{"id":13345,"date":"2009-09-30T11:09:42","date_gmt":"2009-09-30T09:09:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=13345"},"modified":"2009-09-30T11:09:42","modified_gmt":"2009-09-30T09:09:42","slug":"la-spoon-river-delle-aziende-piemontesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/09\/30\/la-spoon-river-delle-aziende-piemontesi\/","title":{"rendered":"La Spoon River delle aziende piemontesi"},"content":{"rendered":"<p>Stefano Parola su Repubblica.it<\/p>\n<blockquote><p>Ecco l\u00b4elenco dei &#8220;caduti&#8221;, le aziende che non ce l\u00b4hanno fatta a superare la crisi. C\u00b4\u00e8 chi era debole e ha ricevuto il colpo di grazia dal momento congiunturale deleterio. C\u00b4\u00e8 chi forse, crisi o non crisi, sarebbe fallito lo stesso. Dietro a ciascun nome ci sono un imprenditore che ha fallito e un gruppo di dipendenti che \u00e8 in cassa integrazione o in mobilit\u00e0. Solo una mappa, creata con i dati di Camera di commercio, Cgil e Cisl.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, come spiega la segretaria della Cisl Piemonte Giovanna Ventura, \u00abla chiusura coinvolge in modo particolare la miriade di piccole e medie aziende, soprattutto metalmeccaniche, tessili e orafe, che sfuggono anche al nostro monitoraggio. Purtroppo non siamo che all\u00b4inizio di un\u00b4escalation negativa sull\u00b4occupazione della regione\u00bb.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Bottonificio fossanese. \u00c8 stato uno dei casi pi\u00f9 eclatanti, perch\u00e9 era l\u00b4azienda dell\u00b4ex presidente dell\u00b4Unione industriale di Cuneo, Antonio Antoniotti. A febbraio l\u00b4industria di Fossano ha chiesto il concordato preventivo lasciando a casa 57 dipendenti.Cabind. Se la Indesit di None si \u00e8 salvata, lo stesso non \u00e8 accaduto alla sua for\u00ecnitrice di Rivoli, che \u00e8 stata costretta a chiudere i battenti e a licenziare 68 addetti.<\/p>\n<p>Cartiera Santa Lida. I problemi dell\u00b4azienda del settore carta di Germagnano sono culminati a giugno, quando la propriet\u00e0 ha messo in cassa integrazione straordinaria per cessata attivit\u00e0 circa 130 dipendenti.<\/p>\n<p>Cr Serrature. In aprile la propriet\u00e0 ha annunciato la volont\u00e0 di trasferire l\u00b4azienda metalmeccanica in Slovenia, mettendo in mobilit\u00e0 26 lavoratori torinesi su 32.<br \/>\nDormer. A giugno il gruppo svedese Sandvik ha avviato le procedure per la chiusura dello stabilimento di Givoletto, che produceva utensili speciali. Niente da fare per gli 84 dipendenti.<\/p>\n<p>Filatura di Grignasco. L\u00b4impresa tessile novarese, 300 dipendenti circa, \u00e8 in amministrazione controllata da agosto. Quattro ex dirigenti stanno cercando di rilanciarla, occupando al momento circa 60 lavoratori. Ma i problemi del tessile novarese non finiscono qui. Hanno chiuso o ci sono vicine la Mgo di Oleggio (30 dipendenti), la manifattura Pertusi di Novara (30), la Preparazioni tessuti di Castelletto (30 dipendenti). <!-- OAS AD 'Middle' - gestione 180x150 square inside --><\/p>\n<div id=\"adMiddle\" style=\"display: none;\"><script>\/\/ <![CDATA[\/\/ <![CDATA[\nOAS_RICH('Middle');\n\/\/ ]]><\/script><a href=\"http:\/\/oas.repubblica.it\/5c\/local.repubblica.it\/rg\/torino\/interna\/1000601734\/Middle\/default\/empty.gif\/39373339316634653439383261353930\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/oas.repubblica.it\/0\/default\/empty.gif\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"2\" height=\"2\" \/><\/a><\/div>\n<p>Industria chimica subalpina. La Ics di Arquata Scrivia, nell\u00b4Alessandrino, si \u00e8 arresa a giugno. Ne hanno fatto le spese i suoi 35 dipendenti. Decisiva \u00e8 stata la crisi dell\u00b4auto, visto che l\u00b4azienda produceva componenti chimici utilizzati nelle vernici dei veicoli.<br \/>\nInduMont. Ad aprile il tribunale ha respinto la richiesta di concordato preventivo dell\u00b4azienda metalmeccanica di Verbania, decretandone il fallimento. Ci hanno rimesso il posto circa 70 lavoratori.