{"id":14558,"date":"2009-11-19T12:13:26","date_gmt":"2009-11-19T11:13:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/?p=14558"},"modified":"2009-11-19T12:13:26","modified_gmt":"2009-11-19T11:13:26","slug":"press-divide-finalmente-qualcuno-se-ne-accorge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2009\/11\/19\/press-divide-finalmente-qualcuno-se-ne-accorge\/","title":{"rendered":"Press divide: finalmente qualcuno se ne accorge"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/2009\/11\/sezioni\/cronaca\/censis-comunicazione\/censis-comunicazione\/censis-comunicazione.html\">Via Repubblica<\/a><\/p>\n<blockquote><p>La diffusione di Internet segna un po&#8217; il passo, la lettura di libri e giornali regredisce di qualche punto percentuale, ma guadagna molto terreno l&#8217;entusiasmo per i social network, che hanno contagiato 19 milioni di italiani: \u00e8 lo scenario che emerge dal rapporto sui consumi mediatici del Censis. In cima alla top five italiana c&#8217;\u00e8 Facebook, noto al 61,6% degli italiani, seguono Youtube (60,9%), Messenger (50,5%), Skype (37,6%) e Myspace (31,8%). Naturalmente sono soprattutto i giovani a frequentare questo tipo di comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Arretra la lettura dei quotidiani. La lettura dei quotidiani a pagamento almeno una volta alla settimana passa dal 67% al 54,8%, invertendo una tendenza leggermente positiva che si era registrata negli anni immediatamente precedenti al 2007. Se poi si guarda agli utenti abituali, ovvero quelli che il giornale lo prendono in mano almeno tre volte in sette giorni, si passa dal 51,1% del 2007 al 34,5% del 2009. Una flessione non \u00e8 compensata neanche dalla free press che rimane stabile (passa dal 34,7% dell&#8217;utenza al 35,7%) anche se l&#8217;incremento registrato tra i lettori pi\u00f9 istruiti fa pensare che ci sia stata una migrazione da quelli a pagamento a quelli gratuiti. Per quanto riguarda i periodici lo scenario non migliora: nel 2009 li legge il 26,1% degli italiani (-14,2%) e quella dei mensili il 18,6% (-8,1%).<br \/>\n<!--more--><br \/>\n&#8216;Resistono&#8217; i libri, stabile l&#8217;uso dei cellulari. Leggera discesa anche nella lettura dei libri (dal 59,4% del 2007 al 56,5% del 2009), mentre rimane quasi stabile l&#8217;uso dei telefonini (dall&#8217;86,4% all&#8217;85% con una leggero calo quindi) ma con un uso molto pi\u00f9 parsimonioso scegliendo magari di mandare sms piuttosto che di connettersi ad internet.<\/p>\n<p>Internet verso la saturazione. Anche per la rete la crescita \u00e8 minima: dal 45,3% del 2007 si \u00e8 passati al 47% del 2009. Nel momento in cui la rete \u00e8 diventata familiare all&#8217;80% dei giovani e al 70% dei soggetti pi\u00f9 istruiti si va verso una dimensione di saturazione e il dato complessivo pu\u00f2 aumentare solo con estrema lentezza.<\/p>\n<p>Avanza la tv a pagamento. Tra i pi\u00f9 istruiti 65 su 100 hanno un abbonamento alla tv a pagamento, dato che scende tra i meno istruiti (56%) e i pi\u00f9 anziani (il 56,7% non ha abbonamenti di nessun tipo). A convincere a guardare questo tipo di tv \u00e8 la libert\u00e0 di scelta (43,6%).<\/p>\n<p>Facebook: a cosa si rinuncia, come si usa. Poich\u00e9 la giornata \u00e8 di 24 ore, l&#8217;assidua frequentazione dei social network, ragionano gli autori del rapporto Censis, toglie tempo a qualcos&#8217;altro. La lettura \u00e8 la prima tre le attivit\u00e0 che si sacrificano a vantaggio di Facebook (la domanda \u00e8 stata rivolta agli utilizzatori del pi\u00f9 popolare tra i social netword): lo afferma il 42,4% degli iscritti. Segue la consultazione di altri siti Internet (40%), andare al cinema (11%) o guardare film in dvd (9,1%), la rinuncia allo shopping (5,3%) e l&#8217;ascolto della radio (5,6%).<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Via Repubblica La diffusione di Internet segna un po&#8217; il passo, la lettura di libri e giornali regredisce di qualche punto percentuale, ma guadagna molto terreno l&#8217;entusiasmo per i social network, che hanno contagiato 19 milioni di italiani: \u00e8 lo scenario che emerge dal rapporto sui consumi mediatici del Censis. 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