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Vittorio Pasteris

Parole Fatti Pensieri

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Sette anni di blog

* 1 maggio, 2009 * Blog, Personale * 0 commenti

Una volta usavo Palm

Un tempo non esisteva il wireless wifi

Una volta scrivevo molto più di oggi

Una volta non c’era youtube

Una volta era partito il blog

Sono passati sette anni … sembra oggi … anche se molto è cambiato

L’arresto del giornalista Vittorio De Filippis

* 2 dicembre, 2008 * Senza categoria * 1 commenti

Via Panorama

liberation

Per una volta giornalisti, politici e in genere la gran parte degli intellettuali francesi di diversa estrazione sono d’accordo: bisogna fare luce su quello che oltre le Alpi è stato battezzato come l’”affaire Libération”. Di che si tratta? Semplice, all’alba di venerdì 28 novembre la polizia parigina è arrivata a casa di Vittorio De Filippis, ex direttore del quotidiano Libération e lo ha trascinato prima in commissariato e poi in tribunale per interrogarlo su una vicenda legata a un banale caso di diffamazione risalente al periodo in cui in giornalista era alla guida del foglio della gauche francese (secondo semestre 2006).

(Si tratta di una diffamazione legata ad un commento postato da un lettore sul sito di Liberation N.d.B.)

Il caso di diffamazione è legato a Xavier Niel, fondatore di Free, un provider che in passato ha intentato più cause contro il quotidiano. La gran parte dei giornali locali e un’ampia fetta della classe politica transalpina ha quindi denunciato il fatto, chiedendo a gran voce chiarimenti sulla troppo “muscolosa” azione della polizia per una questione in realtà abbastanza ordinaria.

Martine Aubry, neo-segretaria del partito socialista, ha chiesto al presidente Nicolas Sarkozy di agire per far luce su un chiaro caso di violazione della libertà di stampa. Lo stesso ministro della Cultura, Christine Albanel, non ha tardato a far sentire la propria voce dichiarandosi fiduciosa che il fatto verrà chiarito. Indignazione è arrivata anche dalle file dell’UMP. Frédéric Lefebvre, esponente di spicco del partito del presidente, ha definito l’intera vicenda surreale.

I principali quotidiani, come il Le Monde, Le Figaro, il Journal de Dimanche, hanno poi dedicato ampi spazi alla vicenda, cogliendo l’occasione per denunciare ancora una volta la scarsa tutela delle fonti dei reporter transalpini.

Gli unici in Italia oltre a Panorama ad avere parlato della vicenda allucinante di violazione della libertà, non solo di stampa, sono stati Luca Sofri e Matteo Bordone a Condor che hanno chiamato più volte il povero Vittorio De Filippis con il nome di Vittorio De Pasteris. Alla fine della trasmissione Luca Sofri si è scusato  con il bloggante in diretta e con un simpatica mail.
Nel frattempo il bloggante divertito stava ascoltando in diretta la trasmissione, gioioso di essere ancora libero :-)

Dal forum del Bracco Italiano al massacro di Mumbay

* 28 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Il livornese Antonio Di Lorenzo, l’italiano rimasto ucciso nell’attentato terroristico a Mumbai è  stato ucciso da una granata all’interno dell’hotel Oberoi.
Il figlio Massimiliano quando i terroristi sono entrati in azione è riuscito rocambolescamente nella sua stanza d’hotel e a raccontare in tempo reale sul forun del sito Il Bracco Italiano la situazione fino alla tragica scoperta della morte del padre.

Sono vivo, per miracolo.. ero nella hall quando sono entrati, mi hanno sparato addosso ma sono riuscito a ripararmi ed a scappare appena possibile.. morti vicino a me, sangue dappertutto..

non trovo piu mio padre. sto male.. ma non sono ferito. Ero al trident quando sono entrati.. scappavamo mentre persone mi cadevano vicino.

Mumbai e’ il nuovo nome di bombay, io ero al trident hotel .. luogo di attacchi, ho visto morire accanto a me, li ho visti entrare con i fucili e sparci addosso, mi sono nascosto mentre sparavano, correndo… ho visto di tutto, non posso raccontarlo.. sono sveglio da ore, adesso pero’ non ho notizie di mio padre.. sono distrutto, incredulo, ho gli spari e le bombe che mi scoppiavano vicino… urla, e; tutto un incubo… e; tutto irreale


Dar, stiamo leggendo notizie dal sito della Farnesina…non sappiamo il nome del papà ma c’è stata una vittima italiana ed il cognome è quello di Massi. Ovviamente può essere un caso di omonimia…non sappiamo…e non possiamo scrivere di notizie NON certe.