<\/p>\n<p>Iper. Neppure il commercio \u00e8 stato esente da scossoni. A febbraio il grande magazzino Iper di Pozzolo Formigaro (in provincia di Alessandria) ha messo in mobilit\u00e0 i suoi 68 dipendenti.<\/p>\n<p>Johnson electric. La multinazionale cinese che la controllava ha deciso di chiuderla a febbraio. In mobilit\u00e0 i 113 dipendenti che lavoravano alla produzione di batterie per raffreddare motori elettrici.<\/p>\n<p>Oerlikon Balzer Coating. La multinazionale americana ha deciso due settimane fa di chiudere lo stabilimento di Lanzo, nel Torinese, e di chiedere la procedura di mobilit\u00e0 per i 22 dipendenti che fino ad agosto lavoravano alla produzione di materiali isolanti.<br \/>\nLanificio Fratelli Botto. L\u00b4industria tessile biellese \u00e8 fallita a novembre dello scorso anno, lasciando in cassa integrazione straordinaria 134 addetti a Vallemosso e 76 a Valdengo. Per il distretto tessile \u00e8 stata solo la prima di una lunga serie, nella quale figurano anche i lanifici Fila di Coggiola (9 addetti) e Torello Viera di Strona (16), la Filati biellesi di Masserano (18), la Afs di Brusnengo (27), la Verbo di Quaregna (34) e la Filatura Cardata di Biella.<\/p>\n<p>Mahle. Sembrava che tra l\u00b4azienda che fabbrica valvole e il sindacato ci fosse l\u00b4accordo, invece la scorsa settimana la multinazionale tedesca ha fatto marcia indietro e ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Volvera, in cui lavorano 94 dipendenti.<\/p>\n<p>Metecno. L\u00b4azienda di Cortiglione, in provincia di Asti, progettava e produceva pannelli per l\u00b4edilizia fino a luglio, quando il management ha annunciato la volont\u00e0 di trasferire tutto a Piacenza e Pordenone. Risultato: 40 dipendenti in mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>Motorola. Il centro ricerche del gigante americano della telefonia ha chiuso i battenti a gennaio. I suoi 340 dipendenti sono stati quasi tutti riassorbiti da Reply e Telit.<br \/>\nNeograf. Produceva film e imballaggi per alimenti e per altri usi nella sua sede di Moretta, nel Saluzzese. Aveva 193 dipendenti, ma ha portato i libri in tribunale ad agosto.<br \/>\nNigacalze. Dopo 57 anni passati a produrre calze di classe lo stabilimento di Tortona ha dovuto chiudere i battenti per colpa della crisi. Non sono bastati i clienti &#8220;vip&#8221; come George Bush a salvare il posto ai 35 dipendenti.<\/p>\n<p>Olimpias. L\u00b4azienda tessile del gruppo Benetton, con sede a Piobesi, nel Torinese, impiegava 143 dipendenti. Ha chiuso a marzo, per poi aprire una nuova sede in Tunisia.<br \/>\nRau gioielli. L\u00b4impresa orafa di Valenza ha chiuso lasciando a casa 33 dipendenti. Ma \u00e8 tutto il distretto dell\u00b4oro a essere in difficolt\u00e0. Negli ultimi mesi hanno chiuso anche la Stilnovo di San Salvatore Monferrato (27 addetti), la Api di Valenza (30) e la Legnazzi (40) e numerose sono le aziende in sofferenza.<\/p>\n<p>Sic (gruppo Bialetti). La societ\u00e0 produttrice metalmettanica, esperta nella produzione di caffettiere, ha chiuso poco prima di capodanno il suo stabilimento a Ornavasso, nel Verbano. Hanno perso il posto 40 persone.<\/p>\n<p>Stabilus. Per gli 84 metalmeccanici della fabbrica di Villar Persona, nel Torinese, \u00e8 stato un Primo maggio amaro: il giorno successivo l\u00b4azienda ha chiuso i battenti e loro sono stati messi in cig straordinaria. Per loro non \u00e8 bastato neppure l\u00b4intervento del vescovo di Pinerolo Pier Giorgio Debernardi, volato in Germania per trattare volato in Germania per trattare con l\u00b4azienda.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefano Parola su Repubblica.it Ecco l\u00b4elenco dei &#8220;caduti&#8221;, le aziende che non ce l\u00b4hanno fatta a superare la crisi. C\u00b4\u00e8 chi era debole e ha ricevuto il colpo di grazia dal momento congiunturale deleterio. C\u00b4\u00e8 chi forse, crisi o non crisi, sarebbe fallito lo stesso. 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