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Vittorio Pasteris

ParoleFattiPensieri

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Reporter diffusi a Tonga

* 19 marzo, 2009 * Mondo, Multimedia, Piemonte * 0 commenti

Il mitico Pietro Gentile, quasi console onorario di Tonga, riceve dall’amico torinese GP, da tempo residente a Tonga, le prime foto dell’eruzione vulcanica a Tonga che sta mettendo in warning mezzo mondo.
Segni del villaggio globale e dei reporter diffusi.

Da Eruzione a Tonga

Facebook a Tonga

* 3 gennaio, 2009 * Internet, Mondo, Pensieri * 0 commenti

Via Pietro Gentile

Dalla mia ultima visita, quattro anni fa, l’evoluzione tecnologica in questa nicchia polinesiana si è letteralmente cristallizzata. Il notevole salto tecnologico, avvenuto tra la fine del 2003 e l’inzio del 2004 con l’utilizzo della tecnologia Internet per coprire la maggior parte degli arcipelaghi attraverso il WI-FI e la copertura delle telefonia internazionale attraverso l’IP (che aveva reso allora come peraltro oggi estremamente conveniente l’utilizzo della telefonia internazionale), non ha prodotto ulteriori evoluzioni. E’ una logica che rientra perfettamente nel modo di pensare di questo popolo: una volta soddisfatto il “bisogno primario” di comunicazione -allineandosi agli standard del mondo occidentale- non si è fatto nulla per soddisfare ulteriori “bisogni superflui” di cui sinceramente questo popolo non sente la necessità.

Per farla breve, credo che gli Online Social Network -alla FaceBook- che a mio avviso rappresentano il vero specchio di quella “solitudine” ed “isolamento del singolo”, tipici del mondo occidentale, qui non prenderanno piede con grande rapidità, così come le grandi catene di fast food americane non hanno mai veramente preso piede in questi 30 anni in Italia, nonostante le pressioni e gli “interessi” delle grandi corporation mondiali.

Perché andare a cercare in Rete una “socializzazione” che qui è la cosa più naturale del mondo, perché cercare finti amici (quelli che poi non ti salutano sul posto di lavoro) su FaceBook, quando l’amicizia in questo luogo è spontanea e molto spesso disinteressata, favorita dal clima, da una situazione di Serendipity sia tecnologica che sociale, al limite del fatalismo.

Blog e media tradizionali

* 12 gennaio, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Una intervista a Lorenzo Cairoli

Da quando c’è Internet, il mondo si racconta con due lire. Basta avere in redazione un giornalista che legga l’arabo e altri due che parlino un inglese decente. A quel punto, senza più avere corrispondenti sul libro paga, senza più correre il rischio di vederli sequestrati da qualche talebano, mullah, fondamentalista yemenita, o bandito nigeriano, senza averli più in giro per il mondo a fare gli embedded degli americani ma a soli novantaseicentimetri dalla macchina del Nescafè, potrai permetterti ugualmente un’informazione capillare in ogni angolo del pianeta, sia che scoppi una rivolta a Tonga o una controversia ambientalista sul fiume Uruguay.

Basterà piazzarli un pomeriggio intero davanti a un pc, con cinque o sei dizionari della Garzanti, e magari una seconda edizione del Kovalev, a saccheggiare i pezzi dei loro colleghi stranieri. Li tradurranno, li riscriveranno ( se ci sarà tempo e voglia, altrimenti si limiteranno alla solo traduzione) li firmeranno e infine li consegneranno al proprio caporedattore. Molti pezzi di Diario sono nati così, ma anche di Panorama, de La Stampa, e di molte altre autorevoli testate, perché come affermava Pannunzio ‘La gente ha sete di autenticità…crede più ai testimoni che ai maestri” e così le testate distribuiscono testimoni e autenticità. Di altri.