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Vittorio Pasteris

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Un miracolo al Pio Albergo Trivulzio

* 20 febbraio, 2011 * Diritti, Pensieri * 0 commenti

Via Beppe Grillo

Gli affitti a Milano sono i più alti d’Italia. Una giovane coppia deve trasferirsi nelle cittadine satellite della sua infinita periferia per potersi permettere due locali più servizi. A Milano è però avvenuto un miracolo, come ai tempi di Cesare Zavattini. Un nuovo “Miracolo a Milano” per 1.064 persone, in maggioranza politici, o loro amici, mogli e conoscenti, insieme a molti giornalisti. Nelle zone di maggior prestigio, da via della Spiga, a Corso di Porta Romana, da via Pascoli a via Petrarca, da Piazza del Carmine a via San Marco, da via Santa Marta a Corso Italia sono stati affittati dalla Fondazione Pio Albergo Trivulzio (PAT) appartamenti a prezzi modici. Veri e propri affari immobiliari (sensazionali!) ottenuti sotto gli occhi del Comune. Per dire, 85 metri quadri a Porta Romana per 3.812 €/anno, 114 m2 via Previati per 3.806 €/anno, 98 m2 in via Solferino per 6.952 €/anno, 192 m2 in via Petrarca per 5.100 €/anno, 82m2 in via Pascoli per 2.285 €/anno, 107 m2 in piazza del Carmine 18.174 €/anno, 187 m2 in via Moscova per 10.135 €/anno, 101 m2 in via San Marco per 5.743 €/anno, 149 m2 in via Santa Marta per 18.749 €/anno.

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You tangente

* 20 marzo, 2010 * Diritti, Italia * 0 commenti

Un bel documento presentato da Repubblica. il video della consegna della tangente da 5000 euro in pacchetto di sigarette all’ex presidente della commissione Urbanistica di Milano, Milko Pennisi. l video è stato girato da Marco Bassi imprendtore concusso nella vicenda

Molinettopoli 2

* 16 marzo, 2010 * Piemonte * 1 commenti

Via Repubblica

Irremovibile l’ingegner Francesco Chiaro nel pretendere il cinque per cento. Forte del fatto di poter fare “cosa c… o voleva”, come ha detto, senza tanti giri di parole, a Federica Tedino, rappresentante legale dell’omonima ditta che chiedeva spiegazioni sulla decisione di affidare ad un’unica impresa la manutenzione di tutte le autoclavi, comprese quelle fornite dalla sua azienda.

È raccolta in venticinque pagine di ordinanza la trama di quello che il giudice non esita a definire un “disegno criminoso” messo in atto da Francesco Chiaro e Carlalberto Massia “con più azioni esecutive”. E, per capire di che tipo fossero le “azioni esecutive” dei due piccoli tiranni dell’ufficio tecnico delle Molinette, basta scorrere gli interrogatori di Silvano Bonani, amministratore unico della Gruppo Sae srl, e di Cristiano Mangolini, dirigente della parte impiantistica della stessa azienda, dapprima sentiti dalla Finanza come testi e poi indagati.

Il 13 novembre 2009 Silvano Bonani racconta agli investigatori: “Ho avuto richieste di denaro da parte del perito Masia, dipendente delle Molinette, nonché responsabile della manutenzione impianti elettrici, il quale dopo che noi abbiamo vinto per il lotto 3 la gara di appalto per la manutenzione ordinaria e straordinaria presso l’ospedale Molinette nell’anno 2006, mi disse che Chiaro si aspettava il 5 per cento. Per poter lavorare e per poter essere pagati in tempi ragionevoli dovevamo per forza accettare la loro richiesta”. A Masia spetta d’altronde il lavoro sporco. Quando Bonani si lamenta del fatto che, pur avendo vinto l’appalto, la sua impresa non ha ancora avuto incarichi e a sorpresa gli arriva un lavoro per 150 mila euro che nulla a che fare con la sua specializzazione, è Masia a spiegare il mistero: “Gli chiesi perché mai fino a quel momento non lavoravamo – ricorda Bonani – e mi fu detto da lui che si poteva lavorare di più, sempre a fronte di un cinque per cento che sarebbe andato all’ingegner Chiaro”.

