{"id":10895,"date":"2009-05-28T23:49:24","date_gmt":"2009-05-28T22:49:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=10895"},"modified":"2009-05-28T23:49:24","modified_gmt":"2009-05-28T22:49:24","slug":"il-silenzio-assordante-dei-giornali-se-limputato-e-big-spender-e-la-crisi-economica-non-e-passata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/05\/28\/il-silenzio-assordante-dei-giornali-se-limputato-e-big-spender-e-la-crisi-economica-non-e-passata\/","title":{"rendered":"Il silenzio assordante dei giornali se l&#8217;imputato \u00e8 big spender e la crisi economica non \u00e8 passata"},"content":{"rendered":"<p>La notizia: Dolce e Gabbana secondo la GdF devono allo stato 800 milioni di euro<br \/>\nLa cattiva notizia: solo<a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/a.pic1?ID=353216\"> il Giornale<\/a> ha avuto il coraggio di tirare fuori la notizia temendo ritorsioni dai due signori, mentre gli altri direttori <a href=\"http:\/\/www.giornalettismo.com\/archives\/27483\/dg-levasione-fiscale-non-va-di-moda-sui-giornali-e-come-potrebbe\/\">non hanno avuto il coraggio<\/a> di <em>buttare lo stilista in prima pagina<\/em>.<\/p>\n<blockquote><p>Ottocento milioni di euro, equamente suddivisi: quattrocento milioni a Domenico Dolce, quattrocento a Stefano Gabbana. \u00c8 una cifra gigantesca, il conto pi\u00f9 salato che il fisco italiano presenta da molti anni a questa parte a una persona fisica: otto volte, per dare un\u2019idea, la megamulta consegnata al recordman precedente, il motocampione Valentino Rossi. E la colossale tegola piomba su due tra gli imprenditori italiani pi\u00f9 famosi del mondo, i creatori di una delle griffe di punta della moda made in Italy: gli inventori del marchio \u00abD&amp;G\u00bb. Secondo la Guardia di finanza, la raffinatezza del sistema architettato da Dolce e Gabbana per fare sparire redditi dalle loro dichiarazioni non ha nulla da invidiare alla raffinatezza delle loro collezioni di moda.<\/p>\n<p>Il rapporto conclusivo del Nucleo di polizia tributaria di Milano \u00e8 stato inviato nei giorni scorsi alla Agenzia delle entrate, che si occuper\u00e0 materialmente di attivare la procedura per ottenere dai due stilisti il pagamento della monumentale sanzione. La consegna \u00e8 avvenuta senza clamori: anche perch\u00e9 sia Dolce che Gabbana hanno dimostrato in passato di non apprezzare questo tipo di esposizione mediatica. Un anno fa, quando a finire nel mirino del fisco fu la loro societ\u00e0, reagirono minacciando di togliere la pubblicit\u00e0 ai quotidiani che avevano pubblicato la notizia. Il che non imped\u00ec che la storia facesse il giro del mondo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Quell\u2019accertamento si concluse con una sanzione di oltre 90 milioni di euro a carico del gruppo imprenditoriale controllato dai due. Una sanzione severa, ma ben poca cosa rispetto alle conseguenze del lavoro che le \u00abfiamme gialle\u00bb milanesi hanno continuato a fare nei mesi successivi, prendendo di mira non pi\u00f9 l\u2019azienda D&amp;G ma direttamente le persone fisiche dei due fondatori. \u00c8 nelle tasche dei due titolari, il 51enne siciliano Domenico Dolce e il 47enne milanese Stefano Gabbana, che sarebbero finiti i principeschi proventi della complicata operazione di architettura societaria messa in piedi a partire dal 2004.<\/p>\n<p>Nell\u2019avviso di accertamento firmato dalla Guardia di finanza i due sono accusati di elusione fiscale e di abuso di diritto. Si tratta, come si intuisce anche dai termini, di illeciti tributari che non rivestono di per s\u00e9 rilevanza penale. Non siamo di fronte, cio\u00e8, a delitti fiscali, ma a una serie di comportamenti formalmente leciti ma che vengono messi in atto senza altro obiettivo se non quello ridurre la pressione fiscale. Come recita una sentenza di qualche mese fa della Cassazione: \u00abil contribuente non deve mai trarre vantaggi fiscali indebiti dall\u2019uso distorto di strumenti giuridici idonei ad ottenere un risparmio fiscale\u00bb.<\/p>\n<p>Esattamente questo \u00e8 invece quello che hanno fatto D&amp;G. D\u2019altronde la ricostruzione che i finanzieri milanesi hanno compiuto della mutazione della struttura societaria del gruppo, fatica a trovare spiegazioni al di l\u00e0 dell\u2019astuzia fiscale. Nel 2004, infatti, il sistema delle royalties viene sottratto a una struttura fino a quel momento lineare &#8211; con alla testa la societ\u00e0 a responsabilit\u00e0 limitata D&amp;G, con sede a Milano &#8211; e trasferito a una catena di scatole cinesi. La testa del gruppo \u00e8 portata in Lussemburgo, dove viene fondata una societ\u00e0, la Dolce&amp;Gabbana Luxembourg, che controlla il 100 per cento di un\u2019altra societ\u00e0, la Ga.Do. srl, nel cui board siedono il fratello e la sorella di Domenico Dolce, Alfonso e Dorotea, e il direttore finanziario Cristiana Ruella. Il 29 marzo 2004 la D&amp;G italiana cede per 360 milioni di euro il diritto di sfruttamento dei marchi creati dai due stilisti alla Ga.Do. srl.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia: Dolce e Gabbana secondo la GdF devono allo stato 800 milioni di euro La cattiva notizia: solo il Giornale ha avuto il coraggio di tirare fuori la notizia temendo ritorsioni dai due signori, mentre gli altri direttori non hanno avuto il coraggio di buttare lo stilista in prima pagina. 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