{"id":12396,"date":"2009-08-14T08:51:42","date_gmt":"2009-08-14T06:51:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=12396"},"modified":"2009-08-14T09:16:07","modified_gmt":"2009-08-14T07:16:07","slug":"analizzando-il-digitale-terrestre-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/08\/14\/analizzando-il-digitale-terrestre-italiano\/","title":{"rendered":"Analizzando il digitale (terrestre) italiano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/editoriali\/09_agosto_10\/grasso_92be8b38-856c-11de-8be5-00144f02aabc.shtml\">Una analisi di Aldo Grasso sulla situazione del mercato televisivo italiano<\/a><\/p>\n<blockquote><p>C\u2019\u00e8 molta agita\u00adzione nell\u2019ete\u00adre. Di solito, l\u2019estate rappre\u00adsenta un momento di cal\u00adma per le tv: riciclano il magazzino, ripropongono per l\u2019ennesima volta \u00abLa signora in giallo\u00bb, si colle\u00adgano con qualche localit\u00e0 turistica disposta ad accol\u00adlarsi le spese di realizzazio\u00adne. Quest\u2019anno invece si respira il nervosismo tipi\u00adco delle grandi trasforma\u00adzioni: la posta in gioco \u00e8 molto alta perch\u00e9 il ruolo della tv, legandosi sempre pi\u00f9 indissolubilmente agli altri media (Internet, telefonia fissa e mobi\u00ad\u00adle&#8230;), resta centrale nel pa\u00adnorama mediatico. \u00c8 inter\u00advenuto persino il capo del\u00adlo Stato per chiedere spie\u00adgazioni sullo scioglimen\u00adto della convenzione tra Rai e Sky.<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 noto, Viale Maz\u00adzini non ha pi\u00f9 rinnovato il contratto che le permet\u00adteva di fornire alla tv satel\u00adlitare le sue reti generali\u00adste, pi\u00f9 altri canali \u00abex\u00adtra \u00bb. Per ora \u00e8 ancora pos\u00adsibile vedere Raiuno, Rai\u00addue e Raitre ma da qual\u00adche giorno molti program\u00admi sono criptati (la partita Inter-Lazio ma anche vec\u00adchi telefilm): un preciso segnale (anzi, una man\u00adcanza di segnale) di sgar\u00adbo, se non di provocazio\u00adne.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento della Rai \u00e8 di non facile lettura, e comunque non in linea con la nozione di Servizio pubblico (SP) rappresenta\u00adta ad esempio dalla Bbc, che fin dalle origini ha par\u00adtorito l\u2019idea della tv come bene comune di importan\u00adza nazionale, al pari della luce, del gas, dei trasporti. Il SP, in quanto retto da un canone, dovrebbe fare in modo che i suoi servizi siano totalmente pubblici (parliamo delle reti gene\u00adraliste), e cio\u00e8 visti dal pi\u00f9 alto numero di persone, indipendentemente dalle piattaforme di trasmissio\u00adne, considerate \u00abtecnolo\u00adgicamente neutrali\u00bb. Il fat\u00adto che la Rai sia entrata in conflitto con Sky, con il ri\u00adschio di negarsi a quasi cinque milioni di fami\u00adglie, costituisce un uni\u00adcum in Europa. In nessun altro Paese le politiche dei public service broadca\u00adsting hanno condotto alla ritirata da una piattafor\u00adma distributiva. Talmente un unicum che il governo italiano ha gi\u00e0 pronta una legge che servir\u00e0 a giustifi\u00adcare il divorzio.