Le buste di soldi passavano di mano al bar, in auto, o in posti più curiosi. Spiega ancora Bonani: “Consegnavo il denaro a Masia in contanti dentro delle buste di colore arancione o bianco per un totale di 52 mila euro in varie tranches dal 2007 al novembre 2008. Davo il denaro al bar davanti all’ufficio tecnico, oppure in auto, oppure dentro le cabine elettriche delle Molinette…”. Da quel momento nessuno controllava più il lavoro della ditta che aveva pagato. “Sicuramente da quando pagavo non ho mai subito un controllo, una contestazione o una penalità – sottolinea Bonani – Intendo dire che Mangolini mi riferiva che, in accordo con Masia e Chiaro, se per esempio invece di mettere un tubo da 40 metri ne mettevo una da 30, nessuno controllava. Mentre io richiedevo il pagamento per il tubo da 40 con il placet dell’ufficio tecnico nonostante ne avessi messo uno da 30…”.

La rete di Letta

* 18 febbraio, 2010 * Italia * 0 commenti

UPDATE: Berlusconi propone la candidatura Letta per la Presidenza della Repubblica
Via Repubblica

Il sottosegretario Gianni Letta è l’uomo del governo che ha scelto Guido Bertolaso alla Protezione civile. Oggi lo difende. Fino a ieri, rivelano le intercettazioni dei Ros di Firenze, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio decideva con il sottosegretario Bertolaso le strategie per non rendere pubblica un’infrazione dell’Unione europea sui cantieri alla Maddalena. Quelli per il G8. Di più, Letta in piena bagarre Mondiali di nuoto – la procura di Roma apre l’inchiesta sulle piscine private abusive – prende in mano la situazione per gestirla con Angelo Balducci, oggi in carcere per corruzione.

Letta è al centro di una rete di relazioni decisiva per il governo e per l’attività edilizia della Protezione civile macina-appalti. La mattina del 7 marzo 2009 il consigliere del premier chiama Bertolaso e gli racconta, con la consueta cortesia, che Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, lo ha chiamato: “Ha saputo che Dimas apre una procedura di infrazione sulla Maddalena e che la renderà pubblica mercoledì o giovedì. Mi ricordo male o tu eri amico di Dimas?”. Stavros Dimas è il commissario europeo per l’Ambiente, e che ci sia un’istruttoria europea si sa dal giugno 2008. Ora si rischia l’infrazione. Bertolaso spiega a Letta che sono due le questioni: “Una per quello che riguarda gli aspetti ambientali e l’altra per quello che riguarda la procedura di gara… La procedura di gara l’hanno poi chiusa in senso positivo nostro”. Letta chiede: “Gli vuoi fare una telefonata tu o debbo attivare l’Ambiente che evidentemente non ha saputo difenderti a dovere”. Bertolaso: “L’ambiente non ci difende mai… E poi in ambasciata purtroppo c’è ancora la gente che c’ha messo Pecoraro e che la Prestigiacomo ancora non è riuscita a togliere…”. Chiude Letta: “Mi dici se devo fare qualcosa…”.

La tangentopoli diffusa preoccupa SB

* 17 febbraio, 2010 * Italia * 1 commenti

Via Corriere

Perché, ameno di un mese e mezzo dalle Regionali, il terremoto provocato dalle inchieste incrociate o distinte che toccano i massimi gangli del potere del partito e del governo — dalla giunta milanese al vertice della Protezione civile, al coordinamento del partito nella persona di Denis Verdini— non può non preoccupare seriamente il premier. Che pure continua a pensare ad un attacco preordinato, ad una «giustizia ad orologeria», che difende ancora Bertolaso sul quale non gli sembra siano usciti fatti penalmente rilevanti, ma che sa benissimo come l’aria sia sempre più pesante, e sa altrettanto bene come tanti nel Pdl ormai si chiedano «fino a quando Bertolaso potrà resistere senza dimettersi». Come reagire? «Bisogna far capire che si tratta di singoli casi di corruzione, di singole persone che sbagliano, non di un sistema generalizzato come quello di Tangentopoli», è stato il refrain del Cavaliere, peraltro su questo punto in linea con Gianfranco Fini.

