{"id":14081,"date":"2009-10-31T01:08:54","date_gmt":"2009-10-31T00:08:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=14081"},"modified":"2009-10-31T01:08:54","modified_gmt":"2009-10-31T00:08:54","slug":"scareware-i-letali-finti-antivirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/10\/31\/scareware-i-letali-finti-antivirus\/","title":{"rendered":"Scareware: i letali finti antivirus"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/_web\/cmstp\/tmplrubriche\/blog\/hrubrica.asp?ID_blog=100\">Via Sos Computer<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Symantec ha presentato i risultati di nuovo studio con cui ha messo in luce come i cybercriminali si stiano sempre pi\u00f9 servendo di tattiche di persuasione on-line fondate sulla paura per convincere gli utenti ad acquistare soluzioni di sicurezza contraffatte. Questo tipo di software, detto scareware, appare, infatti, come legittimo, mentre in realt\u00e0 si tratta di applicazioni fasulle che non forniscono alcun servizio di tutela della sicurezza; al contrario, invece, questi software hanno come obiettivo quello di installare dei codici maligni di compromettere la sicurezza generale della macchina.<\/p>\n<p>Basandosi sui dati raccolti nel periodo fra luglio 2008 e giugno 2009, Symantec ha messo in luce come i cybercriminali si stiano sempre pi\u00f9 servendo di tattiche di persuasione online fondate sulla paura per convincere gli utenti ad acquistare soluzioni di sicurezza contraffatto. Per incoraggiare gli ignari utenti a installare queste finte soluzioni, i cybercriminali pubblicano dei veri e propri banner finalizzati a fomentare timori e ansie in fatto di minacce alla sicurezza.<br \/>\n<!--more--><br \/>\nQueste pubblicit\u00e0 in genere recitano affermazioni ingannevoli, come ad esempio se vedete lampeggiare questo banner \u00e8 probabile che il vostro computer sia a rischio o gi\u00e0 infetto. In questo modo l&#8217;utente prova un senso di urgenza e viene spinto a seguire il link per far analizzare la propria macchina o scaricare il software che consente di eliminare la presunta minaccia.<\/p>\n<p>Secondo lo studio, il 93% delle installazioni software derivanti dai 50 principali programmi di questo tipo \u00e8 stato intenzionalmente scaricato dallo stesso utente. Fino a giugno 2009, Symantec ha rilevato oltre 250 diversi finti programmi per la sicurezza. Inizialmente la perdita economica per l&#8217;utente che si lascia trascinare in questo genere di truffa va da un minimo di 30 a un massimo di 100 dollari; per\u00f2 il prezzo da pagare per riacquistare l&#8217;identit\u00e0 violata potrebbe risultare significativamente superiore.<\/p>\n<p>Infatti, questi programmi contraffatti non solo costano denaro, ma sfruttano e sottraggono i dati sensibili forniti durante la fase di acquisto per perpetrare ulteriori frodi, o rivenderli sul mercato sommerso delle informazioni dando vita a un vero e proprio furto di identit\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Sos Computer Symantec ha presentato i risultati di nuovo studio con cui ha messo in luce come i cybercriminali si stiano sempre pi\u00f9 servendo di tattiche di persuasione on-line fondate sulla paura per convincere gli utenti ad acquistare soluzioni di sicurezza contraffatte. Questo tipo di software, detto scareware, appare, infatti, come legittimo, mentre in &#8230; <a title=\"Scareware: i letali finti antivirus\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/10\/31\/scareware-i-letali-finti-antivirus\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Scareware: i letali finti antivirus\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33],"tags":[1145,320,326],"class_list":["post-14081","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-computer","tag-antivirus","tag-sos-computer","tag-symantec"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14081","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14081"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14081\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14082,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14081\/revisions\/14082"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14081"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14081"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14081"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}