{"id":1497,"date":"2007-09-12T09:33:16","date_gmt":"2007-09-12T07:33:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2007\/09\/12\/nicoletti-sula-blogosfera-del-12032005\/"},"modified":"2007-09-12T13:02:13","modified_gmt":"2007-09-12T11:02:13","slug":"nicoletti-sula-blogosfera-del-12032005","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pasteris.it\/blog\/2007\/09\/12\/nicoletti-sula-blogosfera-del-12032005\/","title":{"rendered":"Nicoletti sulla blogosfera del 12\/03\/2005"},"content":{"rendered":"<p>Gianluca Nicoletti scrisse due anni e mezzo fa su Tuttolibri de La Stampa questo articolo sulla blogosfera italiana. Era un articolo forte, provocatorio, ma che partiva da una serie di critiche e analisi condivisibili o per lo meno utili per una lavoro autocritico.<br \/>\nEcco l&#8217;articolo integrale.<br \/>\nDopo 900 giorni da quell&#8217;articolo come \u00e8 cambiata la nostra blogosfera made in Italy ?<\/p>\n<blockquote><p>La blogosfera italiana si \u00e8 costruita come un universo piramidale non scalfibile ed elitario.  Altro che libert\u00e0 espressiva e letteratura  spontanea.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nA dettar legge sono qualche decina di fighetti, alcuni ben  supportati e vellicati da amici con addentellati old mediatici e quindi ogni  loro ruttino diventa sublime espressione di novit\u00e0, porto ad esempio il  partorir neologismi del calibro di &#8220;intelluguale&#8221; che in un&#8217;agape  &#8220;galattica&#8221; \u00e8 stata sancita come civettuola definizione dell&#8217; intellettuale  che operi in rete.<\/p>\n<p>Ohim\u00e8, in nome dell&#8217;intelleguaglianza stiamo ancora all\u2019idolatria del nuovo  che \u00e8 tale perch\u00e9 scribacchiato in rete.  Consunti simposi sul significato  della scrittura on line appesantiscono i server di bittume superfluo,  ipermetropiche compilazioni secernono spossatezza nel loro essere illimitate  nello spazio disponibile.  Avere limiti tipografici nello scrivere significa  allenarsi a comprimere concetti che stimolino all&#8217;illimitatezza.  Il blog<br \/>\ninvece si espande verticalmente verso il basso e tende all&#8217;indefinito. Un anellide che si riproduce per partenogenesi ogni qualvolta qualcuno ne  innesti la testa nel content manager system.  Comunque si sa vien da  chiedersi perch\u00e9 alle nostre latitudini essere blogger sia assimilato  all\u2019appartenenza ad una compagnia di giro che si rafforza di dibattito in  dibattito, ma a volte si assottiglia se qualcuno ce la fa e passa dal codice  binario alla vecchia carta inchiostrata.  Anche recentemente la supremazia  del solito zoccolo duro \u00e8 stata sancita dal Focus della \u00abCasaleggio  Associati\u00bb che disegna una blogosfera italiana su cento astri splendenti  (sempre gli stessi) che autoalimentano il loro olimpo linkandosi e  rilinkandosi a vicenda.<\/p>\n<p>Citandosi e track-backandosi moltiplicano le loro perle di saggezza, arguzia    antagonismo tarocco nell&#8217;ipercubo multimediale, ma se non ne parla qualche  giornalone per eccellenza si ha l&#8217;impressione di aver perso tempo.<\/p>\n<p>Il focus per\u00f2 ne vede solo cento.  I cento che sopravvivono nei blog roll dei  loro adepti in perenne sindrome di Stendhal.  Vengono evidenziati quelli pi\u00f9  interconnessi tra loro e quindi pi\u00f9 visibili perch\u00e9 pi\u00f9 citati dagli altri,  una sorta di famiglia Auditel cyberfighetta che esprime un parere omogeneo  rassicurante e conservatore.  Il suk dei sottoblog, i paria che si devono  accontentare di plebee con-directory?  Non appaiono nella ricerca.  Quelli  sono i reietti che nascono e muoiono senza nemmeno un righino da parte di  chi \u00abtiene i contatti\u00bb con i multiple name, gli anonimus e gli hacker pentiti?<\/p>\n<p>Per loro il destino delle piccole emittenti di fronte al monopolio dei  grandi network ci sono, ma senza diritto di parola.  Non prendiamoci in giro, anche nell\u2019inframondo resta sempre in piedi lo stesso meccanismo che vale<br \/>\nnella vita reale.  Non ci scandalizza, ma se essere blogger significa avere tanti link e la spalletta dei preferiti compiacente ai soliti noti, si  deduce che anche questo umile esercizio non \u00e8 per tutti.  Si dir\u00e0 dove \u00e8 la  sorpresa?  Nessuna, solo che ci si immaginava qualcosa di pi\u00f9 estremo e  rivoluzionario, un sistema che avrebbe potuto abbattere le limitazioni  spazio temporali, i condizionamenti sociali e culturali insomma la rete  poteva essere in questo caso qualcosa di pi\u00f9 che un limbo artificiale in attesa di un editore vero.