{"id":13416,"date":"2009-10-05T06:11:12","date_gmt":"2009-10-05T04:11:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=13416"},"modified":"2009-10-05T06:21:21","modified_gmt":"2009-10-05T04:21:21","slug":"il-paperone-cinese-arriva-dal-business-verde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/10\/05\/il-paperone-cinese-arriva-dal-business-verde\/","title":{"rendered":"Il Paperone cinese arriva dal business verde"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2009\/10\/sezioni\/ambiente\/cina-auto-elettriche\/cina-auto-elettriche\/cina-auto-elettriche.html?ref=hpspr1\">Via Repubblica<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Anche stavolta la Cina brucia tutti sul futuro incoronando uomo pi\u00f9 ricco del 2009 un eco-imprenditore. Non uno che vende petrolio o gioca pericolosamente in Borsa, nemmeno un genio dell&#8217;informatica o dei computer, ma un costruttore d&#8217;auto: elettriche. Il fortunato di chiama Wang Chuan-Fu, ha 43 anni e secondo l&#8217;indagine dell&#8217;agenzia finanziaria Hurun di Shangai \u00e8 riuscito a surclassare tutti i capitalisti del dragone raggiungendo l&#8217;astronomico patrimonio di 5,1 miliardi di dollari. Non male per un signore che ha messo su l&#8217;attivit\u00e0 solo quattordici anni fa.<\/p>\n<p>L&#8217;avventura parte nel 1995, quando Wang, figlio di umili contadini, rimasto orfano giovanissimo, si butta a capofitto nel nascente mercato dei telefonini. I fratelli l&#8217;hanno aiutato a prendere una laurea in chimica, per un po&#8217; lavora come ricercatore per il governo, ma ben presto fa il giro del parentado per raccogliere i 300mila dollari che gli servono a produrre un particolare tipo di batterie al litio: sono il futuro, ne \u00e8 convinto. In pochi anni diventa fornitore di marchi famosi come Sanyo e Sony, Nokia e Motorola, ma vuole ancora di pi\u00f9. L&#8217;area economica speciale di Shenzhen, dove avvia l&#8217;azienda, gli consente di rapportarsi al sistema mondiale con grande agilit\u00e0. Nel 2003 decide cos\u00ec di entrare nel giro delle auto elettriche facendo il gran salto: passare dalla produzione della batteria all&#8217;auto tutta intera. Costruire insomma un mezzo di trasporto in perfetta sintonia con le esigenze della nuova Cina: risparmio, efficienza, e, perch\u00e9 no, un sano impatto ambientale. Certo i concorrenti si chiamano Toyota e General Motors, ma il signor Wang non ha paura di niente: per dimostrare la salubrit\u00e0 del suo prodotto, s&#8217;\u00e8 bevuto davanti a una platea di giornalisti il liquido contenuto nelle batterie. Un po&#8217; amaro, ha riferito agli astanti, ma certamente non tossico.<\/p>\n<p>Insomma, un tipo tosto, cui per\u00f2 la sorte ha offerto anche un bel colpo di fortuna. Giusto un anno fa il genio degli investimenti globali Warren Buffet adocchia l&#8217;azienda, ormai lanciatissima nel mondo delle auto elettriche e ibride made in China, e decide di acquisirne il 10%. L&#8217;operazione non sfugge agli osservatori finanziari, e nel corso degli ultimi mesi la credibilit\u00e0 dell&#8217;impresa \u00e8 salita parallelamente ai suoi valori azionari: +800% in un anno, una capitalizzazione schizzata oltre i 18 miliardi di dollari (il fondatore e presidente detiene il 28% delle azioni). Quanto a mister Buffet, ha visto giusto come al solito: investiti 230 milioni nel 2008, si ritrova oggi in tasca 1,7 miliardi di dollari. Ma se li \u00e8 guadagnati, visto che, proprio grazie alle sue preziose p.r., all&#8217;ultimo Salone di Detroit anche Barak Obama ha potuto apprezzare un luccicante modello E6 by Wang.<\/p><\/blockquote>\n<p><!--inserto--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Repubblica Anche stavolta la Cina brucia tutti sul futuro incoronando uomo pi\u00f9 ricco del 2009 un eco-imprenditore. Non uno che vende petrolio o gioca pericolosamente in Borsa, nemmeno un genio dell&#8217;informatica o dei computer, ma un costruttore d&#8217;auto: elettriche. 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