{"id":14147,"date":"2009-11-04T02:22:23","date_gmt":"2009-11-04T01:22:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=14147"},"modified":"2009-11-04T02:23:55","modified_gmt":"2009-11-04T01:23:55","slug":"croce-fisso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/11\/04\/croce-fisso\/","title":{"rendered":"Croce fisso"},"content":{"rendered":"<p>Il fatto che la notizia del giorno di buona parte dei media italiani sia stata oggi la sentenza della Corte Europea sulla presenza del crocefisso nelle aule scolastiche italiane \u00e8 un\u00a0 segnale di molte cose.<\/p>\n<ul>\n<li>L&#8217;Italia ha un sistema dell&#8217;informazione non laico che ama guardarsi l&#8217;ombelico<\/li>\n<li>L&#8217;Italia non \u00e8 un paese neanche lontanamente laico in molte sue strutture<\/li>\n<li>I cristiani veri non hanno alcun interesse a vedere i crodifissi in aula e sperano umamente di vivere in un paese laico<\/li>\n<li>Le perplessit\u00e0 dei politici italiani sulla sentenza della Corte hanno giustificazioni imbarazzanti<\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/09_novembre_03\/crocifisso-aule-scolastiche-sentenza-corte-europea-diritti-uomo_e42aa63a-c862-11de-b35b-00144f02aabc.shtml\">Via Corriere<\/a><\/p>\n<blockquote><p>\u00abLa presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce \u00abuna violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni\u00bb e una violazione alla \u00ablibert\u00e0 di religione degli alunni\u00bb. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana. Il ministro dell&#8217;Istruzione Mariastella Gelmini in una nota annuncia che \u00abil governo ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo di Strasburgo\u00bb. Se la Corte accoglier\u00e0 il ricorso, il caso verr\u00e0 ridiscusso nella Grande Camera (organo della Corte chiamato a pronunciarsi su un caso che solleva una grave questione relativa all\u2019interpretazione o all\u2019applicazione della Convenzione o dei Protocolli, oppure un\u2019importante questione di carattere generale). Qualora invece il ricorso non dovesse essere accolto, la sentenza diverr\u00e0 definitiva tra tre mesi, e allora spetter\u00e0 al Comitato dei ministri del Consiglio d&#8217;Europa decidere, entro sei mesi, quali azioni il governo italiano deve prendere per non incorrere in ulteriori violazioni. Il Vaticano ha espresso \u00abstupore e del rammarico\u00bb per una sentenza \u00abmiope e sbagliata\u00bb. Netta la presa di posizione della Cei che boccia la sentenza parlando di \u00abvisione parziale e ideologica\u00bb.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La cittadina che ha fatto ricorso alla Corte di Strasburgo \u00e8 Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana originaria della Finlandia: nel 2002 chiese all&#8217;istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule in nome del principio di laicit\u00e0 dello Stato. Dalla direzione della scuola arriv\u00f2 risposta negativa e a nulla valsero i ricorsi della Lautsi. A dicembre 2004 il verdetto della Corte Costituzionale, che ha bocciato il ricorso presentato dal Tar del Veneto. Il fascicolo \u00e8 quindi tornato al Tribunale amministrativo regionale, che nel 2005 ha a sua volta respinto il ricorso, sostenendo che il crocifisso \u00e8 simbolo della storia e della cultura italiana e di conseguenza dell&#8217;identit\u00e0 del Paese, ed \u00e8 il simbolo dei principi di eguaglianza, libert\u00e0 e tolleranza e del secolarismo dello Stato. Nel 2006, il Consiglio di Stato ha confermato questa posizione. Ma ora la storia si ribalta: i giudici di Strasburgo, interpellati dalla Lautsi nel 2007, le hanno dato ragione, stabilendo inoltre che il governo italiano dovr\u00e0 versarle un risarcimento di cinquemila euro per danni morali. Si tratta della prima sentenza della Corte di Strasburgo in materia di simboli religiosi nelle aule scolastiche. \u00abOra lo Stato italiano dovr\u00e0 tenere conto della sentenza della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo\u00bb hanno dichiarato i coniugi di Abano.<\/p>\n<p>\u00abLa presenza del crocefisso, che \u00e8 impossibile non notare nelle aule scolastiche &#8211; si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo &#8211; potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le et\u00e0 come un simbolo religioso. Avvertirebbero cos\u00ec di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione\u00bb. Tutto questo, proseguono, \u00abpotrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei\u00bb. Ancora, la Corte \u00abnon \u00e8 in grado di comprendere come l&#8217;esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che pu\u00f2 essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che \u00e8 essenziale per la conservazione di una societ\u00e0 democratica cos\u00ec come \u00e8 stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che \u00e8 riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana\u00bb. I sette giudici autori della sentenza sono Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Saj\u00f2 (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia).