Delicious comprato dai fondatori di YouTube
Today, we’re pleased to announce that Delicious has been acquired by the founders of YouTube, Chad Hurley and Steve Chen. As creators of the largest online video platform, they have firsthand experience enabling millions of users to share their experiences with the world. They are committed to running and improving Delicious going forward.
Providing a seamless transition for users is incredibly important for both companies. Yahoo! will continue to operate Delicious until approximately July 2011. When the transition period is complete, your information will be moved over to Delicious’ new owner.
Starting today, we will ask you to login to Delicious again and agree to let Yahoo! transfer your bookmarks to the new owner. That way, you’ll enjoy uninterrupted use of the service and will keep your account and all of your bookmarks when we make the transition. For more information on the Delicious transition, please refer to this FAQ.
Youtube è una televisione
Il 2010 si conclude con un “regalo” sgradito per YouTube, DailyMotion e altri popolarissimi siti che ospitano video generati dagli utenti. Due delibere appena pubblicate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) li equiparano a servizi radiotelevisivi, con tutte le conseguenze del caso. L’Italia è probabilmente il primo Paese occidentale a fare questo salto interpretativo, da cui derivano obblighi inediti per i siti internet. Neanche il contestatissimo decreto Romani si era spinto a ipotizzare per i siti “ugc”, fatti cioè di contenuti generati dagli utenti, incombenze come quelle disposte dall’Agcom.
Le due delibere sono quelle su web tv e web radio, approvate il mese scorso Ma solo adesso che sono state pubblicate vi si può leggere conferma di un risvolto prima d’ora non chiaro: le nuove norme riguardano anche alcuni siti con video forniti dagli utenti. Come appunto YouTube, Dailymotion, Vimeo e molti altri ancora. “Se leggiamo le delibere, è evidente che si riferiscono anche quei siti”, conferma Guido Scorza, avvocato esperto di diritto su interne. I siti ugc diventano così “servizi di media audiovisivo” se sono vere due condizioni insieme: “sfruttamento economico” dei video e “responsabilità editoriale, in qualsiasi modo esercitata”, “da parte dei soggetti che provvedono all’aggregazione dei contenuti”.
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Il repulisti dei video Mediaset su Youtube
Mi ha molto colpito una notizia che ancora non è arrivata sui grandi media e sospetto che non ci arriverà mai, e che è uscita soltanto qui. In pratica, nella notte dell’11 novembre, Youtube (cioè Google) avrebbe effettuato un vero e proprio “crackdown” sui video che contenevano spezzoni di trasmissioni Mediaset, su richiesta della stessa. Non solo tutti questi video sarebbero stati rimossi, ma molti degli account ad essi associati sarebbero stati chiusi, rimuovendo tutti i loro video.
A prima vista uno potrebbe dire “chi se ne frega”: non esiste un diritto costituzionale a riprodurre spezzoni di Grande Fratello su Youtube. Leggendo in giro, però, si trovano racconti di situazioni ben diverse: l’eliminazione avrebbe riguardato anche spezzoni di telegiornali utilizzati in base al diritto di cronaca che la legge italiana comunque tutela, per informare o per commentare il taglio editoriale del telegiornale stesso. L’eliminazione avrebbe riguardato anche video che Mediaset stessa, anni fa, aveva messo liberamente a disposizione degli utenti per lo scaricamento dai suoi siti (non si sa con quale licenza).
Ma il problema più grave si verifica per chi magari aveva un solo video contenente estratti da trasmissioni Mediaset, ma si è visto chiudere l’account, eliminando decine e decine di video autoprodotti perfettamente legittimi. E’ il caso dei Powerillusi, una delle storiche band indipendenti di Torino, il cui canale è stato completamente cancellato senza preavviso. Anche disponendo di una copia di riserva del materiale, il danno è enorme: oltre alle giornate perse per caricare il materiale, i filmati spesso sono linkati ed embeddati in centinaia di siti, nei quali non risulteranno più disponibili.
Google è legalmente obbligata a rimuovere da Youtube i filmati che violano il copyright di qualcuno, se questo glielo segnala; e capisco la difficoltà di una azienda a cui Mediaset ha già chiesto 500 milioni di euro di danni. Tuttavia, non sono affatto obbligati ad andare oltre; quella di inserire nei termini del servizio una clausola che permette di chiudere l’account dopo un certo numero di segnalazioni è una loro precisa scelta politica, come lo è quella di avvalersene a tappeto come appena accaduto, senza riguardo per la libertà di comunicazione dei loro utenti, magari solo per risparmiarsi il tempo e il costo di fare un lavoro di fino. Esiste una procedura di appello; vedremo se funziona. Resta il fatto che, nel dubbio, Youtube preferisce schierarsi dalla parte dei grandi media invece che da quella dei suoi utenti, abbondando con l’eliminazione preventiva.
