{"id":12365,"date":"2009-08-12T12:23:45","date_gmt":"2009-08-12T10:23:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=12365"},"modified":"2009-08-12T07:36:29","modified_gmt":"2009-08-12T05:36:29","slug":"ricette-indigeste-per-leditoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/08\/12\/ricette-indigeste-per-leditoria\/","title":{"rendered":"Ricette indigeste per l&#8217;editoria"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/giornalaio.wordpress.com\/2009\/08\/12\/editoria-ricette-piatti-immangiabili\/\">Via il Giornalaio<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Si \u00e8 accentuato in questi giorni il dibattito sul pagamento delle notizie on line lanciato da Murdoch e ripreso da altri editori. Non pi\u00f9 tardi di ieri sono filtrate indiscrezioni secondo le quali \u201cThe Guardian\u201d stesso starebbe pensando ad un\u2019area riservata a pagamento, &lt;&lt; un club &gt;&gt;, all\u2019interno del proprio sito.<\/p>\n<p>In Italia ci limitiamo a seguire il dibattito ed in realt\u00e0 nessun quotidiano\/editore ha annunciato di voler seguire la strada del pagamento delle notizie on line. Sembrano tutti molto cauti e, seppur possibilisti al riguardo, il tema alle nostre latitudini resta ancora relativamente marginale.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>Diverso \u00e8 l\u2019atteggiamento nei confronti della produzione di contenuti, notizie ed informazioni. Con la recente apposizione della dicitura \u201criproduzione riservata\u201d anche da parte del Corsera sono praticamente tutti i quotidiani che tutelano [o ritengono di tutelare formalmente, quantomeno] il diritto d\u2019autore, la produzione, appunto, di notizie di informazioni.<\/p>\n<p>Questa pratica non solo \u00e8 inutile ma \u00e8 addirittura nociva per il futuro delle notizie e del giornalismo. La pericolosit\u00e0 di questa visione e del relativo atteggiamento deriva dal background su cui si fonda, dall\u2019idea dei mediasauri di una comunicazione top down, di un controllo e di una gestione delle informazioni pressoch\u00e9 assoluta e totale.<\/p>\n<p>Si dice di sapere che oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, si redigono articoli da prima pagina per il black out di twitter e si scrivono fiumi di parole sul twitter giornalismo ma, pare, non viene colto il significato vero di quanto avvenuto, di quanto in corso e di ci\u00f2 che verr\u00e0. La dicotomia \u00e8 totale. La schizofrenia che porta ad ipotizzare la diffusione delle notizie attraverso gli e readers ed al tempo stesso a costruire muri intorno ai quotidiani ed alle notizie \u00e8 allarmante poich\u00e9 segnale concreto della distanza culturale ed ideologica sottostante e della profondit\u00e0 del percorso ancora da compiere.<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>I giornali locali hanno successo [e soffrono meno di altri] non perch\u00e8 forniscano notizie di prim\u2019ordine ma perch\u00e8 riescono a dare ai propri lettori l\u2019identit\u00e0, il senso di appartenenza ad un a comunit\u00e0 \u2013 pi\u00f9 o meno ristretta \u2013 coesa. Al di l\u00e0 di contenuti estremamente specialistici e dunque di nicchia [che ipso facto sono a pagamento da tempo] non \u00e8 costruendo muri e recinti che i quotidiani riusciranno ad uscire dalla crisi, bens\u00ec al contrario rimuovendo le palizzate il pi\u00f9 possibile e fornendo agli utenti significati , progettualit\u00e0 e, sopratutto, coinvolgimento.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via il Giornalaio Si \u00e8 accentuato in questi giorni il dibattito sul pagamento delle notizie on line lanciato da Murdoch e ripreso da altri editori. Non pi\u00f9 tardi di ieri sono filtrate indiscrezioni secondo le quali \u201cThe Guardian\u201d stesso starebbe pensando ad un\u2019area riservata a pagamento, &lt;&lt; un club &gt;&gt;, all\u2019interno del proprio sito. 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