{"id":11395,"date":"2009-06-24T03:43:05","date_gmt":"2009-06-24T02:43:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=11395"},"modified":"2009-06-24T03:43:05","modified_gmt":"2009-06-24T02:43:05","slug":"giornalismo-e-media-partecipativi-il-video-della-giornata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/06\/24\/giornalismo-e-media-partecipativi-il-video-della-giornata\/","title":{"rendered":"Giornalismo e media partecipativi: il video della giornata"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.fainotizia.it\/2009\/06\/23\/sintesi-del-dibattito-giornalismo-e-media-partecipativi-voci-strumenti-prospettive\">Via Fai Notizia<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Molto interessante e stimolante l&#8217;incontro promosso oggi presso la Federazione Nazionale della stampa da <a href=\"http:\/\/bernyblog.wordpress.com\/\">Bernardo Parrella<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.lsdi.it\/\">Lsdi<\/a>, soprattutto per essere andati a scovare esperimenti di giornalismo partecipativo molto interessanti a ancora poco noti.<\/p>\n<p>RadioRadicale.it l&#8217;ha registrato integralmente:<a href=\"http:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/281980\"> http:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/281980<\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>L&#8217;intervento iniziale di Andrea Vianello ha dato il la, spiegando come per i media tradizionali, e in particolare per trasmissioni come Mi manda Rai 3, le informazioni fornite dai blog sono spesso utilissime per cercare conferme, trovare testimonianze, possibili ospiti in studio addirittura.<br \/>\nMa a mettere un po&#8217; di pepe al dibattito ci ha pensato Giulietto Chiesa, venuto a promuovere la sua iniziativa di &#8220;tv dal basso&#8221; (anche se a volte sembra che questi progetti chiamino &#8220;dal basso&#8221; soltanto chi propone idee ideologicamente affini al loro pensiero) <a href=\"http:\/\/www.pandoratv.it\/\">Pandora<\/a>, e voleva che dall&#8217;incontro uscisse fuori una &#8220;linea&#8221; che con il suo intervento voleva influenzare. Ma al di l\u00e0 della mentalit\u00e0 sovietica, la sua provocazione era assolutamente centrata a mio modo di vedere, e riassumibile con una frase suggestiva: &#8220;se non affrontiamo la questione della politica dell&#8217;informazione che vogliamo, rischiamo di essere individualmente liberi e collettivamente sconfitti&#8221;. Riportava la <a href=\"http:\/\/www.censis.it\/277\/372\/6697\/6837\/6838\/6839\/content.asp\" target=\"_blank\">ricerca recente del Censis<\/a>, da cui risulta che soltanto il 2% di elettori ha usato i siti dei partiti, blog e forum (cio\u00e8 i canali di informazione non tradizionali) per informarsi sulla campagna elettorale. Ci crediamo di essere all&#8217;avanguardia della comunicazione, ha ammonito, mentre invece siamo la retroguardia di un panorama informativo che sempre pi\u00f9 \u00e8 di tipo visivo, in cui lo schermo diventa pervasivo, si sposta nei taschini della giacca in comodi iphone, relegando la comunicazione scritta a un prodotto residuale.<\/p>\n<p>Da radicale, appartenente a un partito che si batte da decenni per cambiare il sistema dell&#8217;\u00ecinformazione di massa, senza accettare di essere rinchiuso nel ghetto della cosiddetta controinformazione o dei trafiletti, l&#8217;impostazione tutta politica di Chiesa non pu\u00f2 che toccare delle corde simili. Certo non credo che una tv gestita da lui sia la soluzione, ma il problema politico, l&#8217;urgenza di ottenere subito informazione altrimenti censurata (ha fatto l&#8217;esempio del cambiamento climatico e delle scelte politiche che urgono, e non possono aspettare una presunta, gloriosa e progressiva, evoluzione tecnologica), c&#8217;\u00e8 tutto. (Notizia interessante: su un bacino di circa 3.000 utenti quotidiani <a href=\"http:\/\/www.megachip.info\/\">del suo sito<\/a>, Chiesa ha raccolto 5.000 disponibilit\u00e0 a finanziare con 100 euro il progetto della tv alternativa &#8211; su web, satellite e digitale terreste &#8211; Pandora).