{"id":11039,"date":"2009-06-05T11:42:57","date_gmt":"2009-06-05T10:42:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=11039"},"modified":"2009-06-05T04:47:32","modified_gmt":"2009-06-05T03:47:32","slug":"i-fantasmi-che-tormentano-le-notti-di-berlusconi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/06\/05\/i-fantasmi-che-tormentano-le-notti-di-berlusconi\/","title":{"rendered":"I fantasmi che tormentano le notti di Berlusconi"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><a href=\"http:\/\/www.blitzquotidiano.it\/opinioni\/i-fantasmi-che-tormentano-le-notti-di-berlusconi-34475\/\">Marco Benedetto su Blitz Quotidiano<\/a><\/p>\n<p>Due fantasmi rendono le notti di Silvio Berlusconi ancora pi\u00f9 insonni di quanto non lo siano gi\u00e0 normalmente.<\/p>\n<p>Per primo gli appare quello di Rupert Murdoch, il collega tycoon che gli sta facendo pagare con gli interessi una serie di sgarri subiti negli anni. E anche in Australia tendono a non sopportare gli oltraggi: cominci\u00f2 nel 1998, quando il governo di sinistra parlava di conflitto di interessi tra il ruolo politico di Berlusconi e il ruolo di azionista di controllo di Mediaset &amp; affini. Berlusconi fece venire in Italia Murdoch, fece intendere che voleva vendergli tutto, ottenendo una disperata richiesta da nientemeno che Massimo D\u2019Alema e Giovanna Melandri: Mediaset deve restare italiana! e Berlusconi si inchin\u00f2 alla volont\u00e0 popolare. (Ancora di recente lo ha ricordato: volevo vendere, proprio la sinistra me lo ha impedito).<\/p>\n<p>Con il suo spirito pratico lombardo Berlusconi forse pensava di avere compensato il disturbo di Murdoch comprando da lui un mega yacht usato.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Errore di prospettiva tutto italiano. Se Berlusconi ha pi\u00f9 di una ragione se si sente un fenomeno perch\u00e9 oggi \u00e8 il padrone della politica italiana, dopo averla governata dall\u2019esterno per anni, Murdoch \u00e8 un signore\u00a0 che \u00e8 stato capace di piegare ai suoi voleri personaggi come Ronald Reagan e Margaret Thatcher, di andare d\u2019accordo con il Governo della Cina rossa. \u00c8 forse il pi\u00f9 bravo e geniale editore del mondo. \u00c8 l\u2019unico vero editore globale, avendo costruito il suo impero sulle ceneri di un giornale inglese semi fallito, il Sun, da lui trasformato in fonte di milioni di sterline di utili.<\/p>\n<p>La storia di Murdoch in Italia ricorda un po\u2019 quella dei normanni nel nostro meridione: vennero chiamati, quasi mille anni fa, come dei mercenari. Piacquero loro il clima e la natura e nel giro di un paio di generazioni diventarono i padroni del Sud.<\/p>\n<p>Chiamato da Berlusconi per quello scherzetto, Murdoch ha capito che il mercato italiano era promettente e ci si \u00e8 installato. Si \u00e8 impadronito della pay tv satellitare italiana, che in mani italiane aveva perso per anni centinaia di miliardi di lire all\u2019anno, trasformandola nel successo che \u00e8 oggi Sky; poi Mediaset gli ha sparato nelle gambe il calcio sul suo digitale terrestre e poi, peggio di tutto, il Governo italiano ha raddoppiato l\u2019Iva sulla pay-tv. Come stupirsi che Murdoch ce l\u2019abbia con lui? Pi\u00f9 che legittimo il sospetto che schieri i suoi giornali contro di lui, approfittando dei liquami della rissa in famiglia scatenata dalla moglie Veronica.<\/p>\n<p>Niente di politico: Murdoch non \u00e8 di sinistra, i suoi giornali sono tutt\u2019altro che di sinistra, i giornalisti del Times e del Financial Times (che non \u00e8 di Murdoch ma che ha attaccato Berlusconi per primo) sono tutt\u2019altro che comunisti, anzi, nell\u2019insieme sono inesorabilmente di destra. Certo sono un po\u2019 snobbetti e prevenuti contro il tipo salesman brianzolo che Berlusconi incarna tanto bene. Non c\u2019\u00e8 quindi bisogno di nessuna spinta n\u00e9 ordine (e francamente, pensare che Murdoch arriva a dare ordini anche nella redazione del Financial Times \u00e8 un po\u2019 tirata per i capelli) per indurli a scrivere quel che hanno scritto. Se ci guardiamo dall\u2019esterno, lo spettacolo offerto \u00e8 quanto meno imbarazzante.<\/p>\n<p>Certo non sono n\u00e9 comunisti, n\u00e9 prezzolati. A maggior ragione, proprio per questo, sono gente pericolosa, giusto non dormirci la notte.<\/p>\n<p>Il fantasma che spaventa di pi\u00f9 Berlusconi \u00e8 per\u00f2 quello del presidente americano Barack Obama. In fondo, pu\u00f2 pensare Berlusconi, con Murdoch alla fine ci si metter\u00e0 d\u2019accordo. Siamo imprenditori, siamo ricchi, abbiamo la stessa et\u00e0, siamo fatti per intenderci. Probabilmente se pensasse davvero cos\u00ec sbaglierebbe, ma un fondo di ragione pu\u00f2 avercelo.