{"id":10777,"date":"2009-05-22T05:54:07","date_gmt":"2009-05-22T04:54:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=10777"},"modified":"2009-05-22T05:54:07","modified_gmt":"2009-05-22T04:54:07","slug":"carlo-de-benedetti-pagherete-poco-pagherete-il-meglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/05\/22\/carlo-de-benedetti-pagherete-poco-pagherete-il-meglio\/","title":{"rendered":"Carlo De Benedetti: pagherete poco pagherete il meglio"},"content":{"rendered":"<p>Carlo De Benedetti <a href=\"http:\/\/rassegna.rapportiparlamento.it\/View.aspx?ID=2009052112813720\">interviene dal Sole 24 ore sull&#8217;annoso problema dei contenuti digitali a pagamento<\/a><\/p>\n<blockquote><p><a id=\"testo\"> Tutto a pagamento&#8217; rischia di diventare una formula magica esattamente come ieri lo era il tutto gratis . Let&#8217;s take a pizza s&#8217;intitolava lo scorso anno il capitolo principale del rapporto Newspaper Next, voluto dall&#8217;American Press Institute. E quell&#8217;invocazione era la metafora di un&#8217;editoria che univa contenuti tutti gratuiti e offerta di servizi a pagamento che nulla c&#8217;entravano con l&#8217;informazione. La pubblicit\u00e0 aveva gi\u00e0 cominciato a perdere colpi, ma si era ancora nell&#8217;era dell&#8217;idolatria dell&#8217;internet libero senza se e senza ma. Ed era solo un anno fa.<\/a><\/p>\n<p><a id=\"testo\">Perci\u00f2 oggi mi viene da sorridere nel vedere certe svolte a U che neppure i tornanti dello Stelvio&#8230; Non basta dire: \u00abFacciamoci pagare tutto\u00bb. La questione \u00e8 pi\u00f9 complessa e va affrontata con seriet\u00e0.<\/a><\/p>\n<p><a id=\"testo\">Per i giornali esiste certamente uno spazio per conquistare utenti web disposti a pagare i contenuti giornalistici. Gi\u00e0 oggi il Gruppo Espresso vende, attraverso il sistema Extra, le versioni digitali dei quotidiani cartacei per poco meno di un milione di euro all&#8217;anno. Una frazione minima dei ricavi complessivi, certo, ma da non sottovalutare. Tanto pi\u00f9 che il giornale cos\u00ec com&#8217;\u00e8 potr\u00e0 essere sfruttato digitalmente al meglio quando sar\u00e0 distribuito anche per i reader elettro<\/a><a id=\"testo\">nici come Kindle e Plastic Logic. E questo sar\u00e0 possibile su larga scala gi\u00e0 l&#8217;anno prossimo.<\/a><\/p>\n<p><a id=\"testo\">Sul web \u00e8 tuttavia difficile immaginare che un utente possa pagare in modo significativo contenuti generalisti reperibili in altro modo gratuitamente.<\/a><\/p>\n<p><a id=\"testo\">Non a caso, ad oggi i tentativi in questo senso coronati da successo sono pochissimi a livello globale. Nell&#8217;epoca dello sviluppo pi impetuoso di internet (1999-2002) furono molti a provarci: dal Pa\u00ecs al New York Times, dal Wall Stree Journal a una serie di giornali locali americani. Ditutti questi, per , solo il Wall Street Journal \u00e8 riuscito a farne un business vero, grazie all&#8217;esclusivit\u00e0 e alla segmentazione dei propri contenuti. L&#8217;informazione finanziaria, infatti, ha per sua natura un alto valore d&#8217;uso e spesso \u00e8 pagata dalle aziende o \u00e8 acquistata per motivi professionali (come in Italia avviene con Il Sole 24 Ore).<\/a><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo De Benedetti interviene dal Sole 24 ore sull&#8217;annoso problema dei contenuti digitali a pagamento Tutto a pagamento&#8217; rischia di diventare una formula magica esattamente come ieri lo era il tutto gratis . 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