<br \/>\nCerto i media tradizionali non sono pi\u00f9 credibili, si \u00e8 detto, ma dal pubblico c&#8217;\u00e8 chi ha sostenuto che &#8220;chi \u00e8 visibile \u00e8 credibile&#8221;, e questo, soprattutto in Italia, ha il suo contenuto di verit\u00e0, che ci piaccia o no.<br \/>\nFrancesco Piccinini ha presentato <a href=\"http:\/\/www.agoravox.it\/\">AgoraVox<\/a>, la versione italiana del giornale partecipativo francese, caratterizzato da un sistema di moderazione dei contributi inviati dagli utenti effettuato dagli utenti stessi (modello slashdot si chiamava una volta). Dare voce a chi \u00e8 abbandonato dall&#8217;informazione ufficiale, questo gi\u00e0 \u00e8 un obiettivo che giustifica un&#8217;operazione come AgoraVox, e risponde in parte a chi sosteneva che senza visibilit\u00e0 tutto questo parlare di informazione partecipativa serve a poco. Segue Gennaro Carotenuto, che presenta il <a href=\"http:\/\/www.unimc.it\/giornalismopartecipativo\/\">master in giornalismo partecipativo<\/a>. 17 studenti a Macerata, per un master di secondo livello (riservato solo a chi ha una laurea del vecchio ordinamento, o ha gi\u00e0 conseguito una prima laurea specialistica del nuovo, non \u00e8 poco). Lusingato del fatto che Carotenuto, che oltre ad essere un blogger \u00e8 anche professore, nel suo libro di prossima pubblicazione cita il <a href=\"http:\/\/www.mulino.it\/rivisteweb\/scheda_articolo.php?id_articolo=20731\">mio articolo di qualche anno fa<\/a>.<br \/>\nInteressantissimo <a href=\"http:\/\/www.youreporter.it\/\">YouReporter<\/a>, sito di video e immagini generati dagli utenti per documentare fatti notiziabili, impossibili da ritrarre per i media tradizionale, che non potranno mai avere la presenza capillare e la reattivit\u00e0 di centinaia di utenti connessi in rete. Servizi ripresi spesso dai telegiornali, con unico requisito la citazione della fonte, che ha portato il sito, che \u00e8 gestito da sole due persone, a una crescita esponenziale, crescita anche di consumo di banda e risorse hardware, cosa che ha comportato investimenti non da poco per una realt\u00e0 autogestita (un problema che ricorre per quasi tutti i progetti presentati). YouReporter \u00e8 forse l&#8217;unico progetto presentato il cui obiettivo \u00e8 quello di fornire contenuti generati dagli utenti ai media tradizionali. Un obiettivo ambizioso, che in pochi riescono a soddisfare, e su cui stanno avendo i primi risultati.<br \/>\nI progetti successivi riguardavano siti di giornalismo partecipativo legati al territorio. &#8220;Il legame con il territorio ha un impatto sociale molto forte&#8221;, ha detto Alessio Neri di <a href=\"http:\/\/www.liberareggio.org\/\">LiberaReggio<\/a>, e non a caso gli interventi dei responsabili di questi siti sono stati i pi\u00f9 vivaci, quelli che suonavano pi\u00f9 a contatto con la realt\u00e0 sociale, a gettare un ponte fuori dal virtuale. <a href=\"http:\/\/caffenews.wordpress.com\/\">Caff\u00e9 News Magazine<\/a>, che si ispira al periodico illuminista di Pietro Verri &#8220;Il Caff\u00e9&#8221;. Nato come evoluzione di un blog personale, la sua missione \u00e8 &#8220;Rotolando verso Sud&#8221;. I suoi lettori e principali collaboratori sono meridionali emigrati al Nord Italia o addirittura all&#8217;estero, che trovano nella versione digitale del caff\u00e9 letterario uno strumento di informazione sui fatti locali solitamente trascurati dai media. E sono gli stessi media tradizionali ad usarlo, tanto che Paolo Esposito ha raccontato di essere stato contattato dal Tg3, Annozero (per scovare dove sono i depositi di rifiuti tossici nel casertano), la trasmissione Exit di La7 (per trovare contatti nella zona di Volturno), e addirittura citati dal New York Times.