{"id":10357,"date":"2009-05-04T15:52:38","date_gmt":"2009-05-04T14:52:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=10357"},"modified":"2009-05-04T15:56:32","modified_gmt":"2009-05-04T14:56:32","slug":"giornalismo-niente-piu-alibi-in-rete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/05\/04\/giornalismo-niente-piu-alibi-in-rete\/","title":{"rendered":"Giornalismo. Niente pi\u00f9 alibi in rete"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ilbarbieredellasera.com\/article.php?sid=17153\">Rina Brundu su il Barbiere della Sera<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Per quanto mi riguarda, ritengo che il passaggio dal giornalismo tradizionale ad un giornalismo digitale non sia solo cosa buona, ma che sia pure la sola opportunit\u00e0 di sopravvivenza di questa professione. Soprattutto, credo che tale rivoluzione rappresenti l\u2019occasione storica per fare piazza pulita delle molte \u201cincomprensioni\u201d recenti, in virt\u00f9 delle quali, la bellissima possibilit\u00e0 che ha l\u2019anima di rendere un servizio al prossimo attraverso la scrittura (perch\u00e9 alla fine della fiera questo dovrebbe essere il vero giornalismo), viene scambiata per una imperdibile occasione di carriera glamour.<\/p>\n<p>Non nego che il giornalismo online abbia tanto su cui lavorare. Tra i tanti difetti che si possono citare, vi \u00e8 quello del dover ancora trovare la maniera migliore per conciliare le ragioni editoriali (in senso lato, sia a livello di vero e proprio editing che a livello di controllo delle fonti) con quelle della rapidit\u00e0 informativa.<\/p>\n<p>Ancora, deve tirare una linea credibile tra il giornalismo tout court ed il gossip. Infine, deve risolvere il ben noto problema della definizione di un modello lavorativo che permetta al giornalista web di vivere della sua professione, esattamente come accade per il professionista tradizionale. Tuttavia, se guardiamo, per esempio, agli introiti della stessa Huffington non credo proprio che questo possa essere un elemento frenante di questa strabiliante possibilit\u00e0 moderna.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Di fatto, la Rete permette al giornalista di farsi conoscere \u201curbi et orbi\u201d, mentre ad un tempo garantisce al lettore la possibilit\u00e0 di \u201cscegliere\u201d il professionista di riferimento. Gli permette di creare con lui un rapporto di fiducia unico nel suo genere. E non \u00e8 poco.<\/p>\n<p>Mi spiego meglio. Il giornalismo tradizionale ha prodotto una lunga lista di valenti professionisti che per anni hanno contribuito, non solo alla diffusione delle notizie che hanno fatto la nostra Storia, ma anche a spiegarle. Sono stati agenti indispensabili per una miglior comprensione del mondo che ci circonda. Resta per\u00f2 il fatto che, bravi o meno bravi, tutti questi professionisti sono stati professionisti \u201cimposti\u201d dall\u2019editore o, alla meno peggio, dal direttore di testata.<\/p>\n<p>Per quanto poco esposta a queste dinamiche, dubito infatti che una perfetta \u201clibert\u00e0 di stampa\u201d possa realizzarsi all\u2019interno di un giornale tradizionale. Per ovvie ragioni. La maggior parte pure giuste. Il mio pensiero va per\u00f2 a quei tanti professionisti che avrebbero potuto essere tali, ma che non sono riusciti a realizzare il sogno di una vita, in virt\u00f9 di un diktat esterno. Un diktat magari dettato da ragioni assolutamente estranee alle \u201cpossibilit\u00e0 giornalistiche\u201d del soggetto considerato.<\/p>\n<p>La Rete offre dunque una straordinaria possibilit\u00e0 storica di liberazione da simili dinamiche obsolete. In altre parole, la Rete permette una scrematura professionistica naturale in virt\u00f9 della quale solo il giornalista davvero bravo potr\u00e0 essere considerato tale da un lettore sicuramente pi\u00f9 informato e capace.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rina Brundu su il Barbiere della Sera Per quanto mi riguarda, ritengo che il passaggio dal giornalismo tradizionale ad un giornalismo digitale non sia solo cosa buona, ma che sia pure la sola opportunit\u00e0 di sopravvivenza di questa professione. Soprattutto, credo che tale rivoluzione rappresenti l\u2019occasione storica per fare piazza pulita delle molte \u201cincomprensioni\u201d recenti, &#8230; <a title=\"Giornalismo. Niente pi\u00f9 alibi in rete\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/05\/04\/giornalismo-niente-piu-alibi-in-rete\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Giornalismo. 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