Tav si, Tav no
Un tentativo di riassumere i fatti degli ultimi mesi
Nel primo mese del 2010 sono balzate agli onori della cronaca le vicende relative alla realizzazione della Tav, treno alta velocità, che ha visto contrapporsi, anche in maniera molto dura, i movimenti sociali e politici Sì Tav e No Tav. Un mese, quello di gennaio 2010, caratterizzato da proteste continue, atti vandalici o intimidatori e giochi politici alla luce delle vicine elezioni regionali.
La prima notte al presidio No Tav
VB nella su nuova versione Report style
Sulla Freccia Rossa all’imbrunire
Video prodotto dal bloggante
Freccia grigia
Giovanni Cerutti su Lastampa.it
Ed eccoli tutti qui, in testa al binario 7 da un quarto d’ora, tutti fermi nell’attesa, chi con la macchinetta fotografica già pronta, chi con il biglietto elettronico in mano. Chi per caso, chi per scelta, chi per voglia, sono i pionieri della Freccia Rossa, i debuttanti dell’Alta Velocità, i primi viaggiatori pronti al brivido di un Roma Termini-Milano Centrale in 3 ore e mezzo senza fermate.
Sono pronti, ma il supertreno dov’è? «E’ qui che vi aspetta», dice l’addetta con il foulard rosso. Quello? Questo qui con la scritta Milano-Napoli sulla prima carrozza? Non è possibile. E’ un treno vecchio. Tutti fermi al binario 7. Non ci sono autorità, questo è il primo viaggio normale di gente normale. E allora succede che il signor Paolo, 71 anni, impermeabile bianco come il codino di capelli che sbuca dal basco blu, si avvicini alla signorina con il foulard con un fare piuttosto seccato: «Io so’ venuto qui per il treno rosso, cos’è questa ferraglia?», e va a strapazzare con il pugno la carrozza ferma. E invece è proprio così, spente le luminarie dell’inaugurazione la Freccia Rossa parte grigia. Via le macchinette fotografiche, adesso tutti sul treno 9510. Tranne il signor Paolo: «Che mi frega del viaggio, io lo volevo solo vedè».
Le Ferrovie italiane tentano il salto in avanti
Domani si inaugura la nuova era dell’Alta Velocità ferroviaria italiana . Autorità, ospiti e stampa partono da Milano Centrale per Bologna con il Frecciarossa. Al ritorno, inaugurazione dei lavori di riqualificazione della stazione milanese e avvio del countdown per dicembre 2009, quando l’intero sistema Torino-Salerno sarà ultimato.
In parallelo viene inaugurata FSNewsws radio, la nuova emittente web del Gruppo Ferrovie dello Stato che seguirà in diretta l’inaugurazione di Milano Centrale e il primo viaggio di Frecciarossa sulla linea ad Alta Velocità Milano-Bologna.
Altra novità Prontotreno con cui sarà possibile acquistare dal telefonino e con una interfaccia vocale biglietti per treni Eurostar Alta Velocità, Eurostar, Eurostar City, Intercity Plus, Intercity e per i nuovi Eurostar Fast e AV Fast.
L’arresto del giornalista Vittorio De Filippis
Per una volta giornalisti, politici e in genere la gran parte degli intellettuali francesi di diversa estrazione sono d’accordo: bisogna fare luce su quello che oltre le Alpi è stato battezzato come l’”affaire Libération”. Di che si tratta? Semplice, all’alba di venerdì 28 novembre la polizia parigina è arrivata a casa di Vittorio De Filippis, ex direttore del quotidiano Libération e lo ha trascinato prima in commissariato e poi in tribunale per interrogarlo su una vicenda legata a un banale caso di diffamazione risalente al periodo in cui in giornalista era alla guida del foglio della gauche francese (secondo semestre 2006).
(Si tratta di una diffamazione legata ad un commento postato da un lettore sul sito di Liberation N.d.B.)
Il caso di diffamazione è legato a Xavier Niel, fondatore di Free, un provider che in passato ha intentato più cause contro il quotidiano. La gran parte dei giornali locali e un’ampia fetta della classe politica transalpina ha quindi denunciato il fatto, chiedendo a gran voce chiarimenti sulla troppo “muscolosa” azione della polizia per una questione in realtà abbastanza ordinaria.
Martine Aubry, neo-segretaria del partito socialista, ha chiesto al presidente Nicolas Sarkozy di agire per far luce su un chiaro caso di violazione della libertà di stampa. Lo stesso ministro della Cultura, Christine Albanel, non ha tardato a far sentire la propria voce dichiarandosi fiduciosa che il fatto verrà chiarito. Indignazione è arrivata anche dalle file dell’UMP. Frédéric Lefebvre, esponente di spicco del partito del presidente, ha definito l’intera vicenda surreale.
I principali quotidiani, come il Le Monde, Le Figaro, il Journal de Dimanche, hanno poi dedicato ampi spazi alla vicenda, cogliendo l’occasione per denunciare ancora una volta la scarsa tutela delle fonti dei reporter transalpini.
Gli unici in Italia oltre a Panorama ad avere parlato della vicenda allucinante di violazione della libertà, non solo di stampa, sono stati Luca Sofri e Matteo Bordone a Condor che hanno chiamato più volte il povero Vittorio De Filippis con il nome di Vittorio De Pasteris. Alla fine della trasmissione Luca Sofri si è scusato con il bloggante in diretta e con un simpatica mail.
