{"id":10201,"date":"2009-04-27T11:55:47","date_gmt":"2009-04-27T10:55:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=10201"},"modified":"2009-04-27T07:59:11","modified_gmt":"2009-04-27T06:59:11","slug":"l%e2%80%99-informazione-redditizia-su-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/04\/27\/l%e2%80%99-informazione-redditizia-su-internet\/","title":{"rendered":"L\u2019 informazione redditizia su internet"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lsdi.it\/2009\/04\/26\/l%E2%80%99-informazione-su-internet-puo-essere-redditizia\/\">Via LSDI<\/a><\/p>\n<blockquote><p>La conclusione \u00e8 che oggi non \u00e8 immaginabile che la diffusione su internet, da sola, possa sostenere finanziariamente la produzione di informazione giornalistica di grandi redazioni con centinaia di giornalisti, come <em>le Monde<\/em> o il <em>Figaro<\/em>.<\/p>\n<p>Una strategia di sopravvivenza si delinea forse nella diversificazione delle aziende giornalistiche su internet, analoga a quella che ha disegnato il <em>Figaro<\/em>, che raccoglie ad esempio dei siti di piccoli annunci o di commercio online. C\u2019 \u00e8 il rischio per\u00f2 di una diluizione, e di una perdita di valore, del marchio e dell\u2019 identit\u00e0 della testata quando abbandona il suo \u00ab\u00a0mestiere di base\u00a0\u00bb. E poi pone, fra l\u2019 altro, anche delle questioni serie rispetto al posto dei giornalisti in questo dispositivo e alla deontologia.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Una seconda strategia, forse pi\u00f9 pratricabile, \u00e8 ben articolata da di Vivie: dei siti di \u2018\u2019nicchia\u2019\u2019, di contenuto molto specializzato (high-tech, femminili\u2026), dei \u00ab\u00a0pure players\u00a0\u00bb dalla forte identit\u00e0 realizzati da giornalisti reattivi e motivati, che raccolgono una comunit\u00e0 di lettori (Rue89, LePost\u2026). Questi \u00ab\u00a0formats\u00a0\u00bb di giornalismo online, che si ispirano fortemente ai blog e includono i lettori in una forma di co-produzione dell\u2019 informazione, dovranno per\u00f2 accontentarsi di livelli modesti quanto a ambizione in termini di audience e immaginare dei modelli economici ibridi, che associano diverse fonti di finanziamento. In pratica una via relativamente fragile e precaria che richiede tempo per essere individuata\u2026.<\/p>\n<p>Nella sua ultima parte \u2013 aggiunge Narvic \u2013 il lavoro di ricerca sottolinea che le profonde modifiche del modo di diffusoone e di \u2018\u2019consumo\u2019\u2019 dell\u2019 informazione online creano delle nuove opportunit\u00e0 che solo dei prodotti o dei servizi di informazione radicalmente innovativi (Google, Drudge Report\u2026) hanno per il momento saputo sfruttare a loro profitto.<\/p>\n<p>Queste innovazione rimettono in causa le pratiche tradizionali dei giornalisti, cos\u00ec come la concezione che molti di loro si costruiscono del proprio mestiere. Probabilmente bisogner\u00e0 inventare delle nuove \u2018\u2019formule\u2019\u2019, ma queste sperimentazioni esigono dai professionisti dell\u2019 informazione \u2013 conclude Narvic \u2013 un grandissimo sforzo di adattamento e di immaginazione.<\/p>\n<p>Affrontare questi rischi richiede coraggio, perch\u00e9 nessuna  sperimentazione sfortunatamente \u00e8 votata al successo garantito\u2026<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via LSDI La conclusione \u00e8 che oggi non \u00e8 immaginabile che la diffusione su internet, da sola, possa sostenere finanziariamente la produzione di informazione giornalistica di grandi redazioni con centinaia di giornalisti, come le Monde o il Figaro. 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