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Vittorio Pasteris

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E rimettere online i redditi degli italiani ?

* 13 agosto, 2011 * Diritti, Economia, Internet * 0 commenti

Via ZeusNews

Per ora lo ha chiesto pubblicamente solo il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, del Pd; Tremonti sembra assolutamente indifferente alla cosa. Rimettere on line tutte le dichiarazioni dei redditi, aggiornate, trasparenti, accessibili gratuitamente a tutti: lo aveva fatto Visco nel 2007, provocando le reazioni di tanta parte della politica e del mondo economico italiano.

Uno dei primi gesti del governo di centrodestra era stato l’embargo dei dati fiscali sul web e l’introduzione di pesanti sanzioni per chi pubblicasse le dichiarazioni dei redditi in Rete.

Oggi il centrodestra invoca sacrifici per tutti, necessari alla nazione per salvarla dal crac finanziario e promette massimo impegno per la lotta all’evasione, elusione, erosione fiscale. Bene, sarebbe giusto ricominciare proprio da qui, rimettendo i redditi sul Web, in modo che gli italiani sappiano chi partecipa e chi no al salvataggio della Patria.

Se Telecom acquisisse Telefonica

* 11 gennaio, 2010 * Economia, Internet * 0 commenti

Via Zeus News

In questi giorni torna di attualità l’ipotesi che Telefonica acquisisca il pieno controllo di Telecom Italia, governata dal suo “fiduciario” Bernabè, rilevando le quote delle banche italiane e di Generali, ormai stufe dell’investimento non abbastanza redditizio.

Il tutto potrebbe avvenire con il via libero di Berlusconi, che prima di Natale ha avuto il via di libera di Telefonica per accrescere la presenza di Mediaset in Spagna. Perfino la Cgil, fino a poco tempo fa contraria a operazioni che mettano in discussione l’italianità di Telecom, sarebbe ora favorevole all’ennesimo passaggio di mano di Telecom fuori dalla Borsa.

Ipotizziamo che, invece di Telefonica che acquisisce il controllo di Telecom, si verifichi il contrario: immaginiamo una Telecom Italia che, priva della zavorra dei debiti dell’Opa, tenti di controllare Telefonica.

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La repressione contro Pier Luigi Tolardo

* 12 luglio, 2009 * Diritti, Internet * 1 commenti

Mario Adinolfi su Europaquotidiano

Fino a che punto un blogger può spingersi a criticare on line la propria azienda? Negli Usa ci sono già stati casi di grandi aziende che stilano severe policy su cosa può e non può scrivere sul proprio blog un dipendente e c’è stato già qualche caso di licenziamento per chi su Facebook ha criticato il proprio datore di lavoro. E in Italia? Beh, ora un caso c’è: Pier Luigi Tolardo, blogger di ZeusNews.it e dipendente Telecom Italia e messo in mobilità da Telecom Italia.

Tolardo scrive un articolo sul web con quattro domande ad Antonio Migliardi, il capo del personale di Telecom Italia. Gli chiede se è giusto che un’azienda che ha distribuito milioni di euro di premi ai suoi manager possa licenziare e se anche il responsabile del personale riceverà o no dei premi per i licenziamenti. Anzichè una risposta o una smentita, Tolardo ha ricevuto una lettera di contestazione e, nonostante la difesa del suo sindacato, la Cisl, gli sono stati inflitti 3 giorni di sospensione dal lavoro e dallo stipendio, che non sa se farà perchè potrebbe essere messo in mobilità nel frattempo ma ricorrerà all’Ufficio del lavoro contro il provvedimento. Anche questa è libertà del web, fuori e dentro i luoghi di lavoro, in Italia, nel 2009.

Lo scherzone degli autovelox

* 23 dicembre, 2008 * Diritti, Ironia * 0 commenti

Via Zeusnews

Alcuni studenti della Richard Montgomery High School e della Wotton High School, nello stato del Maryland (USA), hanno trovato il modo di sfruttare gli autovelox per giocare costosi scherzi a compagni di scuola e professori.