Poi Massimiliano scopre le notizie della morte del padre. Un unico drammatico commento

dio

Su Facebook commenterà

Spari ovunque, uomini che cadevano, urla, codardi di merda. Non e’ stata una bomba a portarmi via mio padre ma un colpo di un codardo schifoso.

Nella Mumbai militarizzata Massimiliano ha trovato aiuto e conforto nel “suo” forum sul bracco italiano, anche se nessuno oramai gli darà il padre ucciso.

L’attacco di Mumbai e la cronaca via internet

* 27 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti


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Qui un mashup in tempo reale di Google Maps, Twitter e Youtube

La morte dell’User Generated Content

* 25 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Giovanni Calia

L’user Generated Content è morto.
Ad essere precisi è morta l’idea di User Generated Content così come la si intendeva nel 2004, che è cosa leggermente diversa. Per molti questo è un dato di fatto, ma noto ancora in giro gente che si ostina a pensare che l’era del “tutto 2.0? sia tra noi.
Sono bastati pochi anni per capire che gli utenti nella maggior parte dei casi hanno poco da dire. La blogosfera italiana ne è un esempio lampante. A parte pochi rari casi, è un rincorrersi a vicenda.
Nel post precedente ho riportato un articolo emblematico, apparentemente banale e datato, in cui fondamentalmente si dice che il 90% degli utenti (del Web) sono “audience”, il 9% sono editor e solo l’1% è creatore di contenuti originali.


Come qualcuno mi ha fatto notare, questa piramide era conosciuta, ma decisamente ancora attuale. Se a distanza di qualche anno i risultati continuano ad essere gli stessi, i motivi sono facilmente identificabili.
Nonostante questo, la maggior parte di quei “pochi” contenuti prodotti sono pura “fuffa”.
Oltre all’aspetto contenutistico c’è un altro aspetto che si è imposto e di cui bisogna prendere atto: l’effetto Facebook. Facebook prescinde da tutto questo e delinea molto più chiaramente la tendenza sicuramente molto meno autoriale della rete, ma molto più predisposta a creare relazioni umane in cui il “contenuto” è l’utente stesso

….
I vecchi pensatori della comunicazione l’avevano capito. Noi pensavamo di averli fregati, ma il tempo gli ha dato ragione: non possiamo pensare che l’umanità produca contenuti di massa e di qualità per se stessa, autoregolamentandosi. Se c’è una lezione che abbiamo davvero imparato durante questo primo decennio del secolo è ci vogliono modalità nuove di fruizione dei contenuti (e su questo c’è molto da lavorare), ma il contenuto vero e proprio deve essere strutturato secondo logiche precise, scientifiche che portano inevitabilmente a contenuti pensati e creati da chi sa farlo.
Ora, che il Web bottom-up sia riuscito a far emergere cose e personi interessanti, questo è indubbio, ma stiamo parlando di casi rari.

Come rifondere le vittime dei dialer

* 24 novembre, 2008 * Personale * 0 commenti

Via ZeusNews

Ancora una volta il conflitto di competenze in materia di telco tra Antitrust e Authority per le comunicazioni si rende evidente: l’Antitrust è più severa nei confronti dei gestori telefonici, mentre l’Agcom è decisamente più tollerante.

Le “truffe satellitari” hanno colpito milioni di utenti italiani della telefonia fissa, che si sono visti addebitare da poche decine a migliaia di euro a testa per chiamate a numeri satellitari, di cui nemmeno conoscevano l’esistenza. Addirittura molti di questi utenti non navigavano in Internet, o non possedevano nemmeno il Pc.

Sulla famigerata questione si è recentemente pronunciata l’Antitrust, multando per colpa grave Telecom Italia e una dozzina di gestori: Elsacom, Csinfo, Eutelia, Karupa, Teleunit, Voiceplus, Drin Tv AbcTrade, Telegest Italia, Aurora Uno, OT&T, Ivory Network Limited.

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L’Inter ha vinto

* 23 novembre, 2008 * Senza categoria * 4 commenti

L’Inter ha vinto la maxisfida contro la Juve con un gol di Muntari nel secondo tempo. I nerazzurri hanno avuto più occasioni, la Juve ha subito la pressione dei milanesi, l’infortunio di Tiago e un rigore negato.

