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Vittorio Pasteris

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Linked Open Camera

* 26 settembre, 2010 * Internet, Italia * 2 commenti

E’ nato Linked Open Camera un progetto per mettere a disposizione tutti i dati prodotti da una pubblica amministrazione in una forma che ne consenta un pieno utilizzo in modo automatico da parte di applicazioni software.

Come spende i nostri soldi la camera dei deputati?
Mettiamo a disposizione i dati grezzi su contratti e previsioni di spesa per stimolare la trasparenza e la cittadinanza attiva. Vogliamo favorire il riuso di questi dati da parte di cittadini e imprese. Per farlo abbiamo bisogno del tuo aiuto.
Semantic Web e Linked Data
I dati sulle previsioni di spesa della camera sono stati pubblicati dalla parlamentare Rita Bernardini, che li ha ottenuti in formato cartaceo e digitalizzati.
Noi abbiamo corretto e arricchito quei dati per renderli parte del Semantic Web e li abbiamo trasformati in formati standard secondo le linee guida Linked Data.
Lo scopo del nostro progetto non è tanto costruire un bel sito web in cui l’utente finale possa consultare i dati, quanto piuttosto rendere i dati grezzi disponibili a chiunque voglia utilizzarli per integrarli nelle proprie applicazioni, creare nuove modalità di visualizzazione, incrociarli ad altri dati, praticare il cosiddetto “Civil Hacking”.

Ordine dei Giornalisti 2010: qualche riflessione pre elettorale

* 22 maggio, 2010 * Diritti, Media, Piemonte * 1 commenti

Abbiamo cercato di fare un po’ di trasparenza per capire e far capire chi siano i potenziali candidati per le Elezioni dell Ordine dei Giornalisti Piemontesi. Domani ci saranno le votazioni. Che serve per salvare il giornalismo piemontese ? Qualche spunto di riflessione per capire.

  • I giornalisti sono sempre più un mondo diverso e sfaccettato che solo nel confronto, e ben venga nello scontro, possono trovare un futuro. Cercare soluzioni unitarie è solo un tentativo per fare plebisciti che difendano i soliti noti.
  • Sono le elezioni di un Ordine professionale non di un sindacato: ci vuole onestà umana e intellettuale per salvare una professione vilipesa dai suoi stessi iscritti e per salvare l’informazione in Italia. Si tratta di comprendere e fare propria l’appartenenza ad un un ordine professionale non di avere un tesserino da giornalista.

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Le elezioni dell’Ordine dei Giornalisti 2010 in Piemonte: operazione trasparenza

* 15 maggio, 2010 * Diritti, Media, Piemonte * 8 commenti

Domenica 23 maggio 2010 si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, del Collegio dei revisori dei conti e dei consiglieri nazionali. Il 30 maggio si terranno eventuali ballottaggi. Analoghe elezioni si svolgeranno nei diversi ordini regionali italiani. Per maggiori informazioni logistiche basta dare un’occhiata al sito dell’Odg piemontese.

Il sistema dell’informazione italiana prevede ad oggi l’Ordine dei Giornalisti normato dalla legge 69 del 1963. Si tratta di un ordine professionale che nasce con una funzione sociale, per tutelare i cittadini per una migliore informazione e per vigilare sull’operato dei giornalisti. Le leggi che definiscono la funzione dell’Ordine rispetto a giornalisti, informazione e cittadini sono delle buone leggi nei loro intenti. Non si tratta di leggi fasciste come si dice impropriamente a volte. Nel 1963 fino a prova contraria il regime fascista era morto da tempo.

Le leggi sull’informazione in Italia sono delle buone leggi. Probabilmente andrebbero aggiornate dato che il quadro sociologico, economico e tecnologico è drasticamente cambiato. Il problema è che le leggi in questione vengono spesso male applicate o non applicate per nulla. Così l’Ordine è diventato un sistema autoreferenziale chiuso, e avulso, al mondo esterno. Un luogo  in cui i giornalisti si dimenticano che esistono i cittadini e il mondo esterno. Per curare interessi collettivi e privati dei giornalisti esiste correttamente un sindacato, anzi due, ma è un’altra cosa. Per tutte queste ragioni l’immagine sociale dei giornalisti è ai minimi storici.

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I furbetti della trasparenza e la manipolazione dei motori di ricerca

* 18 febbraio, 2010 * Diritti, Internet, Italia * 39 commenti

Raccomandare la trasparenza, ma evitare che qualsiasi informazione che deriva dalla sua attuazione sia indicizzata dai motori di ricerca. Questa è la morale – immorale della storia che state per leggere.

Di trasparenza se ne parla da tempo e il buon Brunetta ne ha fatto un suo cavallo di battaglia chiedendo che siano resi pubblici i dati relativi a  curriculum, stipendi, tassi di assenteismo dei dirigenti pubblici e molte altre cose. Una splendida ventata di civiltà per il nostro paese.

In particolare si cita

La legge n. 69 del 18 giugno 2009 (“Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile”) impone, all’art. 21, comma 1, che tutte le pubbliche amministrazioni debbano rendere note, attraverso i propri siti internet, alcune informazioni relative ai dirigenti (curriculum vitae, retribuzione, recapiti istituzionali) e i tassi di assenza e di presenza del personale, aggregati per ciascun ufficio dirigenziale.

Ma c’è qualcosa che non quadra. Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una segnalazione da un amico espertissimo di cose di rete che ci consigliava di dare una occhiata  al file robots.txt di molti siti di importanti enti pubblici. Come spiega bene Wikipedia robots.txt è un file creato dai gestori di un sito per imporre ai motori di ricerca, compreso ovviamente Google, delle restrizioni nella indicizzazione delle pagine del proprio sito.  Non è difficile capire la sua sintassi: se per esempio troviamo in robots.txt la direttiva

User-agent: *
Disallow: /pippo/

vuol dire che il gestore del sito comunica a tutti gli spider dei motori di ricerca di non leggere la cartella che si chiama pippo ed i suoi contenuti. Tutto chiaro ? Speriamo di sì, perchè ora dobbiamo vedere degli interessanti casi concreti.

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