5 ottobre, 2011
Italia, Media
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Via Wikipedia
Cara lettrice, caro lettore,
in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.
Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.
Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.
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18 aprile, 2011
Diritti, Personale
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Questo increscioso episodio è accaduto undici mesi fa: Via Maurizio Codogno
Un mio lettore (lascio l’anonimato per sicurezza, se vuole può tranquillamente appalesarsi nei commenti) mi ha fatto notare questa modifica alla voce di Wikipedia relativa a Vittorio Pasteris, dove si aggiunge un dubbio sulla sua effettiva “enciclopedicità” (tradotto dal wikipediese, sul fatto che la voce meriti l’inserimento nell’enciclopedia)
Per chi non fosse addentro a queste cose, Pasteris ha lavorato per La Stampa prima di finire l’anno scorso in esilio a Genova. Come poi sapete, esiste una giornalista della Stampa che si chiama Anna Masera: non posso ovviamente essere certo che l’utenza Anna Masera corrisponda alla signora Masera, ma è un fatto che il secondo e unico altro contributo di tale utenza a oggi sia consistito nel migliorare la voce su Anna Masera, il che fa pensare che comunque la persona sia una sua ammiratrice (oh, fin dall’antichità la gente prendeva i nomi dei propri eroi per scrivere le cose!) e che ce l’abbia con Pasteris. Posso dire che il tutto, visto da fuori, è piuttosto divertente?
10 gennaio, 2011
Diritti, Media
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Via Pino Bruno

Joseph McCarthy da Wikipedia
Tira una brutta aria maccartista, negli Stati Uniti del democratico Barack Obama. La guerra fredda non c’è più, ma i metodi restano gli stessi. Sembra che Wikileaks e chi fa controinformazione siano diventati più pericolosi dei terroristi. Le pressioni su Twitter ( e forse su Facebook e Google) per consegnare dati personali e messaggi privati dei collaboratori di Julian Assange sembrano sinistri avvertimenti nei confronti delle centinaia di migliaia di cittadini che, in tutto il mondo, hanno solidarizzato e solidarizzano con Wikileaks, in difesa del diritto all’informazione.
I fatti: una corte federale della Virginia ha ordinato a Twitter di rimettere al Dipartimento di Giustizia statunitense tutta la corrispondenza privata transitata sul social network. La consegna è stata notificata da Twitter agli utenti interessati. Tra loro c’è anche la parlamentare islandese Birgitta Jonsdottir, già collaboratrice di Assange, che però ha annunciato l’intenzione di opporsi.
”Il governo americano vuole sapere tutto sui miei tweet e su altri dati dal 1 novembre del 2009 in poi. Si rendono conto che sono un membro del Parlamento islandese?”, è stata la denuncia della Jonsdottir, che ha scaricato la sua indignazione proprio su Twitter.
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18 ottobre, 2010
Italia
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Fino a ieri pochi ne conoscevano l’esistenza. Da ieri tutti cercano di conoscere Banca Arner.
Vediamo che ne dice Wikipedia
UPDATE: la lettera dei dipendenti di Banca Arner sui quotidiani italiani (via il Post)
Banca Arner SA è una banca privata svizzera con sede a Lugano, nel palazzo di casa Airoldi sul lungolago. Ha filiali a Milano e Nassau (Bahamas), Dubai (Emirati Arabi Uniti) e San Paolo (Brasile).
Nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2008, il Gruppo Arner ha registrato ricavi per 108,5 milioni di franchi svizzeri, un utile lordo di 35,9 milioni e un utile netto di 23,2 milioni. Al 31 dicembre 2009, il Gruppo Arner aveva una massa amministrata di 3,4 miliardi di franchi svizzeri e impiegava complessivamente 230 professionisti, 29 dei quali operativi in Banca Arner (Italia) Spa.
…
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2 novembre, 2009
Internet, Media, Pensieri
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Una intelligente riflessione con proposta operativa di Marco Pratellesi
Chi ha ucciso il coccodrillo? Jimmy Wales, detto Jimbo, quarantatreenne imprenditore americano, uno dei fondatori dell’enciclopedia digitale Wikipedia, è fra i principali indiziati. La vittima non è ovviamente un esemplare di alligatore, che pure vivono in Florida dove Wales ha casa, ma il “coccodrillo” inteso come necrologio, quell’articolo che nei giornali viene preparato sui personaggi noti (dalla politica al mondo dello spettacolo e della cultura) per non farsi sorprendere in caso di morte improvvisa.
I giornali, soprattutto quelli online, non hanno ovviamente i “coccodrilli” aggiornati di tutti i personaggi famosi. In molti casi confidano sulle principali agenzie di stampa, sempre puntuali nel lanciare schede e approfondimenti sulla vita dei personaggi. Ma da quando c’è Wikipedia (2000) le cose sono un po’ cambiate. Sempre più spesso succede che dalle agenzia arrivino “coccodrilli” che in realtà sono copiati da Wikipedia. Così il giornalista deve fare un doppio lavoro: controllare se la scheda dell’agenzia è uguale alla voce sull’enciclopedia e in caso affermativo, fare tutte le verifiche che non vi siano errori.
Sarebbe molto più semplice se tutti, nel mondo dell’informazione, rispettassimo un principio base: citare sempre la fonte dalla quale si attingono informazioni. Così, poi, liberi tutti di decidere se fidarsi o meno. Anche della enciclopedia partecipativa aggiornata dagli utenti.