<\/p>\n<p>Questo contrasto pren\u00adde le mosse dalla pi\u00f9 gran\u00adde rivoluzione tecnologi\u00adca della tv: il passaggio \u00abforzato\u00bb dall\u2019analogico al digitale. L\u2019Unione euro\u00adpea ha giustamente impo\u00adsto questo nuovo sistema di trasmissione per libera\u00adre frequenze, per amplia\u00adre lo spazio di partecipa\u00adzione. Ma, nell\u2019enfasi che ha accompagnato il pro\u00adcesso di digitalizzazione della tv in Italia, si \u00e8 spes\u00adso sottolineata l\u2019inevitabi\u00adlit\u00e0, quasi la naturalit\u00e0 del\u00adle scelte intraprese, che so\u00adno, al contrario, solo deci\u00adsioni politiche. Digitale si\u00adgnifica pure satellite o ca\u00advo o IPTV. Rai e Mediaset hanno scelto il digitale ter\u00adrestre (DTT) anche perch\u00e9 erano proprietarie della re\u00adte distributiva (optare per il satellite, che \u00e8 una tec\u00adnologia pi\u00f9 avanzata, si\u00adgnificava dismettere i pro\u00adpri trasmettitori e \u00abgioca\u00adre \u00bb in campo avverso).<\/p>\n<p>Il DTT rappresenter\u00e0 quindi in Italia lo snodo di accesso universale, quello che po\u00adtremmo definire \u00abil minimo comune deno\u00adminatore \u00bb per guardare la tv. Rispetto alla vecchia tv analogica, l\u2019offerta \u00e8 arricchita da qualche nuovo operatore, da alcuni ca\u00adnali gratuiti (come Rai4 e, fra poco, Rai5) e dalla possibilit\u00e0 di accedere a contenuti pay. Sviluppare un\u2019offerta a pagamento sul DTT \u00e8 infatti un\u2019operazione particolar\u00admente vantaggiosa: come dimostra l\u2019aggres\u00adsiva politica di diffusione delle \u00abcarte pre\u00adpagate \u00bb che Mediaset sta realizzando con originalit\u00e0, forte anche di un\u2019offerta quali\u00adtativamente alta e ben strutturata che inve\u00adce la Rai non possiede. Per esempio, di que\u00adsti tempi, le partite di calcio con una card prepagata sono pi\u00f9 appetibili di un abbona\u00admento annuale.<\/p>\n<p>L\u2019impressione \u00e8 che la Rai non attui una politica a favore della propria audience (a coltivare la qualit\u00e0 della propria audience, come imporrebbe un altro dogma del SP), quanto piuttosto a favore di quello che un tempo era il suo unico competitor, Media\u00adset. Ci sono altri indizi che rafforzano que\u00adsto dubbio: il potenziamento del DTT con soldi pubblici ha favorito non solo la Rai, o la nascita del consorzio Tiv\u00f9Sat, la nuova piattaforma che diffonder\u00e0 via satellite, ma con un nuovo decoder, gli stessi pro\u00adgrammi trasmessi in digitale terrestre da Rai, Mediaset e La7, o il fatto che sia il SP a dover in qualche modo risarcire Europa 7 attraverso una cessione di sue frequenze (l\u2019emittente di Francesco Di Stefano che nel 1999 aveva vinto la gara per una concessio\u00adne nazionale, ma non aveva trovato posto, gi\u00e0 occupato da Retequattro).<\/p>\n<p>Insomma, in un modo o nell\u2019altro, conti\u00adnua ad aleggiare il fantasma del conflitto di interessi. Inutile nascondersi che la vera battaglia sul futuro della tv in Italia \u00e8 tra Berlusconi e Murdoch. La Rai, invece di re\u00adstare neutrale, sembra aver fatto la sua scelta di campo. <\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una analisi di Aldo Grasso sulla situazione del mercato televisivo italiano C\u2019\u00e8 molta agita\u00adzione nell\u2019ete\u00adre. Di solito, l\u2019estate rappre\u00adsenta un momento di cal\u00adma per le tv: riciclano il magazzino, ripropongono per l\u2019ennesima volta \u00abLa signora in giallo\u00bb, si colle\u00adgano con qualche localit\u00e0 turistica disposta ad accol\u00adlarsi le spese di realizzazio\u00adne. 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