Una linea che verrà adottata da tutti e da lui stesso, che ieri ha voluto partecipare a una cena per la raccolta di fondi per il partito lombardo a villa Gernetto (e qui secondo alcuni partecipanti avrebbe difeso Guido Bertolaso: «È un galantuomo»), e che oggi presenterà le candidate presidenti delle Regioni. Ma nessuno sa se basterà a fermare la marea montante che — temono nel Pdl— potrebbe «non fermarsi qui». Si sussurra infatti di un allargamento dell’inchiesta di Firenze a vette inimmaginabili, si teme un coinvolgimento di altri personaggi di spicco nell’inchiesta milanese, il che potrebbe addirittura mettere in dubbio — dicono gli amici più stretti del Cavaliere— la vittoria nella blindatissima Lombardia.

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La memoria di mani pulite è finita

* 13 febbraio, 2010 * Personale * 1 commenti

Mario Calabresi via Lastampa.it

Diciotto anni fa, l’anniversario esatto cade mercoledì prossimo, veniva arrestato il presidente socialista del Pio Albergo Trivulzio – ospizio per anziani milanese – mentre riceveva una tangente di sette milioni di lire. Si chiamava Mario Chiesa e con quelle manette prendeva il via la stagione di Mani Pulite. In quei giorni si affacciavano sulla scena politica di Milano facce nuove, pulite, che promettevano di parlare una lingua diversa: tra queste quella del leghista Pier Gianni Prosperini e di un gruppo di ragazzi della Gioventù liberale. Il primo è finito in carcere prima di Natale con l’accusa di aver incassato una tangente da 230 mila euro, mentre per uno dei giovani liberali – Camillo Pennisi detto Milko – le manette dei carabinieri sono scattate giovedì, mentre si faceva dare da un imprenditore cinquemila euro in contanti nascosti in un pacchetto di sigarette.

Se li era fatti portare nella piazzetta alle spalle di Palazzo Marino, durante la seduta del Consiglio comunale, con la naturalezza di chi esce dall’Aula un momento per fumare.  Nelle stesse ore è stato arrestato il presidente della Provincia di Vercelli e l’Italia ha cominciato a interrogarsi su quale sia la vera faccia di Guido Bertolaso e dei miracoli della Protezione civile.

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A volte ritornano: Vito Bonsignore

* 9 gennaio, 2009 * Italia, Pensieri, Piemonte * 0 commenti

Le strade di Torino sono tappezzate di questi imperdibili manifesti

a ricordare che Vito Bonsignore nonostante il suo passato è ancora in politica

Tangentopoli 2: la mappa

* 18 dicembre, 2008 * Personale * 1 commenti

Si inaugura una semplice mappa sulle collocazioni geografiche delle recenti inchieste della Magistratura sulle amministrazioni locali.
Si temono frequenti aggiornamenti.
Se manca qualche inchiesta o ci sono degli errori segnalate nei commenti.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Tangentopoli 2 di sinistra leggermente bipartisan

* 17 dicembre, 2008 * Italia, Media, Pensieri * 1 commenti

Ai vecchi tempi Di Pietro e Mario Chiesa, Tangentopoli1 partì dal nord, ora le indicazioni di malaffare partono dal sud italiano,

La nuova sfilata di arresti e assimilati nelle amministrazioni locali in varie regioni italiane, l’elenco degli indagati è in crescita, sporca tristemente personaggi della sinistra con modesta partecipazione di personaggi PdL.

La questione morale e le azioni dei giudici sarnno forse l’unico metodo per ridare senso a una sinistra priva di senso.