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Amici di modem in una rete di uomini tratto da Sesto Potere

Ci siamo conosciuti sulla Rete. Eravamo all'inizio delle idee senza corpo celate dietro a pseudonimi intercalati da una @. Ci siamo parlati con la mediazione della posta elettronica raccontandoci chi eravamo. Ci siamo accorti che in barba all'universalità della Rete vivevamo a pochi chilometri l'uno dall'altro. Abbiamo così deciso di incontrarci per conoscerci di persona, per scoprire curiosamente di vivere a poca distanza nella stessa città e di avere molti interessi comuni.
Siamo diventati amici per merito di un modem. Ora ci vediamo, ci telefoniamo, ma più spesso usiamo la telematica per raccontarci le nostre vite.
Siamo entrati in Internet quando poche persone sapevano che cosa fosse la Rete delle Reti. Eravamo, e forse lo siamo ancora, dei curiosi bambinoni mai cresciuti. Eravamo convinti di aver trovato con Internet stimoli per il nostro cervello e la nostra immaginazione, per creare nuovi modi di comunicare, di lavorare, forse di pensare.
La Rete era a quei tempi molto diversa da quello che è oggi. Per saperla usare ci volevano spirito pionieristico e molta pazienza per imparare dei comandi spesso complessi. Eravamo quattro intimi che utilizzavamo la telematica quasi con spirito carbonaro, ma in fondo consci che quell'accozzaglia di computer, modem, cavi, ma soprattutto cuori e cervelli di essere umani avrebbe cambiato qualcosa.
Ricordo ancora la prima volta che mi ritrovai nella Rete. Mi sentivo come perso in un mare di dati in cui occorreva trovare delle direzioni verso cui muoversi. Ricordo anche la prima volta in cui mi collegai via Internet con un computer che si trovava a San Francisco. Non mi sembrava vero che un pacchetto di dati diretto dalla pressione dei miei tasti potesse arrivare in pochi secondi in California. Scrivere la prime mail era quasi un rito, come quando si è piccoli e si inizia ad usare la matita.
Abbiamo una età' media fra i trenta ed i quaranta anni. I nostri padri comunicavano diversamente. Hanno visto la guerra, hanno accompagnato la nascita della radio, del televisore, del telefono. Noi siamo cresciuti in una generazione di mezzo fra il passato e il futuro, a cavallo fra due ere. Possiamo dirci fortunati per poter ancora disporre degli strumenti critici per ragionare su quello che è stato, ma tocchiamo con mano quello che sarà. I giovani e giovanissimi di oggi sono quasi cresciuti con telecomando e personal computer. Sono i figli della società dei media e dell'elettronica. Chissà cosa faranno i nostri figli? Non possiamo prevedere con certezza che cosa succederà.
La tecnologia corre velocissima, cambia da un giorno all'altro gli strumenti disponibili, le regole del gioco della comunicazione e del business. Corre più veloce degli uomini che devono continuamente adeguarsi. Ma bisogna sempre ricordare che le reti non hanno un cervello o un cuore: non sono altro che contenitori, dentro i quali sta agli uomini inserire le idee, il contenuto, la creatività. Gli uomini restano sempre il centro vitale del sistema pulsante di Internet perchè sono questi a rendere interessante e stimolante la Rete, a muovere i giusti pacchetti di informazione per far comprendere le diversità, la complementarietà e la complessità del mondo e delle culture.
E sono gli stessi uomini che possono, quando lo desiderano, spegnere l'interruttore del computer e correre a piedi nudi nei prati, fischiettando. Sono ancora i depositari del sommo potere: il diritto di spegnimento dell'elettrodomestico

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