15 aprile, 2011
Italia, Piemonte
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Via QP
La Corte d’Assise di Torino ha condannato a 16 anni e mezzo per omicidio volontario l’amministratore delegato della ThyssenKrupp Harald Espenhahn.La Corte di Assise di Torino ha riconosciuto l’omicidio volontario con dolo eventuale per i sette morti del rogo alla Thyssen del 6 dicembre 2007. La Corte ha accolto le richieste dell’accusa anche per gli imputati: Marco Pucci, Gerald Priegnitz, Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri, condannati a 13 anni e mezzo di reclusione. Per l’imputato Daniele Moroni la pena è stata di 10 anni e 10 mesi, superiore ai nove anni richiesti dall’accusa.
16 febbraio, 2011
Diritti, Pensieri, Piemonte
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Via Repubblica Torino
“Il processo Thyssen è un processo politico, una vicenda strumentalizzata per lanciare un attacco al capitalismo straniero”. La difesa degli imputati per il rogo del 6 dicembre 2009, che costò la vita a sette operai dello stabilimento di corso Regina Margherita, contrattacca con toni molto forti alla requisitoria della pubblica accusa. Lo fa con l’arringa dell’avvocato Andrea Garaventa, che evoca anche a una sorta di xenofobia nei confronti della multinazionale tedesca.
“La Thyssen – ha detto stamane il legale, mentre i parenti delle vittime uscivano dall’aula – è un’industria straniera, un’azienda che ha rilevato uno stabilimento italiana e per giunta lo stava chiudendo, sia pure con tutte le garanzie per i lavoratori. Per questo, in una guerra al capitale straniero, è stata data a questa vicenda un rilievo mediatico del tutto particolare, con imputazioni distorte e frettolose da parte della pubblica accusa”.
Nel merito delle accuse, l’avvocato Garaventa ha contestato l’imputazione di omicidio volontario mossa all’ad Harald Espenhahn: “Dov’è – si è chiesto – la prova del dolo? La Thyssen non voleva certamente mandare a fuoco la linea 5, che anzi sarebbe dovuta essere trasferita a Terni. Quale interesse avrebbe avuto l’azienda? E poi anche i lavoratori costituivano un bene prezioso per l’acciaieria”.
27 dicembre, 2010
Diritti, Piemonte
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Via Blitzquotidiano
Si sentono abbandonati da enti locali e politici i 13 lavoratori della Thyssenkrupp che si sono costituiti parte civile e che non sono ancora stati ricollocati sul lavoro. Insieme hanno chiesto per lunedì 27 dicembre un incontro in Regione Piemonte al fine di chiedere che venga prolungato per loro il periodo di cassa integrazione in deroga, «come previsto dagli accordi tra Azienda e Enti locali», dicono in una nota. «Ci è stato negato il lavoro – spiegano – in quanto siamo visti come “scomodi” per la nostra presa di posizione contro la multinazionale tedesca, ma anche a causa della colpevole assenza delle Istituzioni, a tutti i livelli».
14 dicembre, 2010
Personale
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Via Futura
Si aspettavano pene più severe i familiari delle vittime della Thyssenkrupp. Contestano le richieste formulate oggi dal pm Raffaele Guariniello durante il processo per il rogo dell’acciaieria tedesca che il 6 dicembre 2007 uccise sette operai: 16 anni e mezzo per omicidio volontario con dolo eventuale all’amministratore delegato Harald Espenhahn; 13 anni e 6 mesi per omicidio colposo a Marco Pucci, Gerald Priegnitz, Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri; 9 anni a Daniele Moroni. Tra le parti civili c’è anche la Regione Piemonte che ha chiesto un risarcimento di sei milioni di euro.
Sul banco degli imputati non solo i dirigenti ma anche la società Thyssenkrupp in qualità di persona giuridica: la procura chiede 1 milione e mezzo di euro a titolo di sanzione, l’esclusione da agevolazioni e sussidi nonché la revoca di quelli in corso, il divieto di pubblicizzare i propri prodotti per un anno e la pubblicazione per intero della sentenza su giornali di risonanza internazionale.
6 dicembre, 2010
Pensieri, Piemonte
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Via Repubblica.it
Un elmetto giallo su tutti i monumenti della città per ricordare i morti della Thyssen, per non dimenticare
il tragico rogo che nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007 provocò la morte di sette operai dello stabilimento di corso Regina Margherita. Un’azione simbolica, che la scorsa notte ha coinvolto un gruppo dell’associazione Terra del Fuoco, per non far passare sotto silenzio l’anniversario e per rammentare ai torinesi cosa è successo tre anni fa. In tutto una ventina, compreso il Caval d’Brons e il Conte Verde di piazza Palazzo di Città, i monumenti presi di mira
3 ottobre, 2010
Diritti, Pensieri, Piemonte
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Siamo i familiari dei sette ragazzi della ThyssenKrupp di Torino che sono stati bruciati vivi il 6 dicembre di tre anni fa… Le nostre vite si sono fermate quel giorno, come le loro… Da allora a oggi, per più di 100 udienze, si è svolto il processo nei confronti dei responsabili di quelli morti. I cittadini e i lavoratori di tutta Italia, e di Torino in particolare, sono stati con noi.
