{"id":12343,"date":"2009-08-10T21:17:39","date_gmt":"2009-08-10T19:17:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=12343"},"modified":"2009-08-10T21:20:00","modified_gmt":"2009-08-10T19:20:00","slug":"come-salvare-un-giornale-inchieste-e-informazione-locale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/08\/10\/come-salvare-un-giornale-inchieste-e-informazione-locale\/","title":{"rendered":"Come salvare un giornale: inchieste e informazione locale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2009\/03\/sezioni\/economia\/crisi-editoria\/seattle-times\/seattle-times.html\">Federico Rampini su Repubblica.it <\/a>(in effetti un piccolo inghippo c&#8217;\u00e8: il competitor si \u00e8 rifugiato solo sul web)<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"seattle times\" src=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2009\/03\/sezioni\/economia\/crisi-editoria\/seattle-times\/este_10182332_30560.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"422\" \/>La storia del Seattle Times diventa un caso da studiare per tutta l&#8217;industria dei mass media. Il quotidiano della West Coast \u00e8 sempre stato considerato una delle migliori testate regionali. Per garantire un&#8217;informazione di qualit\u00e0, e continuare la tradizione del giornalismo investigativo di cui va fiero, l&#8217;editore Blethen ha voluto mantenere una redazione in apparenza sovra-dimensionata per un giornale locale: 210 giornalisti. E&#8217; vero che i tagli di organico hanno colpito anche l\u00ec: fino a cinque anni fa i redattori a tempo pieno erano 375. Ma adesso Blethen si dice convinto che in casa sua la cura dimagrante \u00e8 finita, proprio mentre altri editori devono varare piani di ristrutturazione per far fronte alla crisi delle entrate.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nSeattle non diventer\u00e0 &#8211; lui ne \u00e8 certo &#8211; la prima grande citt\u00e0 americana senza un giornale di carta. Il Seattle Times ha pi\u00f9 volte smentito i profeti di malaugurio. Resistette fino al 2000 come giornale serale, quando tutti gli esperti del settore avevano gi\u00e0 decretato da molti anni la morte dei quotidiani pomeridiani. Quando pass\u00f2 all&#8217;edizione del mattino, molti prevedevano che sarebbe finito nelle fauci del gruppo Hearst, colosso della stampa americana che controlla decine di testate in tutto il paese, incluso il Post-Intelligencer. Invece fu la testata concorrente a entrare in crisi, costringendo Hearst a trasformare il Post-Intelligencer in un giornale solo online. La famiglia Blethen, che controlla la maggioranza del Seattle Times dal 1896, ha sempre confermato che rester\u00e0 fedele alla sua vocazione editoriale.<\/p>\n<p>26 anni fa ai Blethen fu rimproverato come un errore strategico un accordo commerciale con Hearst. Era una divisione del lavoro per cui il Post-Intelligencer si limitava ad avere una redazione giornalistica, sub-appaltando la produzione fisica e la distribuzione del giornale al Seattle Times. Molti videro in quell&#8217;intesa il cavallo di Troia con cui il gruppo Hearst avrebbe finito per mettere le mani sul concorrente. E&#8217; accaduto il contrario: proprio perch\u00e9 il Seattle Times controllava l&#8217;elenco abbonati e la distribuzione a domicilio del concorrente, \u00e8 riuscito a &#8220;catturare&#8221; l&#8217;84% dei lettori del Post-Intelligencer quando quest&#8217;ultimo ha eliminato l&#8217;edizione cartacea cinque mesi fa.<\/p>\n<p>Grazie a questo aumento della diffusione, il Seattle Times a marzo ha aumentato il suo prezzo di vendita, ed \u00e8 riuscito a mantenere invariate le tariffe pubblicitarie in una fase in cui altri editori dovevano tagliarle.<\/p>\n<p>E il Post-Intelligencer? La sua redazione \u00e8 stata decimata: dai 165 giornalisti che lavoravano per l&#8217;edizione su carta, \u00e8 scesa a 20 redattori per l&#8217;edizione solo online. Ora per\u00f2 vi collaborano gratuitamente 200 blogger con rubriche dedicate a vari argomenti di interesse locale: dalla vita di quartiere alla gastronomia, alla preparazione della prossima maratona. I giornalisti a tempo pieno si concentrano su pochi temi: la cronaca nera, le notizie sulla viabilit\u00e0, l&#8217;informazione sull&#8217;industria aeronautica (Seattle \u00e8 rimasta anche una delle principali sedi del gruppo Boeing). La Hearst non ha ancora reso noto se l&#8217;edizione online sia in utile.<\/p><\/blockquote>\n<p><!--\/inserto--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Federico Rampini su Repubblica.it (in effetti un piccolo inghippo c&#8217;\u00e8: il competitor si \u00e8 rifugiato solo sul web) La storia del Seattle Times diventa un caso da studiare per tutta l&#8217;industria dei mass media. Il quotidiano della West Coast \u00e8 sempre stato considerato una delle migliori testate regionali. 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