{"id":12121,"date":"2009-07-29T10:15:28","date_gmt":"2009-07-29T09:15:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=12121"},"modified":"2009-07-29T13:00:20","modified_gmt":"2009-07-29T12:00:20","slug":"la-muccha-che-salvo-luomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/07\/29\/la-muccha-che-salvo-luomo\/","title":{"rendered":"La mucca che salv\u00f2 l&#8217;uomo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/lazampa\/girata.asp?ID_blog=164&amp;ID_articolo=1318&amp;ID_sezione=339&amp;sezione=News\">L&#8217;episodio della mucca Fioca del suo amic0-proprietario Angelino aiuta a dimostrare che l&#8217;uomo non \u00e8 ancora assimilabile alle bestie<\/a><\/p>\n<blockquote><p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lastampa.it\/cmstp\/rubriche\/admin\/immagine.asp?ID_blog=164&amp;ID_file=1248\" alt=\"\" hspace=\"3\" vspace=\"1\" align=\"right\" \/>C\u2019era un tempo in cui la convivenza tra uomini e animali, sulle montagne degli alpeggi, non aveva legami soltanto di sopravvivenza economica, ma portava a vincoli di amicizia e solidariet\u00e0. Sentimenti che forse oggi stupiscono. Eppure in alta Val Sangone, nelle montagne sopra Torino, sul filo dei duemila metri si \u00e8 vissuta una storia d\u2019altri tempi tra il margaro Angelino e la sua mucca Fi\u00f2ca (tutta bianca, \u00e8 la parola piemontese per la neve). Per dieci giorni ha nutrito la sua amica Fi\u00f2ca finita in un canalone. Laggi\u00f9 la bestia era rimasta immobile, dopo essersi fratturata una zampa, con il rischio di essere assalita dai lupi. Da parte di Angelino un lungo gesto d\u2019amore verso l\u2019animale, in attesa che la nebbia di montagna concedesse una tregua e permettesse all\u2019elicottero dei vigili del fuoco di recuperarlo.<\/p>\n<p>La vicenda ha inizio sabato 18 luglio. La mucca, che pascolava nei prati a duemila metri dell\u2019Alpe di Giaveno (in territorio del Comune di Coazze), era scivolata mentre cercava di dissetarsi ed era ruzzolata per un centinaio di metri fermandosi sul greto del Lago Blu, ancora ricoperto di neve, senza possibilit\u00e0 di muoversi. Per due volte i vigili del fuoco del distaccamento di Giaveno, con l\u2019aiuto di un elicottero, avevano tentato di recuperarla, ma sempre la nebbia aveva vanificato gli interventi.<\/p>\n<p>Solo luned\u00ec scorso i pompieri sono riusciti ad avvolgerla in una rete e a portarla in salvo, approfittando di uno squarcio di azzurro che ha permesso all\u2019elicottero di arrivare, caricare l\u2019animale e ripartire. Ma intanto per dieci giorni lui, Angelo Rege, Angelino per gli amici, 50 anni, una moglie e sette figli, ha fatto la spola tra la baita-base a 1350 metri della borgata Pal\u00e8 e il luogo dell\u2019incidente: una dura camminata su una salita ripida ripida e poi la discesa verso il lago, per abbeverare e foraggiare Fi\u00f2ca: \u00abUna fatica di due ore per raggiungerla &#8211; racconta -. Il primo giorno era impaurita, le ho steccato la zampa. Poi ho cominciato a carezzarla, le ho dato erba e acqua. E\u2019 diventata quieta e ogni giorno sembrava mi aspettasse\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;episodio della mucca Fioca del suo amic0-proprietario Angelino aiuta a dimostrare che l&#8217;uomo non \u00e8 ancora assimilabile alle bestie C\u2019era un tempo in cui la convivenza tra uomini e animali, sulle montagne degli alpeggi, non aveva legami soltanto di sopravvivenza economica, ma portava a vincoli di amicizia e solidariet\u00e0. 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