<br \/>\nPoi \u00e8 stata la volta di <a href=\"http:\/\/www.crossingtv.it\/\">Crossing tv<\/a>, un progetto davvero molto interessante, curato nei minimi dettagli nella presentazione e nell&#8217;immagine, non per privilegiare le apparenze, ma per permettere ai ragazzi, molti dei quali stranieri, di rivendicare un loro spazio di rispetto. Giovani immigrati che avevano cambiato il loro nome assumendone uno italiano, sono tornati ad usare la loro identit\u00e0 come orgoglio, perch\u00e9, come ha raccontato la film maker Silvia Storelli, a capo del progetto, ora sono diventati quelli fighi che fanno la tv. Su internet.<br \/>\nNon hanno sede, pochi fondi di bandi pubblici, ma la professionalit\u00e0 di Silvia, l&#8217;entusiasmo dei ragazzi che ha raccolto in questo vera e propria scuola di produzione audiovisiva, e l&#8217;aver individuato, per caso, anche il &#8220;target giusto&#8221;. I giovani immigrati, una fascia che, ha scoperto Silvia, \u00e8 molto appetibile per le societ\u00e0 di comunicazione. Tanto che un progetto nato con finalit\u00e0 sociali sembra poter beneficiare dell&#8217;interesse commerciale di agenzie che studiano questa particolare fascia di et\u00e0 della popolazione immigrata. Qui sotto un video che Silvia ha consigliato di vedere per capire l&#8217;obiettivo del suo progetto:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.crossingtv.it\/video\/sofa\/epidodio-5-mircea-e-marco\">http:\/\/www.crossingtv.it\/video\/sofa\/epidodio-5-mircea-e-marco<\/a><\/p>\n<p>Altro sito molto legato al territorio, iperlocale si dice in gergo, <a href=\"http:\/\/www.castellinews.it\/\">Castelli News<\/a>, sito che copre il territorio dei Castelli romani, tra le 1.000 e le 1.500 visite al giorno, un risultato non malvagio. Le fonti di informazione sono gli utenti e i comitati locali, in secondo luogo le pubbliche amministrazioni. Si sostengono venendo servizi di ufficio stampa, con l&#8217;esperienza accumulata gestendo il sito. Un segnale importante questo che proviene dal web locale, perch\u00e9 va a coprire territori, geografici e informativi, dove \u00e8 assente l&#8217;informazione tradizionale. Il problema principale con cui si scontrano \u00e8 la scarsa alfabetizzazione digitale.<br \/>\nInfine, <a href=\"http:\/\/www.thepopuli.com\/\">The Populi<\/a>, sito molto ben fatto, nato da poco, animato da un gruppo di giovani universitari presenti in massa al dibattito. Uno dei redattori <a href=\"http:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/281894\/intervista-a-francesco-contini-sulle-conclusioni-della-commissione-dinchiesta-del-governo-irandese-sul-sis\" target=\"_blank\">\u00e8 stato intervistato<\/a> (non lo sapevo) da Radio Radicale recentemente sulle conclusioni della Commissione d&#8217;Inchiesta del Governo Irandese sul sistema di accoglienza ed educazione di bambini e ragazzi in stato di abbandono dagli istituti religiosi in Irlanda.<br \/>\nFinito il dibattito si \u00e8 proseguito discutendo di possibili forme di collaborazione, un modo indiretto per affrontare la questione dell&#8217;impatto posta da Giulietto Chiesa. Una coda di discussione interessante, che spero abbia un seguito.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Fai Notizia Molto interessante e stimolante l&#8217;incontro promosso oggi presso la Federazione Nazionale della stampa da Bernardo Parrella e Lsdi, soprattutto per essere andati a scovare esperimenti di giornalismo partecipativo molto interessanti a ancora poco noti. 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