Il sistema è molto semplice: utilizzando dei font reperibili in Internet (pare che la scritta Maryland usi un carattere molto simile al Garamond Number 5 Swash Italic), carta fotografica glossy e una stampante laser, questi “monelli” sono in grado di creare riproduzioni di targhe automobilistiche sufficientemente fedeli da ingannare gli autovelox.

Basta dunque attaccare la targa falsa sopra quella vera, passare appositamente a velocità elevata davanti a un rilevatore, e poi rimuovere la prova della contraffazione. Il legittimo proprietario di quel numero di targa riceverà comodamente a casa una bella multa da 40 dollari.

Il trucco (inutile dirlo, illegale) funziona sfruttando due particolarità del sistema: la prima è che gli autovelox della zona riprendono soltanto la targa posteriore di ogni veicolo; la seconda è che le società preposte a inviare le multe non verificano che la targa fotografata e il modello di auto cui è stata assegnata secondo i registri corrispondano.

Come rifondere le vittime dei dialer

* 24 novembre, 2008 * Personale * 0 commenti

Via ZeusNews

Ancora una volta il conflitto di competenze in materia di telco tra Antitrust e Authority per le comunicazioni si rende evidente: l’Antitrust è più severa nei confronti dei gestori telefonici, mentre l’Agcom è decisamente più tollerante.

Le “truffe satellitari” hanno colpito milioni di utenti italiani della telefonia fissa, che si sono visti addebitare da poche decine a migliaia di euro a testa per chiamate a numeri satellitari, di cui nemmeno conoscevano l’esistenza. Addirittura molti di questi utenti non navigavano in Internet, o non possedevano nemmeno il Pc.

Sulla famigerata questione si è recentemente pronunciata l’Antitrust, multando per colpa grave Telecom Italia e una dozzina di gestori: Elsacom, Csinfo, Eutelia, Karupa, Teleunit, Voiceplus, Drin Tv AbcTrade, Telegest Italia, Aurora Uno, OT&T, Ivory Network Limited.

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Telecom chiede l’aumento del canone

* 1 novembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Zeus News

Telecom Italia ha chiesto ufficialmente all’Authority per le Comunicazioni un aumento del canone del telefono fisso di 1,26 euro, che salirebbe da 12,40 a 13,66 euro mensili. Anche per il canone all’ingrosso Telecom chiede all’Autorità un aumento di 1,70 euro per linea che i concorrenti pagano per l’uso della propria infrastruttura: si salirebbe da 7,60 a 9,30 euro.

E’ molto improbabile che l’Authority si opponga, anche se potrebbe limare l’aumento, nonostante le proteste delle associazioni dei consumatori, che potrebbero ricorrere al Tar: il canone è sostanzialmente bloccato da circa quattro anni.

Le motivazioni del dissequestro di Pirate Bay

* 7 ottobre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via ZeusNews

E’ passata qualche settimana dal dissequestro del sito di The Pirate Bay, oscurato ad agosto su istanza delle case discografiche; venerdì scorso il Tribunale del Riesame di Bergamo ha depositato le motivazioni. Tali motivazioni sono da oggi disponibili online grazie al Circolo dei giuristi telematici che pazientemente hanno ricopiato la sentenza del Tribunale e l’hanno resa disponibile al grande pubblico di Internet.

Ecco le prime impressioni “a caldo” dell’avvocato Daniele Minotti, che ha seguito tutta la vicenda: “L’annullamento non è conseguito ad un “cavillo” (problemi di avviso al difensore) che era stato denunciato dai difensori (e che poteva anche essere un validissimo motivo, senza, però, andare al vero nocciolo della vicenda)”.

Prosegue Minotti: “Il riesame di Bergamo ha ritenuto che sussista il “fumus” del reato contestato, cioè una sorta di “indizio” (dico così per evitare il legalese troppo stretto) che, eventualmente, in futuro potrà diventare prova. Gli stessi giudici, però, dicono che quell’inibizione (che, poi, come sappiamo è stato anche un redirect…) non rientra nello schema del sequestro preventivo – misura cautelare reale; insomma, è una misura sui generis che, in quanto non tassativamente prevista, non può essere applicata”.