Nel frattempo il bloggante divertito stava ascoltando in diretta la trasmissione, gioioso di essere ancora libero :-)
Crozza, l’ultimo dei giornalisti televisivi
Silvio Berlusconi ha invitato i suoi ministri a non partecipare ad alcune trasmissioni tv (via Lastampa.it)
Non è la prima volta, e probabilmente, non sarà neppure l’ultima. Tant’è che anche ieri durante il consiglio dei ministri, il premier Silvio Berlusconi ha invitato nuovamente i «suoi» a non partecipare a trasmissioni televisive dove non ci sia contradditorio. Era accaduto già a fine ottobre, con qualche rumorosa scia di polemiche tra Pdl e Pd per il chiaro riferimento ad un puntata del talk show di Raitre «Ballarò», condotto da Giovanni Floris, ed è accaduto di nuovo ieri. Stavolta, dito puntato contro il programma di Maurizio Crozza, «Crozza Italia» trasmesso da La7. «I politici – ha argomentato Silvio Berlusconi, durante la riunione a Palazzo Chigi – che vanno da Crozza hanno un secondo per rispondere, ma chi fa la trasmissione ha una settimana per studiare una domanda che metta in imbarazzo l’ospite».
Evidentemente le altre trasmissioni impiegano un minuto a preparare le domande per cui i politici hanno una settimana per mandare a memoria la risposta.
TamTamy Day
Reply e Blogosfere organizzano TamTamy Day, il primo dibattito sulle prospettive di innovazione Web 2.0 in tempi di crisi e su come la tecnologia può supportare le aziende in termini di produttività, sviluppo del business e contenimento dei costi. L’evento vivrà interamente interamente online su www.tamtamyday.com dalle 9.30 alle 17.00 di giovedì 27 Novembre 2008.
Tamtamy day vuole offrire sia una panoramica sull’attuale crisi economica, sia un momento di discussione sulle soluzioni offerte in ambito Enterprise 2.0 e sarà caratterizzato dall’ampia proposta di interviste e tavole rotonde.
Il dibattito verterà sulle prospettive di innovazione Web 2.0 in tempi di crisi e su come la tecnologia possa supportare le aziende in termini di produttività, sviluppo del business e contenimento dei costi. Durante l’evento, moderato da Marco Montemagno, non solo sarà possibile ascoltare le testimonianze di diverse realtà italiane Enterprise e PMI che si sono contraddistinte nel panorama dell’Enterprise 2.0, ma anche interagire su TamTamy, la piattaforma di Social Networking che ospiterà l’evento.
700 mila per Youtube video
Via TechCrunch
We’d heard rumors that Google had partnered with one of the big three live streaming services – Mogulus, Ustream or Justin.TV. And in fact Google has met with all of those startups to discuss partnerships or an outright acquisition.
But instead of working with them, or building their own streaming media CDN, they chose to work with Akamai. Google won’t confirm this, but it’s fairly trivial to detect (see screen shot below). Why did they go with Akamai instead of partnering? One key factor may be that Mogulus, Ustream and Justin.tv haven’t streamed live events with much more than 100,000 simultaneous viewers (correction: one person associated with Justin.tv emails to say they’ve hit “well over 400,000?), so tonight’s concert would have been an experiment in scalability for them.
It appears based on public Akamai data that about 700,000 people were watching the YouTube concert at its peak. There’s more information on the Mogulus blog, but basically Akamai was serving about 150,000 live streams across its networks right before the event started, and 863,000 at the peak of the concert.
Come rifondere le vittime dei dialer
Ancora una volta il conflitto di competenze in materia di telco tra Antitrust e Authority per le comunicazioni si rende evidente: l’Antitrust è più severa nei confronti dei gestori telefonici, mentre l’Agcom è decisamente più tollerante.
Le “truffe satellitari” hanno colpito milioni di utenti italiani della telefonia fissa, che si sono visti addebitare da poche decine a migliaia di euro a testa per chiamate a numeri satellitari, di cui nemmeno conoscevano l’esistenza. Addirittura molti di questi utenti non navigavano in Internet, o non possedevano nemmeno il Pc.
Sulla famigerata questione si è recentemente pronunciata l’Antitrust, multando per colpa grave Telecom Italia e una dozzina di gestori: Elsacom, Csinfo, Eutelia, Karupa, Teleunit, Voiceplus, Drin Tv AbcTrade, Telegest Italia, Aurora Uno, OT&T, Ivory Network Limited.
Maxi multa contro tutta la filiera dei dialer
via Sos Computer
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di sanzionare tredici società che, con diverse responsabilità e diversi ruoli, hanno attuato pratiche commerciali scorrette nei confronti di moltissimi consumatori ai quali sono state addebitate chiamate satellitari internazionali e a numeri speciali non consapevolmente effettuate.
Il totale delle multe complessive contro le aziende coinvolte ammonta a 2,43 milioni di euro. In fondo non si tratta di sanzioni di grande entità economica per aziende del genere, ma l’Autority ha finalmente descritto e smascherato concretamente quasi tutto il percorso fraudolento della filiera dei dialer, dando luogo finalmente a una posizione importante di tutela dei consumatori.
Le tredici società coinvolte dal provvedimento sono Telecom Italia, Elsacom, CSINFO, Eutelia, Karupa, Teleunit, Voiceplus, Drin TV, AbcTrade, Telegest Italia, Aurora Uno, OT&T, Ivory Network Limited. Il procedimento era stato avviato alla luce di migliaia di segnalazioni di consumatori arrivate a partire dal novembre 2007. Nelle segnalazioni gli utenti lamentavano addebiti nella bolletta telefonica dovuti a chiamate o connessioni verso numerazioni satellitari e speciali, i famigerati 899 per capirsi, che facevano riferimento a comunicazioni mai effettuate, in gran parte dovute, secondo l’istruttoria, all’installazione degli altrettanto famigerati dialer.
18 febbraio, 2010
