5 ottobre, 2009
Internet, Ironia
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Dal sito di Sveltopedia
Sveltopedia è una Wikipedia in formato Twitter. Per i non addetti ai lavori (che non sono tali, in quanto nessuno paga e non sono salariati), significa che è un’enciclopedia composta da voci stese collettivamente, le quali non superano i 140 caratteri – cioè lo spazio massimo dello status su Twitter.
La scientificità di sveltopedia è paragonabile a quella della “Britannica”, se solo la “Britannica” l’avessero stesa i Pink Floyd in determinati momenti. La potenziale espansione di questo dizionario collettivo è pari al vasto campo dei saperi umani, che disumanamente sveltopedia si propone di arare senza spendere nemmeno una goccia di sudore. E’ infatti semplicissimo partecipare a questa monumentale opera della conoscenza: basta comporre una voce lunga come un sms.
18 settembre, 2009
Eventi, Internet
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Sabato 19 settembre 2009 si svolgerà a Roma l’assemblea nazionale ordinaria dell’associazione Wikimedia Italia. L’assemblea è pubblica ed aperta a tutti i wikipediani e wikimediani, anche ai non soci, per i quali sarà un’occasione per venire a contatto con le attività dell’associazione o anche solo per conoscere di persona altri utenti dei progetti Wikimedia.
16 settembre, 2009
Diritti, Internet, Pensieri
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Giacomo Dotta su Webnews e Maurizio Codogno
Giacomo
«Giampaolo e Antonio Angelucci hanno intentato una causa civile [...] da 20 milioni di Euro (non è un refuso sono proprio VENTI, altro che gli 1 o 2 di Repubblica e l’Unità) nei confronti dell’associazione Wikimedia Italia. Come noto WMI non ha alcun controllo o responsabilità sui contenuti di Wikipedia. Però la causa c’è, con tutto ciò che ne consegue». Così si viene a sapere dell’ultima importante sfida lanciata contro Wikipedia. L’enciclopedia online, simbolo primo della rivoluzione culturale di cui la Rete si fa portatrice, dovrà infatti nuovamente rispondere per accuse circostanziate, gravi e basate su una richiesta di danaro che metterebbe knock-out un intero movimento. Per questo il caso non può essere sottovalutato e per questo trattasi di un fatto sul quale è necessario discutere. Soprattutto perchè, dalla parte dell’accusa, siede un parlamentare della Repubblica Italiana.
Maurizio
Probabilmente la notizia non vi è nuova, visto che in questi giorni ne hanno parlato in tanti: Wikimedia Italia (quella con la M) è stata citata per venti milioni di danni per diffamazione da Antonio Angelucci (Angelucci padre) e Giampaolo Angelucci (Angelucci figlio). Venti milioni di euro, sì: le cause intentate dal nostro premier a Repubblica e all’Unità sono al confronto dilettantesche. Ma chi sono Angelucci padre e figlio? Non posso lasciarvi un link all’enciclopedia perché, come sempre in questi casi, la voce corrispondente è stata oscurata; (beh, a dire il vero quella di Angelucci figlio non è mai stata creata); spero però di darvi un’idea senza commettere alcun reato comunicandovi che Angelucci padre è un parlamentare eletto nelle file del Popolo delle Libertà, mentre Angelucci figlio è attivo nella gestione delle imprese di famiglia come Tosinvest e Tosinvest Sanità che è tra l’altro l’editore di Libero.
Facendo parte del direttivo Wikimedia Italia uscente ho letto il testo della citazione; purtroppo non posso raccontare esplicitamente le varie cattiverie imputateci, ma posso dire che i danni all’immagine di Angelucci padre e figlio nelle voci di Wikipedia consistono in un mix di citazioni (con relativo link) ad articoli di quotidiani che annunciavano l’esistenza di procedimenti penali in corso contro Angelucci padre e figlio, di affermazioni presentate senza prove corroboranti il testo (tipo che volessero comprare L’Unità: sì, ne parlavano tutti al tempo ma a quanto pare è ingiurioso scriverlo su Wikipedia) e di notizie incomplete, come gli arresti domiciliari a cui fu sottoposto Angelucci figlio nel 2006 – vero, ma revocati poco tempo dopo. Questo sul merito della vertenza.
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30 marzo, 2009
Computer
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Via Paidcontent.org
Microsoft will discontinue both its MSN Encarta reference Web sites as well as its Encarta software, which have both been surpassed by rising competitors, like Wikipedia. In a message posted on the MSN Encarta Web site, Microsoft says, “Encarta has been a popular product around the world for many years. However, the category of traditional encyclopedias and reference material has changed. People today seek and consume information in considerably different ways than in years past.”
Online, Microsoft offered a limited selection of professionally edited content for free and a larger selection for a subscription. But the offerings paled when compared to those at sites that could use the work of thousands of contributors. Wikipedia, for instance, offers 2.7 million articles in English. Google’s Knol, which like Wikipedia depends on user-generated content, has more than 100,000. Encarta has 42,000 entries. Encarta did try to adapt, inviting users to submit suggestions for changes to articles, but those suggestions first had to be checked by a member of the Encarta staff. And Encarta did not allow users to submit new entries. The decision to cut Encarta also comes as Microsoft looks to cut costs.
1 febbraio, 2009
Diritti, Internet
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Flavia Amabile nel suo blog
Lo hanno accusato di aver intascato 50 mila euro di soldi pubblici e di aver presentato un lavoro generico e in parte copiato da Wikipedia. Lui, un ingegnere napoletano, si difende: «E che male c’è? Si tratta di definizioni da scrivere in una relazione: copiarle da Wikipedia o da un altro testo non fa molta differenza». Anche se Wikipedia può averla scritta chiunque.