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Tre taglia 450 dipendenti

* 25 settembre, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via ZeusNews

La crisi del gestore mobile 3, con i cinesi sempre meno convinti dell’investimento e con l’attivo ben lontano, comincia a farsi sentire anche sugli organici: ci sono 450 dipendenti da tagliare entro la fine dell’anno, in tutte le aree tranne il customer care (per ora). Sono state già avviate le procedure per la messa in mobilità.

Fino al 15 novembre, invece, tutti i dipendenti di 3 che vorranno lasciare la società volontariamente potranno ricevere un incentivo aggiuntivo alla liquidazione.

Un Abaco con Atom

* 25 agosto, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via ZeusNews

Abaco è un mini Pc desktop che nasce per realizzare la filosofia della società italiana Acab: realizzare uno strumento che soddisfi le necessità dell’utente senza un inutile spreco di risorse e nella massima semplicità.

Le dimensioni sono estremamente ridotte: le specifiche parlano di 20 x 10 x 27 centimetri, ossia una superficie più piccola di quella di un foglio A4 e un volume occupato pari a quello di una scatola da scarpe. Ha un aspetto compatto e, anche se non sembra particolarmente elegante, bisogna ricordare quel è la sua missione: essere non un oggetto d’arredamento ma un utile strumento.

Da lavoratori a ostaggi

* 9 giugno, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Dietrologie possibili dei 5000 tagli in TelecomItalia

E se i 5.000 esuberi denunciati, improvvisamente, da Telecom Italia fossero più che una manovra di riduzione dei costi uno strumento di pressione per ammorbire Authority varie e ricevere aiuti dallo Stato?

La trattativa sindacale per i 5.000 lavoratori di troppo potrebbe ridursi all’interno della trattativa sul futuro della Rete di nuova generazione, a banda larga e in fibre ottiche, aperto tra Authority, Telecom Italia e i suoi concorrenti.

L’obiettivo di Bernabè potrebbe essere quello di avere garanzie di utilizzo in esclusiva della Rete di nuova generazione, come le ha avute Deutsche Telekom in Germania; oppure di poter disporre fondi pubblici – denaro fresco – per l’operazione di cablatura dell’Italia, che richiede come minimo 5 o 6 miliardi di euro.

Sim ‘e Napule

* 23 aprile, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via Zeus News

La Guardia di Finanza e la Polizia di Stato hanno scoperto una frode informatica ai danni della Tim per 50 milioni di euro circa, grazie a un’indagine iniziata nel 2007.

Si tratta di 35 mila Sim intestate a utenti inesistenti o extracomunitari, su cui ogni giorno, dal 2006, sono state caricati in modo truffaldino importi tra i 50 e i 100 euro. Questo credito veniva poi deviato verso numeri ad alta tariffazione, appartenenti a società intestate al clan camorristico, e quindi Telecom Italia pagava queste società.

La truffa colossale è stata possibile grazie a un’impresa di pulizie che operava nel centro direzionale Telecom Italia di Napoli, infiltrata dalla camorra, che è riuscita a decrittare le password utili per queste operazioni di ricarica fasulla dai Pc della Tim di quella sede.

Spioni sul p2p: non grazie !

* 14 marzo, 2008 * Senza categoria * 0 commenti

Via ZeusNews

Il Garante per la protezione dei dati personali ha chiuso l’istruttoria sul caso Peppermint ritenendo illecita l’attività svolta dalla società.

Esiste infatti una direttiva europea che vieta ai privati la possibilità di effettuare monitoraggi “ossia trattamenti di dati massivi, capillari e prolungati nei riguardi di un numero elevato di soggetti”.

Il Garante inoltre ha confermato la decisione dei giudici del Tribunale di Roma, confermando che “i fornitori di servizi di comunicazione elettronica, allo stato della legislazione vigente, non possono comunicare i nominativi degli interessati ritenuti responsabili di violazioni del diritto d’autore”.

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