Vi è dunque un chiaro problema, specialmente per noi che usiamo la rete per controinformare: possiamo fidarci di Youtube? Chi ci garantisce che domani mattina tutti i video di Tony Troja non spariranno di botto, visto che sicuramente ce n’è almeno uno con dentro qualche secondo di trasmissione Mediaset? Il problema non riguarda solo Youtube; anche Facebook rimuove note e video su segnalazione, senza andare tanto per il sottile.
La notte che sparirono i video di Mediaset da Youtube
Sembra che sia accaduto tutto in una notte, proprio come in un film. Decine e decine di di video registrati da trasmissioni Mediaset e poi caricati dagli utenti su Youtube sarebbero misteriosamente scomparsi. In particolare, si tratterebbe di immagini sportive ed i video di reality, di cui le emittenti televisive facenti capo alla holding della famiglia Berlusconi, detengono i diritti.Il “repulisti” sarebbe avvenuto in piena notte, tra le tre e le quattro, e anche se mancano ancora notizie ufficiali al riguardo, sembra siano stati rimossi anche diversi account di utenti che hanno “perseverato”, ancora negli ultimi tempi, nella pratica di postare materiale coperto da copyright. Per quanto riguarda i video, secondo quanti oggi denunciano la scomparsa del materiale dai loro account, sembra che siano stati rimossi filmati provenienti dalle reti Mediaset anche vecchi di due anni, tra i quali diverso materiale sportivo e, in particolare, servizi calcistici, immagini di telegiornali, trasmissioni e gag tratte da programmi come Scherzi a Parte e Striscia la Notizia.
Secondo alcuni qè avvenuto nelle ultime ore, sarebbe la prima tangibile conseguenza della causa legale che l’azienda fondata da Silvio Berlusconi ha intentato contro Google (gestore di Youtube) già qualche tempo fa, nella quale ha richiesto ben 500 milioni di Euro di risarcimento contro la diffusione di materiale coperto da suoi diritti d’autore. Mountain View, a suo tempo, cercò di mostrarsi collaborativa, dicendo che se davvero ci fossero state queste violazioni, avrebbe provveduto direttamente a cancellare le registrazioni. In rete adesso serpeggiai tutto il malumore. Molti temono che davanti all’esosa richiesta di risarcimento avanzata da Mediaset, Google abbia deciso “ripulire” intenzionalmente il suo corposo archivio videografico. Non solo, come detto diversi utenti sarebbero stati “puniti” con la cancellazione dei loro account.
Anche Youtube paga la Siae
La società italiana degli autori ed editori (Siae) e YouTube hanno sottoscritto un contratto di licenza per la musica in streaming nei video in Italia trasmessi dal sito di proprietà di Google, che non comporterà comunque alcun pagamento da parte degli utenti. Lo riferiscono oggi un comunicato e rappresentanti delle due parti.
La licenza dura tre anni, fino al 31 dicembre 2012, e prevede il pagamento di compositori ed editori musicali rappresentanti da Siae per l’utilizzo della loro musica nei video di YouTube. Il valore economico dell’accordo non è stato svelato.
“E’ un’informazione riservata”, ha detto una portavoce di Google a Reuters. “Ma comunque l’accordo non avrà ricaduta sugli utenti”.
Hacker all’attacco su Youtube e Itunes
Malicious hackers attacked Google’s YouTube on Sunday, exploiting a cross-site scripting (XSS) vulnerability on the ultra-popular video sharing site, hitting primarily sections where users post comments.
“Comments were temporarily hidden by default within an hour [of discovering the problem], and we released a complete fix for the issue in about two hours. We’re continuing to study the vulnerability to help prevent similar issues in the future,” a Google spokesman said via e-mail.
The attack potentially put at risk YouTube cookies of users who visited a compromised page, but it couldn’t be used to access their Google accounts, the spokesman said. As a precaution, YouTube users should log out of their account and log back in again.
Two iPhone App developers have spotted what appears to be a hacking of the App store rankings by a rogue developer. The rankings in the books category of the US iTunes store features 40 out of 50 apps by the same app developer, Thuat Nguyen.
What’s more concerning is that it seems individuals iTunes accounts have been hacked to make mass purchases of that one developer’s apps. (Update: this does not appear to just be one specific developer nor one particular set of apps any more. Details at the foot of this post.)
Uno Yoga con i diritti riservati
Si parla sempre di copyleft e la openculture la fa da padrona, specie in Rete, tanto che grandi centri di cultura come Harvard University condividono la conoscenza tramite la libera diffusione delle loro pubblicazioni.L’India però va controcorrente, e con buone ragioni. Sta infatti mettendo il brevetto sugli Asana, le famose “posizioni” dello yoga.
Il sudafricano Council for Scientific and Industrial Research (CSIR) sta preparando il brevetto per circa 900 posture, in modo che le multinazionali del fitness e del benessere non possano reclamarne la paternità e far pagare sulla pratica. Si paga chi insegna gli Asana – come un tempo si faceva l’offerta al maestro – ma non si paga per riprodurli come fossero un brano musicale o un libro.
14 maggio, 2011





