Adesso, il processo si chiude e i giudici dovranno prendere la loro decisione. E’ di nuovo ora! Ora come all’inizio è importante che i cittadini e i lavoratori siano di nuovo presenti con noi, in aula e davanti al Tribunale. E’ importante che i giudici non siano lasciati soli nel momento in cui dovranno decidere.
I giorni 5,8 e 13 ottobre riempite di nuovo con noi la maxi aula 1 del Tribunale di Torino
I conti non sono chiusi: spetta ai giudici stabilire che genere di pena meriti il comportamento degli imputati. La sentenza dovrà riconoscere il valore della vita dei nostri ragazzi.
24 febbraio, 2010
Piemonte
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Via Futura
I lavoratori della ThyssenKrupp di Torino hanno allestito un presidio in Piazza Castello di fronte al Palazzo della Giunta Regionale. I 30 dipendenti, costituiti parte civile contro l’azienda in seguito alla tragedia del 2007 ( primo caso in Italia), protestano contro la “provocazione” di ieri della ThyssenKrupp: sì alla cassa integrazione in deroga solo se rinunciano ad azioni legali nei confronti della multinazionale. Già due settimane fa aveva espresso dubbi sulla loro mancata ricollocazione.
“Si tratta di richieste vergognose ed inaccettabili. Siamo di fronte ad un vero e proprio ricatto ai danni di lavoratori che hanno messo la faccia in prima persona per ottenere giustizia”, ha dichiarato Vincenzo Chieppa, consigliere regionale dei Comunisti Italiani. In mattinata gli operai sono stati ricevuti dalla Bresso che ha garantito che incontrerà domani, alle ore 13, i vertici dell’azienda per chiedere il rispetto degli accordi già siglati in precedenza e il ritiro del “ricatto” imposto dalla ThyssenKrupp.
25 dicembre, 2009
Pensieri, Piemonte
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UPDATE: per i torinesi: il parco è qui alla Pellerina
11 dicembre, 2009
Diritti, Pensieri, Piemonte
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Via Repubblica
Ritrattazioni al processo Thyssenkrupp. Tre lavoratori, che nelle udienze precedenti, quando furono convocati dalle difese degli imputati, resero dichiarazioni che costarono loro un avviso di garanzia per falsa testimonianza, si sono presentati oggi per chiarire la loro posizione.
Uno di loro ha rivelato che un ex superiore, A.C., gli consegnò un foglio con alcune delle domande che gli sarebbero state rivolte: “Disse che non voleva, così facendo, invogliarmi a testimoniare il falso, ma solo farmi ricordare meglio. Buttai via il foglio. Non mi sembrava giusto”. Il lavoratore (che da tempo non è più in forza alla Thyssenkrupp) ha aggiunto di aver saputo dallo stesso A.C. che un collega, dopo aver ricevuto lo stesso foglio, aveva fatto denuncia alla magistratura.
1 dicembre, 2009
Diritti, Pensieri, Piemonte
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Allo stabilimento di Terni della Thyssen si è verificato un incidente sul lavoro in cui è morto un operaio.
Fra pochi giorni sono 2 anni dalla terribile notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007 in cui otto operai dello stabilimento di Torino della ThyssenKrupp vennero uccisi dopo essere stati investiti dalle fiamme dovute ad un incidente sul lavoro.
Per non dimenticare:
27 ottobre, 2009
Diritti, Piemonte
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Via Lastampa.it
«Vengono, di più non posso dire». L’avvocato Ezio Audisio era stato laconico ieri con i cronisti, eppure aveva confermato indirettamente che Herald Espenhahn e Gerald Priegnitz, i due imputati tedeschi del processo per la morte dei sette operai, bruciati vivi, non si sarebbero sottoposti all’esame dei pm oggi in Corte d’assise. E infatti, così è stato: si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Entrambi hanno letto una breve dichiarazione nella quale hanno spiegato che, avendo i giudici respinto la richiesta della difesa di nominare un interprete, non conoscono l’italiano a sufficienza e quindi non sono in grado di affrontare le domande. I due tedeschi, comunque, hanno annunciato che presenteranno una memoria scritta.
Dopo la lettura, in un italiano stentato e un forte accento tedesco, della breve dichiarazione, la corte ha sospeso la seduta.
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