<\/p>\n<p>Il Vaticano considera sbagliata e miope la decisione della Corte europea di Strasburgo. Lo ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi che, in un breve intervento alla Radio Vaticana e al Tg1, ha riferito dello \u00abstupore e del rammarico\u00bb, con cui &#8211; nella citt\u00e0 pontificia &#8211; \u00e8 stata accolta la decisione del tribunale del Consiglio D&#8217;Europa. \u00abIl Crocifisso &#8211; ha spiegato &#8211; \u00e8 stato sempre un segno di offerta di amore di Dio e di unione e accoglienza per tutta l&#8217;umanit\u00e0. Dispiace che venga considerato come un segno di divisione, di esclusione o di limitazione della libert\u00e0. Non \u00e8 questo, e non lo \u00e8 nel sentire comune della nostra gente\u00bb. \u00abIn particolare, \u00e8 grave &#8211; ha aggiunto &#8211; voler emarginare dal mondo educativo un segno fondamentale dell&#8217;importanza dei valori religiosi nella storia e nella cultura italiana. La religione d\u00e0 un contributo prezioso per la formazione e la crescita morale delle persone, ed \u00e8 una componente essenziale della nostra civilt\u00e0. \u00c8 sbagliato e miope volerla escludere dalla realt\u00e0 educativa\u00bb, ha sottolineato. E poi ha aggiunto: \u00abStupisce che una Corte europea intervenga pesantemente in una materia molto profondamente legata all&#8217; identit\u00e0 storica, culturale, spirituale del popolo italiano\u00bb.. \u00abNon \u00e8 per questa via &#8211; ha concluso &#8211; che si viene attratti ad amare e condividere di pi\u00f9 l&#8217;idea europea, che come cattolici italiani abbiamo fortemente sostenuto fin dalle sue origini\u00bb.<\/p>\n<p>A livello politico sono numerose (e bipartisan) le perplessit\u00e0 espresse in merito alla decisione della Corte di Strasburgo. \u00abMi auguro din d&#8217;ora &#8211; \u00e8 l&#8217;auspicio del presidente della Camera Gianfranco  Fini &#8211; che la sentenza non venga salutata come giusta affermazione della laicit\u00e0 delle istituzioni che \u00e8 valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo pi\u00f9 deteriore, del ruolo del cristianesimo nella societ\u00e0 e nell&#8217;identit\u00e0 italiana\u00bb. Per il ministro Mariastella Gelmini (Pdl) \u00abla presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma \u00e8 un simbolo della nostra tradizione\u00bb. E anche il neo-leader del Pd Pierluigi Bersani  esprime dubbi sulla decisione della Corte di Strasburgo: \u00abIo penso che un&#8217;antica tradizione come il crocifisso non pu\u00f2 essere offensiva per nessuno\u00bb ha detto il segretario dei democratici. Secondo Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali e coordinatore del Pdl \u00abqueste decisioni ci allontanano dall&#8217;idea di Europa di De Gasperi, Adenauer e Schuman. Di questo passo il fallimento politico \u00e8 inevitabile\u00bb. Pier Ferdinando Casini, leader dell&#8217;Udc la sentenza \u00ab\u00e8 la conseguenza della pavidit\u00e0 dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione europea. Il crocefisso \u00e8 il segno dell&#8217;identit\u00e0 cristiana dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa\u00bb. \u00abSpero che la sentenza sia semplicemente orientativa, che si collochi cio\u00e8 nel rispetto delle credenze religiose\u00bb dice Paola Binetti (Pd).  Esulta invece Raffaele Carcano, segretario nazionale dell&#8217;Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, parlando di \u00abun grande giorno per la laicit\u00e0 italiana\u00bb. \u00abEsprimo un plauso per la sentenza: uno Stato laico deve rispettare le diverse religioni, ma non identificarsi con nessuna\u00bb sostiene Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista. Per Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei valori alla Camera \u00abla sentenza di Strasburgo non \u00e8 una buona risposta alla domanda di laicit\u00e0 dello Stato, che pure \u00e8 legittima e condivisibile\u00bb. Duro Adel Smith, presidente dell&#8217;Unione musulmani d&#8217;Italia: \u00abI sostenitori del crocefisso in aula dovevano aspettarselo: in uno Stato che si definisce laico non si possono opprimere tutte le altre confessioni esibendo un simbolo di una determinata confessione\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p><!-- google_ad_section_end --><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fatto che la notizia del giorno di buona parte dei media italiani sia stata oggi la sentenza della Corte Europea sulla presenza del crocefisso nelle aule scolastiche italiane \u00e8 un\u00a0 segnale di molte cose. 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