Un Web 3.0 senza barriere
Il futuro Web 3.0 «sarà un Web 2.0 senza barriere», più accessibile per tutti e da ogni tipo di dispositivo. È la visione che Tim Berners-Lee, il padre del World Wide Web, ha illustrato nel discorso inaugurale della 18ma Conferenza mondiale del Consorzio www in corso a Madrid.
Per Sir Berners-Lee i siti «recintati», che impediscono l’accesso ai loro dati, i cosiddetti ’walled gardens’, si dovrebbero aprire: è meglio che i dati siano disponibili che chiusi, ha assicurato, rivolgendosi anche alle aziende.
Per Lee importantissima sarà anche l’apertura verso i cellulari – attraverso i quali molte persone, soprattutto nel 3§ mondo accedono per la prima volta a Internet. Lo scienziato ha infatti ricordato che solo il 23% della popolazione mondiale è connessa a Internet.
Internet ha cambiato la vita di milioni e milioni di persone, ma la rivoluzione è solo all’inizio di una nuova era. «Il Web come l’ho immaginato è ancora tutto da vedere», ha detto Berners-Lee. Le percentuali di internauti sono ovviamente più alte nei paesi sviluppati, mentre solo il 5% degli africani ha accesso alla rete. Una percentuale che è comunque destinata a salire, visto che l’accesso tramite telefonia mobile non rende più indispensabile l’utilizzo di un computer
23 aprile, 2009
Il World Wide Web spegne oggi le sue prime venti candeline. La grande ragnatela, che ha reso Internet una componente essenziale della società del ventunesimo secolo, 
Nel marzo del 1989 Tim Berners Lee, il demiurgo dello sviluppo del World Wide Web, presentò a Mike Sendall il suo capo al Cern di Ginevra, un documento intitolato “Information Management: A Proposal” che riguardava il progetto di un sistema per la gestione dell’informazione in rete. L’oggetto del documento era la realizzazione di un sistema che permettesse la gestione della documentazione del Cern stesso attraverso un sistema ipertestuale distribuito.






















