Lettera aperta dei tutor del Master di giornalismo di Torino
Le giornaliste e i giornalisti in questi anni impegnati come tutor nel master di giornalismo dell’Universita’ di Torino esprimono la loro preoccupazione sul futuro della scuola al centro di una vicenda che ha visto il Tribunale Amministrativo Regionale contestare le procedure di selezione per l’accesso al biennio 2008-2010 e che tuttora non sta trovando una soluzione positiva.Nel ribadire totale solidarieta’ e fiducia ai colleghi che hanno fatto parte della commissione esaminatrice e alla direzione della scuola ritengono che il Piemonte debba tutelare e promuovere quello che si e’ affermato quale centro formativo d’eccellenza dimostrando, in sei anni di attivita’, di inserire nel mercato del lavoro giovani professionisti preparati.
Torino sarà la prima città italiana a sfruttare la tecnologia Microsoft Tag per fornire informazioni sui propri monumenti ai turisti. Questi saranno dotati di un tag colorato che, inquadrato con la videocamera dello smartphone e interpretato dal software scaricabile , fornirà descrizioni, storia e informazioni utili sul monumento o palazzo inquadrato.
Parte dal Piemonte la ricerca sul litio da utilizzare per la produzione delle batterie elettriche. La Regione infatti, ieri mattina, ha firmato un accordo con la Rockwood Italia Spa in cui si impegna a sostenere per due anni, con stanziamenti definiti «seri» dall´assessore alle attività produttive Andrea Bairati, «la ricerca su un innovativo materiale a base di litio» che sarebbe appunto la base per le batterie per l´auto elettrica. L´accordo prevede però che, tra 18 mesi, se saranno confermati i risultati positivi ottenuti nelle prime sperimentazioni, Rockwood Italia si impegni a far nascere in Piemonte «una nuova importante realtà industriale di livello internazionale, dedicata alla produzione di materiali a base di litio per batterie». Il braccio operativo dell´operazione sarà la finanziaria regionale Finpiemonte Partecipazioni.
Si e’ spenta oggi a Torino, all’eta’ di 98 anni, la giornalista Anna Rosa Gallesio Girola. Era nata nel capoluogo piemontese l’8 gennaio 1912. Dal padre antifascista, che per non aver giurato fedelta’ al Duce aveva perso il lavoro di ferroviere, eredita la forte avversione contro ogni forma di dittatura e viene educata col fondamentale valore della liberta’ di espressione. Per ragioni economiche lavora sin da giovane in uno stabilimento di montaggio cinematografico e, dato il ruolo centrale della religione nella sua vita e, piu’ in generale, nella famiglia Gallesio, decide di iscriversi all’Azione Cattolica diventando propagandista della Gioventu’ femminile fino a dopo la Liberazione.
Tra le prime donne italiane a cimentarsi nel giornalismo e non da semplice ”collaboratrice”, durante l’occupazione tedesca lavora per il giornale cattolico ”L’Italia di Milano”, per poi passare, dopo la liberazione, a ”Il Popolo Nuovo”. In quella sede, nei primi giorni in cui i tedeschi vanno via da Torino, realizza interviste ai comandanti partigiani. Ultimo incarico redazionale, sempre in cronaca, a ”La Stampa”, dove resta per 15 anni.
Sono una persona normale che non ha mai fatto politica fino all’anno scorso, ma che ha un curriculum di risultati di eccellenza assoluta anche al di fuori dei confini italiani. Se non mi conosci, clicca qui per leggere una mia breve biografia.
Mi propongo per fare il dipendente a tempo determinato dei cittadini, in base alle mie capacità, e poi tornare a fare la mia vita esaurito il mandato. Se vuoi, controlla anche il mio certificato penale.
Adesso fanno sul serio. Altro che minaccia sbandierata per ottenere condizioni migliori o limitare un precariato fuori controllo. Stavolta non è una provocazione, ma una decisione già presa e messa nero su bianco in una facoltà dell’Università di Torino e che presto potrebbe dilagare in tutte le altre: i ricercatori non vogliono più insegnare. Basta corsi, basta didattica, basta esami. Dal prossimo anno, a Scienze, torneranno a occuparsi solo di quel che prevede la legge: fare ricerca e seguire la didattica complementare, ad esempio le esercitazioni.
«L’abbiamo deciso a malincuore», racconta Alessandro Ferretti, ricercatore al dipartimento di Fisica sperimentale. «Smetteremo di svolgere tutti quei compiti didattici a cui fino a oggi ci siamo dedicati con passione, su basi volontarie, e per il bene degli atenei e dei loro studenti. Da ottobre lavoreremo a tempo pieno al nostro compito istituzionale». Il motivo di questa rivolta è tutto racchiuso nel nuovo disegno di legge sull’Università. «Speriamo che la nostra protesta serva ad attirare l’attenzione sulle condizione disastrose che il ddl Gelmini produrrà dentro gli atenei, soprattutto sul fronte del personale», spiegano.
Il 5 marzo alle ore 13.30, in via Cernaia 33 a Torino, ci sarà una manifestazione dei giornalisti Rai per dire NO all’ipotesi di esternalizzazione dei settori tecnologicamente avanzati e dei settori amministrativi e finanziari dell’azienda. Sarà quindi organizzato una sorta di “girotondo” intorno al palazzo Rai, sede degli uffici amministrativi, davanti ad autorità locali e del mondo politico.
Una prima protesta era già stata organizzata due settimane fa, ma i dipendenti intendono nuovamente manifestare a tutela del proprio posto di lavoro e del loro futuro professionale, ma anche a tutela del ruolo del servizio pubblico. La Rai è presente a Torino con quattro insediamenti, 1.200 lavoratori e milioni di euro di investimenti sul territorio piemontese. Con queste iniziative i lavoratori di Via Cernaia e Corso Giambone intendono rivolgersi a tutto il mondo politico e a tutta la cittadinanza per tenere sveglio il dibattito sulla presenza e sul ruolo della Rai sul territorio piemontese.
Post di servizio per gli studenti di Scidecom: alla pagina dedicata trovate il calendario delle lezioni del corso di Editoria Multimediale che inizia il giorno venerdì 12 marzo 2009 alle 17.00