{"id":10599,"date":"2009-05-14T06:26:28","date_gmt":"2009-05-14T05:26:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=10599"},"modified":"2009-05-14T07:28:59","modified_gmt":"2009-05-14T06:28:59","slug":"la-distanza-dai-problemi-delle-persone-normali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/05\/14\/la-distanza-dai-problemi-delle-persone-normali\/","title":{"rendered":"La distanza dai problemi delle persone normali"},"content":{"rendered":"<p>Luca Ricolfi su Lastampa.it<\/p>\n<blockquote><p>L\u2019astrattezza, prima di tutto. Astrattezza vuol dire non voler vedere la dimensione pratica, concreta, materiale di un problema. Se non fossero ammalati di astrattezza i dirigenti del Pd capirebbero che il problema dell\u2019Italia \u00e8 che attira criminalit\u00e0 e manodopera clandestina pi\u00f9 degli altri Paesi perch\u00e9 non \u00e8 in grado di far rispettare le sue leggi, e che l\u2019unico modo di scoraggiare l\u2019immigrazione irregolare \u00e8 di convincere chi desidera entrare in Italia che pu\u00f2 farlo solo attraverso le vie legali. A questo serve il \u00abrespingimento\u00bb, ma a questo serviva anche la norma che prolunga da 2 a 6 mesi la permanenza nei centri di raccolta degli immigrati (i vecchi Cpt, ora ridenominati Cie), una norma necessaria ma ottusamente combattuta dall\u2019opposizione. Senza il respingimento (in mare) i trafficanti di immigrati continuerebbero a scaricarli sulle nostre coste, senza il prolungamento dei tempi di permanenza (nei Cie) l\u2019identificazione sarebbe perlopi\u00f9 impossibile, e continuerebbe la prassi attuale, per cui il clandestino viene trattenuto qualche settimana e poi rimesso in circolazione senza possibilit\u00e0 di riaccompagnarlo in patria. Io capisco che si possano avere seri dubbi sulle cosiddette ronde, o sui medici-spia (denuncia dei malati clandestini) o sui presidi-spia (denuncia dei genitori clandestini di bambini accolti nelle nostre scuole), e io stesso ne ho molti. Ma non capisco il rifiuto pregiudiziale di provvedimenti di puro buon senso, la cui unica funzione \u00e8 di ristabilire quello che tutti i governi degli ultimi vent\u2019anni avevano sbriciolato, ossia un minimo di deterrenza. Tra l\u2019altro questo \u00e8 uno dei pochi punti fermi degli studi sulla lotta al crimine: minacciare pene pi\u00f9 severe serve pochissimo, quel che serve \u00e8 rendere credibile la minaccia.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nMa non c\u2019\u00e8 solo astrattezza, c\u2019\u00e8 anche molta presunzione, per non dire molto snobismo. Lo sa il segretario del Pd che la maggior parte degli italiani approva l\u2019azione del ministro Maroni?<\/p>\n<p>S\u00ec, probabilmente lo sa, ma si racconta la solita fiaba autoconsolatoria. Gli italiani non sono quelli di una volta, Berlusconi li ha rovinati, la Lega li ha incattiviti, noi politici illuminati non possiamo farci guidare dai sondaggi, noi dobbiamo riforgiare le coscienze, corrotte e intorpidite da vent\u2019anni di berlusconismo. E\u2019 la solita storia: \u00aballa sinistra non piacciono gli italiani\u00bb, come scrisse fulmineamente Giovanni Belardelli quindici anni fa, allorch\u00e9 la \u00abgioiosa macchina da guerra\u00bb di Occhetto, sconfitta e umiliata, non si capacitava che un rozzo imprenditore lombardo avesse potuto sconfiggere una classe politica colta e raffinata qual era quella del vecchio Pci.<\/p>\n<p>E qui si arriva all\u2019ultimo e pi\u00f9 grave male della sinistra, la sua distanza dai problemi delle persone normali, specie se di modeste origini o di modesta cultura. Quando si parla di criminalit\u00e0, di sicurezza, di immigrazione clandestina, nella gente c\u2019\u00e8 certamente anche molto cattivismo gratuito, molta insofferenza, molta intolleranza. Ma una forza politica dovrebbe sapere che i cattivi sentimenti non vengono dal nulla, e quelli buoni hanno talora origini imbarazzanti. L\u2019insofferenza verso gli immigrati \u00e8 pi\u00f9 forte nei ceti popolari perch\u00e9 \u00e8 nei quartieri degradati che la sicurezza \u00e8 un problema grave; ed \u00e8 innanzitutto per chi non ha grandi risorse economiche che la concorrenza degli stranieri per il posto di lavoro e per servizi pubblici pu\u00f2 diventare un problema serio. L\u2019apertura verso gli stranieri, il sentimento di solidariet\u00e0, l\u2019attitudine a tutti accogliere albergano invece in quelli che lo storico inglese Paul Ginsborg ha battezzato i \u00abceti medi riflessivi\u00bb, e raggiungono l\u2019apice fra gli intellettuali, dove &#8211; soddisfatti i bisogni primari &#8211; ci si pu\u00f2 dedicare all\u2019arredamento della propria anima: chi ha un lavoro gratificante e un buon reddito, chi pu\u00f2 permettersi di vivere nei quartieri migliori di una citt\u00e0, chi non deve combattere per un posto all\u2019asilo o per una prenotazione in ospedale, pu\u00f2 coltivare pi\u00f9 facilmente un sentimento di apertura.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luca Ricolfi su Lastampa.it L\u2019astrattezza, prima di tutto. Astrattezza vuol dire non voler vedere la dimensione pratica, concreta, materiale di un problema. 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