<\/p>\n<p>Con Obama, invece, la paura \u00e8 pi\u00f9 che giustificata. Al di l\u00e0 del santino neo kennediano che ne \u00e8 stato fatto in Italia, Obama \u00e8 un giocatore durissimo, cresciuto alla spietata scuola della politica di Chicago, la citt\u00e0 pi\u00f9 violenta d\u2019America e in cui anche la lotta politica segue regole che non sono quelle bizantine della costa orientale e meno che mai quelle di un consiglio comunale italiano. Tutto vero quello che si \u00e8 detto e scritto sugli ideali, le grandi strategie, l\u2019essere profondamente di sinistra di Obama. Ma Obama ha anche imparato, nella citt\u00e0 di \u201cThe Jungle\u201d, le regole della politica, che non sono quelle di un collegio di Orsoline.<\/p>\n<p>Che sia un duro nel gioco politico basta vedere come ha scaricato il suo compagno di partito Rod Blagojevich, infilatosi da solo in un mare di guai ma finito nel mirino della procura della Repubblica locale proprio in quanto compagno di partito di Obama. Per convincersi che sia un duro nella gestione, basta vedere come ha affrontato i finanzieri di Wall Street e i loro stipendi, l\u2019industria dell\u2019auto e anche i pirati somali.<\/p>\n<p>Umanamente ha tutte le ragioni per detestare Berlusconi, che gli ha dato pubblicamente del negro e non in una serata a Villa Certosa, ma in Russia, in una conferenza stampa internazionale sghignazzando sul colore della pelle di Obama con un altro campione di tolleranza razziale, il presidente russo Medvedev.<\/p>\n<p>Ma anche sul piano politico Obama ha molte ragioni per infliggere all\u2019Italia di Berlusconi qualche umiliazione. Berlusconi si \u00e8 appiattito per anni su Bush, in modo totale e assoluto, senza avere l\u2019aplomb (che \u00e8 tutto dire) dell\u2019inglese Tony Blair; inoltre,\u00a0 insiste nel volere essere il grande mediatore con lo zar russo Vladimir Putin. E anche questa cosa \u00e8 fatta per non piacere agli americani, che il gioco con la Russia lo vogliono condurre loro, con le loro mani, come serve alle loro strategie.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, per gli americani, dopo la fine dell\u2019impero russo, \u00e8 un paese marginale. Per chi governa l\u2019Italia, che \u00e8 colonia americana (meglio dell\u2019America che di chiunque altro, ma sempre colonia) la legittimazione americana \u00e8 fondamentale e anche per questo Berlusconi si butt\u00f2 subito nelle braccia di Bush, certamente non credendo una parola delle fandonie sulla guerra al terrore ma sapendo che se non si fosse schierato con il padrone di Washington, avrebbe avuto vita ben pi\u00f9 difficile, in Italia e fuori.<\/p>\n<p>E Obama non ha fatto certo mistero della sua freddezza verso Berlusconi e l\u2019Italia. \u00c8 stato in Europa, ai primi di aprile, \u00e8 andato dappertutto tranne che in Italia, a Londra ha visto anche gente di Stati meno importanti dell\u2019Italia ma non Berlusconi. Una riprova della freddezza dei rapporti tra i due viene anche dal noto episodio che tanto irrit\u00f2 la regina Elisabetta, quando Berlusconi chiam\u00f2 con un tono di voce non da corte il presidente americano. \u201cMister Obama\u201d gli disse, invitandolo a posare assieme per una foto ricordo. Obama accett\u00f2, anche perch\u00e9 con lui e Berlusconi posarono praticamente tutti gli altri capi di governo presenti.<\/p>\n<p>Ma non sono passati a chiamarsi col primo nome, che per gli americani \u00e8 il nostro tu.<\/p>\n<p>In quell\u2019occasione, Berlusconi ha strappato a Obama, un invito ad andare a Washington, per parlare del G8 (della cui nuova location il povero Obama non ha bene contezza) ma, a quel che si legge, finora la conferma definitiva dell\u2019incontro alla Casa Bianca non \u00e8 arrivata. Intanto Obama va a Riyad, in Arabia Saudita, a vedere re Adbullah (indicativo della dipendenza americana dai sauditi fu l\u2019inchino di Obama davanti al sovrano a Londra), va al Cairo, va in Germania. Cosa gli costerebbe un piccolo detour su Roma, giusto una toccata e fuga, tanto per consentire a Berlusconi di non parlare pi\u00f9 di lui come \u201cmister Obama\u201d, ma \u201cil mio amico Barack\u201d, come faceva con \u201dl\u2019amico George\u201d.<\/p>\n<p>E invece nulla, solo un glaciale silenzio.<\/p>\n<p>Nemmeno con la melatonina uno normale riuscirebbe a dormire.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Benedetto su Blitz Quotidiano Due fantasmi rendono le notti di Silvio Berlusconi ancora pi\u00f9 insonni di quanto non lo siano gi\u00e0 normalmente. Per primo gli appare quello di Rupert Murdoch, il collega tycoon che gli sta facendo pagare con gli interessi una serie di sgarri subiti negli anni. 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