediamo, in sintesi, il quadro della scuola che ci aspetta.

Tre le direttici del piano: revisione degli ordinamenti scolastici, dimensionamento della rete scolastica italiana, razionalizzazione delle risorse umane, cioè tagli. Le classi saranno più numerose: fino a 29 alunni all’asilo, fino a 30 nelle prime delle medie e delle superiori. L’organizzazione oraria della scuola materna rimarrà sostanzialmente invariata. Saranno reintrodotti gli anticipi morattiani, con la possibilità di iscrivere i bambini già a due anni e mezzo, e nelle piccole isole o nei piccoli comuni montani l’ingresso alla scuola dell’infanzia potrà avvenire, per piccoli gruppi di bambini, anche a due anni. In pratica sarà confermata l’esperienza delle sezioni primavera per i piccoli di età compresa fra i 24 e i 36 mesi.

Fonosfera

* 21 ottobre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Via Demafon

E’ dall’aprile scorso che si parla del lancio di fonosfera , la community di sviluppatori del nuovo firmware per la prossima fonera 2.0. Ebbene a quasi sei mesi dall’annuncio il progetto Fonosfera è stato lanciato.

Per ora i tools per fare da collante per la community sono : un blog , una mailing list ed un canale IRC su freenode. A breve si attende una repository svn o trac e un sistema di bugtracking.

Ecco tutte le coordinate in dettaglio :

  • IRC:canale fonosfera su irc.freenode.net javachat
  • Premio Attila al Governo italiano

    * 21 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

    Jeremy Rifkin sulla posizione del Governo italiano sul clima

    “La posizione del governo italiano rischia di trascinare l’Europa verso l’abisso. Berlusconi ha lo sguardo volto al passato, vede e pensa alla vecchia economia: ma su quella strada non c’è scampo perché la crisi ha una dimensione non affrontabile con i parametri tradizionali. Per salvarsi bisogna innovare, rilanciare, scommettere sul futuro”. Jeremy Rifkin, il teorico americano della nuova Europa, guarda a Bruxelles come all’unico motore capace di trainare il mondo fuori dal pantano della grande crisi.

    L’Italia sostiene che il costo della battaglia per la stabilizzazione del clima è troppo alto, che la difesa dell’ecologia affonda l’economia.
    “E’ vero esattamente il contrario: solo il green business è in grado di far ripartire l’economia perché non siamo di fronte a una difficoltà congiunturale ma al passaggio tra due ere. Un momento molto simile al 1929, anche se stavolta è peggio: allora c’era una crisi economica, oggi si sommano tre diverse crisi. La crisi del sistema creditizio, la crisi energetica e la crisi provocata dal riscaldamento globale. Però un’analogia con il 1929 c’è ed è fondamentale perché dà il segno del tempo che viviamo. Il ’29 corrisponde al passaggio tra la prima e la seconda rivoluzione industriale, tra il vapore e l’elettricità. E’ stata una rivoluzione profonda che ha causato grandi sommovimenti sociali e la seconda guerra mondiale”.

    Sarkò hacked

    * 19 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

    Le Journal du Dimanche ha rivelato una truffa ai danni del presidente francese Nicolas Sarkozy messa a segno da anonimi pirati informatici, che sono riusciti a procurarsi le coordinate bancarie del suo conto personale e ad effettuare dei prelievi pare non ingenti.

    L’Eliseo ha confermato al settimanale che il presidente francese ha presentato una denuncia a riguardo a settembre e che nella massima discrezione il procuratore della repubblica di Nanterre Philippe Courroye ha immediatamente mobilitato le autorità competenti.

    L’Elysée a confirmé samedi au JDD que le Président a effectivement déposé plainte courant septembre. Dans la plus grande discrétion, le procureur de la République de Nanterre, Philippe Courroye, a aussitôt saisi la brigade criminelle du 36 quai des Orfèvres ainsi que la brigade financière. Bref, la crème de la PJ. Objectif: retrouver les auteurs, pour le moins audacieux, de ce piratage présidentiel. En vain pour l’instant, preuve que les escrocs ne sont pas des amateurs.

    Les possibilités de “dérober” les coordonnées bancaires d’un particulier -elles font l’objet d’un trafic juteux sur Internet- sont multiples. Les plus courantes se présentent lors d’un achat en ligne ou au moment de la consultation d’un compte sur le Net, lors du paiement avec une carte de crédit chez un commerçant malhonnête, ou encore à l’occasion d’un vol ou d’une perte de documents. Les escroqueries et infractions économiques et financières constatées sur les douze derniers mois sont d’ailleurs en hausse de près de 9%, selon les derniers chiffres de l’Observatoire national de la délinquance.

    Finanza creativa addio

    * 19 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

    Luca Ricolfi intervista Montezemolo su Lastampa.it

    Dal suo osservatorio che crisi è questa? Che ripercussioni avrà sull’economia? E’ d’accordo con chi prevede che la ripresa arriverà a fine 2009? La mia impressione è che si tratti di una stima al momento ottimistica.
    «E’ troppo presto per dire cosa accadrà e come cambierà il mondo. Di certo la crisi è strutturale e sarà ancora molto lunga. Fino ad ora ne abbiamo sperimentato soprattutto gli effetti finanziari e solo le prime ricadute che avrà sull’economia reale e sui consumi. Quel che conta è ricordarsi la lezione di Roosevelt: “L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa”. E occorre avere fiducia, anzi farla diventare una malattia contagiosa».

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