La dolce vita della via Gradoli dei trans
Asia Argento aveva già raccontato la via dei trans di Roma
Asia Argento aveva già raccontato la via dei trans di Roma
Oltre ad esssere piuttosto differenti le valutazioni quantitative date dai giornalisti, lasciano un po’ di stucco gli esempi presentati per “far capire” i lettori …
Sono 60 mila i file, tra visibili e cancellati, presenti nella memoria del computer di Brenda, la transessuale testimone nell’inchiesta sul caso Marrazzo trovata morta il 20 novembre scorso per asfissia da fumo nel suo monolocale di via Due Ponti, a Roma. I consulenti tecnici nominati dalla procura stanno completando la scansione dell’hard-disk del pc: al momento è stato recuperato il 16 per cento del contenuto. Circa 130 gigabyte di memoria, uno spazio considerevole considerando che un film occupa mediamente due-tre gigabyte.
Quando i tecnici della procura hanno iniziato la scansione, lunedì notte, sono rimasti impressionati. L’acqua non ha compromesso la memoria. E dal pc sono spuntati oltre 90 giga byte di materiale conservato dal trans negli ultimi mesi. Un volume impressionante considerando che un computer di un uomo d’affari, un professionista, in genere arriva a 4,5, al massimo 6,7 giga di memoria.
Non è facile capire come sono andate le vicende che hanno portato alla morte di Brenda. Più chiaro è il fatto che il suo laptop nasconde informazioni importanti: Giuseppe D’Avanzo su Repubblica
Quel che, alla fine, conterà in questa storia è quel che Brenda si lascia dietro: il computer. È, appunto, la memoria di quel computer, ora umido d’acqua, il nuovo centro della storia. Se assassini ci sono, forse, hanno ucciso non per cancellare tracce e prove, ma per far sì che tracce e prove siano trovate. Quel computer custodisce immagini e video che possono compromettere la congrega di nomi illustri o eccellenti che frequentavano il viado? Un fatto è certo. Brenda, approfittando della debolezza dei suoi ospiti o l’istupidimento provocato dalla cocaina che sniffavano con lei, “rubava” immagini di quegli incontri.
l corpo del transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, è stata trovata carbonizzata all’interno di un seminterrato trasformato in appartamento in via Due Ponti 180 a Roma stamani. Lo si apprende da fonti investigative sul posto gli agenti della polizia scientifica della questura di Roma.
La morte sarebbe avvenuta in seguito ad un incendio. La vittima sarebbe stata identificata grazie alle dichiarazioni di una persona accorsa sul posto che ha dato anche l’allarme ai vigili del fuoco. Il rogo si è sviluppato in un locale seminterrato. La procura di Roma ha disposto i rilievi del medico legale, si sta procedendo agli accertamenti e ai rilievi della polizia scientifica. I vigili del fuoco della capitale sono stati chiamati per un incendio che si stava sviluppando all’interno delle cantine di una palazzina in via Due Ponti alle 4:16 della notte scorsa. Arrivati sul posto alle 4:33 i hanno trovato il corpo della viado ormai carbonizzato all’interno del suo appartamento. Immediato l’intervento della polizia scientifica.
Ammettendo che la storia del video girato a Marrazzo possa essere un truce ricatto, viene comunque a galla un mondo piuttosto misero di frequentazioni mercenarie dell’autosospeso presidente della Regione Lazio.
Sorge spontanea la domanda, ovviamente intrisa di stile benpensante piemonte: ma Marrazzo non aveva proprio niente di meglio da fare come uomo politico che andare in giro per i meglio trans della Capitale ? (il titolo originale autocensurato del post era: chi lo ha messo nel … a Marrazzo)
Dalla comunità trans che la notte si vende al Flaminio e all’Acqua Acetosa, a Prati e alla Moschea, esce un ritratto sconvolgente – e tutto da provare – se riferito al presidente della Regione Lazio. “Marrazzo lo conosciamo tutte benissimo da anni”, afferma Luana, anche lei transessuale brasiliana della Cassia: “Quando lo vedono passare – dice – i trans si tirano su le tette per essere scelte: lui paga molto, molto bene. Ci sono “ragazze” come Natalì che ci hanno fatto una fortuna, decine di migliaia di euro. Natalì è la sua preferita, ma stava spesso anche con Brenda, una tipa grande e grossa che chiamiamo la Brendona e che da un pezzo andava in giro a dire che cercava di vendere un video compromettente ma non trovava nessuno che lo comprasse. Una vera stronza: questa è estorsione, mi sa che con questo caos è scappata”.