{"id":12283,"date":"2009-08-06T15:49:34","date_gmt":"2009-08-06T14:49:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=12283"},"modified":"2009-08-06T16:51:40","modified_gmt":"2009-08-06T15:51:40","slug":"slitta-la-riaccensione-lhc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/08\/06\/slitta-la-riaccensione-lhc\/","title":{"rendered":"Slitta la riaccensione LHC"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2009\/08\/sezioni\/scienze\/acceleratore-ritardi\/acceleratore-ritardi\/acceleratore-ritardi.html\">Via Repubblica<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Ci sono voluti 15 anni di lavoro per costruire la pi\u00f9 grande e pi\u00f9 costosa macchina mai costruita per ricerche scientifiche. Si tratta dell&#8217;LHC, Large Hadron Collider, l&#8217;acceleratore di particelle pi\u00f9 potente al mondo che si trova in una galleria sotterranea di 27 km di circonferenza, posta al confine tra Francia e Svizzera. Lo scorso mese di settembre vi era stata l&#8217;inaugurazione e la macchina da 6 miliardi di euro aveva iniziato a lavorare.<\/p>\n<p>Il suo funzionamento avrebbe dato modo ad un gran numero di scienziati di trasformare un sogno in realt\u00e0: capire alcuni grandi misteri dell&#8217;Universo. Ma un&#8217;improvvisa esplosione blocc\u00f2 la macchina dopo pochi giorni dall&#8217;accensione senza permettere alcun esperimento. Prima ancora di immettere tutta l&#8217;energia necessaria alle ricerche, infatti, si ebbe una improvvisa perdita di elio, che serve per tenere a bassissime temperature i cavi in niobio e titanio che in tali condizioni perdono ogni resistenza elettrica e diventano superconduttori.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Purtroppo per\u00f2, anche una piccolissima &#8220;perturbazione&#8221; presente, ad esempio, nelle saldature tra i cavi pu\u00f2 causare un aumento di temperatura e la perdita di superconduttivit\u00e0. Ed \u00e8 quello che \u00e8 successo il 19 settembre, quando la giunzione tra due magneti vaporizz\u00f2 in una cascata di scintille liberando l&#8217;elio. L&#8217;incidente obblig\u00f2 lo spegnimento della macchina.<\/p>\n<p>Anche se in un primo momento il guaio non sembrava grave, ben presto ci si accorse che si sarebbero dovuti rivedere oltre 5.000 collegamenti. Cos\u00ec dopo alcune date per la ripartenza si arriv\u00f2 alla &#8220;certezza&#8221; che si sarebbe di nuovo acceso la macchina il prossimo settembre 2009. Ma ora anche questo appuntamento slitta a fine autunno o a inizio inverno. Sono pi\u00f9 del previsto infatti, le prove necessarie prima di ridare il via al tutto. E rimane il mistero di quella esplosione. Tutti i magneti, infatti, erano stati collaudati alle altissime energie richieste dall&#8217;LHC e nessuno aveva dato problemi. Perch\u00e9 una volta posti nella macchina qualcuno abbia ceduto \u00e8 ancora da chiarire. E non \u00e8 certo che si potr\u00e0 arrivare ad una spiegazione. Ora comunque quel che \u00e8 importante \u00e8 che si ridia il via.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Repubblica Ci sono voluti 15 anni di lavoro per costruire la pi\u00f9 grande e pi\u00f9 costosa macchina mai costruita per ricerche scientifiche. 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