<\/p>\n<p>Escono illustri antologie dei blogger italiani, costoro si fanno vedere  anche in giro, molti sono riconoscibili per robusti \u00absconfinamenti\u00bb nella parte oscura della forza e quindi dove \u00e8 la novit\u00e0?  Forse nel meccanismo che permette una facile ed immediata pubblicazione, editor intuitivi e alla  portata di tutti.  Perfetto e bellissimo, ma ancora ci chiediamo cosa c&#8217;\u00e8 di  nuovo?  Il link equivale al riconoscimento di chi \u00e8 del giro, i premietti e i  bannerini che certificano i premietti, le intervistine e le scuolette di  scrittura sul mestiere di scrivere il web\u2026 Insomma il maestrinismo di  quelle\/i che al liceo prendevano bei voti e stavano ai primi banchi si \u00e8  impossessato di ogni sregolatezza nella blogosfera.<\/p>\n<p>Se vogliamo cogliere un&#8217;altra costante che aleggia sottile in tutto  l&#8217;universo blog \u00e8 quella della depressione.  Perch\u00e9 il blog deprime?  Forse  perch\u00e9 \u00e8 un vizio solitario per la maggior parte di quanti ne coltivino la  pratica.  Forse perch\u00e9 si \u00e8 soli, introversi, isolati dal mondo quando si blogga.  Forse perch\u00e9 alla fine non si ha bisogno di nessuno quando si blogga.  Forse perch\u00e8 chi blogga vorrebbe qualcosa di pi\u00f9 per esprimersi.  Non  so forse tutta la rete \u00e8 deprimente, ma il blog ha un&#8217;accezione saturnina  pi\u00f9 radicale.  Si guardi il calendario delle bloggers femmine pubblicato on  line quest&#8217;anno, no quasi nessuna sorride.  Per lo pi\u00f9 sono assorte,  evanescenti, vestite di splenn anche laddove siano spogliate.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 mai le signorine palliducce che trasognano fotarelle da risvolto di  copertina blasonata non realizzano che tra loro e le veline aspiranti  aspiratrici cambia solo il punto di vista.  Loro son quelle che si sentono  belle dentro, le altre dentro e fuori non fa differenza, per tutte loro l&#8217;importante \u00e8 esser viste.  Le une sventoleggiano curvilinee belt\u00e0 rese ancor pi\u00f9 vere dal sintetico fotoritocco le altre affidano al permalink  l&#8217;eternit\u00e0 del loro diario e denudano anime lacerate in luogo di nature  lacerate (\u2026 che pur resero celeberrima la melassa di Melissa).<\/p>\n<p>Il blog tipo, se evitiamo quelli di personaggi gi\u00e0 noti e fisiologicamente  euforici da successo, \u00e8 un diario tristerrimo dove il logorio del quotidiano  distrugge irrimediabilmente la voglia di vivere.  Tra lo\/la\/l? scrivente e il  resto del mondo esiste una patina limacciosa che rende catarattico anche il  punto di vista di un adolescente.  Ho bei ricordi di anni di bloggazione gioiosa, chiss\u00e0 perch\u00e9 oggi mi gira cos\u00ec?  Sar\u00e0 forse un problema solo mio, ma aggiungere all&#8217;html editor un tool che secerna Prozac potrebbe aiutare  non poco.  Sar\u00e0 per il fatto che mi sento annichilito dal pullular garrulo di  scintillante facondia che sprizza da ogni blog in cui mi capita di  zampettare neghittoso alla ricerca di soch\u00e8 da trasformare in parole  piombate.  Molti lo fanno per la sorpresa di chi vive ignorando la rete, e  per sua fortuna vive anche benino.<\/p>\n<p>Il blogger \u00e8 anche materia prima di fabbrica editoriale, libri fatti di  chat, di sms, e pure di blog.  Facile riempire spazio con veloce cut paste  della risulta sollevata dallo tzunami grafomane dei blogger conosciuti.   Cannibalizzati per la gloria di \u00abnuovi Cannibali?\u00bb.  Forse \u00e8 terapeutico,  meglio che rodersi il fegato \u00e8 far la cronachina degli amichetti che spazzolan librerie dal parquet insalivato.  E perch\u00e9 no?  Qualche personale  letturina da consigliare tanto per darmi un tono, quel che vedo alla mattina  sfoglicchiando quotidiani, cito i citati, linko i premiati, lecco il  fighetto.  C&#8217;\u00e8 poi lo sguardo in tv.  Scanalo qua e l\u00e0, magari dico cose  cattive su Sanremo, sfotto le conduttrici, tanto per darmi un tono con aria  superiore compatisco tutti.  Mi spreco in metafore.  Se avanza spazio un po&#8217;  di sguardo interiore e tracce minimali di vita uggiosa.  Gi\u00e0 allora si che  sarei anch&#8217;io un vero blogger, spipparolandomi ripiegato su me stesso darei  senso alla meraviglia dei bei compitini quotidiani e dei sorridenti  battimani.  Gi\u00e0 ma sono un cialtrone, scrivo solo per denaro e su commissione.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gianluca Nicoletti scrisse due anni e mezzo fa su Tuttolibri de La Stampa questo articolo sulla blogosfera italiana. Era un articolo forte, provocatorio, ma che partiva da una serie di critiche e analisi condivisibili o per lo meno utili per una lavoro autocritico. Ecco l&#8217;articolo integrale. 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