{"id":14507,"date":"2009-11-17T08:32:19","date_gmt":"2009-11-17T07:32:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=14507"},"modified":"2009-11-17T08:32:19","modified_gmt":"2009-11-17T07:32:19","slug":"il-punto-sul-piano-governativo-per-la-banda-larga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/11\/17\/il-punto-sul-piano-governativo-per-la-banda-larga\/","title":{"rendered":"Il punto sul piano governativo per la banda larga"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.apogeonline.com\/webzine\/2009\/11\/16\/banda-larga-riparte-il-piano-governativo\">Alessandro Longo su Apogeonline<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Alla fine forse arriveranno, i milioni di fondi pubblici promessi per la banda larga. Domenica il ministro allo sviluppo economico Scajola l\u2019ha definito \u00abun investimento proritario\u00bb. Nei giorni precedenti il ministro per l\u2019innovazione Brunetta aveva addirittura indicato una data: entro il 15 dicembre. A fine anno, si prevede, sar\u00e0 sbloccata una prima tranche, forse 200-300 milioni, degli 800 che questo governo dovrebbe stanziare, nell\u2019ambito degli 1,47 miliardi previsti dal piano Romani. Piano che quindi potrebbe partire nel 2010 e andare avanti con i ritmi gi\u00e0 annunciati. Per dare i 20 Megabit al 96% della popolazione e i 2 Megabit (via wireless) al resto entro il 2012.<\/p>\n<p>Eppure, tutto questo can can sui fondi promessi, poi spariti, ora ripromessi rischia di farci perdere di vista il quadro d\u2019insieme. Dimentichiamo che il problema dell\u2019Italia non sono quegli 800 milioni che mancano, ma \u00e8 il ritardo sistematico rispetto all\u2019Europa. \u00abCi sono tre partite aperte, la lotta al digital divide, all\u2019analfabetismo digitale e la spinta verso il futuro della banda larga\u00bb, dice Maurizio Decina, ordinario di reti e comunicazioni al Politecnico di Milano. \u00abE il piano Romani si occupa solo del primo, che \u00e8 la minor parte, cio\u00e8 di portare banda larga nelle aree di fallimento di mercato\u00bb.<\/p>\n<p><!--more-->\u00c8 il 12% della popolazione a non essere coperta dai 2 Megabit. Il 40%, nel caso dei 20 Megabit. Le altre due partite invece riguardano la maggior parte della popolazione. Quel 55% privo di computer, gli \u201canalfabeti digitali\u201d, di cui abbiamo gi\u00e0 scritto. La banda larghissima a 50-100 Mbps (almeno) nel lungo periodo invece dovrebbe riguardare le principali citt\u00e0 italiane, \u00abaltrimenti ci ritroveremo un Paese di serie B\u00bb, ha detto Paolo Romani, viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni. Se non si affrontano anche le altre due partite, \u00abquegli 800 milioni, anche se com\u2019\u00e8 probabile arriveranno in tutto o in parte, saranno solo un palliativo\u00bb, commenta Cristoforo Morandini, di Between-Osservatorio Banda Larga.<\/p>\n<p>Nell\u2019immediato, quindi per i prossimi tre anni circa, le prime due partite daranno risultati e azioni subito visibili. Sono due temi collegati, perch\u00e9 rappresentano lo stimolo alla domanda e all\u2019offerta (rispettivamente) della banda larga. Cio\u00e8 a un modo pi\u00f9 moderno di competere nei mercati (per le aziende) e di vivere nella societ\u00e0 (per le famiglie). Dello stimolo alla domanda praticamente non si parla nelle sedi politiche. Gli ultimi incentivi statali all\u2019acquisto di pc risalgono a due legislature fa.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alessandro Longo su Apogeonline Alla fine forse arriveranno, i milioni di fondi pubblici promessi per la banda larga. Domenica il ministro allo sviluppo economico Scajola l\u2019ha definito \u00abun investimento proritario\u00bb. Nei giorni precedenti il ministro per l\u2019innovazione Brunetta aveva addirittura indicato una data: entro il 15 dicembre. 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