Nessun problema. Si riparte: campionato e Champions sono lunghi e l’Inter ritornerà a tiro.

Maradona vs Yahoo e Google

* 18 novembre, 2008 * Senza categoria * 2 commenti

Via Repubblica

Se cercando il nome “Maradona” su Yahoo Italia si ottengono oltre 70 milioni di risultati, compiere la stessa operazione sulla versione argentina del sito porta una sola risposta: un avviso in spagnolo cui i gestori spiegano che per motivi legali tutti i risultati sono stati temporaneamente rimossi. Nel paese sud americano è infatti in atto una vera e propria battaglia tra un gruppo di vip, tra cui oltre all’ex pibe de Oro ci sono modelle e un giudice, e i motori di ricerca come Yahoo e Google.

Approfittando di un vuoto legislativo, che vede i siti responsabili dei link che pubblicano, una settantina di celebrità si sono rivolte all’avvocato Martin Leguizamon Peña per non apparire più nei risultati di Google e affini. La motivazione di questa volontà sarebbe la tutela del nome che ad esempio nel caso delle modelle veniva spesso usato come richiamo da siti pornografici.

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Un Obama senza Blackberry ?

* 17 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via IHT

For years, like legions of other professionals, Obama has been all but addicted to his BlackBerry. The device has rarely been far from his side — on most days, it was fastened to his belt — to provide a singular conduit to the outside world as the bubble around him grew tighter and tighter throughout his campaign. “How about that?” Obama replied to a friend’s congratulatory e-mail message on the night of his victory.

But before he arrives at the White House, he will probably be forced to sign off. In addition to concerns about e-mail security, he faces the Presidential Records Act, which puts his correspondence in the official record and ultimately up for public review, and the threat of subpoenas. A decision has not been made on whether he could become the first e-mailing president, but aides said that seemed doubtful.
For all the perquisites and power afforded the president, the chief executive of the United States is essentially deprived by law and by culture of some of the very tools that other chief executives depend on to survive and to thrive. Obama, however, seems intent on pulling the office at least partly into the 21st century on that score; aides said he hopes to have a laptop computer on his desk in the Oval Office, making him the first American president to do so.

Obama has not sent a farewell dispatch from the personal e-mail account he uses — he has not changed his address in years — but friends say the frequency of correspondence has diminished. In recent days, though, he has been seen typing his thoughts on transition matters and other items on his BlackBerry, bypassing, at least temporarily, the bureaucracy that is quickly encircling him.

21 anni di Gsm: un libro

* 14 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Un libro interessante per capire il mondo in cui siamo immersi.

L’autore è Luca Tommasini,responsabile dell’innovazione di business del Gruppo Telecom

Celebrare la maggiore età del telefonino a 21 anni dalla firma del Memorandum of Understanding del 7 settembre 1987 a Copenhagen sembra una cosa ovvia, visto il successo straordinario di questo oggetto che à diventato il compagno di viaggio per un quarto della popolazione mondiale.

Il telefonino è stato un successo tecnologico se guardiamo ai progressi che ha prodotto, un successo economico se pensiamo all’enorme business che ha creato e un successo culturale se pensiamo al tessuto sociale che ha creato e alle nuove modalità espressive a questo collegate.

Tuttavia, mi piace sottolineare come uno degli elementi più straordinari e innovativi del “fenomeno” telefonino sia la creazione di un ecosistema di imprese innovative edinamiche totalmente dedicate ad espanderne le potenzialità .

Il telefonino è quasi una estensione di noi stessi in grado di accumulare dati che oggi riguardano i messaggi scambiati o le foto scattate ma domani comprenderà informazioni su dove siamo e dove eravamo chi c’era intorno a noi persone e oggetti. E’ un oggetto personale ma al tempo stesso è un elemento sociale e globale. La sua diffusione, che tenderà a diventare completa nella prossima decade quando si stima che ogni persona avrà un telefonino, lo rende un sistema di misura della società stessa.

Wired riflessioni dopo colazione

* 13 novembre, 2008 * Senza categoria * 3 commenti

Dopo la colazione da Wired si inizia a riflettere in rete su futuri, posizionamento e linea editoriale della futura rivista …

Il bloggante sta cercando di capire che succede e legge in giro i pochi pareri di commento che vanno oltre i dovuti auguri a una iniziativa editoriale interessante e coraggiosa. Nel frattempo ci si abbona per un anno: costa un po’ di più di due numeri in lingua originale

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Blogo scommette

* 12 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

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